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Discussione: Il Pericolo Giallo

  1. #31
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    Predefinito Re: Il Pericolo Giallo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Tocchi molti, forse troppi, argomenti per un solo post. Schematicamente, posso dirti questo:

    1) personalmente, non nego che nella visione di Xi, ma anche nelle versioni precedenti del comunismo cinese, siano presenti elementi che, in senso lato, possiamo considerare nazionalisti o addirittura imperialisti e razzisti. Anche all'epoca di Mao fu così. Tuttavia, bisogna sempre chiedersi se questi elementi sono fondamentali o se invece sono accidentali o addirittura strumentali rispetto al complesso dell'ideologia di Stato o, per meglio dire, di partito;

    2) anche se non la ritengo esaustiva ai fini di una comprensione approfondita del fenomeno, condivido la tesi di Marcello Veneziani per cui il nazionalsocialismo tedesco sia stato un'estremizzazione sia degli aspetti moderni (diciamo di "sinistra") che degli aspetti pre o anti-moderni (diciamo di "destra") del fascismo italiano, pur ovviamente calati debitamente nel contesto della Germania dell'epoca. Sarebbe interessante vedere non superficialmente se in questi aspetti più radicalmente moderni del nazionalsocialismo rispetto al fascismo ci siano dei punti di contatto con il modello comunista cinese sia del passato che odierno;

    3) la filosofia di Marx è totalmente incompatibile con qualsiasi visione di destra (a meno che non si parli di certa destra liberista, con la quale indubbiamente il marxismo talvolta condivide la medesima prospettiva economicista) e sicuramente è incompatibile con una visione di destra radicale, dal momento che per Marx l'essere umano è un puro prodotto delle forze storiche, che si esauriscono nei rapporti di produzione e - quindi - nelle dinamiche di scontro tra le forze economiche. Il concetto di "prassi" di Marx, inoltre, è identificato dal filosofo di Treviri nella mera attività sensitiva...in entrambi i casi, siamo in pieno materialismo;

    4) è controverso stabilire se Hitler volesse puntare ad una totale liquidazione della religiosità "tradizionale" tedesca - cioè quella cristiana - o di una sua ricomprensione all'interno della Weltanschauung nazionalsocialista. Quel che è certo però è che Hitler era fermamente contrario a qualsiasi forma di ateismo, che invece in Cina prospera tutt'ora;

    5) il fatto che ci siano liberali progressisti che si scandalizzano per le cosiddette "violazioni dei diritti umani" in Cina non deve far dimenticare gli intrecci economici del mondo "anglobalista" con la Cina ed il volume di affari considerevole nel quale sono coinvolte parecchie multinazionali occidentali. Sicuramente non bisogna confondere ideologia ed opportunità economiche, ma non si deve nemmeno sottovalutare il livello di integrazione fra la nostra economia e quella cinese se si vuole analizzare seriamente quanto il paradigma economico-sociale e politico della Cina sia realmente alternativo a quello predominante nell'Occidente liberalcapitalista e "demo-tecnocratico". Anche durante la guerra fredda il modello occidentale liberaldemocratico si scontrava con quello del socialismo reale sovietico, ma quest'ultimo rappresentava solo una faccia della stessa medaglia materialista ed economicista. Quello su cui certi estimatori di destra dell'attuale Cina dovrebbero interrogarsi è se il modello cinese odierno non sia solamente una forma di tecnocrazia totalitaria senza la maschera democratica dell'Occidente liberale e mondialista e senza - per ora - l'inconveniente della società multirazziale e della manfrina politically correct sulle false rivendicazioni degli omosessuali, delle cosiddette "minoranze etniche" o "religiose", ecc.
    Interessante il tuo discorso. Secondo me:
    1) La nuova ideologia di Xi Jinping vuole introdurre all'interno della precedente ideologia qualche elemento identitario...senza portare la Cina a quello che è stata la Germania nazista totalmente basata sul proprio concetto di "Volk". Non intendo paragonare completamente la Cina alla Germania nazista, e sono d'accordo sul fatto che quella forma di nazismo chiamata alle volte "hitleriana" era diversa dal nazional-socialismo letteralmente preso e di cui parliamo spesso noi... Il paragone tra Xi e Hitler lo faccio sia perchè viene fatto spesso nella realtà sia per motivi di comodità.

    2) Riprendendo ciò che ho scritto appena sopra sono d'accordo con questa analisi del nazional-socialismo tedesco. I teorici tedeschi dell'epoca hanno voluto riprendere in maniera molto evidente elementi della società nordica del passato...inoltre sono stati aggiunti elementi economici liberisti "produttivi" propri di Henry Ford, ad esempio. Non c'è stato nè tempo nè volontà secondo me per un socialismo davvero socialista, ma non è detto che non lo si sarebbe raggiunto in futuro e penso che anche la Cina ragioni in questo modo. Adesso si sta sviluppando molto ma magari già da questo quinquennio saranno limate le disuguaglianze...

    3) Io condivido, anche per motivi di comodità, le categorie di destra e sinistra attuali...per cui per es. una limitazione delle libertà individuali (presente nel comunismo) è di destra, mentre una sua difesa è di sinistra/centro-sinistra...tra le altre cose condivido e anzi accentuo ulteriormente la teoria del "ferro di cavallo" per lo spettro politico destra/sinistra per cui alcune ideologia una volta considerate di estrema sinistra possono essere considerate oggi (con i mutamenti che si sono prodotti nella visione della società) di destra/estrema destra. Penso che Marx si sia formato anche su una visione in qualche modo biologica della società e dello sviluppo umano all'epoca molto presente (cosa perseguitata e ostracizzata oggi nel mondo occidentale da molti)...ci sono certe affermazioni presenti in scritti poco conosciuti di Marx che lo potrebbero associare alla destra anche sotto questo punto di vista.

    4) Avevo letto certe affermazioni di Hitler, in età avanzata, per cui la religione era il male assoluto da fonti che ritenevo affidabili...per questo sono convinto che appena potuto se ne sarebbe sbarazzato...e per questo se non erro disapprovava qualche forma di nuova religione che mitizzasse le SS (o la nascita del terzo reich) affinchè il popolo cominciasse a venerarle quasi fossero delle divinità. Ricordo comunque che quando era giovane disegnava la Madonna e temi religiosi per queste secondo me divenne ateo in seguito...so anche che spesso nei suoi discorsi parlava di "divina provvidenza" e anche si associava in qualche modo a "Dio" però non credo che questi discorsi siano importanti per comprendere la visione della religione di Hitler (il popolo era diverso da lui perciò doveva adeguarsi a questa differenza e modificare i discorsi che avrebbe fatto a se stesso in base a ciò che pensava il popolo, dei cambiamenti radicali in temi come la religione sarebbero stati troppo complicati). Comunque non lo reputo un tema che necessita di ulteriori approfondimenti...credo che Hitler fosse una persona molto diversa dalle altre ed è difficile trovare un modo per analizzarlo correttamente al 100%...però secondo me Xi Jinping sta cercando di salvaguardare le tradizioni cinesi...l'ateismo potrebbe essere soltanto un'eredità comunista a lui precedente. Penso che è difficile dire oggi che cosa vuole Xi Jinping per la Cina sia perchè è un segreto e quindi è difficile che queste informazioni "trapelino" sia perchè ha preso il potere da poco tempo e bisogna vedere cosa farà nei prossimi anni, non solo da un punto di vista economico ma anche da un punto di vista dello sviluppo della società.

