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Discussione: Focus Cina

  1. #31
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    Predefinito Rif: Riferimento: focus Cina

    (AGI) - Shangai, 4 gen. - La paura del terrorismo arriva in Cina. L'esercito cinese rafforzera' le misure di sicurezza in occasione dell'esposizione universale del 2010 a Shangai, che terra' dall'1 maggio al 31 ottobre. Lo riferisce il quotidiano "China Daily". Yu Zhengsheng, segretario del Partito Comunista cinese a Shangai, ha affermato: "Faro' tutto cio' che e' in mio potere per garantire la sicurezza operativa all'Expo". E' atteso l'arrivo di 70 milioni di visitatori, cinque dei quali stranieri. (AGI) .


    AGI News On - TERRORISMO: CINA RAFFORZERA' SICUREZZA PER EXPO SHANGAI

  2. #32
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    Predefinito Rif: Riferimento: focus Cina

    Apple: si censuriamo le applicazioni del Dalai Lama in Cina
    Qualche giorno fa aveva destato un po' di meraviglia la totale assenza delle applicazioni riguardanti il Dalai Lama nell'App Store cinese.

    Come saprete, infatti, il governo cinese teme che il leader buddhista possa aprire le menti ai cittadini e stimolare le rivolte. Per tale ragione è stato istituito un "Grande Firewall cinese" per bloccare l'accesso ai siti pericolosi, come YouTube e Twitter.



    Continua a leggere questa notizia su melamorsicata.it.



    News correlate a "Apple: si censuriamo le applicazioni del Dalai Lama in Cina":

    [21/06/09] Cina: ancora blocco per Internet. E' la volta di Google
    [25/03/09] Cina: ancora censura per YouTube
    [17/02/08] Internet: nuovo caso di censura in Cina
    [25/09/07] Starbucks e il download musicale
    [12/12/05] Anche il Dalai Lama ha il suo sito Web!


    Apple: si censuriamo le applicazioni del Dalai Lama in Cina [News Internet]

  3. #33
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    Predefinito Rif: Riferimento: focus Cina

    (ANSA) - NEW YORK, 1 GEN - La Apple blocca su App Store cinese tutti i programmini per l'iPhone sul Dalai Lama e sul leader degli uighuri in esilio Rebiya Kader. Lo scrive l'agenzia americana specializzata in notizie tecnologiche IDG News Service. Una portavoce della Apple, Trudy Muller, lo ha implicitamente confermato: 'continuiamo a rispettare le leggi locali', 'non tutte le App sono disponibili in tutti i paesi'. Apple, Yahoo! e Google hanno accettato la censura in Cina nonostante le critiche occidentali.


    Apple: in Cina no App su Dalai Lama - Mondo - ANSA.it

  4. #34
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    Predefinito Rif: Riferimento: focus Cina

    La Cina è ora la prima esportatrice mondiale, davanti alla Germania. Lo rende noto l'ufficio di statistica tedesco. Nei primi 11 mesi del 2009 da gennaio a novembre, le esportazioni cinesi hanno raggiunto un totale di 748 miliardi di euro (1.070 miliardi di dollari), mentre quelle tedesche si sono attestate a 734,6 miliardi di euro (1.050 miliardi di dollari).

    È dal 2003 che la Germania guidava la classifica degli esportatori globali. A novembre il surplus commerciale tedesco sale a 17,2 miliardi di euro, ai massimi da 17 mesi, dai 13,6 miliardi di euro di ottobre. L'export avanza dell'1,6% mensile e del 12% annuale a 70,6 miliardi di euro e l'import cala del 5,9% mensile a 53,4 miliardi di euro.



    La Cina supera la Germania e diventa leader export mondiale - Il Sole 24 ORE

  5. #35
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    Predefinito Rif: Riferimento: focus Cina

    Roma, 132
    ITALIA-CINA: INTERSCAMBIO A 40 MILIARDI NONOSTANTE CRISI

    --------------------------------------------------------------------------------

    L'interscambio tra Italia e Cina si fa beffe della crisi e segna un nuovo record: 40 miliardi di dollari nel 2009. Lo ha reso noto l'ambasciatore cinese a Roma, Sun Yuxi, secondo il quale il volume di affari tra Roma e Pechino e' cresciuto di due miliardi di dollari rispetto al 2008. Gli scambi economici "cresceranno ancora con passo deciso" ha aggiunto.

