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  1. #3051
    catcher in the rye
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    Predefinito Re: Grande tristezza: il tradimento.

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    ba come esistesse qualche differenza tra natura e cultura, l' uomo è per natura produttore di cultura non può farne a meno, fin dall' inizio, da quando ha iniziato a sotterrare i morti, cioè da quando è uomo
    appunto: l'uomo non esiste senza cultura.
    Ergo: non esiste "l'uomo naturale"
    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
    «Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij

  2. #3052
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    Predefinito Re: Grande tristezza: il tradimento.

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    è passato qualche secolo da Adam Smith..
    evolviti
    Ma non é che puoi rispondermi così @Druuna, la terra é terra e dalla terra si ricavano i nutrimenti voi di sinistra tendete ad "ignorare" volutamente le necessità tecniche della produzione. La terra é un mezzo di produzione accettarlo, brava ora che l'hai fatto renditi conto che ognuno ha quella che ha.
    L'antifascismo è terrorismo! Mettilo anche tu in firma!Il Presidente degli Stati Uniti d'America ha ragione!

  3. #3053
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    Predefinito Re: Grande tristezza: il tradimento.

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    appunto: l'uomo non esiste senza cultura.
    Ergo: non esiste "l'uomo naturale"
    sinceramente non capisco questa polarizzazione natura/cultura nè la partigianeria unidirezionale verso la cultura, la cultura è un aspetto della natura umana, non l' unico perchè se è vero che senza cultura non c'è l' uomo, di sicuro non c'è neppure se viene a mancare il sostrato biologico che ne costituisce e determina i bisogni primari, i processi fisiologici ecc

    voi siete partigiani, prendete la parte e la elevate al tutto, le realtà è più ampia della vostre polemichette
    «che giova ne la fata dar di cozzo?»

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  4. #3054
    Maestro
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    Predefinito Re: Grande tristezza: il tradimento.

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio

    "comandare" non significa un cazzo.
    Salvini e Trump non comandano nulla (ma neanche Renzi e Obama eh) in un mondo complesso e globale.
    Un giorno sei multimiliardario, il giorno dopo ti suicidi misteriosamente in carcere.
    ovviamente non si è suicidato epstein e figurati se non sono sempre esistiti gli intrighi di palazzo i borgia le scopate il libertinaggio gli omicidi più o meno sospetti e ogni menata possibile

    guarda mi è capitato tra le mani un librone di niall ferguson, storico inglese conservatore kissingeriano, dove contrappone due modalità storiche di manifestazione del potere, una distribuita, la piazza(oggi sarebbe la rete i social facebook ecc) e una verticale. la torre, le strutture di potere gerarchico ecc

    Per lo storico si tratta dunque di rileggere la storia con una diversa consapevolezza appropriandosi di nuovi strumenti, a cominciare dalla teoria dei grafi, una branca relativamente recente della geometria. Nasce infatti nel 1741, quando Eulero risolse con uno dei suoi teoremi l'enigma dei ponti di Königsberg, la città di Kant: come è possibile attraversarli tutti e sette seguendo un unico itinerario... ma passando una volta sola su ogni ponte?

    La teoria delle reti ci insegna che per prevedere la velocità con cui si diffonde un'epidemia – può essere un virus mortale o un'idea rivoluzionaria – non basta valutare la potenza del suo vettore, ma è necessario studiare anche la rete che trasmette il contagio, il suo grado di connessione, la presenza di nodi strategici al centro di molte connessioni o che possono congiungere reti diverse.

    Ricondurre un fenomeno storico-sociale ai nodi e agli archi che lo sottendono non fa scoprire nuove realtà ma permette di vedere e interpretare in chiave differente fenomeni già noti (un po' come era accaduto con la teoria dei sistemi e la teoria delle catastrofi, tecniche ingegneristico-matematiche applicate poi a fenomeni sociali e dunque umani). La piazza e la torre affina la percezione delle reti spiluzzicando con divertita erudizione tra decine di episodi e situazioni emblematici che riguardano la storia, la politica, la scienza e la tecnologia, l'economia e l'organizzazione aziendale, le comunicazioni e la cultura (dall'invenzione della stampa alla posa dei cavi sottomarini transoceanici), l'arte della guerra e il terrorismo...



    Nodo problematico dell'analisi di Ferguson è l'effettiva rilevanza delle reti nel determinare lo sviluppo storico e l'evoluzione delle idee. Da un lato, come denuncia Ferguson, la loro importanza è stata sottovalutata dagli storici di professione, più attenti all'evoluzione delle istituzioni. Dall'altro le teorie del complotto hanno fatto delle reti il motore della storia, e continuano a farlo. I "cattivi" sono stati di volta in volta denunciati: Illuminati e Massoni, Internazionale Ebraica e Savi di Sion, World Economic Forum di Davos, Burning Man, Bilderberg Group, Gnomi di Zurigo e Finanza Internazionale (con George Soros come mandante). È facile sconfinare nel romanzesco, aggiungendo Templari e Gesuiti, l'immancabile Spectre di 007 e Il pendolo di Foucault, senza dimenticare le efficaci reti informali delle varie mafie.

