Che sarebbe sta' Vetrina...? Intendi forse la ...
Teoria delle finestre rotte
... secondo cui, il vetro spaccato, tra le altre cose, genera in ultima analisi pure ricchezza...?
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Che sarebbe sta' Vetrina...? Intendi forse la ...
Teoria delle finestre rotte
... secondo cui, il vetro spaccato, tra le altre cose, genera in ultima analisi pure ricchezza...?
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Quanto all'Illegalità, caro Tiresia, qui davvero siamo in un universo in cui tutto è relativo. E, in base a quanto l'illegalità è diffusa, potrebbe diventare un torto fare le cose giuste. Mi spiego meglio con una barzelletta, che sdrammatizza, ed illumina:
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C'è un tipo di Napoli, che lavorava a Milano, e che porta un suo collega nella sua città, e quando si avvicina ad un semaforo con il rosso in zona Secondigliano, sgassa a tutto gas e passa con il rosso. Al che il meneghino gli dice:
- Salvatore, ma sei matto? Sei Passato con il rosso, ci potevamo ammazzare...!
- Ambrosio, non ti preoccupare, mio fratello ci passa sempre...
- Ok, ma stai più attento...
Si fanno altri 5 chilometri, si avvicinano ad un altro semaforo, e quello ri da tutto gas con il rosso
- Salvatore, Dio Santo! Ancora, ma ci fai ammazzare...!
- Sta' tranquillo Ambrò, mi fratello ci passa sempre...
- Ho capito, ma io ho paura, stai più attento.
Si stanno per riavvicinare ad un semaforo, questa volta è verde e Salvatore inchioda la macchina e si ferma. A quel punto Ambrosio si inca$$a, e dice:
- Ma allora Salvatore sei proprio matto! Per quale cacchio di ragione ti sei fermato adesso che era verde?
- Eh... Metti che passava mio fratello...!
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Salvo nel caso tu abbia, nell'ordine:
- Un affitto o una rata di muto da pagare della casa in cui vivi tu, la tua signora e i tuoi figli
- Una spesa grossa di 120 euro da fare al Supermercato tutte le sante settimane
- Un paio di figli che, senza volerli trattare come piccoli lord, devi comunque vestirli, mangiarli, comprargli libri scolastici e corredo scolastico
- Bollette Enel, Metano, Acqua (l'Adsl no, è stata la prima cosa che ho reciso, di Netflix, Amazon Video, neanche a parlarne) [Vi sto scrivendo navigando in tethering dal mio cellulare...]
- Rate di una piccola auto necessaria per recarti al lavoro, con assicuraizione, cambio olio, dischi, e cinghia di distribuzione ogni 100.000 km (sono dolori...)
- Vai avanti tu, che me viene da ride...
Nella situazione di cui sopra, caro Ciddo, sei costretto ad accettare qualunque cosa ti venga offerto. Anche il metterti giù a 90°, e pigliarlo in €u/o. Come in quella famosa barzelletta di quello che attraversava il deserto. Ve la ho raccontata...?
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Non esiste pasto gratis, caro S.A.-PD (alla seconda)...
Per approfondire (dentro è in italiano):
There ain't no such thing as a free lunch
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Battute e citazioni a parte, io sono più che convinto che il RdC vada subito abolito, in molti casi un vero e proprio Reddito dei €uloro//i, che si professano indigenti e, in combutta con il loro padrone (che ci guadagna a sua volta) pattuiscono un lavoro in nero, in perfetto stile culo e camicia.
