



Io sono una bestia rara.
Sto contro il microzar e con gli ucraini, gli americani e l'occidente in genere.
Avendo lavorato ìn tutti quei posti (e non pontificato col cvlo al caldo come voi), so cosa significhi avere una spada di Damocle sopra la testa dei propri figli 24/7.
Tessera nr. 5 del club Ma il PD ?










Quello dei "cervelli in fuga" è un problema serio, ma ben più grande é quello dalle "teste di cazzo" che proprio non se ne vogliono andare
La NATO ABBAIA ANCHE A TE !...digli di smettere


Scusa quali valori? e nostri di chi? Abbiamo bombardato la Serbia e riconosciuto l'indipendenza del Kosovo. Siamo stati presenti in Afghanistan e Libia.
A meno che tu non intenda come "valori" il fatto che se i regime change li vogliono gli occidentali vanno bene se li vuole Putin no, allora ho capito di che valori paraculi si tratta.
Regressista amante della pucchiacca.


5 NOVEMBRE 2021
L’ex capo del movimento neonazista Pravyj Sektor (Settore Destro) e attuale capo dell’Esercito volontario ucraino, Dmytro Yarosh, è stato appena nominato consigliere del comandante in capo dell’esercito ucraino, facendo presagire un ulteriore peggioramento nel Donbass. Dmytro Yarosh è il fondatore del succitato movimento neonazista pro Unione Europea e NATO, da lui creato nel novembre 2013. Pienamente coinvolti nella strage di Euro-Maidan, i membri di Pravyj Sektor si distinsero nel lancio di bottiglie molotov contro la polizia antisommossa. Nel marzo 2014, dopo i fatti di Euro-Maidan e il successivo colpo di stato supportato dall’Unione Europea, Settore Destro si trasformò in partito politico e il leader Yarosh divenne membro del Parlamento Ucraino (Rada).
Il movimento sarebbe inoltre responsabile del massacro di Odessa avvenuto il 2 maggio 2014, nel quale più di 40 persone vennero arse vive nella Casa del Sindacato. Nell’aprile 2015, Yarosh venne nominato assistente di Viktor Moujenko, comandante in capo dell’allora Esercito Ucraino e si dimise dalla direzione di Settore Destro. Nel dicembre 2015 fondò l’Esercito volontario ucraino, una formazione paramilitare composta dagli ex combattenti responsabili della repressione degli indipendentisti nel Donbass. Fin dagli esordi, Dmitro Yarosh si dichiara apertamente il successore ideologico di Stepan Bandera, un collaborazionista ucraino dei nazisti durante la seconda guerra mondiale. Va da sé che la bandiera rossonera di Pravyj Sektor è la copia quasi esatta di quella dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini guidati per l’appunto da Bandera.
Da questa premessa possiamo capire meglio chi è Dmytro Yarosh e perché la sua nomina a consigliere del comandante in capo dell’esercito ucraino sarebbe collegata alla recente escalation di violenze nel Donbass. Da sempre Yarosh invoca l’annientamento degli ucraini di etnia russa nel paese, incita pubblicamente la giunta di Kiev a rilanciare il conflitto nel Donbass per riprendersi militarmente quel territorio e vorrebbe lanciare una campagna di attacchi terroristici in Russia. Recentemente, il giornalista russo Alexander Kots ha detto di sospettare che il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, abbia nominato Dmytro Yarosh consigliere, per rilanciare la guerra in Donbass. Tre sarebbero gli obbiettivi di Zelensky: assicurarsi il sostegno dei nazionalisti ucraini; rilanciare la guerra nel Donbass anche con l’impiego dei droni turchi Bayraktar e Javelins; distrarre la popolazione ucraina dalla mancanza di riscaldamento dovuta alla crisi del gas e del carbone.
Zelensky sa che qualora i neonazisti ucraini tornassero a compiere azioni di pulizia etnica, certamente la Russia interverrebbe per proteggere i 600.000 ucraini di etnia russa del Donbass. Tanto più che i russofoni, organizzatisi in due stati, la Repubblica Popolare di Doneck e la Repubblica Popolare di Lugansk, hanno anche la doppia cittadinanza ucraina e russa. In caso di intervento russo, a Unione Europea e NATO non importerebbe il fatto che la Russia lo farebbe a difesa dei suoi cittadini, ma la accuserebbero di aggressione all’Ucraina. In questo caso, Kiev potrebbe chiedere di fermare la certificazione del Nord Stream2, mantenendo il transito del gas russo sul proprio territorio anche dopo il 2024.
Ciò che l’Occidente non vuol vedere, è il fatto che l’OSCE ha scritto nei suoi rapporti che, in violazione agli accordi di Minsk, un villaggio situato a sud-est di Staromarievka è stato occupato dall’esercito ucraino. Altresì finge di ignorare l’arrivo di armi pesanti ucraine a ridosso del Donbass, che secondo l’OSCE ammonterebbe a 20 carri armati, 11 cannoni anticarro e 15 obici da traino Ghiatsint-B da 152 millimetri tra il 30 ottobre e l’1 novembre. La fine della fornitura di gas e carbone russo al paese e la nomina a consigliere di Dmytro Yarosh proprio mentre Kiev bombarda le aree civili del Donbass, lasciano presagire che siamo di fronte al disperato tentativo del presidente Volodymyr Zelensky, che vedendo precipitare nel baratro l’Ucraina spera di trascinare con se la Russia.
Col. Luciano Bonazzi


dopo che il Donbas e la Crimea hanno espresso la volontà di essere parte della Russia
quindi abbiamo da una parte le bande neonaziste, e dall' altra il popolo del donbas e della crimea.
ma sei sicuro di quello che scrivi? non è che in donbass e crimea ci fosse una minoranza importante di russofoni, e in crimea anche magari una maggioranz,a ma soggette comunque al diritto internazionale? che diresti se l' alto adige facesse un referendum per essere annesso all' austria e la valle d' aosta alla francia o alla svizzera?