    5) Penso che l'anteposizione del benessere collettivo a quello individuale sia ciò che fa della Cina un'alternativa al mondo capitalista occidentale, in cui invece si difendono con forza le libertà individuali....può darsi che sia ancora troppo presto per capire se la Cina è un'alternativa come noi la vogliamo o no, ma già certi traguardi come l'eliminazione totale della povertà assoluta in Cina e la triplicazione dei salari degli operai e di altre professioni in Cina nei soli ultimi 10 anni secondo me possono già fare del modello cinese quest'alternativa...viste le difficoltà economiche che ci sono in molte nazioni occidentali, dovute secondo me alla visione del mondo social-democratica liberale (che è fondamento delle costituzioni occidentali)...
    Sono d'accordo con la seconda parte che hai scritto sulla tecnocrazia totalitaria. Penso che oltre a ciò che ho scritto sopra che già rappresenta un aumento del benessere della collettività dobbiamo aspettare ancora un paio di piani quinquennali...io per quello che ho letto da wikipedia in inglese (ad esempio per la lotta totale contro la corruzione) ritengo che Xi Jinping sia il leader che ogni persona di destra radicale vorrebbe per la propria nazione...però penso che dovremmo aspettare per essere sicuri al 100% come dici tu che Xi Jinping non sia un'altra faccia della stessa medaglia relativa al modello occidentale...

  2. #32
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    Predefinito Re: Il Pericolo Giallo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Si può cercare di "relativizzare" quanto si vuole la definizione di Adriano Romualdi, ma è un fatto storicamente incontestabile che il concetto di "destra" faccia il suo esordio con la Rivoluzione francese e nei termini di un'opposizione alle innovazioni sia giacobine che girondine in nome della difesa della monarchia, degli ordini sociali tradizionali, delle corporazioni, della Chiesa, della religione cattolica, della famiglia fondata sul matrimonio indissolubile, ecc.



    È del tutto evidente che il concetto di "libertà essenziali" del fascismo non è lo stesso delle ideologie liberali e progressiste. Per fare un esempio molto chiaro di che cosa Mussolini intendeva per libertà essenziali possiamo leggere quanto segue: "Il governo fascista ha ridato al popolo italiano le essenziali libertà che erano compromesse o perdute: quella di lavorare, quella di possedere, quella di onorare pubblicamente Iddio" (30 luglio 1925). E per comprendere quali fossero i limiti alla libertà che il fascismo intendeva può venirci in soccorso ancora una volta Mussolini: "Se per libertà s'intende il diritto di sputare sui simboli della Religione, della Patria e dello Stato, ebbene io dichiaro che questa libertà non ci sarà mai" (28 ottobre 1923).



    Non credo che un'analisi su una realtà così complessa come la Cina si possa basare su Wikipedia.



    Indubbiamente quella cinese è una realtà da studiare ed analizzare con attenzione, ma da qui ad etichettarla in tal senso ce ne corre parecchio.
    Il primo è un ragionamento interessante...io relativizzo un po' tutto, l'hai notato.

    Riguardo alle libertà mi riferivo quando hai scritto che il fascismo non annulla le libertà individuali ma le moltiplica...se le avesse moltiplicate (e quindi aumentate) poteva essere considerato di "sinistra".

    Riguardo a Wikipedia, credo che in inglese sia molto completa...gli articoli sulla Cina sono molto lunghi e mi sembra molto analitici...penso che da un punto di vista "macroscopico" si possa studiare un paese anche senza esservi vissuti...penso che wikipedia in inglese affiancata alle relative fonti sia un metodo di analisi buono...

    Riguardo al ritenere che la Cina sia di destra radicale...beh sono una persona molto "coraggiosa" :D oltre a ciò è interessante notare che visualizzando la cronologia di wikipedia in inglese si nota come già altri hanno cercato di modificare "far-left in far-right" e fino a qualche giorno fa c'era scritto "disputed" (accanto a "far-left" quando si andava a vedere l'ideologia del partito comunista cinese...

  3. #33
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    Predefinito Re: Il Pericolo Giallo

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    Interessante il tuo discorso. Secondo me:
    1) La nuova ideologia di Xi Jinping vuole introdurre all'interno della precedente ideologia qualche elemento identitario...senza portare la Cina a quello che è stata la Germania nazista totalmente basata sul proprio concetto di "Volk". Non intendo paragonare completamente la Cina alla Germania nazista, e sono d'accordo sul fatto che quella forma di nazismo chiamata alle volte "hitleriana" era diversa dal nazional-socialismo letteralmente preso e di cui parliamo spesso noi... Il paragone tra Xi e Hitler lo faccio sia perchè viene fatto spesso nella realtà sia per motivi di comodità.
    In genere, quando si paragona qualcuno ad Hitler e qualche regime politico a quello nazionalsocialista è tendenzialmente per scopi denigratori. Ad ogni modo, già in parte ti sei risposto da solo rilevando che nel comunismo cinese odierno non c'è alcuna centralità "ideologica" della nazione concepita in termini razziali. Mi permetto di aggiungere a tale osservazione che è del tutto assente anche quel nazionalismo spirituale, "olistico" ed organico tipico del fascismo italiano e di molti fascismi europei o di una realtà "prefascista" e controrivoluzionaria come l'Action Française.

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    2) Riprendendo ciò che ho scritto appena sopra sono d'accordo con questa analisi del nazional-socialismo tedesco. I teorici tedeschi dell'epoca hanno voluto riprendere in maniera molto evidente elementi della società nordica del passato...inoltre sono stati aggiunti elementi economici liberisti "produttivi" propri di Henry Ford, ad esempio. Non c'è stato nè tempo nè volontà secondo me per un socialismo davvero socialista, ma non è detto che non lo si sarebbe raggiunto in futuro e penso che anche la Cina ragioni in questo modo. Adesso si sta sviluppando molto ma magari già da questo quinquennio saranno limate le disuguaglianze...
    Nel caso del nazionalsocialismo tedesco, non parlerei di "liberismo". Il NSDAP, una volta giunto al potere, pur muovendosi nel quadro di un modello economico capitalista, assunse una prospettiva produttivista ma anche dirigista, talvolta in modo estremamente marcato. Che il nazionalsocialismo puntasse ad un superamento del capitalismo è un assunto condivisibile, ma che questo superamento implicasse la fine della proprietà privata dei mezzi di produzione, come invece sarebbe nella prospettiva social-comunista autentica, è da escludersi. Certamente si potrebbe dire che il nazionalsocialismo tedesco rispetto al fascismo italiano o alle esperienze autoritarie filo-fasciste, semi-fasciste o afasciste dell'Europa del periodo a cavallo tra gli anni '20 e gli anni '40 del Novecento ebbe un grado maggiore di collettivismo e di statalismo, ma questo non credo che sia sufficiente per metterlo sul medesimo piano della Cina. Detto fuori dai denti, riguardo al nazionalsocialismo tedesco si possono fare molteplici critiche, ma se c'è una cosa che gli riuscì fu creare un livello di benessere notevole, offrendo ai lavoratori tedeschi condizioni economiche di tutto rispetto senza sfruttamento. La Cina s'è indubbiamente arricchita negli ultimi anni, ma quali sono state le condizioni dei propri lavoratori durante il periodo dell'ascesa economica?

