Se tu l'avessi fatto realmente, non avresti lascio inevase queste domande, che ribadisco ulteriormente a costo di essere pedante:
Quando sarai in grado di dare risposte pertinenti e non evasive, come invece hai fatto finora, cercando di rifugiarti nella ripetizione di cose già dette o nei copia-incolla di wikipedia (fatti superficialmente, oltre tutto), fammi/facci un fischio.
Suvvia, hai detto che l'affermazione di Wright, uno dei più autorevoli genetisti dell'ultimo mezzo secolo, secondo cui anche di fronte ad un indice inferiore al 5% si sarebbe stati di fronte ad una differenziazione tutt'altro che trascurabile non sarebbe da prendere in considerazione "perché non ha senso"! Hai solo replicato con l'ausilio di altri dati e studi la fallacia di Lewontin, non hai fatto nulla di originale o di particolarmente brillante.
Ed io ho comunque replicato con "altrettanto": dati e studi. Sappiamo perfettamente che il dibattito sulle razze è stato condizionato ed è tutt'ora condizionato dal politicamente corretto, inutile nasconderselo. Nonostante questo, ci sono studiosi che non possono considerarsi allineati a questa vulgata, così come ci sono studi che hanno prodotto risultati che contraddicono l'affermazione che non esistano le razze o che, quanto meno, fanno restare il dibattito aperto.
Eh, il problema è che le controrepliche devono essere fondate. Tu pretendi che io consideri le tue controrepliche fondate perché...tu stesso le consideri fondate! Pura autoreferenzialità.
Dipende dagli studiosi.
Se ti riferisci a Rosenberg et al., a loro dire, gli studi pubblicati non hanno né affermato né negato l'esistenza delle razze, cosa peraltro comprensibile alla luce del putiferio che ne è comunque venuto fuori. Ma un conto è non pronunciarsi sul tema, affermando che non è l'oggetto della ricerca, un altro è dire sulla base dei risultati degli studi che le razze non esistono.





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