
Originariamente Scritto da
cireno
Secondo alcuni, il balzo dello spread sarebbe il frutto di un complotto ordito dal Bilderberg o dalla finanza massonica contro l’Italia; secondo altri, la causa di tutti i mali sono i poteri forti dell'UE, come se, in pratica, fosse possibile manovrare a proprio piacimento i parametri di mercato e, per di più, nell’arco di una notte.
Vediamo allora cos'è lo spread, e per farlo mi avvalgo di uno scritto di un economista sul Sole 24Ore. Riporto
Che cos’è lo spread?
Cominciamo col dire che, quando uno stato o un’azienda hanno bisogno di denaro per rispondere a un proprio ‘fabbisogno di cassa’, possono ricorrere a un tipo di prestito che differisce un po’ da quello comunemente inteso, cosicché si rivolgono a tutti coloro che liberamente vogliano fare un certo investimento. In che modo? Nella sostanza, essi emettono delle obbligazioni, che, una volta acquistate, garantiscono all’acquirente una percentuale d’interesse come rendimento alla scadenza (trimestrale, semestrale, annuale, decennale et cetera). Nel caso dei Buoni Poliennali del Tesoro che riguardano il tormentoso argomento dello spread, l’unità di rendimento o scadenza è il decennio: BTp a 10 anni. Di conseguenza, lo stato contrae un debito nei confronti degli investitori e ogni debito, com’è noto, dev’essere rimborsato. E inoltre, ogni prestito è legato a un tasso d’interesse che ne determina il ripianamento
Qui, entra in gioco un altro elemento decisivo, il disavanzo o deficit pubblico: se le uscite sono superiori alle entrate, è evidente che, o per politiche economiche sbagliate o per eventi imprevisti e circostanze congiunturali, il Ministero dell’Economia e delle Finanze deve ricorrere allo strumento obbligazionario di cui finora abbiamo parlato. Tuttavia, è bene precisare, a scanso d’equivoci, che tanto più alto è il rendimento di un titolo, italiano o tedesco che sia, quanto maggiore è il debito del paese emittente.
[B]Qual è il criterio mediante il quale si stimano i titoli di debito
In questo caso, la risposta è semplice. Se lo stato è giudicato affidabile e si pensa che la sua ‘contabilità’ sia regolare, allora le obbligazioni sono considerate sicure e l’interesse di collocamento sarà basso con conseguente riduzione del debito. Viceversa, se lo stato è giudicato inaffidabile, l’acquisto dei suoi titoli sarà considerato rischioso in prospettiva d’un possibile default (o insolvenza), che, in parole povere, si traduce nel timore che esso non paghi il proprio debito. Quindi, quando un rappresentante di un governo si abbandona a dichiarazioni ambigue e soprattutto propone manovre finanziarie in assenza di coperture (flat tax, moneta fiscale o reddito di cittadinanza, vogliamo parlarne?), gli investitori cominciano a dubitare dell’affidabilità del paese in questione e rinunciano ad acquistare i suoi titoli. Di conseguenza, lo stato, che deve venderli, a tutti i costi, come si suol dire, è costretto a garantire rendimenti sempre più alti, indebitandosi notevolmente.
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spero che chi afferma che lo spread è manovrato dall'UE o da Soros o dalla Bildeberg o dalla zia di carlo smetta finalmente di scrivere idiozie