con un account social: per poter godere di tutte le caratteristiche della nostra Community e vedere i SONDAGGI RISERVATI delle prossime tornate elettorali.
Per Jung l'introverso non è necessariamente il timido, ma colui che ha bisogno di pianificare le relazioni sociali.
Per esempio sono stato in gruppi di Chiesa in cui ho parlato in pubblico.
Davvero? Ho conosciuto alcuni introversi che non avrebbero mai e mai saliti sul palco e non avrebbero mai parlato in pubblico per nessuna ragione al mondo.
Davvero? Ho conosciuto alcuni introversi che non avrebbero mai e mai saliti sul palco e non avrebbero mai parlato in pubblico per nessuna ragione al mondo.
Sicuramente ci sono vari gradi, se non sento la pressione della competizione riesco ad essere abbastanza sciolto.
Situazioni come gli orali all'università o i colloqui sono molto più stressanti, in particolare il problema dei colloqui è farne a ripetizione senza risultati.
Puoi rispondermi solo se mi tagghi, grazie.
Utenti non taggabili: the fool, pippo palla e pertica, Querion, Scipione
Oggi ho parlato di informatica con una persona e vorrei approfondire l’argomento.
Studiare informatica può essere utile? Anche se ci sono milioni di informatici?
Quali indirizzi sono più importanti/più richiesti? Quali sono i corsi migliori in presenza e quelli online?
Costano troppo? Quali sono sbocchi lavorativi?
Cara Mary...
Prima di tutto ti chiedo: quanto avevi, in pagella, in matematica...? E quanto sei riuscita a prendere, sempre in pagella, in Fisica? (intendo, non quella fatta con la tuta...)... Se veleggiavi, in entrambe, tra il 9/10, allora provaci. Altrimenti, lascia perdere.
E comunque, ora come ora, con la esplosione della formazione di massa, avere (anche) una laurea, anche di tipo tecnico, non assicura un reddito alto. Per lo meno, non abbastanza adeguato per gli sforzi che, magari un ragazzo di modeste origini, deve metterci per raggiungere quel'obbiettivo. Tradotto, lavorare e studiare, in contemporanea, dai suoi 14 anni, fino, magari, ai suoi 25 anni. Ci vuole una grande determinazione ed abnegazione a fare una cosa del genere: la tua Giovinezza, la passi, solo sui libri, o tra i tavoli di un ristorante. Se l'avvocato che ti ha fatto la causa di divorzio, come pure il Farmacista (proprietario delle mura del negozio) che ti ha venduto quel paracetamolo, 9 volte su 10, hanno almeno un genitore laureato (spesso, a sua volta, sempre in Giurisprudenza, e in Farmacia) con la facoltà di Ingegneria è l'esatto contrario: 9 volte su 10, quel figlio che diventa dottore in elettronica, è il primo che si laurea, di tutta la famiglia. E sceglie sempre quella strada, perché sa che lì, per forza di cose, conta solo quello uno ha imparato, e sa risolvere. L'ingegnere (non di un carrozzone pubblico e/o partecipato) è sempre uno che non dorme da piedi. E non è un caso che il buon Deng Xiaoping, prima di morire, creó un Consiglio Esecutivo di otto membri che, nei fatti, decide tutte le scelte operative tecnologiche/economiche della Cina. E, come prerequisito per entrare in quel novero, il buon Deng Xiaoping pretese che il candidato avesse una laurea in ingegneria.
Se questo è vero per un ingegnere, ovvero ora il gioco non vale la candela, peggio mi sento nell'informatica, uno degli ambiti in cui mi sono diventare studiato, e da solo, perché, con il tempo, è diventato quello governa, e controlla, qualsiasi macchinario più o meno "intelligente", più o meno "automatizzato". Infatti, ora si parla di Meccatronica, ovvero una formazione che, per forza di cose, deve saper mettere le mani, contemporaneamente, nella Meccanica, nell'Elettronica, e nell'Informatica. Altrimenti, se se ne conosce solo un pezzo, di tutto il giro del fumo, non si capisce tutto l'insieme, e il tuo robot, fatto da tre Ingeneri di tre settori diversi, finisce per venire fuori raffazzonato, poco affidabile e, in prospettiva, invenduto.
Io ho conosciuto un (molto) bravo informatico che era laureato in Filosofia. Ma siccome fin da ragazzino, si era comperato un Zx Spectrum prima, e un Commodore 64 poi, più una valanga di riviste sul come scrivere del software, era diventato davvero bravo. E, anche come filosofo, penso non fosse male. Perché il buon Eraclito, lo glielo aveva spiegato...
... il perché di tutto questo lunghissimo pistolotto Mary...? Il perché sta tutto in quel idraulico che, l'altro giorno, per aggiustarmi la Caldaia, per un lavoro di 20 minuti, e un ricambio di 9,50 euro, mi ha chiesto 125 euro (se pagato tutto in nero). E questo, manda a puttane dalla prima, all'ultima considerazione che ti ho fatto sopra. Anche se non ci capisci un tubo, mettiti a fare l'idraulico.
Ma non è vero che una formazione umanistica non serva ad avere un quadro preciso della situazione. Perché il buon Confucio, da lungo tempo, ci aveva ammonito:
"... L'uomo ricco, per diventare ricco, deve rubare. Come il cavallo, per diventare grasso, deve fregare il fieno dalla greppia dei cavalli vicino..." (CONTINUA NEL LINK SOPRA)
... spero di non essere stato prolisso, e di non esserti venuto a noia...
Un abbraccio.