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    3) Io condivido, anche per motivi di comodità, le categorie di destra e sinistra attuali...per cui per es. una limitazione delle libertà individuali (presente nel comunismo) è di destra, mentre una sua difesa è di sinistra/centro-sinistra...tra le altre cose condivido e anzi accentuo ulteriormente la teoria del "ferro di cavallo" per lo spettro politico destra/sinistra per cui alcune ideologia una volta considerate di estrema sinistra possono essere considerate oggi (con i mutamenti che si sono prodotti nella visione della società) di destra/estrema destra. Penso che Marx si sia formato anche su una visione in qualche modo biologica della società e dello sviluppo umano all'epoca molto presente (cosa perseguitata e ostracizzata oggi nel mondo occidentale da molti)...ci sono certe affermazioni presenti in scritti poco conosciuti di Marx che lo potrebbero associare alla destra anche sotto questo punto di vista.
    Ma la destra, inclusa quella odierna, storicamente si caratterizza per la difesa della proprietà privata, della religione, della famiglia e delle tradizioni, pur con le debite differenze dettate dai vari contesti sociali, culturali, politici, storici ed economici. Cose che nel comunismo - sia quello teorico che quello realizzato - non sono contemplate, se non talvolta in modo parziale e del tutto subordinato ad altri obiettivi ed ideali.
    Riguardo a Marx, sicuramente lui fu molto influenzato dall'evoluzionismo darwiniano, ma in termini del tutto differenti rispetto all'influenza che l'evoluzionismo esercitò su talune tesi razziste. Marx nelle teorie di Darwin trovò la conferma che è l'ambiente - e per Marx l'ambiente erano le condizioni economiche - a "fare" l'uomo.

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    4) Avevo letto certe affermazioni di Hitler, in età avanzata, per cui la religione era il male assoluto da fonti che ritenevo affidabili...per questo sono convinto che appena potuto se ne sarebbe sbarazzato...e per questo se non erro disapprovava qualche forma di nuova religione che mitizzasse le SS (o la nascita del terzo reich) affinchè il popolo cominciasse a venerarle quasi fossero delle divinità. Ricordo comunque che quando era giovane disegnava la Madonna e temi religiosi per queste secondo me divenne ateo in seguito...so anche che spesso nei suoi discorsi parlava di "divina provvidenza" e anche si associava in qualche modo a "Dio" però non credo che questi discorsi siano importanti per comprendere la visione della religione di Hitler (il popolo era diverso da lui perciò doveva adeguarsi a questa differenza e modificare i discorsi che avrebbe fatto a se stesso in base a ciò che pensava il popolo, dei cambiamenti radicali in temi come la religione sarebbero stati troppo complicati). Comunque non lo reputo un tema che necessita di ulteriori approfondimenti...credo che Hitler fosse una persona molto diversa dalle altre ed è difficile trovare un modo per analizzarlo correttamente al 100%...però secondo me Xi Jinping sta cercando di salvaguardare le tradizioni cinesi...l'ateismo potrebbe essere soltanto un'eredità comunista a lui precedente. Penso che è difficile dire oggi che cosa vuole Xi Jinping per la Cina sia perchè è un segreto e quindi è difficile che queste informazioni "trapelino" sia perchè ha preso il potere da poco tempo e bisogna vedere cosa farà nei prossimi anni, non solo da un punto di vista economico ma anche da un punto di vista dello sviluppo della società.
    Che Hitler avesse un giudizio severo sulle cosiddette "religioni positive" non significa che fosse ateo. Persino dalle Conversazioni a tavola, la cui autenticità è stata da taluni messa in discussione, emerge un Hitler molto distante dal cristianesimo ma comunque orientato in senso religioso, seppur in un senso del tutto particolare e personale. D'altronde, è un fatto che l'ateismo durante il Terzo Reich fosse bandito. Seppur per pragmatismo, la libertà di culto delle confessioni cristiane, nonostante i contrasti col regime, non venne mai meno, nemmeno nei momenti di maggior tensione. Nella Cina attuale la tensione della persecuzione religiosa è stata allentata rispetto agli anni passati, ma siamo ben lungi dall'essere di fronte ad una "normalizzazione" sotto questo profilo. Se si trattasse di una repressione o di una discriminazione del cristianesimo per difendere il paganesimo locale, in un atteggiamento del genere si potrebbe rilevare un intento "identitario", per quanto distorto. Ma qui siamo di fronte ad un puro e semplice ateismo di Stato, disposto ad accettare la religiosità solo nella misura in cui si fa strumento delle mire del partito ed è subordinata alla politica di Pechino, senza nemmeno l'idea di fare della religiosità stessa un fattore di forza e propulsione del regime. Probabilmente perché la sola religione ammissibile per i comunisti è il comunismo stesso, che vive il paradosso di essere una "religione atea".

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    5) Penso che l'anteposizione del benessere collettivo a quello individuale sia ciò che fa della Cina un'alternativa al mondo capitalista occidentale, in cui invece si difendono con forza le libertà individuali....può darsi che sia ancora troppo presto per capire se la Cina è un'alternativa come noi la vogliamo o no, ma già certi traguardi come l'eliminazione totale della povertà assoluta in Cina e la triplicazione dei salari degli operai e di altre professioni in Cina nei soli ultimi 10 anni secondo me possono già fare del modello cinese quest'alternativa...viste le difficoltà economiche che ci sono in molte nazioni occidentali, dovute secondo me alla visione del mondo social-democratica liberale (che è fondamento delle costituzioni occidentali)...
    Che il modello cinese sia un'alternativa già adesso rispetto al modello occidentale è indubbio, ma l'interrogativo che io ponevo era se fosse un'alternativa valida e positiva (in tal senso dicevo "reale"). Me ne faccio poco di un modello in cui i salari vengono triplicati, ma in cui al tempo stesso l'aborto è permesso, dall'oggi al domani il partito di Stato può imporre politiche ultra-neomalthusiane obbligatorie, non viene riconosciuta alcuna sacralità al vincolo matrimoniale, la proprietà e l'iniziativa privata sono inesistenti o fortemente limitate non dal bene comune e dalla giustizia sociale ma dagli interessi unilaterali ed arbitrari di una casta di burocrati e tecnocrati, la religione è perseguitata o tutt'al più - se e quando va bene - confinata forzatamente in angusti spazi in modo che non dia fastidio al potere politico, ecc.
    Nella visione fascista lo Stato è il "luogo" in cui gli individui possono realizzare se stessi subordinando i loro interessi a quelli della società, mantenendo però la propria personalità. Per ricorrere ad una citazione di Antonino Pagliaro, noto esponente della cultura fascista del tempo, il fascismo potenzia lo Stato nell'uomo e l'uomo nello Stato. Nella visione comunista lo Stato invece schiaccia l'uomo sotto il peso dello Stato. Ecco, quest'ultimo mi sembra il caso della Cina odierna, nonostante le aperture al mercato e al capitalismo o l'assunzione di qualche elemento nazionalista.

