





Certo, ma non dalle zone da cui partono i giovani clandestini.
Poi ripeto pure noi abbiamo in Italia situazione di ricchezza come chi vive in centro a Milano e situazioni di miseria assoluta.
Esiste qualcuno di soddisfatto a questo mondo?Non so esprimermi Jaredd però così a naso, io credo che è più facile truffare chi non sta bene nel proprio paese e vive nel disagio così da credere di star meglio fuori. Altrimenti non c'è informazione corrotta o imbroglioni che ti spingano a fare quel tipo di viaggio. Però, se ti va, girami pure qualche articolo e reportage così mi documenterò più a fondo sul fenomeno che mi hai raccontato.
Non vogliamo tutti quello che non abbiamo? Camionisti che sognano di essere attori, attori che sognano di essere camionisti (è comunissimo il fenomeno delle star di Hollywood che vogliono sporcarsi le mani e si improvvisano meccanici, agricoltori, vinicoltori, muratori, cuochi... perché sono stanchi del loro stile di vita e vogliono provare l'opposto.
Se qualcuno ti mette la pulce nell'orecchio che altrove, in un paese lontano, la vita è perfetta è facile convincere: perché non ci si mette di mezzo solo la voglia di avere di più (perché accontentarsi di meno se puoi avere di più?) ma anche il fascino indiscusso che il viaggio e il nomadismo esercitano sull'essere umano. E appunto nella storia dell'uomo si è sempre cercato un Eldorado, un Atlantide, un Shangri-La un Paese delle Cuccagna.
Molti dei miei parenti si sono trasferiti: Germania, Singapore, Australia, Canarie, Texas... nessuno di loro ha mai avuto una reale necessità di farlo, non erano morti di fame o con chissà quale occasione da sfruttare... in Italia avrebbero campato come quelli della famiglia rimasti. Anzi alcuni di loro sono stati peggio di chi è rimasto. Ma l'idea che il giardino nel vicino è sempre più verde, il fascino per l'esotico, la noia dei luoghi familiari e tante, troppe aspettative hanno fatto il resto.
Alla fine quei giovani africani sono come i miei parenti, stessi pensieri, stesse aspettative, stessa psicologia... solo che loro si muovono per via illegali con tutti i rischi che questo comporta: per loro, per quelli che lasciano a scontrarsi con una criminalità sempre più ricca dei loro soldi e per noi a scontrarci con un fenomeno incontrollabile che alimenta a sua volta la criminalità nel nostro paese e un'ignobile corsa al ribasso della manodopera (è una vergogna che il clandestino prenda 300 euro per un mese di lavoro in fabbrica, ma lui grazie all'accoglienza che provvede a vitto ed alloggio può camparci, un italiano che con quei 300 deve pagare affitto, bollette, cibo, benzina no.. quindi è una situazione che crea sfruttamento da un alto e anche un pericoloso precedente: o l'italiano accetta la paga del clandestino o niente lavoro)
Faccio una ricerca e vedo cosa riesco a trovare: le letture o le visioni di inchieste e servizi sono estemporanee e non mi salvo la fonte e spesso non è nemmeno possibile farlo (come quando ti colleghi ad una canale africano che sta trasmettendo in diretta)

