



Il riscaldamento in atto e processo naturale tipico di un periodi interglaciale e inutile che continuate a spacciarlo politicamente, un tempo gli incendi erano incontrollati nessuno interveniva per spegnerli, perché non aveva i mezzi per farlo o perché sapevano che era inutile, distruggevano intere foreste, queste poi ricrescevano e riassorbivano la CO2 in atmosfera, non confondete il clima con la meteorologia.
Mao Tse-tung "sono convinto che tutti gli uomini nascano buoni, e che pure l'ex Imperatore della Cina possa essere un buon comunista"[/B] @Scomunista Reloaded più incazzoso di prima!!


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E allora??? anche se fosse l'aumento di temperatura in atto non può essere fermato o contrastato, e madre natura che dirige l'orchestra, e l'uomo dovrà adattarsi come ha sempre fatto, città sorgono e vengo abbandonate, nazioni sorgono e scompaiono, e stato sempre così e lo sarà sempre.
Mao Tse-tung "sono convinto che tutti gli uomini nascano buoni, e che pure l'ex Imperatore della Cina possa essere un buon comunista"[/B] @Scomunista Reloaded più incazzoso di prima!!




Si certo sono aumentati gli incendi da quando c'è Bolsonaro, prima che andasse tutto a fuoco non gli fregava un cazzo a nessuno, la copertura delle foreste è nettamente aumentata, vaste zone di montagna sono state abbandonate e i boschi si sono ripresi il terreno sottratto. Le cazzate le sparti tu, e finiscila di provocare.!!
Aumentano in Italia i boschi e le foreste gestite in maniera sostenibile: il 2019 si è chiuso infatti positivamente con una superficie certificata di 881.068,93 ettari, oltre 62.000 in più rispetto al 2018 quando erano 819.017,06, segnando un aumento percentuale del 7,6%
https://www.adnkronos.com/sostenibil...CnCDp0K4L.html
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Ma certo ...
Il patrimonio forestale globale conta oggi 4 miliardi di ettari e ricopre il 31% del totale della superficie terrestre. Un patrimonio a rischio, secondo la Fao, minacciato da deforestazione, degrado, conversione in piantagioni industriali e pascoli, riscaldamento globale e sfruttamento eccessivo. Oltre all'importante ruolo di conservazione della biodiversità, le foreste svolgono anche un'importante funzione di stabilizzazione del clima assorbendo ogni anno 289 miliardi di tonnellate di anidride carbonica e fungendo da depositi naturali di carbonio.
Il Rapporto Fao rileva che il tasso di deforestazione è allarmante. A livello globale, infatti, nel decennio 2000 - 2010 sono stati convertiti ad altro uso del suolo (incluso quello agricolo) o sono andati perduti a causa di eventi naturali, circa 13 milioni di ettari di foreste. Tuttavia, in molti Paesi, si è potuto registrare una tendenza positiva nella conservazione della diversità biologica forestale, attraverso la designazione di nuove aree forestali destinare alla conservazione della biodiversità.
I dati della Fao, nello specifico, parla di 350 kmq di foreste distrutte ogni giorno dal taglio indiscriminato del legname, dalla cattiva gestione della terra e dalla conversione in terreni agricoli; il 30% delle foreste globali viene usata per la produzione di prodotti legnosi e non. Il Rapporto rileva come il tasso di variazione di perdita delle foreste presenta notevoli disparità a seconda delle regioni a cui si riferisce: in Europa ad esempio è presente la maggiore area forestata del mondo, soprattutto grazie alle vaste aree verdi della Federazione Russa, mentre l'America Latina e Caraibi ha subito la più alta perdita netta delle foreste nell'ultimo decennio.
Inoltre l'Italia continua a bruciare, mettendo a dura prova il nostro patrimonio boschivo. Nel 2012 sono stati 8.304 gli incendi dolosi, colposi e generici registrati nel nostro Paese (+4,6% rispetto al 2011) che penalizzano soprattutto Campania, Calabria e Sicilia.
Nella classifica delle prime quattro regioni 'in fumo' troviamo quindi: Campania, Calabria, Sicilia e Lazio. Come trend di crescita, però, i dati più preoccupanti arrivano dalla Sicilia, che ha visto passare il numero di incendi dagli 814 del 2011 ai 1.028 del 2012 (+26,3%). Sale al quinto posto la Toscana (sesta nel 2011), scavalcando la Puglia. Cresce il numero degli incendi sia in Basilicata (settima con 465 incendi) sia in Liguria, all'ottavo posto, prima regione del nord (a quota 416) e un incremento del 33,3% rispetto al 2011.
In merito al prelievo della legna solo una minima parte del patrimonio boschivo italiano disponibile è sfruttato adeguatamente. Se l'81% di boschi italiani è disponibile al prelievo di legna, per una produzione annua fino a 37 milioni di metri cubi, oggi se ne sfrutta adeguatamente solo il 2%, ricavando un totale di 7-8 milioni di metri cubi nei dodici mesi: appena il 20% dell'incremento legnoso annuo, contro il 65% della media europea.
La Confederazione italiana agricoltura sottolinea che dal benessere di un bosco dipende anche l'equilibrio idrogeologico del suolo e la stabilità dei versanti su cui poggia. Ma non solo, il bosco è anche uno degli elementi fondamentali del nostro paesaggio. E come tale costituisce un potenziale economico straordinario, anche dal punto di vista turistico e culturale.
Ma, per fortuna, ci sono 232 milioni di ettari di foreste certificate nel mondo, 483.614 i proprietari con foreste certificate, 10.000 aziende (503 in Italia) e 30.000 prodotti.
(fonte Adnkronos, 28 giugno 2013)


