



Ultima modifica di Giò; 05-01-21 alle 14:04
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).










I dadaisti non furono mai fascisti. Detto questo, nessuno nega che nel fascismo del '19 vi fossero suggestioni ideologiche disparate, alcune delle quali riconducibili al dannunzianesimo e al futurismo, ma è noto a tutti che Mussolini, poco dopo, superò gradualmente queste posizioni iniziali. Per valutare con attenzione le idee del fascismo bisogna guardare al periodo successivo al 1920, se non al 1921, quando il fascismo diventò un partito politico organizzato.
Non mistifichiamo. Mussolini presentò sempre il fascismo come antitetico rispetto alla Rivoluzione francese:
"Noi rappresentiamo un principio nuovo nel mondo, noi rappresentiamo la antitesi netta, categorica, definitiva di tutto il mondo della democrazia, della plutocrazia, della massoneria di tutto il mondo per dire, in una parola, degli immortali principi dell'89. Sismondi, il grande storico, diceva che i popoli che, in un certo momento della loro storia prendono l'iniziativa politica, la conservano per due secoli. E, difatti, il popolo francese, che nel 1789 prendeva la iniziativa politica, l'ha conservata per 150 anni. Quello che nel 1789 ha fatto il popolo francese, ha fatto oggi l'Italia fascista, che prende l'iniziativa nel mondo, che dice una parola nuova al mondo e che conserverà questa iniziativa. Stando così le cose e stando realmente così, poiché quest'affermazione è il prodotto di incessanti e severe meditazioni, stando così le cose, non sarete stupiti che tutto il mondo degli immortali principi, della fraternità senza fratellanza, della uguaglianza disuguale, della libertà con i capricci sia coalizzato contro di noi" (Discorso del 7 aprile 1926).
Riguardo a Napoleone, Mussolini ne ammirava le doti militari di grande conquistatore, ma non disse mai di voler essere Napoleone né ne fece mai un riferimento ideologico o un precursore del fascismo.
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Non esistono solo i libri delle case editrici d'area, sai? Per avere una visione completa di un fenomeno storico, politico, ideale e culturale bisogna informarsi diversificando le proprie fonti. Altrimenti si sarà solo dei ripetitori pappagalleschi di nozioni apologetiche e basta, senza un minimo di spirito critico.
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"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

