

«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Invece è scontato. La cultura è per definizione ciò che non è innato.
"La cultura di una nazione" è di per sé una costruzione arbitraria.
Io e te non abbiamo la stessa cultura,anche se abbiamo la stessa nazionalità.
Questo perchè la genetica non ha alcuna influenza sui comportamenti che si apprendono.
Il fattore razziale non esiste, in quanto non esistono le razze.
Esistono fattori culturali.
Chiaro che se cresci un bambino ripetendogli "sei della razza A e quelli là sono della razza B" ovvio che cresce convinto di sta stronzata... ma non è perchè EFFETTIVAMENTE sia di una razza A migliore della B: è una convinzione inculcata.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Non è arbitraria, si sedimenta nel tempo quale prodotto condizionato dalle diverse particolari realtà. Incluse le razze stesse che producono cultura per loro stesse, vivere tra i monti o per i piani, nel freddo o nel caldo, esser gialli o bianchi, bassi o alti, avere ossa spesse o meno, avere un volto o meno condiziona chi sedimenta cultura, sicché il prodotto è diverso. Quindi è arbitraria o no? Direi di no, se la realtà è diversa di luogo in luogo la cultura che vi si forma è diversa di luogo in luogo. In tutto questo la cultura è solo un ennesimo elemento che costituisce la genetica umana, venendo e però a sua volta costituita. Ci incastioniamo e siamo incastonati in comportamenti che ci condizionano allorché noi condizionano gli stessi. Credi che la nutrizione non costituisca geneticamente un uomo, se lo fa per un uomo figurati cos può fare una stirpe. Ed ecco che la gastronomia fa gli uomini diversi, millenni di pesce o millenni di carne, millenni di riso o millenni di frumento, cottura, diversa, e questo per l'immensa biodiversità degli ambienti. Ciliegina sulla torta, il posizionamento, l'arte del piatto, quel che si vede fa la mente e costituisce i gusti gli uomini sviluppano un senso della bellezza dettato dalle proprie terre e le proprie case, perché non i propri piatti, un piatto è il riassunto di una terra. Ed è solo un esempio, tutto il resto non è che sullo stesso tono, una realtà diversa produce una cultura diversa, la cultura non è in una bolla non è indipendente da tutto il resto.
L'antifascismo è terrorismo! Mettilo anche tu in firma!Il Presidente degli Stati Uniti d'America ha ragione!


Alcune cose aggiungo sono proprio innate, non credere che svilupparsi in ambienti diversi non crei degli istinti, accade per tutte le creature che vivono in ambienti diversi si selezionano e si allevano per il successo in un ambiente particolare. Sono un individuo da flora e fauna Italiana ed un pigmeo è fatto per la flora e fauna africana, credi davvero che noi al contrario degli altri animali non sviluppiamo istinti necessari a reagire ad un certo ambiente circostante? Gli istinti dei lupi o degli orsi polari non sono istinti da giungla. E le diverse culture si innestano su quegli istinti diversi.
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Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




Tutto questo ragionamento parte dall'assunto indimostrato che cultura e natura siano necessariamente in opposizione, ma ovviamente non è così.
Anzi, proprio tenendo conto che l'uomo è tale perché possiede l'anima intellettiva (o, se preferisci, l'intelletto) si deve ammettere che la cultura è un "prodotto" naturale dell'essere umano, dato che rientra nella sua natura la capacità di conoscere, elaborare, pensare, ragionare, ecc. Tutte cose che "producono" la cultura.
Inoltre, altro difetto del tuo discorso è non tener conto che "cultura" è una parola con un significato assai ampio, che può andare dall'erudizione personale all'ethos di un popolo (o di popoli affini), passando per la condivisione di una medesima weltanschauung religiosa, filosofica, politica, ecc. Sono aspetti differenti e distinti, non necessariamente incompatibili, di che cosa è (o di che cosa si può intendere per) cultura. Perciò, è vero che noi due, se presi a titolo d'esempio, abbiamo campi d'interesse differenti ed idee politiche diverse e che questo ci porta ad avere una cultura politica e/o filosofica differente, così come una cultura personale diversa. E' anche vero però che siamo parte del medesimo popolo e che anche se tu lo rinneghi o consideri una fola nazionalistica quest'appartenenza, essa c'è e genera fra noi, così come tra altri, un "terreno comune" di esperienze, di memorie, di usi, di costumi e così via. Questo bagaglio storico-culturale è frutto di quanto i nostri antecedenti hanno elaborato nei secoli, sicuramente non senza creatività ed inventiva considerevoli, ma altrettanto certamente assecondando un fatto innato in loro stessi sia come esseri umani sia come esseri umani accomunati dalla medesima origine etnica o da origini etniche non (molto) dissimili.
Ora, siccome l'essere umano è anima e corpo e conosce attraverso i sensi, che apprendono tramite gli organi di senso aventi sede nel corpo, non si può realisticamente credere che il corpo non abbia alcun tipo di influenza sul comportamento o su determinate caratteristiche - poche o tante che siano - dell'uomo.
E' pura utopia ritenere che l'uomo sia un essere che si autoplasma continuamente (o che almeno sia in grado di poterlo fare), astraendo completamente dai dati di fatto che la realtà gli presenta senza che lui possa farci granché. La razza o l'etnia - chiamatela come diamine vi pare, perché tanto se non esiste l'una esiste almeno l'altra ed in entrambi i casi per voi ultras dell'egualitarismo ad ogni costo sono cavoli amari - non ce la inventiamo ed anche se uno mi ripetesse continuamente che "bianchi" e "ne[g]ri" non esistono o che non ha senso che se ne parli, la realtà visibile sarà sempre pronta a smentire tale asserzione a prescindere da qualsiasi costrutto culturale e sociale liberale e/o progressista pro-rainbow nation.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Il corpo non influenza in alcun modo le esperienze personali se non nel momento in cui i sensi sono più abili o meno abili nel cogliere i segnali provenienti dal mondo esterno. Piuttosto ciò che condiziona maggiormente il mondo interiore di in individuo sono le relazioni sociali che sono l'unico modo in cui le esperienze personali si amplificano ed assumono un senso comune all'interno di uns comunità.
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
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