Come no! ...
La deforestazione o i processi di degrado delle foreste dovuti in primo luogo ad una cattiva gestione forestale comportano un’elevata perdita di diversità biologica. Mediamente a livello mondiale oltre un terzo (36%) di tutte le foreste sono classificate come foreste primarie di specie indigene (Figura 3), in cui non sono chiaramente visibili tracce di attività umana e i processi ecologici non appaiono disturbati in modo significativo. Le foreste primarie, ed in particolare le foreste tropicali umide, includono gli ecosistemi terrestri con la maggiore biodiversità, soprattutto in termini di numero di specie.
Tuttavia si assiste alla loro progressiva contrazione, quantificata nel periodo 2000-2010 in oltre 40 milioni di ettari. La riduzione di superficie delle foreste primarie è dovuta soprattutto a tagli selettivi ed altri interventi antropici che ne determinano il degrado e la riclassificazione in altre tipologie di foresta. Il Sud America è la regione che ha registrato la maggiore perdita di foresta primaria, seguito da Africa e Asia.
LINK


https://www.adnkronos.com/sostenibil...tml?refresh_ce
In Italia aumento le foreste sostenibili
Pubblicato il: 12/03/2020 129
Aumentano in Italia i boschi e le foreste gestite in maniera sostenibile: il 2019 si è chiuso infatti positivamente con una superficie certificata di 881.068,93 ettari, oltre 62.000 in più rispetto al 2018 quando erano 819.017,06, segnando un aumento percentuale del 7,6%. A confermarlo è il Rapporto Annuale del Pefc Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l'ente normatore della certificazione della buona gestione del patrimonio forestale, in occasione della giornata internazionale delle foreste che si celebra il 21 marzo e che quest’anno viene dedicata al tema della biodiversità.
La superficie forestale certificata più estesa si conferma quella del Trentino Alto-Adige con i 300.445 ettari gestiti dal Bauernbund - Unione Agricoltori di Bolzano, cui si aggiungono i 261.428,81 ettari cumulativi curati nella provincia di Trento che comprende l’area gestita dal Consorzio dei Comuni Trentini – AR Trentino e dalla Magnifica Comunità di Fiemme. Al secondo posto il Veneto con 92.705,96 ettari, poi il Friuli Venezia Giulia, con 83.352,35 ettari gestiti da Uncem. A seguire ci sono le superficie forestali certificate di Piemonte, Lombardia, Toscana, Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Umbria e Lazio.
Positivo anche l’andamento del numero di aziende che scelgono di lavorare nel rispetto del patrimonio forestale: sono 115 le nuove aziende che nel 2019 hanno ottenuto la certificazione di Catena di Custodia, mostrando il proprio impegno nella sostenibilità. Le certificazioni sono cresciute del 5,4% rispetto al 2018, quando invece il tasso di crescita sull’anno precedente era stato del 4%. In totale, si contano 1.095 aziende certificate sul territorio italiano, un numero che colloca l’Italia al quinto posto nella classifica mondiale dei Paesi con più aziende certificate Pefc.
