



Dipende...
Se l'aggressore pretende che gli venga riconosciuto il diritto sulle terre dell'altro senza neanche controllare quei territori che ha perso sul campo e pretende lo scioglimento delle forze armate avversarie ed il disarmo, in pratica si pretende la dichiarazione di resa incondizionata con consegna di parte del proprio paese... è un po' difficile trattare....
Saluti


"Si possono beffare tutte le persone per alcuni periodi di tempo e alcune persone per tutto il tempo, ma non si possono beffare tutte le persone per tutto il tempo". Abramo Lincoln








Non è esattamente così.
La fibrillazione nasce spesso da un prolungamento del nervo cardiaco che sottopone il muscolo cardiaco ad un impulso ripetuto o prolungato.
Non bastano ricette della nonna ma occorrerebbe bruciare questo prolungamento.
Operazione che viene effettuata unicamente in casi gravi altrimenti si ricorre alla classica cardioversione attraverso elettrostimolazione cardiaca in condizione di sedazione indotta.
Saluti


Per aiutare i forumisti che credono di sapere tutto solo perchè vorrebbero quello che piacerebbe loro che fosse, pubblico un articolo del 2014 scritto subito dopo la manifestazione di piazza maidan, manifestazione che ha fatto andare via da Kiev il primo ministro Yanukovich eletto dalle ultime votaioni.
Questo è un articolo della parte EURO favorevole. Leggere
Maidan! Maidan?
Cosa è successo e cosa succederà in Ucraina
Del: 24 Febbraio 2014 Di: Gemma Ghiglia
Le proteste di Piazza dell’Indipendenza (Maidan) a Kiev sono cominciate il 21 novembre come manifestazione pro-UE, in vista del Vertice di Vilnius1 tenutosi il 28 dello stesso mese; e si sono espanse a macchia d’olio in quasi tutta l’Ucraina dopo la decisione di Yanukovich di rimandare il vertice e firmare un ben più lucrativo accordo ― da 15 miliardi di dollari ― con la Russia di Putin.
Dal 30 novembre si è assistito ad una escalation di violenze, costata la vita ad “almeno” 82 persone (tra civili e forze dell’ordine); una vera e propria guerra civile che ha portato il movimento Euromaidan ― così è stato chiamato dai giornali occidentali ― a ottenere la scarcerazione dell’ex Primo Ministro Julia Timoshenko, la deposizione (e la fuga) del Presidente Yanukovich e un governo ad interim presieduto da Oleksandr Turchynov in vista di nuove elezioni a maggio.
Messa così, la nuova rivoluzione arancione sembra essere stata coronata da un successo. In realtà, i problemi veri cominciano ora.
Per capire quale futuro attede l’Ucraina, però, dobbiamo fare un passo indietro, tornando a parlare proprio di quella Rivoluzone Arancione che nel 2004 aveva anch’essa riversato per le strade centinaia di migliaia di cittadini indignati e desiderosi di un cambiamento.
La Rivoluzione Arancione
Con questo termine si indica il movimento di protesta nato all’indomani delle elezioni presidenziali del 2004, che videro la vittoria, contestatissima, di Viktor Yanukovich (sempre lui), leader del Partito delle Regioni―di centro e russofono―su Viktor Jushenko e il suo partito Nostra Ucraina―di centrodestra e conservatore. Dopo la denuncia della Corte Suprema e tre turni elettorali, Jushenko fu dichiarato Presidente e Julia Timoshenko (leader di Patria, centrodestra europeista) Primo Ministro.
Quella che sembrava essere una grande svolta ad Ovest, per un governo più democratico e meno corrotto che cercava disperatamente di sottrarsi all’influenza russa, si arrestò subito: l’8 settembre 2005 la Timoshenko fu costretta a dimettersi per i continui scontri con gli altri membri dell’esecutivo e con Jushenko stesso; nel 2011, inoltre, sarà arrestata per malversazione di fondi pubblici (ma questa è una parentesi troppo lunga per essere aperta).
Si tennero nuove elezioni parlamentari, che videro l’antitetica compresenza Yanukovich-Jushenko come premier dall’ agosto 2006 al dicembre 2007, e la Rivoluzione Arancione ―di fatto conclusasi nel 2005― terminò ufficialmente con le elezioni presidenziali del gennaio 2010, che videro la vittoria di Yanukovich (ancora lui).
La grande speranza di cambiamento venne delusa.
Il punto del discorso però è chiaro: Yanukovich è l’espressione di un sistema, un sistema ben radicato che può subire uno scossone, arretrare di un passo, ma non per questo cadere.
Dimesso un Papa, se ne fa un altro.
Il futuro che non c’è
In questo scenario a dir poco precario, che futuro aspetta l’Ucraina?
Il futuro che vogliamo
Il futuro per cui si è battuta Euromaidan è limpido:[U] una riforma costituzionale della legge elettorale che porti a un governo più democratico, con un Parlamento più forte e un Presidente più debole, un’apertura decisa verso l’Unione Europea in vista dell’integrazione e un netto ridimensionamento dell’ingerenza russa nell’economia del Paese.
Il futuro che vogliono
Non tutti però approvano questo progetto. E non mi riferisco solo a Putin e all’Unione Europea ma anche a una buona fetta di cittadini ucraini dell’Est e della Crimea, zone storicamente filo-russe che non hanno partecipato (quando non si sono opposte) alle proteste degli ultimi mesi; a questi si aggiungono i potenti oligarchi dell’energia, che alle norme severe della Merkel preferiscono l’indifferenza benevola di Putin.
Il futuro della rivoluzione
Con l’istituzione del governo ad interim la protesta di piazza Maidan si è calmata. Ed è una calma destinata a durare fino alle elezioni di maggio, poi sarà tutto da vedere.
Julia Timoshenko― allo stesso tempo eroina della Rivoluzione Arancione ed emblema del suo fallimento― ha ammesso di prendere in considerazione l’idea di candidarsi il 25 maggio; questo significa che dovrà scontrarsi con i nuovi candidati emersi dalle proteste di questi mesi, il cui unico punto in comune era far cadere il governo Yanukovich; ora che ci sono riusciti la partita è tutta da giocare.
Le tensioni etniche, tra ucraini e non ucraini, tra ucraini dell’Est e ucraini dell’Ovest, si fanno sempre più forti.
Due Ucraine?
Sui giornali si è menzionata la possibilità di una scissione dell’Ucraina in un Est filo-russo e in un Ovest filo-europeo “indipendenti”.
A uno Stato sull’orlo del default non conviene dividersi — o comunque non converrebbe alla parte occidentale, dato che l’UE a differenza di Putin è poco incline a concedere finanziamenti sull’unghia.
Secondo il parere molto più autorevole della Storia, invece, la scissione non sarebbe un’opzione così impraticabile. Abbiamo avuto tanti esempi: la Corea, la Cecoslovacchia, la Jugoslavia…ma abbiamo imparato poche lezioni.
Una, però, la sappiamo a memoria: la Storia è destinata a ripetersi.
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


