Forse non erano soli e forse stavano meglio noi /me, economicamente parlando.
Come è giusto che sia.
La vita ci circonda a 360 gradi, non è abbiamo un solo sogno davanti.
Io avevo tanti sogni, alcuni li ho realizzati, altri no.
Come tutti, d’altronde.
Dovevo scegliere il marito a seconda dello stipendio che prende?
Non era una scelta, non potevo fare altro che stare a casa.
Abitavo in un piccolo paese, 34 anni fa qui c’erano circa 2000 abitanti, il lavoro non c’era, non parlavo bene l’italiano, non avevo la cittadinanza, cosa dovevo fare?
È facile dire “dovevi ricrearti”, ma ricrearmi come?
Ma perché dici questo? Sai anche tu che non è vero.
Ho fatto diversi lavori, mi sono adattata alle paghe basse e orari strambi.
Per fare un corso mi sono trasferita in un’altra città, ho lavorato in una struttura sanitaria, mica era facile.
Ho condiviso una piccola casa con 5 individui per quasi anni. Pensi che sia stato facile?
Per tre anni ho fatto un lavoro schifoso, ma non potevo smettere perché ero l’unica a lavorare dopo il fallimento della ditta per cui lavorava mio marito.
Ho lavorato in casa e anche fuori, ho fatto quello che ho potuto e quello che c’era da fare, le opportunità non c’erano molte.
Per la centesima volta: io dovevo andare in Austria per questioni familiari.
Poi ho trovato un lavoro, poi un altro.
Andare in Austria si è rivelato utile, perché mi sono resa economicamente indipendente, ho potuto aiutare a mia figlia, ho conosciuto un pochino il mondo, ho imparato un po’ di tedesco, ho avuto ottime referenze.
Ho passato un anno e mezzo di pandemia senza stress e senza restrizioni.
Mentre qui la gente non poteva uscire di casa o doveva avere 100 autocertificazioni, io andavo dove volevo.
Se non ci fosse stato quel problema famigliare, sarei rimasta qui senza stipendio a vivere a carico del marito con il suo stipendio basso.
La pandemia ha rovinato i miei piani.
Non ho imparato bene tedesco perché hanno chiuso i corsi e non potevo andare dalla mia insegnante per fare conversazioni.
Se avessi imparato tedesco, in questo momento saprei 4 lingue, un lavoro lo troverei di sicuro, forse più di uno.
Anzi, mi avevano chiesto di seguire bambini, di cucinare per persone esigenti, di stirare.
Avevo la casa in affitto, molto bella, in una zona strategica.
Economicamente avrei potuto stare bene, bene per me, perché sono senza pretese e vizi, ma la pandemia ha rovinato tutti i miei piani.
Adesso a Vienna ci sono decine di migliaia di ucraini che non parlano tedesco e nemmeno l’inglese, ma che hanno bisogno di aiuto ed essere assistiti in tutto.
Anche da altri stati sono arrivate tante persone, ma tutti conoscono solo russo.
Pensi che non troverei un lavoro?
Certo che sì.
C’è da dire che in Austria nessuno ha mai vietato di lavorare o di prendere i mezzi pubblici.
Qui invece potevano sono camminare per le strade e andare al supermercato.
Ma cosa stai dicendo?
In altri thread stai lodando la gente perché non hanno fatto il vaccino e nello tempo accusi me per non averlo fatto?
Chi non ha fatto un vaccino nonostante precarie condizioni economiche è un eroe, non uno scansafatiche.
Non c’era alcuna possibilità di comprare la casa.
Come avevo già detto prima, per poter comprare la casa dovevi avere un anticipo e le garanzie.
Nessuno ci garantiva per noi.
Gli interessi erano altissimi, le case costavano tanto, molto di più di adesso.
Nel paese non si trovava praticamente niente, mica come adesso.
Con uno stipendio solo, con una bambina da crescere, mia mamma e mio fratello in un paese ridotto alla fame, a cui mandavamo soldi spesso o ogni mese, lavoro non tanto sicuro ecc, nessuno ci avrebbe concesso un mutuo, ma era anche azzardato a chiederlo.
In Italia è tutto possibile.
Fanno leggi strambe che spesso non tutelano il cittadino.
Gli Ater sono indebitati, perché c’è tanta gente che non paga affitto da anni, le case si invecchiano e molte richiederanno gli interventi, anche importanti, ma se soldi non ci sono come faranno ad aggiustarle?
Si tratta di milioni di condominio sparsi in tutto il territorio nazionale.
La cosa più sensata sarebbe abolire gli ATER, regalare o scendere le case spalti inquilini e che poi che si arrangiano loro a fare quello vogliono con la loro proprietà.
Ma non lo faranno mai una cosa del genere.
Aspetteranno il fallimento come è accaduto per Alitalia e altre aziende di stato.
Significa che avevano basi per ricrearsi.
Io qui non riesco a ricrearmi.
A Vienna sì.
Se non fosse successa pandemia, starei a Vienna.
Non mi sono mai lamentata di Vienna, ne di mancanza di lavoro.
Per un periodo avevo paura di non trovarlo più per via della spalla, ma è stato un periodo difficile.
Il mio carattere pini non c’entra, forse il problema sono le idee.
Devono essere fattibili, fattibili non solo sulla carta.
Sulla carta è tutto bello: fai, apri, agisci, spostati, trova soci, proponiti ecc.
La realtà è diversa.
Se l’idea comincia e finisce con urlo: Vaccinati, se vuoi lavorare!!!, non lo prendo nemmeno in considerazione.
Potere pensare di me quello che volete.
Mia figlia si è vaccinata, è stata contagiata da una trivaccinata, ha avuto problemi prima del Covid e anche dopo.
E tu mi dici di vaccinarmi?
Con un vaccino creato per la variante originale che non esiste più da due anni e mezzo e non funziona contro Omicron?
Ma siete seri. Nemmeno tu sei vaccinato.
E, conoscendoti, non ti saresti vaccinato nemmeno se avessi 50 anni, ma non l’ammetterai mai.
Per trovare un lavoro sì, per comprare una casa, no.
Costano troppo, ma senza una casa non posso partire, non saprei dove vivere e andare a cercare un posto letto non è per me.
Se avessi venti o trent’anni, l’avrei presa in considerazione, ma adesso no.
Tra qualche mese tornerà l’obbligo vaccinale, i lockdown, zone colorate o chissà cosa altro.
Finora si è offerta solo Novis, senza pormi condizioni e indra88, ma lui è un trollone, non credo molto a ciò che dice.
Senti, io parlo a vanvera e non ho mai accusato nessuno ingiustamente.
Se dico una cosa perché mi baso su qualcosa di verificabile.
Ma figurati. Da quel che ho capito, non merito nemmeno un euro, perché 34 anni non ho fatto quello che secondo alcuni dovevo fare.
Mi rendo conto che ho commesso degli errori, come tutti, d’altronde, ma in quel periodo a certe cose non le pesavo, perché le priorità erano altre cose, sempre importanti.
La vita è fatta delle scelte: prima vengono quelle immediate.
Ormai non mi offendo più, perché è sempre la stessa cosa: 34 anni fa non hai fatto come abbiamo fatto noi, non hai voluto lavorare, il che non e vero, ti sei trasferita a Vienna ( che grave errore), l’hai fatto per necessità, ok, ma hai sbagliato lo stesso, non hai fatto il vaccino, così potevi essere degna di andare a pulire i pavimenti e così via.





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