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    Sono d'accordo con la seconda parte che hai scritto sulla tecnocrazia totalitaria. Penso che oltre a ciò che ho scritto sopra che già rappresenta un aumento del benessere della collettività dobbiamo aspettare ancora un paio di piani quinquennali...io per quello che ho letto da wikipedia in inglese (ad esempio per la lotta totale contro la corruzione) ritengo che Xi Jinping sia il leader che ogni persona di destra radicale vorrebbe per la propria nazione...però penso che dovremmo aspettare per essere sicuri al 100% come dici tu che Xi Jinping non sia un'altra faccia della stessa medaglia relativa al modello occidentale...
    Previsioni è difficile farne, ad ogni modo è indubbio che questi aspetti tecnocratici del regime lo distanzino nettamente da una prospettiva radicalmente di destra.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  4. #34
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    Predefinito Re: Il Pericolo Giallo

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    Il primo è un ragionamento interessante...io relativizzo un po' tutto, l'hai notato.

    Riguardo alle libertà mi riferivo quando hai scritto che il fascismo non annulla le libertà individuali ma le moltiplica...se le avesse moltiplicate (e quindi aumentate) poteva essere considerato di "sinistra".
    Nella citazione mussoliniana che riportavo, il Duce non scrisse di moltiplicare le libertà individuali ma 'solo' gli individui. Il che voleva dire che, nella comunità organica nazional-statale fascista, l'individuo trovava il contesto ideale nel quale poter svolgere la sua personalità in armonia con gli altri membri della società. La metafora soldatesca evidenziava come il fascismo cercasse di trasporre il senso di cameratismo presente in un esercito sul piano civile, sociale e politico. La visione fascista, in aperto contrasto con la concezione liberale, era quella di una libertà disciplinata ed ordinata in cui i diritti erano subordinati ai doveri.

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    Riguardo a Wikipedia, credo che in inglese sia molto completa...gli articoli sulla Cina sono molto lunghi e mi sembra molto analitici...penso che da un punto di vista "macroscopico" si possa studiare un paese anche senza esservi vissuti...penso che wikipedia in inglese affiancata alle relative fonti sia un metodo di analisi buono...

    Riguardo al ritenere che la Cina sia di destra radicale...beh sono una persona molto "coraggiosa" oltre a ciò è interessante notare che visualizzando la cronologia di wikipedia in inglese si nota come già altri hanno cercato di modificare "far-left in far-right" e fino a qualche giorno fa c'era scritto "disputed" (accanto a "far-left" quando si andava a vedere l'ideologia del partito comunista cinese...
    Capisco ma non mi soffermerei troppo sulle categorizzazioni degli utenti di Wikipedia, che lasciano il tempo che trovano. Wikipedia è utile, in taluni casi, per "saccheggiarne" le fonti o per avere una prima infarinatura su alcuni argomenti, ma nulla di più.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  5. #35
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    Predefinito Re: Il Pericolo Giallo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    In genere, quando si paragona qualcuno ad Hitler e qualche regime politico a quello nazionalsocialista è tendenzialmente per scopi denigratori. Ad ogni modo, già in parte ti sei risposto da solo rilevando che nel comunismo cinese odierno non c'è alcuna centralità "ideologica" della nazione concepita in termini razziali. Mi permetto di aggiungere a tale osservazione che è del tutto assente anche quel nazionalismo spirituale, "olistico" ed organico tipico del fascismo italiano e di molti fascismi europei o di una realtà "prefascista" e controrivoluzionaria come l'Action Française.



    Nel caso del nazionalsocialismo tedesco, non parlerei di "liberismo". Il NSDAP, una volta giunto al potere, pur muovendosi nel quadro di un modello economico capitalista, assunse una prospettiva produttivista ma anche dirigista, talvolta in modo estremamente marcato. Che il nazionalsocialismo puntasse ad un superamento del capitalismo è un assunto condivisibile, ma che questo superamento implicasse la fine della proprietà privata dei mezzi di produzione, come invece sarebbe nella prospettiva social-comunista autentica, è da escludersi. Certamente si potrebbe dire che il nazionalsocialismo tedesco rispetto al fascismo italiano o alle esperienze autoritarie filo-fasciste, semi-fasciste o afasciste dell'Europa del periodo a cavallo tra gli anni '20 e gli anni '40 del Novecento ebbe un grado maggiore di collettivismo e di statalismo, ma questo non credo che sia sufficiente per metterlo sul medesimo piano della Cina. Detto fuori dai denti, riguardo al nazionalsocialismo tedesco si possono fare molteplici critiche, ma se c'è una cosa che gli riuscì fu creare un livello di benessere notevole, offrendo ai lavoratori tedeschi condizioni economiche di tutto rispetto senza sfruttamento. La Cina s'è indubbiamente arricchita negli ultimi anni, ma quali sono state le condizioni dei propri lavoratori durante il periodo dell'ascesa economica?



    Ma la destra, inclusa quella odierna, storicamente si caratterizza per la difesa della proprietà privata, della religione, della famiglia e delle tradizioni, pur con le debite differenze dettate dai vari contesti sociali, culturali, politici, storici ed economici. Cose che nel comunismo - sia quello teorico che quello realizzato - non sono contemplate, se non talvolta in modo parziale e del tutto subordinato ad altri obiettivi ed ideali.
    Riguardo a Marx, sicuramente lui fu molto influenzato dall'evoluzionismo darwiniano, ma in termini del tutto differenti rispetto all'influenza che l'evoluzionismo esercitò su talune tesi razziste. Marx nelle teorie di Darwin trovò la conferma che è l'ambiente - e per Marx l'ambiente erano le condizioni economiche - a "fare" l'uomo.



    Che Hitler avesse un giudizio severo sulle cosiddette "religioni positive" non significa che fosse ateo. Persino dalle Conversazioni a tavola, la cui autenticità è stata da taluni messa in discussione, emerge un Hitler molto distante dal cristianesimo ma comunque orientato in senso religioso, seppur in un senso del tutto particolare e personale. D'altronde, è un fatto che l'ateismo durante il Terzo Reich fosse bandito. Seppur per pragmatismo, la libertà di culto delle confessioni cristiane, nonostante i contrasti col regime, non venne mai meno, nemmeno nei momenti di maggior tensione. Nella Cina attuale la tensione della persecuzione religiosa è stata allentata rispetto agli anni passati, ma siamo ben lungi dall'essere di fronte ad una "normalizzazione" sotto questo profilo. Se si trattasse di una repressione o di una discriminazione del cristianesimo per difendere il paganesimo locale, in un atteggiamento del genere si potrebbe rilevare un intento "identitario", per quanto distorto. Ma qui siamo di fronte ad un puro e semplice ateismo di Stato, disposto ad accettare la religiosità solo nella misura in cui si fa strumento delle mire del partito ed è subordinata alla politica di Pechino, senza nemmeno l'idea di fare della religiosità stessa un fattore di forza e propulsione del regime. Probabilmente perché la sola religione ammissibile per i comunisti è il comunismo stesso, che vive il paradosso di essere una "religione atea".



