Penso che per giudicare con cognizione di causa se un processo si è svolto correttamente bisognerebbe avere le carte in mano.
Ora, nel caso di Avetrana tutti concordavano che la fanciulla fosse uscita ad una certa ora. Lo sosteneva la madre, la sua donna delle pulizie o badante e i due fidanzati che dalla macchina la hanno vista per strada. Ai fidanzati il giornalista chiede se siano certi dell'ora e la ragazza risponde di si dicendo che essendosi domandata come mai la ragazzina fosse in giro da sola a quell'ora, aveva istintivamente guardato l'orologio.
Il problema? Il problema è che l'orario di queste testimonianze confliggeva con l'ipotesi dell'accusa secondo la quale la ragazzina doveva essere uscita prima per poter incastrare il delitto nel tempo necessario a che arrivasse l'amica della poi condannata.
Come sia accaduto che TUTTI i testimoni abbiano cambiato idea è davvero stupefacente. Come è stupefacente che poi tutti abbiano adottato la tesi della procura. E in tribunale alla domanda della difesa, che per altro nemmeno insiste, sull'ora dei fidanzati. la ragazza risponde che si era confusa perchè i giornalisti la pressavano.
Onestamente spero siano colpevoli altrimenti è una tragedia abnorme.
Detto ciò penso che ogni sistema giudiziario abbia le sue pecche e che l'esposizione mediatica sia deleteria. Ma che l'accusa condivida la carriera della parte terza.... questo è contrario ai principi dello Stato di diritto.





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