

La carne non l'ho mai cotta nel coccio e nemmeno la pasta (a parte pasta e fagioli, ottima); proverò.
Però, però... siamo sicuri che lo smalto di cui sono rivestite queste pentole non sia tossico e non contenga piombo?


Li vendono già insacchettati da mettere direttamente nel microonde? Ma è bellissimo! E pazienza se farò inorridire Rachel Walling.
Qualche volta ho provato a farli nella pentola normale con un po' di olio, ma quelli sul fondo bruciano, altri non si aprono, alcuni ancora sono unti... insomma, il risultato non è ottimale. C'è da dire che non sono una consumatrice accanita di popcorn, quindi poco male.
Capisco tua moglie e approvo e non credo che lo beva solo per usare tazze e teiere fighette: bere tè ha una sua ragion d'essere.
Anch'io lo adoro e, con gli anni, ho affinato il gusto: Earl Grey al mattino, Oolong o Keemun di pomeriggio, tè verde, tisana (o herbal tea che dir si voglia) la sera, soprattutto quando sono (ero) in Inghilterra... dove, cosa curiosa, bevo pochissimi caffè. Per gli inglesi, poi, il tè è più che una bevanda per scaldarsi d'inverno o accompagnare torte e biscotti: è un vero e proprio salvavita. E non esagero.
Una volta sono caduta dalla bici e mi sono ferita piuttosto malamente. L'ambulanza mi ha raccolto sanguinante e mi ha portato all'ospedale per essere ricucita. Da lì, ho telefonato a mio marito per dirgli dov'ero e quello che mi era capitato. E... indivina un po'? Si è fiondato in ospedale con un thermos di tè bollente dolcificato con il miele, per "tirarmi su". A ripensarci mi viene ancora un po' da ridere, ma devo ammettere che quei sorsi di tè mi hanno davvero rinfrancato.


Si trova a Victoria sull'isola di Vancouver, primo posto per le lune di miele di chi rimane in Nord America. E naturalmente anche li vige la regola domanda-offerta e si vede dai prezzi. Comunque, una volta mia moglie mi tiro' per i capelli al "The at the Savoy",
vicino al Tamigi, ed era ancora piu' figo (e caro). I nostri dollari sono sempre i piu' poveri.


mi viene in mente quella volta che mi hanno portato al mercato antico del Cairo (roba anni 20) per bere il the in un famoso locale tutto in marmo e legno scuro (residuato dell'epoca coloniale). poi siamo andati a comprare spezie e ho provato a chiedere del the nero (quello verde non mi piace molto). siccome il tizio non capiva ci ho messo un po'. alla fine ha capito e ridendo mi ha detto "no english tea". mi sono accontentato di un sacco enorme di menta (se ci penso ne ho di migliore nel mio giardino, ma ho una certa bulimia shoppistica) e altri prodotti che secondo me non erano neanche particolarmente buoni e convenienti. il commento di un mio amico sui datteri è stato che dal suo fruttivendolo a padova erano migliori. insomma, turisti da spennare. c'era anche una venditrice nubiana che mi ha rifilato una specie di copricapo da odalisca tutto perline e diamantini di vetro che ho rifilato a mia figlia, ma non ha apprezzato molto quando glielo ho dato una volta tonato in italia.
Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0