Nella Penisola su cui siamo Accampati abbiamo 3.950.000 persone che percepiscono uno stipendio pubblico e che sono, ex lege, e ipso facto, dei pubblici ufficiali. A turno, un giorno ogni paio di settimane, a gruppi di 50, li metti alle dipendenze e ai comandi di un finanziere, di un carabiniere, di un poliziotto, di un vigile, di un forestale e, sistematicamente gli fai fare una cosa del genere:
Cinquanta ispettori a Cortina
Il Fisco a caccia di evasori
"... Sono entrati in decine di negozi, alberghi e bar. Perfino nei rifugi e nelle malghe. E hanno osservato, per ore, il viavai dei clienti e lo zelo con cui i cassieri battevano ogni singolo scontrino. Un blitz anti-evasione è scattato il 30 gennaio mattina in grande stile a Cortina d’Ampezzo, ed è proseguito fino a notte fonda. Una scelta non casuale, quella di effettuare i controlli nell’antivigilia di Capodanno. Come non è casuale la località, visto che la Perla delle Dolomiti in questi giorni è la capitale del «bel mondo» e per le strade sono tornati a sfrecciare Suv e fuoriserie. E infatti l’ordine di «colpire» proprio a Cortina pare sia partito direttamente dal Ministero dell’Economia. Il messaggio che si vuole lanciare è evidente: il governo vuole dare un giro di vite all’evasione fiscale. Bocche cucite dalla direzione regionale dell’agenzia delle entrate, ma il passaparola tra i commercianti ampezzani è durato tutto il giorno. Una cinquantina gli ispettori che sono stati fatti arrivare nella cittadina turistica da tutti gli uffici della provincia di Belluno.
Di buonora sono entrati negli esercizi commerciali per effettuare i «presidi di cassa». In pratica, dopo essersi presentati al titolare, l’hanno affiancato osservando la battitura degli scontrini. Una strategia che era già stata applicata in estate nei centri turistici del Veneziano, con lo scopo di prevenire l’evasione fiscale ma anche di monitorare l’andamento degli incassi che, puntualmente, subivano un’impennata nei giorni dei controlli rispetto alla settimana precedente..." (CONTINUA NEL LINK)
Altre fonti:
https://www.blogo.it/post/4701/non-solo-cortina-blitz-della-guardia-di-finanza-a-roma
https://www.ilgiorno.it/como/cronaca/2012/04/21/700873-como_come_cortina_milano.shtml
https://www.corriere.it/economia/12_gennaio_03/spampani-ira-cortina_f0f88692-35f3-11e1-8614-09525975e917.shtml?refresh_ce-cp
https://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/roma-come-cortina-controlli-a-tappeto-sugli-scontrini-1081202/
Io voglio vedere un ispettore del lavoro con una frequenza maggiore di quella con cui vedo un postino.
PORCO %I@...!
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Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.


Ripeto, la vita e' dura, e bisogna imparare a prendersi cura di se stessi... aumentando le entrate (o riducendo le uscite). Cio' non toglie che
nessuno obbliga nessuno ad accettare uno scambio... le parole hanno un significato, e quello e'.
Solo se si rispettano i principi, poi arriva anche la prosperita'...






Per gli appassionati di vetri rotti (e di economia): F. bastiat, cio' che si vede, cio' che non si vede:
Il vetro rotto
Siete mai stati testimoni del furore del buon borghese Jacques Bonhomme, quando il suo terribile figliolo sia riuscito a rompere il vetro di una finestra? Se avete assistito a questo spettacolo, sicuramente avete anche constatato come tutti i presenti, fossero anche trenta, sembrino essersi messi d’accordo per offrire al proprietario una identica consolazione: “Non tutto il male viene per nuocere; incidenti come questo mandano avanti l’industria; bisogna che tutti possano vivere; che fine farebbero i vetrai, se non si rompessero mai i vetri?”.
Ora, in questa formula di condoglianza vi è tutta una teoria, che è meglio sorprendere in flagranza di reato; cosa in questo caso semplicissima, dal momento che questa teoria è esattamente la stessa, per sfortuna, che sostiene la maggior parte delle nostre istituzioni economiche. Supponendo che siano necessari sei franchi per riparare il danno, se si vuol dire che l’incidente fa arrivare all’industria del vetro sei franchi, che incentiva la detta industria per sei franchi, io sono d’accordo, non ho nulla da contestare, il ragionamento fila. Il vetraio viene, fa il necessario, incassa sei franchi, si sfregherà le mani e benedirà in cuor suo il ragazzino terribile. Questo è ciò che si vede.