Il Veneto è la regione che sale sul podio con 251 aziende con certificazione di tracciabilità (Catena di Custodia), seguito da Trentino Alto-Adige (192), Lombardia (181) e Friuli Venezia Giulia (126). Per quanto riguarda le categorie produttive, rimane preponderante il settore legno in tutti i suoi aspetti, dagli imballi, all’edilizia e prima trasformazione, ma è in crescita anche il settore carta sia da stampa che packaging.
“Il 2019 è stato anno molto impegnativo per il Pefc che ha lavorato costantemente per contribuire al ripristino dei danni causati dalla tempesta Vaia a fine 2018. Per farlo, l’Associazione ha lanciato anche il progetto Filiera Solidale Pefc, proponendo un logo per il legname proveniente dal recupero delle piante abbattute da Vaia che lo accompagnerà fino ai prodotti finali con la tracciabilità attraverso le varie trasformazioni”, ha dichiarato Maria Cristina D’Orlando, presidente del Pefc Italia.
“In questo contesto diventa fondamentale la presenza di un ente normatore come il Pefc, in grado di garantire standard per la corretta gestione delle foreste e di promuovere un modello di sviluppo sostenibile, basato sui principi di salvaguardia e valorizzazione della biodiversità, tema portante di questa edizione della Giornata Internazionale delle Foreste e di cui boschi e foreste sono fondamentali custodi”.
“Nel 2020 la giornata mondiale delle foreste è dedicata alla biodiversità: lo standard Pefc italiano ha requisiti elevati in questo ambito e tutela le formazioni naturali che ospitano la ricca biodiversità italiana - prosegue la presidente D’Orlando - Proprio per dare una risposta alla crescente sensibilità e interesse sui temi ambientali, il PEFC lavorerà per aprire nuove opportunità per la valorizzazione dei servizi ecosistemici prodotti dal bosco, nuova frontiera per la lotta all’emergenza climatica nel futuro”.
“La crescita delle aziende che scelgono di certificare il proprio lavoro con il logo Pefc è un segnale positivo per il mondo delle foreste ma anche per la società in generale”, sottolinea Antonio Brunori, segretario generale Pefc Italia. “Tale crescita è dovuta non solo dal grande impegno profuso dall’associazione su tutto il territorio nazionale nel raccontare un modo più sostenibile di fare impresa, ma anche da una rinnovata sensibilità ambientale che si sta diffondendo grazie a tanti movimenti giovanili che nel 2019 hanno spostato l’attenzione dei media e della società sulla lotta al cambiamento climatico".
"I numeri significativi della certificazione forestale in Italia, e alti nel Triveneto colpito dalla Tempesta Vaia, dimostrano che nel nostro Paese esiste e si espande di anno in anno un’economia positiva che lavora in sinergia con il territorio, ma anche che il settore forestale è elemento di resilienza per l’economia della montagna”.
Mao Tse-tung "sono convinto che tutti gli uomini nascano buoni, e che pure l'ex Imperatore della Cina possa essere un buon comunista"[/B] @Scomunista Reloaded più incazzoso di prima!!