La necessità della redenzione non esiste in alcun caso perché il comportamento umano non segue leggi deterministiche. Già stai adottando uno straw-man argument perché spostare il focus dalla "maggiore possibilità della redenzione" alla "necessità della redenzione" significa deformare l'argomentazione a cui stai rispondendo. Chi non riconosce l'esistenza del bene e del male non ha limiti e quelli che ha, se li ha, sono limiti totalmente arbitrari ed infondati. Chi sceglie di compiere il male deliberatamente o almeno di aderirvi teoricamente è consapevole del limite e lo riconosce come tale. Ed eventualmente può essere richiamato con maggior efficacia al suo rispetto, nonostante e dopo la trasgressione. La dose "non indifferente di male" può averla compiuta sia l'uno che l'altro, non è di certo lì il punto.





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