Re: Quali errori abbiamo commesso?
Della serie i lombardi (leghisti) polemizzano con la Protezione Civile per visibilità:
Protezione civile manda agli ospedali 200mila mascherine. «Sono sbagliate»
Milano
I dispositivi non sono conformi e non adatti alla terapia intensiva
Marta Bravi - Sab, 14/03/2020 - 06;00
Quando hanno aperto gli scatoloni sono rimasti a bocca aperta. Perché di scherzare non se ne parla in questo periodo. Soprattutto quando hanno visto il mittente: «Dipartimento di Protezione civile nazionale», che due giorni fa ha fatto recapitare agli ospedali lombardi 200mila mascherine chirurgiche assolutamente inutilizzabili. Oltre al fatto che non sono conformi alla normativa, sembrano dei panni per raccogliere la polvere. Impossibile anche solo pensare di mettere nelle mani di intensivisti, anestesisti, virologi e infermieri, che lottano ogni giorno per salvare vite umane nei reparti di terapia intensiva, rischiando in prima persona, materiale del genere. Che non potrà mai entrare in un ospedale.
Scherzo del destino la consegna è arrivata proprio il giorno del «pacco» tirato dalla Protezione civile che, dopo una settimana di incontri, si è detta «impossibilitata a reperire i 500 respiratori» che sarebbero dovuti andare nella maxi terapia intensiva da allestire nei 22mila metri quadrati di padiglioni al Portello. Il progetto per un «ospedale Covid», su modello di Wuhan, cui Regione Lombardia con in prima linea l'assessore al Welfare Giulio Gallera, Fondazione Fiera, ministero della Sanità e Protezione civile hanno lavorato, rischia di affondare: si parla appunto di 600 posti letto di rianimazione, che avrebbero dovuto essere assistiti da circa 500 medici e 1400 infermieri. «Ma gli impegni non sono stati rispettati da Roma» spiega sbigottito il governatore. «Ci aspettavamo ben altro dalla protezione civile» commenta amaro Gallera.
Intanto sono stati dimessi nel pomeriggio dal reparto di Terapia Intensiva dell'Ospedale San Paolo i primi due pazienti Covid-19. I due uomini, di 49 e 55 anni, dopo circa 10 giorni di ventilazione meccanica stanno meglio: «Sono vigili, collaboranti e con una gran voglia di tornare a casa» riferiscono dal reparto. Ora necessitano di terapie farmacologiche e di una riabilitazione respiratoria. Dall'inizio dell'emergenza sono stati messi a disposizione 9 letti di Terapia Intensiva al San Paolo e 13 al San Carlo, oggi tutti occupati. Entro i primi giorni di settimana, arriveranno altri 20.
Altra notizia positiva: ieri non si è registrato nessun nuovo caso di contagio a Codogno. «I dati evidenziano in maniera chiara e inequivocabile che nell'ex zona rossa il contagio sembra stia rallentando» ha spiegato Fontana. Nella provincia di Lodi il numero di positivi ha registrato un aumento solo di 10 unità (ieri 1.123 oggi 1.133). «Nel resto della Lombardia ha proseguito il governatore a farci mantenere alto il livello di guardia è soprattutto il trend dei ricoveri in terapia intensiva». Il virus continua a seminare contagi: ieri si è toccata quota 9820 positivi complessivi, di cui 650 ricoverati in terapia intensiva, 4435 ospedalizzati, 2650 in isolamento domiciliare, 1198 i dimessi contro i 1085 del giorno precedente, 890 i decessi contro i 744 di 24 ore prima.
La provincia maggiormente colpita risulta ancora Bergamo con 2368 positivi (232 in più in 24 ore), seguita da Brescia (1784), Cremona (1344) e Milano con 1307 (161 nuovi casi in 24 ore).
https://www.ilgiornale.it/news/milan...e-1840621.html
VERGOGNATEVI a difendere l'indifendibile!
Re: Quali errori abbiamo commesso?
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Menelik
Io, invece, penso che se l'Italia fosse divisa in aree, regionali o macroregionali, ma indipendenti, cioè gestite come si trattasse di fatto di stati autonomi, una parte di queste regioni-stato sarebbe fallita.
Ma letteralmente, cioè non disporre della liquidità per pagare l'amministrazione e le aziende appaltatrici.
Secondo te lo stato centrale si oppone all'autonomia fiscale del nord così, per puro principio, spinto dalla retorica del Piave-mormorò ?
Se puoi/sei costretto a contare su qualcuno, non ti resta altro che aspettare che qualcuno si faccia avanti o dia ordini.
Se sei da solo, sai cosa devi fare, sai cosa è meglio per te e puoi decidere in piena autonomia.
Ogni regione italiana ha numerosi punti di forza. Basta saperli sfruttare. Ogni regione italiana potrebbe fare ciò che crede necessario per il proprio benessere. Ma se deve aspettare l’ok da Roma...
Lo stato centrale non vuole perdere i soldi del Nord. Lo sanno tutti.
Re: Quali errori abbiamo commesso?