    La rete delle reti che Ferguson insegue dall'antichità a oggi evidenzia la varietà delle possibili pratiche. Molte reti sono informali e orizzontali, altre sono puntigliosamente gerarchiche. Più precisamente, una gerarchia non è altro che un grafo con caratteristiche precise, a cominciare da una comunicazione essenzialmente top-down, dall'alto al basso, con un flusso di informazioni tendenzialmente unidirezionale, da un'unica emittente a molti destinatari. Inoltre le reti tendono a diventare gerarchie, come insegna l'involuzione autoritaria di quasi tutte le rivoluzioni dopo la fase caotica e desiderante dello "stato nascente" (per seguire l'intuizione di Genesi di Francesco Alberoni). I totalitarismi del Novecento, che per Ferguson segnano il culmine della gerarchizzazione politica e sociale, hanno cercato di controllare e limitare i legami orizzontali, compresi quelli amicali e familiari – e magari anche amorosi: esemplare la ricostruzione degli incontri tra Isaiah Berlin e Marina Cvetaeva nella Russia di Stalin.


    Nella visione di Ferguson le reti hanno offerto un contrappeso e una possibile alternativa alle gerarchie, contrastando la loro tendenza all'irrigidimento e alla burocratizzazione dello Stato amministrativo, con la sua ossessione regolatoria. Reti e gerarchie possono scontrarsi, ed è il caso dei processi rivoluzionari. Con una avvertenza ai fanatici delle utopie 2.0, subito esplicitata nel risvolto di copertina: "La lezione della storia è che affidarsi alle reti per governare il mondo è una ricetta perfetta per l'anarchia" (p. 462).

    Ferguson non è così ingenuo da pensare che oggi la Rete stia spazzando via ogni gerarchia. Sa bene che la "Dichiarazione d'indipendenza del ciberspazio" di John Perry Barlow (1996) e la visione di Manuel Castells di una rivoluzione della "società in rete" sono state subito vanificate dalla capacità di controllo e dalla censura dei governi, dall'avvento dei big data e soprattutto dall'irresistibile ascesa delle Big Five della Rete. Amazon, Apple, Microsoft, Facebook e Google hanno ribaltato l'egualitarismo originario del World Wide Web nel più feroce oligopolio: "siamo di fronte all'ultima gerarchia nel mondo attuale, una gerarchia determinata da ricchezza e reddito, modellata come un edificio con una base molto estesa che culmina in una guglia altissima e sottile" (p. 396). L'unica alternativa sono i colossi della rete cinesi e russi, sotto un rigidissimo controllo statale.

    Proprio questo è l'aspetto più preoccupante: "Quando le reti e i mercati si allineano, come sta avvenendo ai giorni nostri, la disuguaglianza riesplode, perché i guadagni prodotti dalle reti finiscono in misura preponderante nelle mani di chi le possiede" (p. 440), aldilà delle intenzioni e delle idee politiche degli azionisti di riferimento.
    https://www.doppiozero.com/materiali...zza-e-la-torre

    oggi viviamo in un mondo comllesso ecc,, è sempre stato complesso il mondo
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  5. #3055
    catcher in the rye
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    Predefinito Re: Grande tristezza: il tradimento.

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    sinceramente non capisco questa polarizzazione natura/cultura nè la partigianeria unidirezionale verso la cultura, la cultura è un aspetto della natura umana, non l' unico perchè se è vero che senza cultura non c'è l' uomo, di sicuro non c'è neppure se viene a mancare il sostrato biologico che ne costituisce e determina i bisogni primari, i processi fisiologici ecc

    voi siete partigiani, prendete la parte e la elevate al tutto, le realtà è più ampia della vostre polemichette
    "voi" chi ?

    l'opposizione natura/cultura è un dato di fatto e ci sono intere biblioteche di riflessioni sull'argomento...
    il fatto che qualcuno se ne esca meravigliandosi della cosa.. mette solo in evidenza la sua ignoranza in materia.
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  6. #3056
    catcher in the rye
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    Predefinito Re: Grande tristezza: il tradimento.

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    oggi viviamo in un mondo comllesso ecc,, è sempre stato complesso il mondo
    permetti che il mondo attuale con quasi 8 miliardi di persone e l'attuale livello di tecnologia è un filo più complesso del mondo dei primi del '900 con 1 miliardo di persone e senza la telematica e l'automazione.
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  7. #3057
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    Predefinito Re: Grande tristezza: il tradimento.

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    "voi" chi ?

    l'opposizione natura/cultura è un dato di fatto e ci sono intere biblioteche di riflessioni sull'argomento...
    il fatto che qualcuno se ne esca meravigliandosi della cosa.. mette solo in evidenza la sua ignoranza in materia.
    io invece noto che tutti gli approcci più moderni e consapevoli tendono a riannodare, non ad esacerbare contrapposizioni fasulle
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  8. #3058
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    Predefinito Re: Grande tristezza: il tradimento.

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    permetti che il mondo attuale con quasi 8 miliardi di persone e l'attuale livello di tecnologia è un filo più complesso del mondo dei primi del '900 con 1 miliardo di persone e senza la telematica e l'automazione.
    si ma sono differenza solo quantitative non qualitative, quando un fenomeno è complesso è complesso punto, il discrimine è tra linearità e complessità
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  9. #3059
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    Predefinito Re: Grande tristezza: il tradimento.

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    non è la biologia che "non si fa impressionare dall'educazione"...e lo sai.
    Esiste Salvini e esiste Richard Gere.
    Esiste Madre Teresa ed esiste Manson.
    Esiste Greta Thumberg e esiste Trump.
    Qual è la "natura" universale ?
    non fa nessuna differenza, tanto quelli biologicamente o ambientalmente inclinati alla condivisione vengono ugualmente soverchiati spazzando i loro effimeri Ottobri

  10. #3060
    catcher in the rye
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    Predefinito Re: Grande tristezza: il tradimento.

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    non fa nessuna differenza, tanto quelli biologicamente o ambientalmente inclinati alla condivisione vengono ugualmente soverchiati spazzando i loro effimeri Ottobri
    se fosse vero sarebbero già estinti da tempo......
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