Ti faccio un ripassino di storia e di antropologia fisica, perché evidentemente sei carente.
Antichi greci, Etruschi, Arabi, Ebrei, Antichi romani e Celti erano tutti popoli appartenenti alla cosiddetta razza europoide/caucasoide.
Un'ulteriore distinzione interna alla razza europoide/caucasoide è quella fra europidi/europei e non-europei. E questo distingue, ad esempio, l'uomo di razza europoide nordico e di razza europoide mediterranea da quello, ad esempio, di fenotipo anatolico-pamiriano od araboide.
Gli innesti extraeuropei in termini razziali, ancorché caucasoidi, sono stati esclusivamente quelli araboidi ma, come dimostrano gli studi sugli
aplogruppi della nostra popolazione, sono stati innesti minimi e perlopiù circoscritti a determinate zone, senza peraltro investirle in modo massiccio. Lo prova la scarsa percentuale di diffusione dell'aplogruppo J1, tipico delle popolazioni arabe e degli ebrei, che in Sicilia è del 3,5%, nel Sud Italia è del 4%, nel Centro Italia (esclusa la Toscana*) è del 5%.
Quindi parlare di "Italia mescolata" è un'esagerazione se prendiamo in considerazione la distinzione tra europidi e non europidi ed è falsissimo se prendiamo in considerazione solo la distinzione tra europoidi, negroidi, mongolidi, ecc.
Nessun dubbio sul fatto che la cultura italiana sia il frutto dell'amalgamarsi in tempi remoti di popolazioni diverse fra loro per lingua e cultura, ma ormai abbiamo da secoli un'identità stabile e ben connotata, ancorché variegata al suo interno. L'Italia, assieme alla Finlandia, è una delle poche isole genetiche d'Europa.