
Originariamente Scritto da
Florian
Quando ho "scoperto" la Destra, nel 1994, non ero affascinato dalla dittatura, ma dal Graal. Erano tempi in cui leggere libri fantasy era considerato di destra. A me del fantasy non interessava tanto la lotta del Bene contro il Male ma addentrarmi in un mondo nascosto, celato agli occhi dei più. Ricordo l'emozione davanti a titoli come "Le nebbie di Avalon" o "Lyonesse", entrambi imparentati con il mito arturiano. C'è sempre stata in me questa volontà di andare oltre una realtà "di facciata". La Destra, la Tradizione, mi sembravano svelare le bugie di una sinistra incapace di andare oltre la materia. Disinteressata al Passato e ad una Verità andata perduta e da recuperare. I miei "testi sacri" erano libri a quel tempo molto famosi come "Il mattino dei maghi", "Il Santo Graal", "Hitler e il nazismo magico", a cui seguirono "Il re del mondo", "La crisi del mondo moderno" e "Rivolta contro il mondo moderno". Ascoltavo il Preludio del Lohengrin con l'attenzione di chi aspetta di ricevere un'illuminazione. Grazie al libro di Galli scoprii che esisteva una rivista chiamata "Orion" su cui scriveva un Professore molto bravo, di nome Claudio Mutti. Allora per me Destra rappresentava un Sapere antico, che tanto più era negato ed emarginato, ridotto a superstizione da tipi come Eco, tanto più aveva ai miei occhi il fascino di ciò che è vero. Mi convinsi che la storia che insegnavano era falsa, che i Vinti della Seconda Guerra Mondiale avevano rappresentato l'ultimo ciclo degli eroi prima dell'avvento del kali yuga. Evola che mi parlava di razze spirituali e di una realtà che solo certi spiriti potevano cogliere. Ebbene, questa fascinazione per l'Irrazionale mi è rimasta. Il mio posto è nel Bosco, accanto al Piccolo Popolo di Elfi e Folletti. In attesa dell'arrivo di una Fata o di una Strega. E' strano a pensarsi, ma vent'anni fa tutto ciò aveva un inequivocabile odore di fascismo. Anzi, di Ur-fascismo. Destra era il Montanelli che difendeva Priebke. Era la rivista "Signal" che mio nonno monarchico, tra le tante cose, aveva lasciato in casa. Destra significava Verità, Autorità, Compostezza... in pratica ciò che l'Italia non sarebbe stata mai. In una storia di contorcimenti e di furberie solo una volta gli italiani non avevano tradito. Rispetto per quei Vinti, immedesimazione con chi aveva combattuto e creduto senza vantaggi personali. E mi parve bello quel neofascismo funereo e catacombale, i murales con scritto "Franco Freda libero", bella l'Ascia bipenne, i Centri studi, i riti per il Solstizio... Erano belle quelle illustrazioni floreali, alla maniera liberty o preraffaellita, bello quel parlare di radici, quel sentirsi eredi di un lignaggio speciale. I corpi appesi e vilipesi, i camerati, i wandervoegel, la croce celtica, lo squillo di tromba e il saluto: presente!
Peccato però che tutto ciò che in astratto mi piaceva e mi piace ancora, dovesse avere all'atto pratico una concretizzazione perversa. Non mi sto a dilungare su come la Destra reale abbia rappresentato ai miei occhi la negazione di quanto a livello letterario comunicava e prometteva. Dico solo che la violenza squadrista, il razzismo biologico, l'ostentazione della forza e del successo, la difesa di gerarchie economiche, il disprezzo per tutti i diversi, l'odio per il femminile, l'identificazione con forme dure e squadrate, la Romanità e la Controriforma... sono agli antipodi una "mia" Destra ben diversa, più lunare che solare, una Destra segreta, nascosta, occulta. La Destra del Sole nero e del frassino Yggdrasill, la Destra degli Gnostici e di un Medioevo più cortese che feudale, la Destra dei salotti e di dandy quasi scapigliati, la Destra gotica, romantica e decadente, la Destra dei Morti, degli Esclusi, degli orgogliosamente Tristi e Soli. Destra è una parola che trovo ancor oggi più evocativa che Sinistra. Ma è stata sporcata.