Non è che giudicassi, riguardo la tua attitudine verso lo stato e derivazioni dello stesso. Era una constatazione in base a ciò che tu hai scritto, non in base a ciò che ho immaginato. Il senso dell'onore o lo si ha o lo si sbeffeggia: è una cosa che ho imparato non soltanto per ragioni politiche ma nei rapporti umani anche i più banali e comuni. Se non lo si ha, non si può capire il perché del combattere una guerra che non si può vincere. Ma poco importa, è anche nell'ordine delle cose che sia così (altrimenti saremmo uguali e non lo vogliamo) e peraltro viviamo in tempi diversi. Una cosa: smettila di dipingermi come un Matusalemme per irridermi (ammesso sia da irridere qualcuno per ragioni di età avanzata). De Luca, che citi, ha parecchi anni più di me ed appartiene alla generazione precedente la mia. Certo che lo conosco, è ancora in giro a dire e fare sempre le stesse cose da quarant'anni. Cosa ne penso, se provo ad essere obiettivo riguardo uno che per me nemico lo è davvero? Credo che sia coerente, a modo suo o del suo personaggio; come ho detto, è tutta la vita che porta in scena sempre lo stesso repertorio. Convince o non convince? Io piuttosto mi chiederei se è genuino e, forse maliziosamente, mi viene da pensare che uno che pubblica un libro all'anno abbia un disperato bisogno di pubblicità (ché poi è anche un dato oggettivo). Non appartiene al tuo tempo, ma a me è sempre piaciuto molto Pajetta, a destra lo rispettavano tutti (se un uomo è di valore, lo è e basta). Di lui parlerei sempre bene, di De Luca non saprei perché parlare. Una cosa mi sento di dirla, idealista proprio no. Ecco, non so se ti soddisfa, ma altro non mi viene.





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