
Originariamente Scritto da
Grifo
E che vuol dire. Molti dei Plebei romani erano benestanti o ricchi ma emarginati politicamente, e quando scoppiò la rivolta del Monte Sacro (detta anche dell'Aventino) vi aderirono insieme alla parte più povera della plebe (un uomo anziano non era riuscito a pagar le tasse ed era stato fatto frustare dall'esattore)
Sul Monte Sacro (si chiama ancora così) meditavano di andarsene a Veio e quando i Patrizi mandavano gli esattori semplicemente li linciavano.
Il Senato mandò un mediatore, Menenio Agrippa, sapendo che non sarebbe stato linciato: Agrippa era benvoluto dal popolo, nobile e povero aiutava chi poteva ed era uno dei pochi che non dava i soldi a strozzo. Si accordarono per la cancellazione di tutti i debiti e l'istituzione dei Tribuni della Plebe che avevano potere di veto sulle decisioni del Senato, e in ringraziamento i Plebei edificarono sul Monte Sacro un Tempio a Giove. Era il 494 A.C.
In morte di Agrippa la Plebe con una sottoscrizione formò una dote per le sue tre figlie, e Giunio Bruto che aveva convinto i soldati ad aderire alla rivolta fu ricordato come uno dei padri della Patria.
Da 25 secoli ci raccontano che i Plebei si fecero convincere dal famoso "
Apologo di Agrippa", ma è tutta una cazzata.
Puoi fare il paragone con oggi, dove il Senato ha trasferito all'estero la sovranità e si mantiene potere e privilegi esponendo una parte sempre più ampia della Plebe all'impoverimento e al ricatto (comprese le "pistole alla tempia" dei germanici).
Non dura e l'argine del Renzusconi ha fatto cilecca, se lunedì fanno il governo che di qui a fine anno deve "tener fede agli impegni con l'Europa" salta tutto. Siamo a 1,5 milioni di famiglie nell'indigenza e 5 milioni in povertà, 21 milioni iscritti nei ruoli di Equitalia, e non ci saranno mezzibusti che tengano: adesso c'è internet.
Certo, c'è anche chi pensa che subiremo tranquilli la fine della Grecia con Tsipras, ma portateli da un buon psichiatra.