    8 gennaio 2010



    ITALIA-CINA:-INTERSCAMBIO-A-40-MILIARDI-NONOSTANTE-CRISI | Economia

  6. #36
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    Predefinito Rif: focus Cina

    IL PARTITO COMUNISTA CINESE E LA TEORIA DEI “PROFONDI CAMBIAMENTI”

    Mentre i marxisti e la sinistra antagonista occidentale dormono sonni profondi in campo teorico, almeno nella loro maggioranza, il partito comunista cinese (PCC) continua il suo lungo lavoro di ricerca innovativa sul fronte ideologico-culturale.

    Alla fine di novembre del 2009, il compagno Hu Jintao -segretario generale del PCC- ha esposto un nuovo lavoro collettivo di approfondimento del partito in campo teorico, e cioè la teoria dei “profondi cambiamenti” in materia di politica internazionale contemporanea.

    Hu Jintao ha premesso che il mondo contemporaneo “sta affrontando cambiamenti storici senza precedenti” e che pertanto in modo dialettico “il nostro tempo è pieno sia di opportunità, che di sfide”, di pericoli: a suo avviso diventa urgente e necessario sviluppare il pensiero strategico dei comunisti cinesi con una serie di “punti fondamentali” che corrispondano alle tendenze/controtendenze fondamentali formatesi all’inizio del XXI secolo, rispondendo a tutti i problemi contemporanei e portando il PCC in posizione di avanguardia teorica nel nostro tempo.

    Primo punto: la situazione internazionale, secondo Hu Jintao, sta continuando a cambiare in modo profondo ed omnicomprensivo con il declino delle tendenze unipolari ed egemoniche (si legga, a nostro avviso, imperialismo statunitense), in un quadro generale nel quale la prospettiva del multipolarismo su scala planetaria sta invece diventando sempre più reale e forte.

    In secondo luogo, l’ascesa di alcuni dei più grandi paesi del mondo in via di sviluppo, a partire dalla Cina e dall’India, sta diventando per il PCC un trend molto importante all’interno dell’arena internazionale: analisi a nostro avviso corretta, che tra l’altro conferma una previsione contenuta nell’ultimo libro di Lenin (”Meglio meno, ma meglio” del marzo 1923) sull’Asia.

    Ma, terzo nodo fondamentale, la posizione di superiorità detenuta dai paesi sviluppati (USA, Europa di Maastricht, Giappone) in termini di potenza globale e competenze/conoscenze non è ancora cambiata: questi ultimi stanno facendo del loro meglio, secondo il corretto giudizio del PCC, per mantenere ed espandere il “vecchio ordine mondiale” che è favorevole per loro, e cercano di tutelare i loro principali interessi politici ed economici “con ogni mezzo possibile”: in sintesi, essi svolgono ancora un ruolo molto importante nella politica internazionale, non certo positivo.

    La parola e categoria di imperialismo aleggia nell’aria, anche se non è pronunciata apertamente…

    Quarto punto fondamentale: a giudizio di Hu Jintao, la scienza e la tecnologia stanno diventando la principale forza motrice nella promozione del progresso su scala mondiale.

    Non solo la scienza e la tecnologia contemporanea stanno compiendo dei passi in avanti “stupefacenti” (ignorati da larga parte della sinistra antagonista, a nostro avviso) e producendo un aumento enorme della produttività mondiale, ma stanno anche determinando un impatto importante nel campo della politica, della cultura e dei rapporti di forza militare, sempre secondo il documento del PCC.

    Sotto tutti questi aspetti e campi d’azione, oltre che naturalmente sotto quello economico, l’alta tecnologia di tipo strategico (supercomputer, nuove fonti energetiche, ricerca spaziale, telecomunicazioni, biotecnologie ed ingegneria genetica, nanotecnologie, ecc.) secondo il PCC sta diventando non solo il fattore determinante nello sviluppo economico e sociale, ma anche e soprattutto il punto focale nella competizione relativa alla potenza globale ed ai rapporti di forza su scala internazionale.

