



“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman




Dalla Federal Reserve ci spiegano cosa implica avere un cambio sopravvalutato sulla sostenibilità del debito pubblico
https://www.federalreserve.gov/pubs/...9/ifdp1049.htm
Conclusion
This study is the first empirical work on the impact of exchange rate policy on the issuing and pricing of international bonds. We find that exchange rate policy affects the bond spread in a significant and interlaced way. First, countries with less flexible exchange rate regimes tend to pay higher spreads and are less likely to issue bonds. Second, when the currencies are overvalued, countries tend to issue more debt. But an overvalued real exchange rate has a negative impact on debt sustainability, and thus increases bond spreads, especially for countries in hard peg regimes.
The choice of exchange rate policy is not neutral with respect to the bond issuing and pricing decisions. Attempts to gain credibility in the international market through the use of a pegged exchange rate have gained popularity. Our results emphasize that the choice of a hard peg does not necessarily lead to cheaper borrowing costs, especially if there is a severe risk of currency overvaluation. Overvaluation under hard pegs incites governments to borrow more in the international market; however, foreign investors internalize the risks associated with the overvaluation, increasing borrowing costs.
A few research questions still remain. In particular, one would want to construct a theoretical framework to examine a government's optimal choice in terms of foreign borrowing and default under different exchange rate regimes in a dynamic stochastic general equilibrium model. The empirical findings in this paper show the need to develop new theories that incorporate exchange rate regimes and real exchange rates into the analysis of sovereign default for developing countries. Such analysis also has important policy implications for European countries in the euro zone.
https://www.federalreserve.gov/pubs/...9/ifdp1049.htm
Tra l'altro @sinistra-AntiPD ci deve essere più di un articolo di Brancaccio che già all'inizio della crisi del 2011 spiegava che lo spread era dipendente più dalla questione del cambio sopravvalutato che dall'entità del debito pubblico.
Regressista amante della pucchiacca.




Non risolverebbe ancora il problema, perchè attualmente chi produce lo fa col lavoro altrui, e l'economia va verso una produzione senza il lavoro delle persone, e il costo del lavoro è appunto un costo per chi produce.
Se io ho un'economia senza debito pubblico posso avere un pil al 10% con la massa che fa la fame ed è piena di debito privato, perchè appunto chi produce non è quello che lavora, ma l'impresa privata e la macchina.
Per avere un'economia senza debito le aziende dovrebbero aumentare molto i salari e ridurre quasi a zero i profitti per eliminare il debito privato, perchè lo stato è una comunità e quindi il debito pubblico è uguale a un debito privato, quindi togliere il debito pubblico e aumentare quello privato non cambierebbe nulla. Rimarrebbe un'economia piena di debiti.
L'Olanda è un paese pieno di debiti.
Non vanno ascoltate le società di rating, danno dati farlocchi perchè non considerano il debito privato degli stati dato che il loro scopo è fare profitto e quindi favorire chi vuole meno stato e meno concorrenza per aumentare i profitti. Però lo considerano quando valutano l'azienda di un imprenditore che deve pagare i debiti anche col suo patrimonio, a dimostrazione di quanto le società di rating sono false.
Fondatore e Presidente onorario di Italia Morta. Pro Italexit e Unione Terroni d'Europa (UTE).
Nostra proposta per emergenza Ucraina -----> La nato invade i paesi dell'est e li consegna alla Russia. Guerra finita e pace per tutti.