    Che il modello cinese sia un'alternativa già adesso rispetto al modello occidentale è indubbio, ma l'interrogativo che io ponevo era se fosse un'alternativa valida e positiva (in tal senso dicevo "reale"). Me ne faccio poco di un modello in cui i salari vengono triplicati, ma in cui al tempo stesso l'aborto è permesso, dall'oggi al domani il partito di Stato può imporre politiche ultra-neomalthusiane obbligatorie, non viene riconosciuta alcuna sacralità al vincolo matrimoniale, la proprietà e l'iniziativa privata sono inesistenti o fortemente limitate non dal bene comune e dalla giustizia sociale ma dagli interessi unilaterali ed arbitrari di una casta di burocrati e tecnocrati, la religione è perseguitata o tutt'al più - se e quando va bene - confinata forzatamente in angusti spazi in modo che non dia fastidio al potere politico, ecc.
    Nella visione fascista lo Stato è il "luogo" in cui gli individui possono realizzare se stessi subordinando i loro interessi a quelli della società, mantenendo però la propria personalità. Per ricorrere ad una citazione di Antonino Pagliaro, noto esponente della cultura fascista del tempo, il fascismo potenzia lo Stato nell'uomo e l'uomo nello Stato. Nella visione comunista lo Stato invece schiaccia l'uomo sotto il peso dello Stato. Ecco, quest'ultimo mi sembra il caso della Cina odierna, nonostante le aperture al mercato e al capitalismo o l'assunzione di qualche elemento nazionalista.



    Previsioni è difficile farne, ad ogni modo è indubbio che questi aspetti tecnocratici del regime lo distanzino nettamente da una prospettiva radicalmente di destra.
    1) La Cina non è per quello che so totalmente centrata sulla razza ma non tutti i nazional-socialismi sono centrati sulla razza, il nazismo hitleriano è stato moltissimo basato sulla razza ma non significa che tutti i leader nazionalsocialisti debbano fondare la propria nazione sulla propria razza tanto quanto lo fece Hitler...l'articolo che ho citato prima scrive "race-based identity" credo che sia più che sufficiente affinchè la Cina rispetti questo requisito base del nazionalsocialismo.

    2) Credo che sia giusto che paragonare la Cina al nazionalsocialismo (sia tedesco che letteralmente inteso), sia perchè sta seguendo l'idea del capitalismo "produttivo" sia anche perchè la Cina dirige l'economia come hai detto che faceva la Germania nazista.
    Sulle condizioni di lavoro nella Germania nazista secondo me peggiorarono, ma non dev'essere visto negativamente, l'obbiettivo era migliorare le condizioni di vita dei tedeschi da un punto di vista generale e proiettato sul futuro...
    cito dalla BBC
    https://www.bbc.co.uk/bitesize/guide...p39/revision/1

    "living standards did not really improve for German workers under the Nazis. From 1933 to 1939 wages fell, the number of hours worked rose by 15 per cent, serious accidents in factories increased and workers could be blacklisted by employers if they attempted to question their working conditions."

    Qui fa l'esempio delle condizioni di lavoro degli operai che peggiorarono...quindi se dici che il governo cinese sfrutta i lavoratori cinesi anche il nazismo tedesco lo fece! In realtà i salari degli operai cinesi, al contrario degli operai tedeschi, sono triplicati! Magari anche quelli nazisti sarebbero triplicati ma che io sappia non è successo (e comunque non triplicati!)...semmai una cosa importante che venne ottenuta fu la forte riduzione della disoccupazione....
    Forse migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori era l'obbettivo fascista? Comunque io sono contro l'assistenzialismo e le politiche "produttive" sia cinesi che tedesche dell'epoca le vedo molto positivamente...
    Lo "sfruttamento cinese" mi sembra pura propaganda capitalista di centro-sinistra sinceramente....io non conosco questo sfruttamento e credo al più di averlo sentito in qualche fonte anti-comunista...in Cina c'è persino il salario minimo! Comunque se c'è stato sfruttamento in Cina lo paragono a quello degli operai durante il nazismo tedesco...

    In realtà la difesa della proprietà privata è propria attualmente anche della sinistra/centro-sinistra (credo che neanche i partiti che si richiamano esplicitamente al comunismo siano più contro la proprietà privata), comunque per i motivi ulteriori che hai citato non considero il comunismo di estrema destra, ma di destra normale (l'aggettivo estremo lo assegno a chi difende anche la religione, le tradizioni etc), coerentemente con la "teoria del ferro di cavallo" dello spettro politico...questa è una visione un po' "ardita" ma per quello che è considerato destra/sinistra oggi (e si basa soprattutto sulle libertà individuali che sono fondamento di forse tutte le costituzioni occidentali) non riesco a credere che il comunismo possa essere considerato di sinistra (o di estrema sinistra) alla pari della social-democrazia liberale per esempio (che viene considerata di centro-sinistra solitamente), da qui con un po' di coraggio ho deciso di associare il comunismo alla destra...visto anche che sempre più ex-comunisti votano le destre, talvolta estreme, perchè stanno dalla parte dei più, mi pare accettabile, però se non lo ritieni tale, ti capisco comunque...

    3) sulla religione di Adolf Hitler non voglio aggiungere altro se non che da quel che so ha cambiato più volte la sua idea, e secondo me non si dovrebbe cercare di capire la sua religione dai suoi discorsi...conosci per caso anche il libro "idee sul destino del mondo"? Qui i discorsi che faceva privatamente si concludono nel 1945...magari c'è qualcosa di interessante a riguardo...sulla religione in Cina credo che non sia diverso dalla religione nel nazismo tedesco...non so di tutti questi "perseguitati" di cui parli, non ho trovato molto cercando su internet, magari lo hai trovato su qualche fonte anti-cinese? So che nel nazismo se qualcuno complottava contro lo Stato basandosi sulla religione veniva neutralizzato, penso che in Cina funzioni allo stesso modo cioè c'è libertà di religione finchè non va contro gli interessi dello Stato....

    4) Riguardo all'aborto nel nazismo tedesco c'era una visione del mondo basata sulla società primitiva nordica (ma anche greco-romana) in cui si usava uccidere chi era improduttivo per la società e quindi un peso, potremmo collegare una visione simile della vita all'aborto (anche per questo è difficile collegare Hitler a una religione visto che solitamente le religioni sono a favore della vita anche se non ne sono certo), cioè una visione che non dà molto valore alla vita (al contrario secondo me alla tua ideologia preferita che potrebbe a buon ragione essere il fascismo)...purtroppo anche nel mondo occidentale quasi nessuno va contro l'aborto, ogni tanto c'è qualche accenno da parte di destra (vedi Lega) ma non si fa nulla, eppure si considerano di estrema destra anche i partiti che non sono contro l'aborto...questo è un altro parallelismo tra il nazionalsocialismo e l'aborto...
    In ottica relativista potrei provare a dire anche che magari nella società cinese che non è tradizionalmente cristiana l'aborto non è visto come qualcosa di tradizionalmente negativo, cioè non va contro le tradizioni...
    La Cina non è tradizionalmente cristiana, può essere questo il motivo per cui non c'è sacralità al vincolo matrimoniale...comunque esiste un matrimonio tradizionale cinese che ha qualche forma di solennità...a parte questo la Cina è una nazione con tradizioni diverse da quelle occidentali...
    https://en.wikipedia.org/wiki/Tradit...inese_marriage
    Credo che da parte di Xi Jinping ci sia un interesse al recupero delle tradizioni e un rafforzamento della propria identità....
    Insisto sul carattere nazionalsocialista della Cina e non penso affatto che l'obbiettivo della Cina sia quello di schiacciare il proprio popolo (per quale motivo?Per guadagnare soldi sulle spalle dei più deboli come nei governi social-democratici in cui i politici hanno stipendi da re e il popolo da fame? Nella Cina Xi Jinping ha solo uno stipendio di 1600 euro, aumentato per volontà del popolo dai circa 1000 precedenti)...ma al contrario l'obbiettivo della Cina, e soprattutto della Cina di Xi Jinping è quello di migliorare le condizioni di vita del popolo cinese, in maniera scientifica, socialista e nazionalista, da condurre il suo popolo al "Sogno Cinese" (Chinese Dream) promosso da Xi Jinping, entro il 2049...