    In forma creativa, si riprende pertanto la tesi di Lenin sull’importanza del successo nello sviluppo della produttività sociale per l’affermazione/sconfitta in ultima istanza dei sistemi socioeconomici, capitalismo e socialismo in testa (”la grande iniziativa”, giugno 1919).

    Quinto nodo centrale: se la tendenza verso un mondo multipolare è irreversibile anche sul piano politico-internazionale, a giudizio del PCC anche “l’egemonismo” (si legga imperialismo statunitense) e le “politiche di potenze vedono nuovi sviluppi e nuovi modi di manifestazione”. Un’allusione all’amministrazione Obama, neanche tanto velata? Crediamo che la risposta sia positiva.

    Non a caso, aggiunge Hu Jintao rispetto alla dinamica del rapporto di forze globale su scala internazionale,un modello di base che descrive un “forte nord del pianeta ed un debole sud, un forte Ovest ed un debole Oriente” è presentato su vasta scala ed in tutto il mondo:. pertanto la polarità dialettica tra tendenze multipolari e controtendenze egemoniste viene indicata come uno degli assi della dinamica politico-sociale internazionale del Ventunesimo secolo.

    Sesto punto fondamentale: se da un lato il progresso tecnologico e scientifico, che riguarda anche e soprattutto il settore economico-cognitivo e quello delle informazioni, è inarrestabile, anche in questo settore gran parte del mondo in via di sviluppo è posta forzatamente in una “posizione sfavorevole”, con un grande handicap rispetto ai paesi del nord del pianeta.

    Settimo nodo. Sul piano ideologico-culturale, se il rispetto reciproco tra le diverse culture e civiltà mondiali si sta progressivamente affermando, “i paesi occidentali stanno intensificando l’esportazione delle loro ideologie, sistemi sociali e modelli di sviluppo “, oltre a “istigare tutti i generi possibili di rivoluzioni colorate” secondo il (corretto) giudizio del PCC.

    Ottavo punto centrale: sebbene la tendenza alla pace ed allo sviluppo stia prendendo sempre più piede nelle relazioni internazionali, “i conflitti e le guerre locali non si fermano”, mentre certi “temi caldi”(allusione evidente a Palestina,Iraq/Afghanistan, ecc.) non possono “rimanere ancora irrisolti per lungo tempo”.

    Secondo il PCC, permane in sostanza la popolarità dialettica tra pace e guerra anche all’inizio del terzo millennio.

    A nostro giudizio, il materiale collettivo presentato da Hu Jintao costituisce un’interessante contributo con un’evidente carica antimperialista, seppur espressa in termini e forme molto caute.

    Un mondo in via di cambiamento radicale…

    L’ascesa pacifica di Cina ed India…

    Lo scontro tra tendenze e controtendenze in campo internazionale (egemonismo/multipolarismo, ecc.)…

    L’eccezionale importanza attribuita all’alta tecnologia di tipo strategico, anche rispetto al processo di trasformazione dei rapporti di forza internazionali…

    La pesante ed aperta critica all’esportazione del modello occidentale e capitalistico in tutto il mondo…

    Carne al fuoco, sia da commentare che da criticare, ve n’è in quantità. Pertanto facciamo una “modesta proposta”, per seguire in parte la terminologia di J. Swift (che proponeva di … mangiare i bambini): e se i comunisti italiani aprissero nel 2010 una discussione a tutto campo su questi temi, interagendo e dialogando in piena autonomia con il partito comunista cinese?

    Tra una mangiata di bambini e l’altra, ovviamente…

    Fonte: “President Hu elaborates the theory of profond changes”, in english.cpc.people.com.cn

    2 gennaio 2010

    La Cina Rossa

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    Predefinito Rif: focus Cina

    PECHINO (Reuters) - La Cina ha testato con successo una nuova tecnologia militare volta a distruggere i missili a medio raggio. Lo ha comunicato il governo, mentre i media di stato hanno avvertito gli Stati Uniti che la vendita di missili a Taiwan danneggerebbe i rapporti con Pechino.

    Il rapporto dell'agenzia di stato Xinhua sulla "tecnologia per l'intercettazione dei missili a medio raggio" non ha fornito ulteriori dettagli e non ha specificato se, durante il test, siano stati distrutti missili sul suolo cinese.

