

"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Io lo so di cosa sto parlando,tu evidentemente no visto che parli di "sondaggi per le prossime elezioni politiche"quando queste si sono già tenute.
Quanto alla supposta categoria- che tu tiri in ballo -degli" pseudo-repubblicani",io non la conosco,però mi sento di escludere che tu possa appartenervi.Perchè?
Perchè per farne parte, suppongo che bisogna avere almeno le sembianze di un repubblicano e tu non hai nemmeno quelle.
Quanto al turpiloquio,se non hai ancora imparato a distinguerlo alla tua età è escluso che tu possa mai riconoscerlo,ma se ti piace,è evidente che in qualche misura ti appartiene anche se onestamente,non mi ricordo di avertelo mai visto usare.
iaociao:




certo sono rimasti dei residui monarchici ll'interno dello stato repubblicano , e non solo le onoreficenze ; ma anche amnistia e condono sono residui ddi stato monrchico, come pure , a mio avviso, la possibilità di nominare senatori a vita( anche se non ho condiviso la canea fatta contro di loro in occasione della crisi del governo Prodi , ma sappiamo che i berlusconiani sono specialisti nello scoprire questioni di principio solo quando fa loro comodo e dimenticarsene due ore dopo) .
Ma questo non significa che non vi siano stati grossi cmbimenti, a partire dall'ereditrietà e dall'elegibbilità naturalmente. Il presidente della repubblica non è irresponsbile anche per i reati comuni da lui eventualmente compiuti. Accettare l'idea che possa essere ereditaria la più alta carica dello stato implica un modo di vedere la politica che si riverbera su tutto il modo di vedere la politica stessa. Educare i ragazzi ad accettare l'ereditrietà della più alta carica dell ostto significa educrle d ccettare le differenze di diritti e di possibilità tra gli uomini com eun fatto naturle; non mi sembra per niente poca cosa. ( altro che il rilascio della medaglietta di cavliere o di altre onoreficenze come avviene in pressochè tutte le repubbliche, e su questo sarebbe da aprire una grande parentesi sul perchè considero poco repubblicano il rilascio di quelle onoreficenze , ragioni che penso siano diverse da quelle che ti fanno ritenere la stessa cosa,) .
"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
http://www.novefebbraio.it/


"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
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Ad ognuno le sue opinioni.
A mio avviso ogni paese ha il diritto a mantenere le sue tradizioni e le sue peculiarità.
E non ritengo una repubblica automaticamente più democratica in se e per se.
Il sistema Westminster funziona perfettamente o quasi da secoli, senza essere una repubblica o avere un testo costituzionale scritto "rigido"......Non generalizziamo troppo.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Intanto non credo di dover difendere sistemi monarchici che funzionano come quello svedese o quello britannico, che peraltro di monarchico ormai hanno solo le forme esteriori. e comunque in teoria l'ereditarietà garantisce
una preparazione accurata del titolare e una maggiore stabilità dello stato.
Le repubbliche possono eleggere capo dello stato uno come Peron , che molto democratico non mi sembra.
Riguardo i titoli e le medagliette, ti ricordo che tutte le repubbliche hanno concesso simili gingilli (come li chiamava Napoleone) sin dalla notte dei tempi. Per onorare i loro cittadini migliori.....che il sistema si sia via via deteriorato non ci sono dubbi, ma questo accade anche in ben altri campi.
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Il discorso non fa una piega.
Da un punto di vista puramente simbolico, avere in una democrazia, capo dello stato una persona eletta per successione ereditaria è decisamente un brutto esempio.
C'è da considerare poi il problema dell'inamovibilità del RE. Se un giorno dovesse impazzire e fare sfaceli, nessuno lo può destituire salvo un colpo di stato.
Il rovescio della medaglia invece dal lato positivo è che questa inamovibilità lo rende immune anche dagli attacchi politici, dai dossier avvelenati che rivolti ad un capo dello stato sono anche una minaccia all'unità nazionale.
Infatti il capo di uno stato repubblicano, nei suoi poteri di garanzia e unità, non è altri che una fotocopia delle prerogative del Re.
Anche attorno al Presidente della Repubblica, si costruisce una cortina protettiva che lo rende quasi intoccabile.
Ricordo ad esempio l'attacco a Scalfaro sui fondi neri SISDE quando egli era ministro degli interni. Venne sottoposto a procedimento giudiziario e scagionato, ma solo dopo il suo mandato di Presidente per una questione di conflitto costituzionale.
Vi si è costituito per prassi una sorta di Legittimo impedimento ante-litteram che lo rende di fatto immune a quasi tutto.
Può essere destituito solo per attentato alla costituzione e alto tradimento durante il suo mandato e questo sempre per difendere lo stato e l'unità nazionale.
A mio avviso le monarchie occidentali sono un minuscolo retaggio del passato. I paesi che le hanno ancora non se ne liberano perchè in fin dei conti svolgono la stessa funzione che fa un presidente super partes.
Ultima modifica di stefaboy; 29-08-10 alle 08:58
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Non c'è dubbio,sottoscrivo pienamente.Però, senza generalizzare,ritengo -almeno in linea di principio- la forma repubblicana laddove si esplica compiutamernte o quasi(vedi gli Stati Uniti)l'espressione più alta(o meno bassa) della democrazia che la storia ci ha presentato.Non altrettanto si può dire di un sovrano che per definizione è lì non sulla base di un consenso popolare liberamente espresso,ma per "diritto divino"come si diceva(e pensava)una volta,o in base a successione dinastica.
Che poi ci siano Paesi che pur non essendo monarchie applicano i medesimi criteri dinastici nel designare i propri capi è vero(si pensi all'Egitto,a Cuba,alla Corea del Nord... ma si possono mi pare portare altri esempi che adesso non mi sovvengono),ma questo non inficia l'assunto di prima ed è anche vero che non di democrazie si tratta ma di satrapie di diverso grado ed origine.
Per la verità,venendo alle nostre faccende domestiche,tale criterio dinastico sembra aver fatto capolino anche nella nostra classe politica,si pensi a quello che stava facendo a suo tempo Craxi con il suo Bobo, Di Pietro con il figlio Cristiano e a quello che Bossi sta facendo con e per il suo Renzo.Peraltro, tre bamboccioni tutt'altro che dotati non solo politicamente ma anche e prima di tutto intellettivamente.Pure Bobo?Sì,per non parlare degli altri due rispetto ai quali sembra un genio.
Ultima modifica di lincoln; 29-08-10 alle 14:29


"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
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