    Credo quindi che si possa pienamente parlare della Cina come nazione di estrema destra di successo, oppure se non si è sicuri che il successo è stato raggiunto oggi possiamo aspettare un 10 anni...io credo molto nell'impegno socialista di Xi Jinping, bisogna giusto aspettare un paio di piani quinquennali affinchè sia ancora più evidente...

  6. #36
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    Predefinito Re: Il Pericolo Giallo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Nella citazione mussoliniana che riportavo, il Duce non scrisse di moltiplicare le libertà individuali ma 'solo' gli individui. Il che voleva dire che, nella comunità organica nazional-statale fascista, l'individuo trovava il contesto ideale nel quale poter svolgere la sua personalità in armonia con gli altri membri della società. La metafora soldatesca evidenziava come il fascismo cercasse di trasporre il senso di cameratismo presente in un esercito sul piano civile, sociale e politico. La visione fascista, in aperto contrasto con la concezione liberale, era quella di una libertà disciplinata ed ordinata in cui i diritti erano subordinati ai doveri.



    Capisco ma non mi soffermerei troppo sulle categorizzazioni degli utenti di Wikipedia, che lasciano il tempo che trovano. Wikipedia è utile, in taluni casi, per "saccheggiarne" le fonti o per avere una prima infarinatura su alcuni argomenti, ma nulla di più.
    Non ho nulla da dire sulla prima parte mentre voglio difendere Wikipedia in inglese perchè mi pare una delle migliori fonti di informazioni tra tutte, meglio dei libri...perchè per il fatto che bene o male su wikipedia ci può scrivere chiunque un articolo è il risultato di molteplici visioni di una stessa cosa, mentre i libri sono fonti di una visione unica o quasi di una cosa....se c'è un errore su wikipedia lo può correggere chiunque, se c'è un errore su un libro non lo può correggere nessuno se non chi ristampa il libro...
    Penso che wikipedia in inglese (ma non in italiano) possa essere utilizzato come fonte primaria di informazioni. Però comunque rispetto la tua idea...

  7. #37
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    Predefinito Re: Il Pericolo Giallo

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    1) La Cina non è per quello che so totalmente centrata sulla razza ma non tutti i nazional-socialismi sono centrati sulla razza, il nazismo hitleriano è stato moltissimo basato sulla razza ma non significa che tutti i leader nazionalsocialisti debbano fondare la propria nazione sulla propria razza tanto quanto lo fece Hitler...l'articolo che ho citato prima scrive "race-based identity" credo che sia più che sufficiente affinchè la Cina rispetti questo requisito base del nazionalsocialismo.
    Se si parla di "nazionalsocialismo" indichiamo un fenomeno storico ben preciso, cioè quello che volgarmente viene chiamato "nazismo". Al massimo, oltre alla versione hitleriana del nazionalsocialismo, possiamo ammettere quella storicamente perdente dei fratelli Strasser, ma non andrei più in là. Il raffronto va quindi fatto con queste esperienze ideologiche, politiche, culturali e storiche. Altrimenti rischiamo di parlare di astrazioni vuote, che lasciano il tempo che trovano, e di concetti sin troppo vaghi e nebulosi. Nel caso cinese, per capire se possiamo parlare di nazionalsocialismo dobbiamo innanzitutto chiederci se al centro dell'ideologia di Stato e di partito c'è la nazione (o la razza) oppure no e se sì in che misura.

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    2) Credo che sia giusto che paragonare la Cina al nazionalsocialismo (sia tedesco che letteralmente inteso), sia perchè sta seguendo l'idea del capitalismo "produttivo" sia anche perchè la Cina dirige l'economia come hai detto che faceva la Germania nazista.
    In Cina la proprietà privata della terra non esiste. Nella Germania nazionalsocialista non era così. Già solo questo fa "crollare" il paragone dal punto di vista economico-sociale.

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    Sulle condizioni di lavoro nella Germania nazista secondo me peggiorarono, ma non dev'essere visto negativamente, l'obbiettivo era migliorare le condizioni di vita dei tedeschi da un punto di vista generale e proiettato sul futuro...
    cito dalla BBC
    https://www.bbc.co.uk/bitesize/guide...p39/revision/1

    "living standards did not really improve for German workers under the Nazis. From 1933 to 1939 wages fell, the number of hours worked rose by 15 per cent, serious accidents in factories increased and workers could be blacklisted by employers if they attempted to question their working conditions."

    Qui fa l'esempio delle condizioni di lavoro degli operai che peggiorarono
    A me risulta che nel 1938 i salari tedeschi fossero aumentati del 14% rispetto al 1933. Il reddito da lavoro passò da 26 a 35 miliardi di marchi e, nello specifico, il reddito dei lavoratori dell'industria passò da 6 a 12 miliardi di marchi. Non credo poi che il divieto di sciopero possa essere necessariamente considerato un "peggioramento" delle condizioni dei lavoratori a fronte di maggiori tutele sociali. Quanto all'aumento delle ore di lavoro, mi sembra una percentuale contenuta e presumo che ad essa corrispondesse anche un aumento proporzionale di retribuzione.

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    ...quindi se dici che il governo cinese sfrutta i lavoratori cinesi anche il nazismo tedesco lo fece!
    Non mi pare che quanto sopra abbia dimostrato che i lavoratori tedeschi venissero sfruttati durante il nazionalsocialismo.

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    In realtà i salari degli operai cinesi, al contrario degli operai tedeschi, sono triplicati! Magari anche quelli nazisti sarebbero triplicati ma che io sappia non è successo (e comunque non triplicati!)...semmai una cosa importante che venne ottenuta fu la forte riduzione della disoccupazione....
    Forse migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori era l'obbettivo fascista? Comunque io sono contro l'assistenzialismo e le politiche "produttive" sia cinesi che tedesche dell'epoca le vedo molto positivamente...
    I salari cinesi sono triplicati negli ultimi dieci anni, ma l'ascesa economica cinese non riguarda solo l'ultimo decennio bensì, almeno, gli ultimi 30 anni. Peraltro, l'aumento dei salari non è l'unico parametro con il quale misurare il benessere generale e dei lavoratori in particolare ed in ogni caso va sempre rapportato al costo della vita ed alla stabilità lavorativa. D'altronde, non è detto che ad un aumento dei salari corrisponda un aumento significativo delle tutele sociali garantite dallo Stato. Se parliamo della disoccupazione, negli ultimi tre anni il dato cinese ufficiale sulla disoccupazione ci mostra un'oscillazione tra il 4 ed il 6%. Nella Germania nazionalsocialista fu raggiunta in poco tempo la piena occupazione e ci fu una netta diminuzione delle persone che vivevano di sussidi statali grazie ad una politica di lavori pubblici molto imponente.