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Gian_Maria
La cosa più grave secondo me, visto che questo virus si trasmette anche e soprattutto per via aerea, è che lo stato non fosse preparato a un'emergenza di questo tipo (non difficilmente prevedibile) con uno stock adeguato di mascherine chirurgiche, che dovrebbero essere portare obbligatoriamente da tutti nei luoghi pubblici. Per non parlare poi dei primi spot in cui si affermava che il contagio non è affatto facile.
Ma lo dici giusto perchè ora sai che servirebbero mascherine. Ma nessun Stato al mondo era preparato. Tra l'altro anche le mascherine hanno delle scadenze. Secondo me, più che su queste cose, dovremmo tornare al concetto di capacità e merito, al rivalutare i professionisti e gli esperto, a considerare che le chiacchiere sono spesso solo chiacchiere valutando appunto i fatti e non le chiacchiere.
Re: Quali errori abbiamo commesso?
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Perseo
L'errore alla base è stato permettere la decadenza della sanità pubblica.
E li le responsabilità sono distribuite in maniera molto ampia, lo hanno fatto tutti, europeisti o nazionalisti, onesti o mafiosi, tutti hanno contribuito in qualche maniera a indebolire la sanità e ridurre il numero di ospedali nel tempo.
Poi, più nell'immediato, l'errore di pensare che davvero fosse iniziata a febbraio invece che prima. E però comunque non era possibile immaginare in anticipo che i tempi di incubazione ed infettività fossero così lunghi rispetto alle malattie simili.
Veramente al sud non è mai esistita una sanità pubblica che pertanto non può essere decaduta. E credo di non offendere nessuno se affermo che con tutti i soldi inviati al sud, avrebbero dovuto avere una sanità coi fiocchi. Invece no, invece chi si deve curare, se può emigra al nord e a Roma.
Quindi e invece non avremmo mai dovuto consentire sprechi, malaffare pubblico, fancazzismo e stipendificio, i famosissimi forestali calabri, un numero esorbitante di forze di polizia con non si sa quante diverse linee di comando che non comunicano fra loro e creano doppioni. Non avremmo mai dovuto consentire di far si che buttassimo metà del nostro bilancio annuo in cose simili, non avremmo dovuto consentire che ci sia gente che lavora 3 ore al giorno, non avremmo dovuto consentire una decadenza tale dell'istruzione da trovarci primi in analfabetismo funzionale. E domandiamoci quanti erano quegli insegnanti fuggiti dal nord nei giorni scorsi per tornare a casa. Ignari che così portavano a casa proprio il virus. Domandiamo che cultura e sapere diffonde gente simile che non ha nemmeno le nozioni di base per capire che se ti dicono che non ti muovo per rischio virus, beh, non ti muovi e punto. Quanta gente paghiamo fatta così e senza che essa sia in grado di dare nulla alla comunità?
Re: Quali errori abbiamo commesso?
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mary ann
L’errore più grande è stato quell’odio lasciare uscire la gente dalla Cina e farla entrare in Europa e nel resto del mondo. In pratica i dottori e i scienziati non li ha ascoltati nessuno. I politici ( ingnoranti) hanno deciso che “ilmondononsidevefermarsi”.
L’Italia ha reagito tardi, in ogni caso. Ma cosa volete che sappiano i nostri politici... Nulla. Ho letto che si fanno consigliare da Casalino. :facepalmi:
Gli scienziati li hanno fatto scappare all’estero.
Allora, sentivo giusto ora un servizio di chi appunto sta studiando (e a breve pubblicherà) l'origine del virus in Italia. Ora parrebbe proprio accertato, che i due focolai individuati l'uno nel lodigiano e l'altro nel veneto, siano uno di origine tedesca e l'altro anglosassone. Unito al fatto che in condizioni normali il virus si raddoppia ogni 4 giorni... direi che non avremmo potuto fare proprio niente.
Re: Quali errori abbiamo commesso?
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Originariamente Scritto da
mary ann
Se l’Italia fosse stata divisa in regioni indipendenti, questa cosa forse non sarebbe successa. Molte regioni avrebbero chiuso le frontiere, senza aspettare l’ok da Roma.
E si, è ben noto che il virus si ferma alle frontiere. Ma se ti chiudi in casa tua e non esci mai sei salvo.
Ma attenzione, nemmeno a fare la spesa come è ovvio. :facepalmi:
Re: Quali errori abbiamo commesso?
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Originariamente Scritto da
mary ann
E non solo. Tutte le regioni avrebbero dovuto provvedere alle proprie emergenze ( ipotetiche), ovvero: posti letto sufficienti, ospedali efficienti, mascherine, apparecchiature moderne, ma sopratutto, di avere disponibilità economica per comprare subito l’occorrente.
L’Italia unita non va bene. Non va bene. Milano è deserta, mentre a Napoli c’è gente nei bar. Mi hanno detto così, non so se sia vero.
Il più grande errore dell' Italia è che tutti credono di avere sempre le giuste soluzioni a tutti i problemi.....
Re: Quali errori abbiamo commesso?
