Io avrei fatto così.
Chi crede di aver diritto al RDC dovrebbe mandare on line una domanda corredata dei suoi dati essenziali per il calcolo ISEE.
Dopo di che, i computer ministeriali , calcolano gli individui divisi per comune di residenza, che avrebbero diritto al RDC ed i comuni raccogliendo le informazioni in loco , attraverso polizia locale, servizi sociali ecc ecc, danno il benestare o il diniego, che non è vincolante perchè lo Stato farebbe ulteriore verifica con incrocio dati come i famigliari , C/C carte di credito , veicoli , abitazioni, consumi della luce, del gas, viaggi recenti, ecc ecc. ( oggi si può fare con un clic di computer)
accertato i nominativi meritevoli del RDC , lo Stato dovrebbe versare ai comuni di residenza gli introiti dedicati alla persona, dopo di che, i comuni, chiamando le persone , farebbero compilare una scheda su ciò che una persona sa fare e cosa sarebbe disposta a fare.
Le schede vanno in uno schedario elettronico dal quale attingeranno le aziende.
le aziende avranno per il primo anno totale esenzione di tasse e metà stipendio pagato dallo Stato , il secondo totale esenzione di tasse e dal terzo fino al quinto riduzione della metà delle tasse .
Il cittadino non usufruirebbe del reddito stando a casa ma lavorando .
Al terzo rifiuto scatta la cancellazione .
Per chi viene chiamato in una azienda lontana oltre un'ora di strada dal luogo di residenza , potrebbe usuffruire a richiesta di un affitto gratis di 300 euro per una casa vicino l'azienda di lavoro.




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