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    Lo "sfruttamento cinese" mi sembra pura propaganda capitalista di centro-sinistra sinceramente....io non conosco questo sfruttamento e credo al più di averlo sentito in qualche fonte anti-comunista...in Cina c'è persino il salario minimo! Comunque se c'è stato sfruttamento in Cina lo paragono a quello degli operai durante il nazismo tedesco...
    Di sicuro, non saranno le fonti cinesi o filo-cinesi a dirti che in Cina i lavoratori sono o sono stati sfruttati
    Peraltro, sono più le forze politiche di destra o di centrodestra a criticare la Cina rispetto a quelle di sinistra o di centrosinistra, anche se ovviamente nel mondo liberal non sono mancati e non mancano ammiccamenti ai movimenti per i diritti umani e a coloro che vorrebbero una maggiore liberalizzazione della Cina.

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    In realtà la difesa della proprietà privata è propria attualmente anche della sinistra/centro-sinistra (credo che neanche i partiti che si richiamano esplicitamente al comunismo siano più contro la proprietà privata), comunque per i motivi ulteriori che hai citato non considero il comunismo di estrema destra, ma di destra normale (l'aggettivo estremo lo assegno a chi difende anche la religione, le tradizioni etc), coerentemente con la "teoria del ferro di cavallo" dello spettro politico...questa è una visione un po' "ardita" ma per quello che è considerato destra/sinistra oggi (e si basa soprattutto sulle libertà individuali che sono fondamento di forse tutte le costituzioni occidentali) non riesco a credere che il comunismo possa essere considerato di sinistra (o di estrema sinistra) alla pari della social-democrazia liberale per esempio (che viene considerata di centro-sinistra solitamente), da qui con un po' di coraggio ho deciso di associare il comunismo alla destra...visto anche che sempre più ex-comunisti votano le destre, talvolta estreme, perchè stanno dalla parte dei più, mi pare accettabile, però se non lo ritieni tale, ti capisco comunque...
    Mi permetto di dirti che questa tua distinzione non ha fondamento politologico, storico e culturale. Peraltro, è abbastanza discutibile considerare l'attuale sinistra come favorevole alla proprietà privata: ovviamente, di per sé, non viene negato dalle forze politiche di sinistra o di centrosinistra il diritto di proprietà (e ci mancherebbe), così come non viene promossa l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione. Tuttavia, i partiti di centrosinistra, da quelli più moderati a quelli più estremi, tendono a promuovere per principio politiche fiscali molto onerose per le classi medie, mirando in particolar modo a tassare le proprietà ed i patrimoni. Il paradosso apparente è che questo genere di partiti in Occidente va spesso a braccetto con le multinazionali e con i poteri forti dell'economia, ma in realtà non deve stupire più di tanto. Il capitalismo apolide, soprattutto se finanziario, tende ad essere nemico della piccola proprietà ed in questo incontra una certa avversione per i ceti medi presente nella sinistra. Nel caso del comunismo, non bisogna dimenticare che al centro del marxismo c'è l'autoliberazione dell'uomo, che è un ideale fondamentalmente anarco-individualista. Infatti, come faceva notare ad esempio Alfredo Rocco nel famoso discorso di Perugia del '25, anche se il socialismo ed il comunismo propongono un modello collettivista di Stato e di economia, lo fanno in un'ottica essenzialmente individualista: la dissoluzione degli individui nella società è ordinata al raggiungimento dello stesso benessere individuale. L'ulteriore paradosso del marxismo è la riduzione dell'uomo alla sua sola dimensione sociale (anche se ciò viene spesso presentato dai comunisti come il prodotto di una sintesi dialettica in cui la dimensione individuale dell'uomo non viene completamente fagocitata da quella sociale, bensì "ricompresa" in essa), che conseguirà appieno una volta realizzata la società comunista dopo la fase transitoria segnata dalla dittatura del proletariato. Nel marxismo perciò convivono sia un radicale individualismo che un radicale collettivismo. Ciò che colloca il marxismo - e quindi il comunismo - a sinistra è la sua avversione per la religione, la proprietà privata, la famiglia, le tradizioni, lo Stato, ecc. considerate mere "sovrastrutture" o finzioni ideologiche. Ovviamente, quando il comunismo ha cercato di applicare il proprio modello, è stato costretto a scendere a patti con la realtà e questo ha portato a compromessi e ripiegamenti tattici: si veda la NEP di Lenin o il socialismo in un solo paese di Stalin, per soffermarci solo sul caso sovietico.

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    3) sulla religione di Adolf Hitler non voglio aggiungere altro se non che da quel che so ha cambiato più volte la sua idea, e secondo me non si dovrebbe cercare di capire la sua religione dai suoi discorsi...conosci per caso anche il libro "idee sul destino del mondo"? Qui i discorsi che faceva privatamente si concludono nel 1945...magari c'è qualcosa di interessante a riguardo...sulla religione in Cina credo che non sia diverso dalla religione nel nazismo tedesco...non so di tutti questi "perseguitati" di cui parli, non ho trovato molto cercando su internet, magari lo hai trovato su qualche fonte anti-cinese? So che nel nazismo se qualcuno complottava contro lo Stato basandosi sulla religione veniva neutralizzato, penso che in Cina funzioni allo stesso modo cioè c'è libertà di religione finchè non va contro gli interessi dello Stato....
    "Idee sul destino del mondo" è il titolo che le Edizioni Ar hanno dato alle "Conversazioni a tavola" che ho citato in precedenza. Poi, certamente Hitler non è sempre stato lineare nelle sue idee e nei suoi atteggiamenti, ma quel che mi sento di escludere è che fosse ateo. Non solo sulla base dei suoi discorsi pubblici (che comunque non vanno di per sé squalificati quanto ad attendibilità per dedurne le reali convinzioni personali) ma anche delle sue conversazioni private. Quel che è più controverso è il suo personale rapporto con il cristianesimo. Tornando alla Cina comunista, inizialmente il regime si limitò ad imporre alle religioni esistenti di inquadrarsi all'interno di associazioni statali, pur promuovendo a livello propagandistico ed educativo l'ateismo. Chiaramente, quelle confessioni religiose che rifiutarono di assoggettarsi a questo regime di controllo statalista - come nel caso del cattolicesimo, ma anche del buddhismo - furono severamente e radicalmente represse. La Chiesa Cattolica ebbe numerosi martiri in questo periodo, nonostante il potere comunista ufficiale ostentasse l'esistenza della cosiddetta "chiesa patriottica", cioè una setta che ufficialmente si dichiarava cattolica ma a cui lo Stato imponeva di tacere sui punti di radicale divergenza tra l'ideologia comunista di Stato e la fede. L'apice di questo atteggiamento di ostilità nei confronti della religione - non solo cristiana ovviamente: ad essere perseguitati furono anche i tantissimi seguaci dei culti aviti locali, nonché coloro che seguivano il buddhismo o il taoismo - si ebbe con la cosiddetta "rivoluzione culturale", che puntò ad un'estirpazione radicale della spiritualità in Cina. Dopo la fine della rivoluzione culturale ed in seguito alla svolta inaugurata da Deng Xiaoping, l'atteggiamento del regime comunista mutò gradualmente verso una maggiore tolleranza dei vari culti religiosi, soprattutto di carattere locale. Tuttavia, questa maggiore tolleranza "pratica" non comportò il venir meno dell'ateismo ufficiale e non fermò la macchina repressiva per coloro che non volevano allinearsi alle direttive del regime in materia religiosa. Questa politica si è protratta nel tempo e non ha avuto modifiche sostanziali nel corso degli anni, anche in virtù delle aperture cinesi all'Occidente. La situazione con Xi ha avuto però un certo peggioramento rispetto alla situazione ormai consolidata: ad esempio, ha imposto legalmente che i giovani non possano entrare nei templi o nelle chiese prima del compimento della maggiore età ed ha combattuto qualsiasi forma di educazione religiosa tanto cattolica quanto acattolica. C'è una somiglianza tra la politica comunista cinese e la politica nazionalsocialista tedesca? Un elemento di comunanza è la pretesa dello Stato e del partito di controllare in qualche modo le confessioni religiose e di volerle assoggettare allo Stato. Tuttavia, la differenza radicale sta proprio nell'ateismo e nella differente valutazione della religione in quanto tale: questo spiega anche perché, nonostante i contrasti, i nazionalsocialisti non si siano mai spinti ad una persecuzione cruenta come quella russa o cinese nei confronti dei culti religiosi, ma tutt'al più ad una serie - per quanto numerosa - di vessazioni, spesso molto pesanti, talvolta dagli esiti tragici, però contenute e spesso bilanciate da atteggiamenti contrari.

