

«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Appunto io possiedo A1 , B1 , C1 , D1 caratteri che distinguono la 'razza' mentre gli appartenenti alle altre non posseggono questi caratteri ma solo ad esempio A1 , B2, C1 , D1 ed altre combinazioni.
Ecco questo non risulta se non in popolazioni di dimensioni limitate e sottoposte ad un lungo isolamento.(come potevano essere i fuegini o i tasmaniani)
Quello che avviene in realtà è un confronto di un buon numero di caratteristiche con le 'medie' dei vari raggruppamenti per ottenere la 'distanza' minima.
Matematicamente avviene in questo modo:
Clusterizzi (raggruppi) la popolazione in modo da ottenere il numero di gruppi richiesti minimizzando le distanze rispetto alla 'media' del gruppo. Questo mi da il 'profilo' del gruppo con una frequenza media delle varie caratteristice e la sua varianza.
Poi confronti un nuovo individuo e vedi in che gruppo rientra (o meglio il gruppo rispetto alla media del quale la sua distinza è minima).
La prima modalità -> ho un insieme di caratteristiche completamente specificanti un raggruppamento: è possibile farlo quando i diversi gruppi hanno una lunga storia di separazione e quindi di divergenza genetica.
Se fosse stata vera l'ipotesi multiregionalista avremmo dovuto trovare una situazione di questo genere con eventuali confini di ibridazione.E' la vecchia idea delle 'razze pure' in cui le situazioni miste sono riconducibili ai meticci.
In un certo senso questa ipotesi è stata messa in atto ma a livello di relazione fra sapiens , neanderthal e denisova ma con una situazione attuale in cui le 'razze pure' originarie non esistono se non quella sapiens di origine africana.(qui si apre un altro discorso di ibridazioni con altri homo africani e/o una evoluzione del sapiens multiregionale in ambito africano).
La seconda (quella dell'attribuzione mediante calcolo statistico) è invece indice di una popolazione che si è espansa perdendo variabilità (al netto della ibridazione che per giunta si presenta variegata e con clinali di distribuzione) ed acquisendo alcune mutazioni distribuite anch'esse in modo graduale sul terrirorio ed avendo in più sovrapposizione di popolazioni diverse , mix dovute a migrazioni su migrazioni sullo stesso territorio vedi ad esempio situazione italiana.
In tali ambiti una differenzazione netta è possibile solo in ambiti territoriali isolati(vedi appunti fuegini e tasmaniani) ma che perde via via di significato man mano che estendi il numero di popolazioni e di territorio osservate.
Quindi ripeto quello che la biologia ci dice è che non è possibile applicare il concetto di 'razza pura'(anche se biologicamente parlando dovremmo parlare di sottospecie) se non in contesti estremamente limitati e che tale concetto perde di consistenza via via che prendiamo in esame raggruppamenti di popolazioni a livello continentale.
Direi che di più non posso dire.
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna




When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)






In realtà il vero idiota sei tu. Magari doversti solo chiederti se nei paesi musulmani non abbiano mai bisogno di sangue per gli interventi chirurgici o per altre situazioni quali incidenti stradali, malattie emolitiche ecc. Per il resto in Italia non mancano di certo i donatori extracomunitari:
IL FENOMENO. Fratelli di sangue: è boom di donatori stranieri.In Lombardia – tanto per snocciolare qualche numero – è immigrato l’8% dei circa 300mila donatori abituali: la sola Associazione donatori del Policlinico di Milano è passata dai 900 extracomunitari iscritti del 2006 ai 1.400 del 2009. Stesso trend in Toscana, altra regione con una forte tradizione di donazione del sangue, dove tra il 2004 e oggi i donatori stranieri iscritti all’Avis sono addirittura triplicati (passando da poco più di 300 a quasi mille). FONTE: https://www.avvenire.it/attualita/pa...31220031400000.


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No, il vero motivo (non ideologico ma fattuale) è che non c'è un umano diverso da un altro, quanto un chihuahua è diverso da un alano ed è per questo che è assurdo parlare di "razze", riferendosi alla nostra specie, perché le differenze sono minime e superficiali.
Il resto sono fesserie, a partire da questa scemenza colossale che i neri sarebbero meno intelligenti dei bianchi: il quoziente intellettivo medio dei meridionali risulta più basso di quello dei settentrionali, lo sapevi questo? Il quoziente intellettivo medio dei figli di poveri risulta più basso di quello dei figli di ricchi: questo cosa significa, che meridionali e poveri sono inferiori a settentrionali e ricchi? Ovviamente, no! Quel QI, mediamente inferiore, è un effetto delle condizioni ambientali, culturali, storiche, geografiche, economiche, politiche, ecc. che condizionano chiaramente il risultato di quei test, che non sono infallibili, lasciano il tempo che trovano e comunque sono stati pensati da occidentali, su misura degli occidentali, e non tengono conto del fatto che, in contesti diversi, l'intelligenza necessariamente si evolve ed esprime in forme diverse, pertanto andrebbe valutata attraverso criteri più idonei alla realtà locale.

