



La tecnica che sostituisce l'istinto. Smarcarsi da Marx per sopravvivere politicamente accettando il metodo produttivo. Prova a riprendere il concetto di "alienazione" e vedi quanto è nera la vostra situazione, é per questo che adesso spuntano quelli come te che fanno partire il progresso dalla situazione produttiva immaginando un uomo inglobato e soddisfatto dalla tecnica moderna, dici tutto presupponendo che non sia un alienato che dispone di istinti e che costruisce schermi più o meno silenti tra sé e la società per come é costituita. Se la rivoluzione non si può fare tanto vale tirare avanti fingendo che il punto di partenza sia non l'abbattimento della civiltà capitalista, ma la civiltà capitalista stessa, é più facile da sopportare la propria definitiva sconfitta. Aggiungo che in effetti è proprio così che fa chi non ha speranze, si illude di averne. Coloro a cui la rivoluzione serviva sono stati sconfitti dalla tecnica, e proprio in questa tecnica cercano di vedere un faro di speranza. Siete intrappolati in questo mondo di tecniche avanzate che tolgono ogni potere alle masse sfruttate, sicché proprio in ciò che più vi osteggia, in ciò che più vi imprigiona e vi toglie speranza di riscatto (al contrario del primo novecento quando non esisteva tutta questa automatizzazione ne vi si poteva contrastare con altro che sciabole di cavalleria e dei Mosin-Nagant) voi vedete speranza. Il mondo di oggi é costituito da un proletariato in preda alla sindrome si Stoccolma che in vario modo, o come te che auspichi/immagini superamenti [più sensato di "Rivoluzione" vero? Meno pericoloso sicuramente] oppure accettando completamente il sistema di produzione capitalistico (e la tecnica) gettandosi nel consumismo più sfrenato (contraendo debiti magari). Certo meglio questo che aprire gli occhi di fronte alla realtà, non c'è più nessuna speranza di riscatto: morte o assrvimento.
L'antifascismo è terrorismo! Mettilo anche tu in firma!Il Presidente degli Stati Uniti d'America ha ragione!


- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Lo stato di polizia é stato sostituito dalla prospettiva della morte aerea per gas ed a velocità ultrasoniche. Niente più barricate né guerriglieri di montagna. Se non le usiamo contro i guerriglieri del terzo mondo certe armi, le useremmo sicuramente contro chi ci minacciasse qua vicino.
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Non funziona così, ma a te piace dirlo per indurre disperazione negli INETTI.
Ho detto che la tecnica permette di progettare quello che prima rispondeva ad euristiche istintuali.
Essendoci lei gli istinti diventano "sospendibili", ma a SCELTA PERSONALE.
L'alienazione c'è quando non c'è questa precisa consapevolezza della natura individuale e personale della scelta.


Ovvio che sono ebreo!
Io non ti ho chiesto se esistono le differenze razziali. Ho chiesto su che basi le caratteristiche morfologiche, le uniche ch differenziano le razze come ad esempio la forma del naso, determinano il valore di un uomo.
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Innanzitutto vai troppo in là parlando di istinti, le vostre vite non sono cambiate più di tanto, non programmavate nulla prima e neanche adesso si fa tutto per voi, vi limitate a riempire il carrello al supermercato ed a girare un volante. Sta lì la vostra alienazione, come quella dell'operaio descritto da Marx, i vostri mestieri sono privi di caratterizzazione personale siete automati umani fatti per agire secondo il pensiero altrui. Straparli di istinti come se 500 o 1000 anni fa foste addetti a programmazioni particolari. Caso mai come disse Marx avete perso, perché é morto l'artigiano (piccola programmazione, l'uomo grande appunto programma la vita degli altri):
L'operaio è alienato dal prodotto del suo lavoro, perché produce beni senza che gli appartengano (infatti sono di proprietà del capitalista) e si trova, anzi, in una condizione di dipendenza rispetto ad essi;
L'operaio è alienato dalla propria attività, perché non produce per se stesso, ma per un altro (il capitalista); il lavoro dell'operaio non è libero come quello dell'artigiano né fantasioso, ma costrittivo: si svolge infatti in un determinato periodo di tempo, stabilito da altri (il capitalista).
L'operaio è alienato dalla sua stessa essenza (Wesen), poiché il suo non è un lavoro costruttivo, libero e universale, bensì forzato, ripetitivo e unilaterale (Marx paragona l'operaio al Sisifo della mitologia greca);
L'operaio è alienato dal suo prossimo, cioè dal capitalista, che lo tratta come un mezzo da sfruttare per incrementare il profitto e ciò determina un rapporto conflittuale. Da un punto di vista più ampio, l'economia capitalistica traduce il rapporto tra le persone in modi di sfruttamento.
Non é cambiato niente. Da 200 anni vi si costruiscono esistenze e ve le si pone indosso, ed ora é scomparsa ogni minima speranza rivoluzionaria.
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Le euristiche di cui parli Sosa costituivano per un vasaio popolare del 500? Ed per un operaio di fine 800? Che differenza c'è tra te e loro? Se non l'alienazione rispetto al vasaio e l'assenza di speranze rivoluzionarie rispetto all'operaio?
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