Anche tu stai travisando il mio messaggio, che si basa su due cardini:
1. il mercato non ha obiettivi, e' solo un habitat che consente ad ognuno di agire perseguendo il proprio benessere (nel rispetto della liberta' altrui), e come tale e' quello che consente di massimizzarne il raggiungimento, secondo la scale di valori che ognuno sceglie per se (e che sono sconosciute agli altri).
2. Qualcuno potrebbe non farcela, in tal caso serve una rete di assistenza. Ma tale rete deriva comunque dalla volonta' altrui di fornirla: lo stato fa certe cose perche' la gente gli dice di farle... quindi la gente le farebbe lo stesso, no ? Anzi, se la maggiorparte della gente non volesse aiutare il prossimo, in uno stato guidato dalla maggioranza i poveretti sarebbero fottuti, in un regime libero riceverebbero almeno l'aiuto della minoranza, no ?
Inoltre la possibilita' dello stato di rubare innesca una corsa al potere degli esseri piu' abbietti, che non esiteranno a dipingere qualsiasi loro vezzo (o desiderio delle loro clientele) come "bene pubblico", per avere la giustificazione per imporne il finanziamento coatto. Infatti il grosso della redistribuzione mica finisce in tasca ai bisognosi veri ... finisce in tasca ad una middle class elettoralmente influente che (colpevolmente indottrinata dagli abbietti di cui sopra), accampa diritti a destra e a manca.
Tu dici che questo ragionamento non e' alla portata delle massa... io non dispero. Intanto mi interessa capire se e' alla tua portata.





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