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THE MATRIX
Abbiamo commesso degli errori. Non c'è dubbio, ma ci sono errori veri ed errori che non possono veramente essere definiti tali. Anche perchè questa è una situazione nuova in assoluto per l'epoca moderna. Sono centinaia di anni che non si ha a che fare con una vera epidemia e si affrontano cose assolutamente nuove.
Ma andiamo con ordine.
Il primo grave errore è stata la sottovalutazione. E la cosa assurda è che abbiamo sottovalutato più e più volte.
Per esempio abbiamo sottovalutato la capacità di diffusione del virus e, nonostante gli esperti ci mettessero in guardia, non abbiamo considerato che fosse ovvio che quando era scattato l'allarme il virus fosse già uscito dalla Cina. Basta ragionare sulla tempistica per rendersene conto.
La Cina aveva migliaia di contagiati.... quanto tempo era passato da che era cominciata? Oggi gli esperti dicono che il virus raddoppia ogni 4 giorni. Quindi dal primo contagiato sono passati 4 giorni quando sono diventati 2. Poi altri 4 giorni ed erano 4. Dopo 12 giorni erano 8...... ma è probabile si fosse diffuso in qualche agglomerato rurale e ne sarà stato rallentato. Ma già così è evidente che ci è voluto tempo prima che ci fossero un numero di contagiati significativo da allarmare l'oculista cinese che comincia a vedere un numero sempre crescente di persone con problemi agli occhi. Allarme, quello lanciato dall'oculista, che i cinesi hanno rifiutato e represso.... quindi prima che i cinesi abbiano dato l'allarme è sicuro che siano passati mesi.
E ce ne siamo accorti anche noi col primo contagio a Codogno. Mai trovato il paziente zero perchè il paziente 1 non era l'1. Ma non solo, quando lo abbiamo trovato l'epidemia era già uscita da lì e si era già diffusa nelle zone circostanti. E siccome si diffonde per lo più in modo silente, quando esplode significa che vi è già un numero notevole di contagiati impossibile da contenere se non con misure drastiche.
l' errore è stato quello di votare per i cinque stelle e per il piddy
qui è inutile che ci giriamo intorno possiamo dare al colpa al gatto al cane alla sfortuna alle streghe ma di fatto di questo passo forse arriviamo ad essere i primi al mondo
il resto sono seghe mentali come quei cornuti che cercano la dimensione spirituale dove invece è solo dimensione di qualche altra cosa ......
Re: Quali errori abbiamo commesso?
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Originariamente Scritto da
brunik
L'errore piu' grosso è stato non mettere subito la zona rossa a Nembro e ad Alzano, si è voluto preservare l'economia perchè è un posto pieno di fabbriche, specialmente Alzano
Adesso la provincia di Bergamo è diventata l'epicentro del disastro
Poi parliamoci chiaro
HA STATO ANCHE SALVINI !!!!! NON SEI DACCORDO ???:snob:
Re: Quali errori abbiamo commesso?
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Originariamente Scritto da
Entropia
Difficile ora accertali, mi verrebbe da pensare che quella italiana e' la solita solfa, a parole fanno tutto. poi nei fatti ... tutti in giro. solo la cura cinese ha funzionato (i prossimi a uscire saranno corea e giappone) . e' la vittoria dei popoli disciplinati.
Dici? Ti ricordo che in Cina hanno perseguito l'oculista che ha lanciato l'allarme. Quelli non sono popoli disciplinati, sono popoli sottomessi. E si, succede appunto che siccome si è sottomessi chi fa qualcosa non gradito al potere viene perseguito anche se ha ragione.
Lui ne parla la prima volta a dicembre quando il contagio era già diffuso al punto da far si che se ne accorgesse. E quando è verosimile pensare che ormai fosse in giro per il mondo.
E tralascio la condanna a morte di un disubbidiente. A noi invece sarebbe davvero bastato non cercare di non far aver paura alle persone, non inventarsi che fosse poco più che una influenza e non continuare a dividerci fra invulnerabili (giovani) e no. E avremmo un contagio sicuramente più contenuto. Non avremmo dovuto chiudere i parchi se non ci fosse continuamente chi apre la bocca solo perchè la ha.
La denuncia del medico whistleblower
La storia pubblica di Li Wenliang ha inizio lo scorso 30 dicembre, in una chat di gruppo condivisa con alcuni ex colleghi di università. È qui che il trentaquattrenne, impiegato come oculista in uno degli ospedali di Wuhan, espone per la prima volta le sue perplessità riguardo sette pazienti affetti da polmonite, ma con caratteristiche simili a quelle della sindrome acuta respiratoria grave, comunemente detta Sars.Tre giorni più tardi alcuni agenti di polizia busseranno alla sua porta, chiedendogli di ritrattare le dichiarazioni, con l’accusa di “disturbo dell’ordine pubblico”. Nella lettera di richiamo si legge: “L’avvertimento si riferisce alla pubblicazione di discorsi mendaci su internet. Le tue azioni hanno arrecato grave disturbo all’ordine pubblico, eccedendo gli scopi permessi dalla legge”.