    "Il test ha ottenuto il risultato previsto", ha fatto sapere l'agenzia, senza specificare quale fosse questo risultato.

    "Il test ha natura difensiva e non ha come obiettivo alcun paese", ha detto il ministro degli Esteri cinese, secondo quanto riportato da Xinhua.

    L'annuncio del governo cinese arriva subito dopo il via libera, da parte di Washington, alla vendita di missili difensivi Patriot a Taiwan, nonostante la ferma opposizione di Pechino.

    Il malcontento di Pechino nei confronti di Washington potrebbe intaccare i rapporti diplomatici tra i due paesi, in un momento in cui le due potenze mantengono già un atteggiamento diffidente anche per quanto riguarda commercio ed economia.

    Pechino considera Taiwan parte integrante della Cina e considera la vendita di armi da parte degli Usa un'intromissione in questioni puramente interne.




    Cina, test antimissile dopo vendita armi Usa a Taiwan | Prima Pagina | Reuters

  8. #38
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    Predefinito Rif: focus Cina

    La rivolta di Google contro la censura. La vendita di armi americane a Taiwan. Il viaggio del Dalai Lama negli Stati Uniti. La proposta di Nobel per la Pace al dissidente Liu Xiaobo. Le numerose diatribe scoppiate all'improvviso negli ultimi giorni tra Washington e Pechino hanno precipitato le relazioni sino-americane a uno dei livelli più bassi dell'ultimo decennio.

    La reazione cinese è stata a dir poco scomposta. Dopo essere riuscita a tenere il confronto sul caso Google entro i recinti della diplomazia e del buon senso, nelle ultime ore la nomenklatura ha perso letteralmente le staffe investendo gli Stati Uniti con una raffica di invettive e di minacce di ritorsioni senza precedenti. Una in particolare, le sanzioni contro le aziende americane che venderanno armi a Taiwan, rappresenta una novità assoluta e, al tempo stesso, un salto di qualità importante negli strumenti di engagement cinesi in politica internazionale.

    La replica rabbiosa di Pechino e la rappresaglia contro le società Usa ricorda al mondo intero una cosa molto importante, di cui ci si era ormai quasi dimenticati: nonostante la formidabile crescita economica dell'ultimo ventennio, la Cina continua a essere un paese ad elevato rischio politico.

    Gli strali e le intimidazioni lanciati dal Dragone nelle ultime ore dimostrano l'esistenza di due Cine. C'è la Cina buona, quella che si percepisce quando si sbarca nelle grandi città del paese restando a bocca aperta di fronte alle mirabilie dello sviluppo e della modernizzazione cinese. E c'è la Cina cattiva, quella retriva, liberticida, paranoica, nazionalista, che viene a galla puntualmente in tutte le crisi politiche che colpiscono la superpotenza asiatica dall'interno o dall'esterno.

    Indipendentemente da quale sarà l'epilogo delle numerose querelle che avvelenano i rapporti tra la nomenklatura e l'Amministrazione Obama, un fatto è certo: la comunità internazionale dovrà fare sempre di più i conti anche con la Cina cattiva. E questo è un fattore di cui anche gli investitori internazionali, ingolositi dal mercato da 1,3 miliardi di consumatori e frastornati dalle lusinghe di consulenti, finanzieri e faccendieri vari, in futuro dovranno tenere in debito conto prima di portare i loro quattrini oltre la Grande Muraglia.


    La Cina resta un paese ad alto rischio politico - Il Sole 24 ORE

  9. #39
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    Predefinito Rif: focus Cina

    EST - Obama-Dalai Lama, l'altolà della Cina
    Pechino fermamente contraria a "qualsiasi contatto"

    Roma, 3 feb (Velino) - La Cina "si oppone fermamente a che il leader degli Stati Uniti abbia contatti con il Dalai Lama con qualsiasi pretesto e in qualsiasi forma". Questa la dura reazione del Ministero degli Esteri cinese alla decisione del presidente americano Obama di incontrare il Dalai Lama dal prossimo 16 febbraio, quando il leader spirituale tibetano sarà negli Stati Uniti per una visita di dieci giorni. Il presidente Obama, secondo fonti della Casa Bianca, aveva già informato Hu Jintao della sua intenzione lo scorso novembre, durante la visita a Pechino, ma in quella stessa occasione anche il presidente cinese, ricorda il portavoce del ministero, Ma Zhaoxu, aveva ribadito la contrarierà della Cina "a qualsiasi incontro di esponenti e funzionari del governo" Usa con il leader tibetano.