Appunto ma occorre anche accendere il cervello e capire le ragioni delle parti e la sequenza logica tenendo anche conto delle caratteristiche comportamentali dei contendenti.
Non dimentichiamo che da una parte abbiamo un dittatore assoluto violento che ha fatto più volte uccidere i suoi oppositori o sono morti in circostanze poco chiare e che proviene dalla formazione del KGB mentre dall'altra un semplice cittadino che faceva il comico....
Le caratteristiche aggressive sono immediatamente individuabili così come pure non occorre interpretare il suo linguaggio minaccioso, aggressivo e violento. l con cui vanta diritti ingiustificabili su popolazioni e territori nel 2023!!!
Un soggetto che ha più volte espresso disprezzo nei confronti del diritto internazionale e della democrazia...
Quanto può essere attendibile e difendibile un simile soggetto???
Si può essere asserviti ma si è asservito ad un sistema democratico, libero e che disprezza la violenza non certo ad un dittatore come Putin!!!
Saluti


Fosse così semplice la distinzione tra bene e male non avremmo mai dubbi
Invece la Storia ci insegna che bisogna sempre dubitare perchè le verità vengono a galla dopo tanti tanti anni perchè sono spesso manipolate dai vincitori
Preferisco informarmi dalle fonti pro e contro e farmi una mia idea. La mia idea è che la Nato ha accerchiato volontariamente la Russia e Zelensky ha chiesto più volte di entrarci.
Se questa non è una provocazione americana controlla chi è il capo supremo della Nato che guarda caso è americano.
Perchè nella gerachia Nato esiste il Capo Supremo qualora non lo si sappia
Invecchiando non presto più grande attenzione alle parole, ma giudico solo i fatti