







Sono ben più ampie e numerose le differenze tra individui dello stesso gruppo di quanto siano i caratteri uguali. Cosa c'è di difficile da capire in ciò ?
Ed è quello che ti si sta dicendo da mesi:
10 individui dal fenotipo europoide hanno in comune il 4% delle caratteristiche genetiche ma hanno il 96% di differenze tra loro. Se invece di selezionare i gruppi in funzione dei fenotipi etnici li selezionassi in funzione delle differenze medie genetiche NON potresti creare gruppi omogenei nemmeno lontanamente simili al loro fenotipo etnico.
Quanto sopra, per logica, per statistica, per insiemistica e per semplice buon senso, indica che il concetto di razza su base genetica è una puttanata, un arbitrio che tenta di trovare conferme partendo dal fenotipo.
La stessa definizione da te riporata:
"a. In biologia, popolazione o insieme di popolazioni di una specie che condividono caratteristiche morfologiche, genetiche, ecologiche o fisiologiche differenti da quelle di altre popolazioni della stessa specie"
indica che, mancando il requisito genetico, non possiamo parlare di razze. Giacché condividono 4 e non condividono 96.
Io me ne fotto del cosiddetto mainstream mediatico, io sto con il mainstream scientifico, che è basato sui fatti non sulle mode. Sei tu e i tuoi compari che cercate appigli alla vs. posizione minoritaria e poi gridate al complotto contro di voi se vi fa notare che siete una insulsa minoranza che tenta di far passare la propria tesi per motivi ideologici.Mi dispiace, ma sei totalmente prigioniero del politicamente corretto e del mainstream. Ti credi e dici un libero pensatore, ma sei un acritico recettore di vulgate mediaticamente imponenti che però non reggono ad un attento esame
Se anche infatti esistessero le razza biologiche questo non muterebbe di uno iota la questione culturale, difatti io sono un sostenitore che certi principi culturali devono essere difesi e ciò totalmente indipendentemente se il portatore di distruzione dei principi di libertà e uguaglianza è mio cugino o un topo intelligente.
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


La domanda è legittima, ma se per non avere conseguenze politiche o sociali ritenute sgradevoli si censura una realtà accertata allora vuol dire che c'è un problema perché si preferisce far prevalere l'ideologia sulla realtà. Detto questo, il "Saggio" di De Gobineau non è un'esposizione di antropologia fisica (scienza ancora in fieri all'epoca in cui venne scritto il testo). E' un testo più di carattere filosofico, politico e storico.
Ma guarda che io non ti ho detto che i popoli di razza europoide sono superiori a quelli di razza negroide sostenendo che questo rapporto sia scritto nel loro DNA. Ho solo detto che questa gerarchia di fatto c'è. Su quali siano le cause che hanno prodotto questa gerarchia se ne può discutere, ma comunque la gerarchia c'è e si è storicamente determinata. Il problema è voler negare a prescindere il contributo che in merito può dare la genetica o che i test del QI possano dare qualche indicazione in merito. L'errore uguale e contrario sarebbe attribuirvi eccessiva importanza e considerazione. Insomma, ci vuol un "giusto mezzo".
Negativo lo è per te, altri possono fare valutazioni differenti del tutto o in parte rispetto alle tue.
Se mi vuoi dire che per attuare questo tipo di politiche non è necessario rinvenire una radice genetica agli esiti dei test del QI, ti posso dare tranquillamente ragione. Ma potrebbe essere un argomento che, agli occhi di taluni, risulterebbe più convincente di altri.
Potrei farti ulteriori esempi, ma ovviamente ruoterebbero tutti attorno al concetto che chi nasce svantaggiato rispetto ad altri riceve più tutele, aiuti, fondi e sussidi dallo Stato rispetto ad altri.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


@occidentale centra il punto. Personalmente, a me non ha mai fatto paura quell'etichetta, anzi, l'ho spesso rivendicata, ma secondo una certa accezione, che non ha nulla a che fare né con l'idea di opprimere ingiustamente qualcuno né, tanto meno, di odiarlo per la sua origine.
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Va beh, mi tocca ripetere cose che ho già detto, ma fa niente.
Nulla, il problema è che non significa che non esistano razze diverse le une dalle altre.
Il requisito genetico c'è perché da un gruppo umano all'altro variano le frequenze alleliche. Condividono il 4%? Il genetista Wright già disse in tempi non sospetti che anche una differenza inferiore al 5% può risultare significativa.
Puoi agitarti quanto vuoi, ma il problema è che gli stessi studiosi che usi a supporto delle tue affermazioni ammettono che le loro percentuali di riferimento hanno il "piccolo" problema di essere arbitrarie.
Ma infatti è quel che ti sto dicendo sin dall'inizio: questo zelo nel dimostrare l'inesistenza delle razze è ridicolo perché tanto anche se le volessimo chiamare "etnie" o "gruppi umani" e non "razze", sarebbe la stessa cosa perché quelle diverse frequenze alleliche che variano da popolazione a popolazione hanno comunque un peso.
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Ho letto, ma pure questa è una definizione ambigua o troppo estesa. Io posso ritenere che queste gerarchie fra razze sono dettate solamente dalla cultura o dall'ambiente, non necessariamente dal "sangue". Oppure posso ritenere che queste gerarchie sono state prodotte da un'interazione fra tutti questi fattori. Oppure posso anche ritenere vero che le diversità razziali abbiano prodotto di per sé delle gerarchie fra le razze stesse ma che da questo non discenda alcun tipo di "conclusione", anzi, potrei pensare che per abbattere queste gerarchie ci si debba mescolare il più possibile. Bisognerebbe poi intendersi sul carattere di queste disuguaglianze: sono gerarchie che inficiano l'uguaglianza del genere umano nella sua dignità ontologica e morale o no?
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