    "Esortiamo gli Stati Uniti a comprendere in pieno l'alta sensibilità della questione tibetana e ad affrontare in modo prudente e appropriato ciò che ne consegue evitando di arrecare ulteriori danni alle relazioni sino-americane", dichiara oggi il portavoce Zhaoxu. "Ulteriori" è un implicito riferimento alle tensioni dei giorni scorsi tra Pechino e Washington sulla libertà di Internet e la vendita di armi a Taiwan. Due settimane fa, infatti, il solenne discorso di Hillary Clinton che chiamava in causa direttamente Pechino per la censura del web. Poi, la vendita a Taiwan di armi "difensive" per un valore di 6,4 miliardi di dollari, che ha portato Pechino a minacciare sanzioni nei confronti delle aziende Usa coinvolte. "I rapporti tra il governo centrale e il Dalai Lama sono una questione interna alla Cina. Ci opponiamo a qualsiasi tentativo di una forza straniera di interferire con le questioni interne cinesi usando come pretesto" il Dalai Lama, ha spiegato in una conferenza stampa Zhu Weiqun, responsabile del Partito comunista cinese per le etnie e gli affari religiosi.

    (Federico Punzi) 3 feb 2010 10:02

    il VELINO Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale | Leggi l'articolo

  10. #40
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    Predefinito Rif: focus Cina

    TONGREN, China (Reuters) - La Cina ha accusato il presidente Usa Barack Obama di aver "seriamente danneggiato" i rapporti diplomatici tra le due superpotenze ospitando il Dalai Lama e ha fatto sapere che è ora compito di Washington farli migliorare.

    Obama ha incontrato ieri alla Casa Bianca il Dalai Lama, leader tibetano in esilio, nonostante la possibilità che questo incontro potesse acuire ulteriormente le tensioni con Pechino, già alte su temi come la vendita di armi da parte degli Stati Uniti a Taiwan, le politiche monetarie cinesi e le dispute su commercio e internet.

    "Le azioni degli Usa equivalgono ad una seria interferenza in questioni di politica interna della Cina, e hanno seriamente ferito i sentimenti del popolo cinese e gravemente danneggiato le relazioni Cina-Stati Uniti", ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Ma Zhaoxu.

    Gli Usa dovrebbero "immediatamente prendere delle contromisure per scongiurare gli effetti maligni", ha spiegato Ma.

    "Facciano azioni concrete per promuovere un proficuo sviluppo delle relazioni tra Cina e Stati Uniti".

    Il vice-ministro degli Esteri cinese, scrive l'agenzia stampa ufficiale Xinhua, ha "presentato le sue solenni rimostranze" all'ambasciatore Usa Jon Huntsman.

    Pechino accusa il Dalai Lama di alimentare i disordini per favorire la separazione del Tibet dalla Cina. Il leader tibetano, invece, ha sempre sostenuto che la regione vuole solo maggiore autonomia.

    Questo incontro, però, potrebbe complicare i piani di Obama, che sta cercando l'appoggio di Pechino sia per quanto riguarda le sanzioni da imporre all'Iran per quanto riguarda il programma nucleare, sia per un accordo definitivo sulle emissioni di carbonio.

    "Questo non è il primo incontro tra un presidente Usa e il Dalai Lama, ma entrambe le parti erano a conoscenza della prevedibile reazione cinese", ha commentato Jin Canrong, esperto di relazioni diplomatiche Usa-Cina all'Università Renmin di Pechino.

    "Ma penso che sia presto per dire che le tensioni sono superate. Ci sono ancora temi come la vendita di armi a Taiwan, il commercio e la politica monetaria cinese che possono acuire questa tensione".


    Cina: incontro Obama-Dalai Lama ha danneggiato rapporti Usa-Cina | Prima Pagina | Reuters

 

 
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