P. S.
Non ti smattire a cercare di rimpinguare le vostre (magre) finanze familiari Mary: ora come ora, servirebbe a poco più di un €a$$o. Piuttosto, leggi bene le chicche che ti scrivo qui. Perché Mary, significa Maria, e non Marta. E allora vedi di far finire la storia alla solita maniera, e non scambiarti con tua sorella... (1)
Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. 39Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. 40Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, 42ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
... la parte migliore... Molto, molto migliore, e già nel mentre non sei ancora con i piedi all'avanti... Figurati dopo...
👀
Do you want to translate this post in English, or another Language? Click ---> HERE - "Ricordatevi sempre che nel nostro Parlamento siedono i nostri Rappresentanti. E che ci rappresentano benissimo..." (Indro Montanelli)
Cara Mary...
Prima di tutto ti chiedo: quanto avevi, in pagella, in matematica...? E quanto sei riuscita a prendere, sempre in pagella, in Fisica? (intendo, non quella fatta con la tuta...)... Se veleggiavi, in entrambe, tra il 9/10, allora provaci. Altrimenti, lascia perdere.
E comunque, ora come ora, con la esplosione della formazione di massa, avere (anche) una laurea, anche di tipo tecnico, non assicura un reddito alto. Per lo meno, non abbastanza adeguato per gli sforzi che, magari un ragazzo di modeste origini, deve metterci per raggiungere quel'obbiettivo. Tradotto, lavorare e studiare, in contemporanea, dai suoi 14 anni, fino, magari, ai suoi 25 anni. Ci vuole una grande determinazione ed abnegazione a fare una cosa del genere: la tua Giovinezza, la passi, solo sui libri, o tra i tavoli di un ristorante. Se l'avvocato che ti ha fatto la causa di divorzio, come pure il Farmacista (proprietario delle mura del negozio) che ti ha venduto quel paracetamolo, 9 volte su 10, hanno almeno un genitore laureato (spesso, a sua volta, sempre in Giurisprudenza, e in Farmacia) con la facoltà di Ingegneria è l'esatto contrario: 9 volte su 10, quel figlio che diventa dottore in elettronica, è il primo che si laurea, di tutta la famiglia. E sceglie sempre quella strada, perché sa che lì, per forza di cose, conta solo quello uno ha imparato, e sa risolvere. L'ingegnere (non di un carrozzone pubblico e/o partecipato) è sempre uno che non dorme da piedi. E non è un caso che il buon Deng Xiaoping, prima di morire, creó un Consiglio Esecutivo di otto membri che, nei fatti, decide tutte le scelte operative tecnologiche/economiche della Cina. E, come prerequisito per entrare in quel novero, il buon Deng Xiaoping pretese che il candidato avesse una laurea in ingegneria.
Se questo è vero per un ingegnere, ovvero ora il gioco non vale la candela, peggio mi sento nell'informatica, uno degli ambiti in cui mi sono diventare studiato, e da solo, perché, con il tempo, è diventato quello governa, e controlla, qualsiasi macchinario più o meno "intelligente", più o meno "automatizzato". Infatti, ora si parla di Meccatronica, ovvero una formazione che, per forza di cose, deve saper mettere le mani, contemporaneamente, nella Meccanica, nell'Elettronica, e nell'Informatica. Altrimenti, se se ne conosce solo un pezzo, di tutto il giro del fumo, non si capisce tutto l'insieme, e il tuo robot, fatto da tre Ingeneri di tre settori diversi, finisce per venire fuori raffazzonato, poco affidabile e, in prospettiva, invenduto.
Io ho conosciuto un (molto) bravo informatico che era laureato in Filosofia. Ma siccome fin da ragazzino, si era comperato un Zx Spectrum prima, e un Commodore 64 poi, più una valanga di riviste sul come scrivere del software, era diventato davvero bravo. E, anche come filosofo, penso non fosse male. Perché il buon Eraclito, lo glielo aveva spiegato...
... il perché di tutto questo lunghissimo pistolotto Mary...? Il perché sta tutto in quel idraulico che, l'altro giorno, per aggiustarmi la Caldaia, per un lavoro di 20 minuti, e un ricambio di 9,50 euro, mi ha chiesto 125 euro (se pagato tutto in nero). E questo, manda a puttane dalla prima, all'ultima considerazione che ti ho fatto sopra. Anche se non ci capisci un tubo, mettiti a fare l'idraulico.
Ma non è vero che una formazione umanistica non serva ad avere un quadro preciso della situazione. Perché il buon Confucio, da lungo tempo, ci aveva ammonito:
"... L'uomo ricco, per diventare ricco, deve rubare. Come il cavallo, per diventare grasso, deve fregare il fieno dalla greppia dei cavalli vicino..." (CONTINUA NEL LINK SOPRA)
... spero di non essere stato prolisso, e di non esserti venuto a noia...
Un abbraccio.
P. S.
Non ti smattire a cercare di rimpinguare le vostre (magre) finanze familiari Mary: ora come ora, servirebbe a poco più di un €a$$o. Piuttosto, leggi bene le chicche che ti scrivo qui. Perché Mary, significa Maria, e non Marta. E allora vedi di far finire la storia alla solita maniera, e non scambiarti con tua sorella... (1)
Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. 39Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. 40Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». 41Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, 42ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
... la parte migliore... Molto, molto migliore, e già nel mentre non sei ancora con i piedi all'avanti... Figurati dopo...
Davvero un bel post. Complimenti.
Nel dubbio ricordate sempre la seguente regola: se qualcosa non piace alla sinistra, probabilmente è la cosa giusta da fare.