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    4) Riguardo all'aborto nel nazismo tedesco c'era una visione del mondo basata sulla società primitiva nordica (ma anche greco-romana) in cui si usava uccidere chi era improduttivo per la società e quindi un peso, potremmo collegare una visione simile della vita all'aborto (anche per questo è difficile collegare Hitler a una religione visto che solitamente le religioni sono a favore della vita anche se non ne sono certo), cioè una visione che non dà molto valore alla vita (al contrario secondo me alla tua ideologia preferita che potrebbe a buon ragione essere il fascismo)...purtroppo anche nel mondo occidentale quasi nessuno va contro l'aborto, ogni tanto c'è qualche accenno da parte di destra (vedi Lega) ma non si fa nulla, eppure si considerano di estrema destra anche i partiti che non sono contro l'aborto...questo è un altro parallelismo tra il nazionalsocialismo e l'aborto...
    In ottica relativista potrei provare a dire anche che magari nella società cinese che non è tradizionalmente cristiana l'aborto non è visto come qualcosa di tradizionalmente negativo, cioè non va contro le tradizioni...
    La Cina non è tradizionalmente cristiana, può essere questo il motivo per cui non c'è sacralità al vincolo matrimoniale...comunque esiste un matrimonio tradizionale cinese che ha qualche forma di solennità...a parte questo la Cina è una nazione con tradizioni diverse da quelle occidentali...
    https://en.wikipedia.org/wiki/Tradit...inese_marriage
    Credo che da parte di Xi Jinping ci sia un interesse al recupero delle tradizioni e un rafforzamento della propria identità....
    Durante il Terzo Reich l'aborto era permesso per motivi eugenetici, ma era severamente proibito e punito in tutti gli altri casi (se non erro, ad un certo punto, Hitler fece introdurre la pena di morte per punire l'aborto). Hitler poi fece l'esatto contrario della Cina comunista: quest'ultima per anni ha imposto la politica del figlio unico (salvo poi rendersi conto dell'errore madornale), mentre invece la Germania nazionalsocialista cercò di promuovere ad ogni livello l'aumento demografico del popolo tedesco. È vero che, purtroppo, con il progetto Lebensborn il Reich favorì la promiscuità sessuale e l'esistenza di unioni extraconiugali, ma al tempo stesso è innegabile che il regime fece di tutto per promuovere l'esistenza di nuclei famigliari stabili, solidi e prolifici. Sicuramente la Cina ha tradizioni ed usanze diverse da quelle europee, ma se dobbiamo fare un parallelo col Terzo Reich non possiamo comunque non tener conto di queste differenze molto significative che non sono solamente differenze di "contesto" ma anche diversità di approccio e di presupposti ideologici.

    Citazione Originariamente Scritto da Europa Nazione Visualizza Messaggio
    Insisto sul carattere nazionalsocialista della Cina e non penso affatto che l'obbiettivo della Cina sia quello di schiacciare il proprio popolo (per quale motivo?Per guadagnare soldi sulle spalle dei più deboli come nei governi social-democratici in cui i politici hanno stipendi da re e il popolo da fame? Nella Cina Xi Jinping ha solo uno stipendio di 1600 euro, aumentato per volontà del popolo dai circa 1000 precedenti)...ma al contrario l'obbiettivo della Cina, e soprattutto della Cina di Xi Jinping è quello di migliorare le condizioni di vita del popolo cinese, in maniera scientifica, socialista e nazionalista, da condurre il suo popolo al "Sogno Cinese" (Chinese Dream) promosso da Xi Jinping, entro il 2049...

    Credo quindi che si possa pienamente parlare della Cina come nazione di estrema destra di successo, oppure se non si è sicuri che il successo è stato raggiunto oggi possiamo aspettare un 10 anni...io credo molto nell'impegno socialista di Xi Jinping, bisogna giusto aspettare un paio di piani quinquennali affinchè sia ancora più evidente...
    Non sono nazionalsocialista e quindi non ho una particolare affezione per questo termine. A mio avviso, il socialismo è una peste ideologica da estirpare, al pari del liberalismo, e credo che l'errore di molti che, in buona fede, si definiscono "socialisti nazionali" sia quello di non comprendere che anche il socialismo meno peggiore sconta pur sempre la tara ideologica di una visione che dà un'importanza eccessiva al benessere economico e che tende a sopprimere l'individuo nella società, non comprendendo appieno che il primato della società sull'individuo è tale a beneficio degli stessi individui che formano la società, non in modo fine a se stesso né tanto meno a beneficio di una casta esclusiva di partito. Insomma, nella peggiore delle ipotesi l'elemento socialista, anche se moderato dall'elemento "nazionale" o "nazionalista", è comunque un errore ideologico, nella migliore è invece un equivoco che può dar adito a fraintendimenti.
    Detto questo, personalmente non metto in discussione il successo economico cinese e trovo superfluo speculare sulle intenzioni - buone o cattive - di Xi e della classe dirigente cinese. Quello che mi preme sottolineare è quanto questo modello sia a noi estraneo sotto molteplici profili.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  8. #38
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    Predefinito Re: Il Pericolo Giallo

    .

    la Cina odierna è una cyber-dittatura di matrice turbo-capitalista.

    anni luce dai tempi di Mao.

    .
    Corpo sano in ambiente sano.

    Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
    Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.

  9. #39
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    Predefinito Re: Il Pericolo Giallo

    Voglio soltanto fare presente che, secondo il camerata NazionalSocialista Michael Kühnen, Mao Tse-tung sarebbe stato un fascista, e pertanto la 'sua' Cina avrebbe espresso una forma di "fascismo cinese".

  10. #40
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    Predefinito Re: Il Pericolo Giallo

    Citazione Originariamente Scritto da Vero Socialismo Visualizza Messaggio
    Voglio soltanto fare presente che, secondo il camerata NazionalSocialista Michael Kühnen, Mao Tse-tung sarebbe stato un fascista, e pertanto la 'sua' Cina avrebbe espresso una forma di "fascismo cinese".
    Se è per questo ci sono "camerati" che considerano "fascisti" Pol Pot, Stalin, Fidel Castro, Nasser, Gheddafi, Kim il Sung e chi più ne ha più ne metta.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

 

 
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