







Questo 3d parte da lontano ma trascura cose importanti. Ne cito una.
All'inizio 900 L'industria italiana faceva ridere e non esistevano i trattori agricoli; il lavoro, per lo più agricolo era disumano.
In italia non c'erano grandi capitali ( era un paese povero) con mille problemi dovuti per lo più all'unificazione.
Ora paragonare quegli agricoltori, quegli operai a quelli del 68 mi sembra assurdo come sommare arance a dadi da brodo.
I primi non avevano niente se non fame, i secondi viaggiavano in auto su autostrade nuove fiammanti ( vedi ponte morandi)






Insomma hai scritto un "Manifesto della Sinistra", finalmente! Magari c'è da ridiscutere la fase rivoluzionaria '68/'77 che mitizzi un po troppo (non c'eri), ma ti do alcune osservazioni su "come ha fatto ad andare storto" visto che dovremo correggere la tendenza.
- 1991, firmiamo il Trattato di Maastrict che ci porta in un regime di cambi fissi e sopravvaluta la Lira (lo SME)
- 1992, 2 giugno, riunione sul Panfilo Britannia
- 1992, 16 settembre, speculazione di Soros contro la lira, l'Italia esce dallo SME, Ciampi svuota i forzieri di Bankitalia e li passa a Soros e parco buoi che si è accodato.
- il decreto del 1992 nº 333 ha trasformato in SpA le aziende di Stato IRI, ENI, INA ed ENEL; Inizia la privatizzazione e lo smantellamento delle aziende pubbliche
- 1993, Ciampi "Sovranizza" le banche con la Legge 385/1993, "superando" la Legge Bancaria del 1936, comincia saccheggio e malaffare
- 1994, Berlusconi "privatizza" gli Enti Previdenziali, comincia l'impiego in "Finanza" dei versamenti pensionistici, a oggi sono stati dilapidati 48 miliardi di €;
- 1995, Prodi inizia la vendita delle aziende pubbliche, sarà un saccheggio peggio di quello dei Visigoti
- 1999, Dalema con la legge 130/1999 "liberalizza" la Finanza Tossica, in danno di cittadini e imprese (reintroduce di fatto anche l'ereditarietà del debito già abolita nel 326 A.C.)
- 2002, arriva l'Euro
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Mi fermo qui sennò stò fino a stasera, Quindi è un miracolo che abbiamo ancora la rete di PMI che sono il 99,6 delle imprese italiane, fanno il 95% del PIL, occupano 16 milioni di persone, e esportano per 450 miliardi/anno.
Naturalmente almeno dal 1992 si è tentato di ammazzarle in ogni modo per avere, come disse Prodi, "un mercato finanziario degno di questo nome". Abbiamo visto, fra banche fallite, credit crunch alle PMI, depredazione dei risparmiatori etc. cosa si intendesse.
Insomma chi oggi vuole "pensare a sinistra" posso raccomandare di rimodulare il concetto del confronto fra "Capitale e Lavoro", va aggiornato perchè siamo tutti nella stessa barca, e la II Repubblica pur defunta in Parlamento è ben viva in tutti gli apparati e potentati.
Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.


Giolitti attuò una politica di apertura verso il movimento operaio, con l’appoggio dei moderati e dei socialisti riformisti.
Il boom economico si concentrò nel triangolo industriale Milano-Torino-Genova sotto la spinta di un accordo tra Stato e imprenditoria privata che ha improntato la struttura del capitalismo italiano fino ai giorni nostri.
Lo Stato ci metteva i soldi e sceglieva i gruppi imprenditoriali a cui concedere commesse e lavori.
L’iniziativa privata lucrava in un mercato monopolizzato e protetto e finanziava i partiti politici e le lobby che agevolavano i suoi affari.
Questo sistema di gestione del potere ha prodotto la scarsa capacità concorrenziale dell’industria italiana e ha affermato su larga scala il metodo clientelare.
Una deformazione culturale/politica su cui si fonda tuttoggi la tipica “etica” pubblica italiana.
In ogni caso il boom economico interessò soltanto il nord.
Più industrie, più diritti civili, più comunicazioni, più scuole, più capitali e produzione industriale.
Al sud invece soltanto dei latifondi e un potere di notabili locali mantenuto attraverso il voto di scambio.
Il che portò una stagnazione economica e l’esplosione dell’emigrazione, con milioni di cittadini italiani che andarono a cercare fortuna in America.
Questa doppia faccia dell’Italia era anche la doppia faccia della politica.
Progressista al nord, corrotta-conservatrice al sud.
Una doppia faccia sopravvissuta fino ai giorni nostri.