Ma se, per via deduttiva, si arrivasse a concludere, come si fa troppo spesso, che è bene che si rompano i vetri, che ciò fa circolare il denaro, che ne risulta un incentivo per l’industria in generale, io sarei obbligato a gridare: alt! La vostra teoria si ferma a ciò che si vede, e non tiene conto di ciò che non si vede.
Non si vede che, siccome il nostro borghese ha speso sei franchi in una cosa, non potrà più spenderli in un’altra. Non si vede che, se non avesse avuto dei vetri da sostituire, egli avrebbe sostituito, per esempio, le sue scarpe scalcagnate, oppure avrebbe messo un libro in più nella sua biblioteca. In breve, avrebbe fatto dei suoi sei franchi un uso qualunque, che invece non farà.
Facciamo perciò il conto per l’industria in generale. Poiché il vetro è rotto, l’industria vetraria è incentivata nella misura di sei franchi; è ciò che si vede. Se il vetro non fosse stato rotto, l’industria delle scarpe (o qualunque altra) sarebbe stata incentivata nella misura di sei franchi; è ciò che non si vede. E se si prendesse in considerazione ciò che non si vede perché è un fatto negativo, e ciò che si vede, perché è un fatto positivo, si comprenderebbe bene che non vi è alcun interesse per l’industria in generale, o per l’insieme del lavoro nazionale, a che dei vetri si rompano o non si rompano.
Facciamo adesso il conto di Jacques Bonhomme. Nella prima ipotesi, quella del vetro rotto, egli spende sei franchi, ed ha, né più né meno di prima, il vantaggio di un vetro. Nella seconda, quella nella quale l’incidente non è accaduto, avrebbe speso sei franchi in scarpe e avrebbe, insieme, il vantaggio di un paio di scarpe e quello di un vetro. Ora, poiché Jacques Bonhomme fa parte della società, bisogna concludere da ciò che, considerata nel suo insieme e tenuto conto dei suoi lavori e dei suoi vantaggi, la società ha perduto il valore del vetro rotto.
Per cui, generalizzando, noi arriviamo a questa conclusione inattesa: “La società perde il valore delle cose inutilmente distrutte”, e a questo aforisma, che farà rizzare i capelli in testa ai protezionisti: “Rompere, distruggere, dissipare, non equivale ad incoraggiare il lavoro nazionale”, o più brevemente: “Distruggere non vuol dire fare profitti”.
Che cosa dite, voi del “Moniteur Industriel” ( rivista protezionista del XIX secolo, ndr), che dite, adepti di de Saint-Chamans (politico protezionista, ndr), che ha calcolato con tanta precisione quanto l’industria trarrebbe profitto dall’incendio di Parigi, per la quantità di case che dovrebbero essere ricostruite?
Sono spiaciuto di dover guastare i suoi calcoli ingegnosi, sebbene ne abbia fatto passare lo spirito nella nostra legislazione. Ma io lo prego di ricominciarli, facendo entrare nei suoi conti ciò che non si vede a fianco a ciò che si vede. Bisogna che il lettore si soffermi a constatare bene che non ci sono solo due personaggi, ma tre, nel nostro piccolo dramma che io ho sottoposto alla vostra attenzione. L’uno, Jacques Bonhomme, rappresenta il consumatore, costretto dal danno a godere di un solo vantaggio anziché di due. L’altro, il vetraio, ci mostra il produttore la cui industria è incoraggiata dall’incidente. Il terzo è il ciabattino (o qualunque altro mestiere), il cui lavoro è scoraggiato proprio per quella causa. Questo ultimo personaggio si tiene sempre nell’ombra e, impersonando ciò che non si vede, è un elemento essenziale della questione. E’ lui che ben presto ci insegnerà che non è meno assurdo di vedere un profitto in una restrizione, la quale non è dopo tutto che una distruzione parziale. Così, andate a fondo di tutti gli argomenti che si fanno valere in suo favore, non ci troverete che la parafrasi del motto popolare: che ne sarebbe dei vetrai, se qualcuno non rompesse i vetri?


Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.