





@Darwin, fossi in te farei poco l'ironico visto che porcate come aborti per motivi eugenetici et similia sono sempre stati promossi dalla tua "cultura" politica ed ideologica di riferimento.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Non è una sciocchezza, basta che guardi a tremila anni di storia sia prima che dopo la nascita di Cristo ed avrai una chiara risposta. Sarà forse un caso che, dalla fine del Medioevo in poi, il fenomeno del colonialismo su scala globale lo hanno posto in essere i popoli europei anziché quelli subsahariani e quelli dell'Estremo Oriente solo in misura minore? Definire la Cina sempre più "laica" dell'Occidente è un totale non senso: dopo 70 anni di comunismo la si può definire tale, ma il resto della lunghissima storia cinese prova a sufficienza un'attitudine di tutt'altro tipo. Il che non significa che l'Europa non abbia conosciuto una forte dimensione contemplativa, anzi, ma quel che ha reso l'Europa ciò che sappiamo è stato anche l'aver saputo coniugare entrambi gli aspetti.
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Non l'ho detto, ma evidentemente non mi leggi con attenzione. Io ho detto che è un buzzurro senza identità. E che non avendo un'identità o un retaggio la sua buzzurraggine emerge come un unico o prevalente tratto distintivo della sua personalità, aggravato dall'evidente disagio per la sua diversità razziale, nonostante la sua italianità prettamente "cartacea".
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Non ho attribuito il fanatismo religioso ad alcuno specifico tratto genetico. Ancora una volta mi metti in bocca cose che non ho né scritto né pensato. I casi sono tre: o ricorri frequentemente allo straw-man argument o non leggi con attenzione quello che scrivo o non capisci quanto sostengo. Dimmi tu quale delle tre opzioni è giusta.
Inoltre, la tua analisi mi sembra ancora una volta carente e forzata perché volta ad evidenziare esclusivamente o eccessivamente i tratti in comune a discapito dei più numerosi e sostanziali tratti di discrepanza, che segnano una netta, se non radicale, differenza.
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Di sicuro non quelle relative ai cambiamenti di mentalità e costume da fine anni '50 in poi.
Nel caso specifico sì, sarebbe una schiocchezza: ma non l'ho sostenuto.
Che in assoluto non ci possano essere cambiamenti di mentalità influenzati da un'immissione costante ed ingente nel tempo da fattori genetici è invece da negare.
La storia dell'umanità non li esclude affatto. Se i fattori genetici influenzano gli stessi comportamenti umani, non si capisce perché non dovrebbero influenzare anche i comportamenti dei popoli che sono formati da questi stessi individui.
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La cosa interessante e al tempo stesso esilarante è che gli stessi che negano il libero arbitrio o lo presentano solo come una "tenace illusione" sono magari gli stessi che poi negano che i fattori genetici abbiano alcuna influenza sul comportamento umano o sulle popolazioni che compongono il genere umano.
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


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