

se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


Perdonami se ti rispondo con una domanda, ma in essa è contenuta la risposta.
Tu conosci il mio passato e la mia storia, i traumi che ho dovuto subire, le rinunce impostemi da coloro di cui mi fidavo, il disgusto per la loro ipocrisia e l'amarezza di dover constatare di essere stato ingannato proprio da coloro nei quali riponevo maggiore fiducia.
In base a questo ti chiedo: immedesimati per un istante nei miei panni, sforza la tua empatia e dimmi cosa saresti tu al mio posto?
N.B.: Non è una polemica.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


Sei anarchico? Di che genere di anarchia? Deluso? Ebreo? Scientologista?-ho scritto
Bene, la risposta è nella mia risposta: deluso e anarchico nel senso del rifiuto di ogni struttura, orpello, ipocrisia e costruzione umana
Però cercherei anche di capire che il mondo è molto guasto ma è anche molto bello, e quindi di tornarci, piano piano ma a passo sicuro
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


Egregio cireno:
Entrambi abbiamo avutole nostre esperienze, belle o brutte che queste siano state, e vivendo la realtà, con rabbia, con amore, con serenità, con angoscia, con speranza e con rassegnazione, siamo invecchiati.
Abbiamo i nostri ricordi, le soddisfazioni e le delusioni, le conquiste e le rinunce, abbiamo trovato qualcosa degno di essere amato e tanto da ignorare perché insignificante.
Ci siamo fatti una idea personale di cosa sia giusto o sbagliato e l'abbiamo modificata man mano che crescevamo e ci accorgevamo che le certezze di ieri non reggono il trascorrere del tempo ed il modificarsi degli eventi.
Se il mondo è sbagliato non lo so, magari è sbagliato per qualcuno e per qualcun altro no, emagari il primo si ritiene in diritto di modificarlo in base ai propri presupposti, magari sarà qualcun altro a riuscirci.
Ma questo è sempre un male.
Perché i sogni di qualcuno costituiscono sempre gli incubi di qualcun altro.
L'elenco delle sofferenze che nel corso dei secoli sono state giustificate da ideali politici, religiosi, etnici o filosofici sono infinite.
E chi in un modo o nell'altro vi ha partecipato dovrebbe sentirsne complice invece di additarne sempre la responsabilità a qualcun altro.
Ma il sentirsi complice di un crimine è un prezzo troppo alto da pagare, almeno per la mia coscienza o la mia dignità.
Se devo sbagliare voglio farlo per motivi miei, non per aver creduto alle parole di qualcun altro.
Se a sbagliare è qualcun altro è giusto che commetta i propri errori per imparare da essi e diventare in seguito più saggio.
Ma che non venga a lamentarsi dopo aver scelto di sbagliare, come fa qualsiasi destricolo.
Perché il destricolo non è un idealista, un seguace o un essere dotato di umana dignità, ma semplicemente quella parte della stessa (l'umanità) che ha bisogno di fingersi qualcosa che non è, di indossare maschere pirandelliane dietro le quali nascondersi tutta la vita, di credere in qualcuno o in qualcosa per evitare gli sforzi, i sacrifici, la fatica di migliorarsi tanto da potersi permettere di credere in se stesso.
Spero di essere stato abbastanza chiaro.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"