C’è un proverbio russo che dice più o meno questo: Ognuno parla di ciò che gli fa male. Io non faccio eccezione dalla regola.
C’è una cosa che mi rende triste, non è una sola, ma in questo momento vorrei parlare di questa cosa.
Il fatto che un tizio si è appropriato di una mia poesia mi fa una rabbia che non vi dico. Ci penso sempre. Vorrei scrivergli e chiedergli cosa pensa di fare. Ma ho paura. Ho paura di ciò che che lui possa fare. Non è che abbia voglia di chiedergli soldi, ma vorrei che in qualche modo paghi per ciò che ha fatto. Con la mia poesia lui partecipò al Concorso Nazionale Letterario, l’ha messa su YouTube e nel suo libro.
Potrebbe cancellarla da YouTube, ma resterà sempre nel suo libro, resterà per sempre lui l’autore della poesia che ha partecipato al concorso. La cosa non mi va giù. Credo che nessuno accetterebbe di buon grado una cosa simile.
Una cosa importante. So che sto antipatica a molti, lascate da parte le vostre antipatie, io vorrei risolvere questa situazione in cui mi trovo, io l’ho cercata. Non riesco mai ad avere la giustizia. Perché devono vincere quelli che mi hanno danneggiato? Solo perché sono più forti? Non è giusto.
Se decidere di darmi dei consigli, per favore, siete seri e imparziali!
Mi piacerebbe vincere almeno una volta, avrei più fiducia in me, si tratta di una poesia molto sofferta, scritta in un periodo molto difficile della mia vita.




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