CERVANTES, LO SPAZIO D'AGGREGAZIONE GIOVANILE
di Dario La Rosa CataniaPolitica
Creare spazi di aggregazione giovanili autogestiti, è stato questo il sogno dei componenti del gruppo “Cervantes” sin da quando erano ragazzi. Ci sono riusciti con le loro battaglie, hanno dimostrato che i sogni possono diventare realtà, più volte hanno preso in autogestione spazi comunali abbandonati a se stessi e rimessi a nuovo, per farli diventare luoghi di ritrovo per i ragazzi dei vari quartieri di Catania. Oggi Cervantes si trova nel quartiere di Cibali, in via Santa Sofia 42 nell’ex asilo XX Settembre da loro ribattezzato “Spazio Libero Cervantes”. Cervantes è diventata una realtà, ma cos’è Cervantes? E’ un’associazione formata da ragazzi di destra che dicono di non voler fare politica nei partiti, ma sul territorio. Vogliono una città a misura d’uomo. Vogliono dei centri di aggregazione giovanile per ogni quartiere della città, dove “relazione” e “aggregazione” siano una realtà tangibile. Dove mancano gli spazi basilari per vivere bene la città, ci sono i ragazzi di Cervantes che intervengono. Quello che loro fanno è “Volontariato sociale”, si mettono in gioco con il loro tempo, il loro denaro ma soprattutto con il loro volto. Tutto questo per creare spazi dove ogni ragazzo di quartiere può recarsi per fare sport, teatro, doposcuola, musica, volontariato. L'obiettivo principale è quello di dare alla città gli spazi sociali di cui è priva, per questo il nome Cervantes. A Catania non ci sono spazi di aggregazione per nessuno, ma soprattutto non ci sono per i giovani. E’ negli spazi di aggregazione che si crea una socialità, che si praticano sport e forme di competizione leale, che s'impara a stare insieme. Il centro è aperto 24 ore su 24, i responsabili di Cervantes assicurano che c’è sempre qualcuno a vigilare affinché tutto vada bene. Gaetano Fatuzzo portavoce di Cervantes, ci racconta che <<quando siamo arrivati il 9 Aprile all’ex scuola XX Settembre, abbiamo trovato di tutto all’interno dei locali, subito ci siamo messi in azione per ripulire e già dai primi giorni molti ragazzi della zona si sono avvicinati per aiutare e portare le proprie idee. Oggi>> continua Fatuzzo,<<siamo un punto di riferimento per molti giovani, che prima non sapevano dove passare il loro tempo libero.>>. <<Noi vogliamo dare risposte concrete alla gente>> aggiunge Fernando Adonia anche lui di Cervantes, <<cosa che l’amministrazione comunale non fa. Ci siamo stufati>> continua Adonia, <<delle false promesse di chi ha governato per tanto tempo la città, ci hanno sempre detto che ci avrebbero aiutato e che avrebbero trovato il modo per creare spazi per i giovani. Ma il tempo è passato e ancora nulla, per questo ci siamo mossi da soli. Ci siamo autotassati per rendere presentabile al meglio una struttura nella quale non si poteva neanche entrare. Basta pensare che era chiusa da 7 anni. All’interno abbiamo trovato oltre la spazzatura, siringhe, vetri rotti, vecchi materassi e le mura ripiene di murales. Abbiamo pulito, sistemato e montato persino un palco sul quale chiunque volesse può esibirsi.>>. Poi insieme ad un altro componente di Cervantes, Marco Granata, raccontano che qualche giorno dopo l’apertura del centro, alcuni ragazzi si erano recati all’ex scuola per fare dei murales, ma quando hanno avuto spiegato che ormai si faceva altro e quella struttura non serviva più come scuola per imbrattatori di muri, i ragazzi invece di prenderla a male si sono mostrati più felici, perché avevano finalmente un posto dove stare il pomeriggio, e non per strada, Granata lo racconta fiero questo aneddoto, perché per Cervantes questo significa che la loro azione funziona e che le cose devono e possono cambiare per tutti i quartieri della città. A “spazio libero Cervantes” oggi è stata organizzata una conferenza-dibattito da titolo "Occupazioni non conformi, comunità giovanili: gli avamposti di libertà del nuovo che avanza”. Erano presenti più di 200 persone fra simpatizzanti dell’associazione e ragazzi del quartiere. Lo scopo dei ragazzi di Cervantes ora è trasformare questi luoghi in un “oasi di sport, cultura e solidarietà”. La conferenza-dibattito è il primo di una serie di eventi che Cervantes organizzerà. <<Per risolvere i problemi inerenti la comunità cittadina bisogna usare quello che noi chiamiamo>> dicono i ragazzi di Cervantes, <<Volontariato sociale, quindi azione diretta, gratuita e disinteressata. Allo stesso tempo>> continuano <<bisogna contrastare tutte le problematiche che riteniamo un attentato per il vivere civile, emarginazione, degrado, ignoranza, abbandono. Le armi per combatterle sono semplici: sport, cultura e solidarietà. Una coincidenza ha voluto>> concludono i responsabili di Cervantes, <<che la conferenza avvenisse proprio nel giorno in cui ricorre la strage di Capaci. Nel ricordo di uno dei momenti più bassi della storia della Sicilia, siamo orgogliosi di affermare che i margini per la rivalsa sono possibili.>>. Alla conferenza hanno preso parte Alberto Spampinato, vicepresidente nazionale di Azione Giovani, Gianluca Iannone, presidente di Casa Pound Italia, Gaetano Fatuzzo, portavoce dell'associazione Progetto Cervantes e si sono confrontati sulle problematiche relative all’aggregazione giovanile, gli spazi a loro dedicati, le occupazioni di stabili abbandonati, l’incuria e il degrado in cui versano molti locali di proprietà delle istituzioni.
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