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Discussione: Rdc -> mia

  1. #401
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    Predefinito Re: Rdc -> mia

    aligiablu.it/governo-meloni-mia-reddito-di-cittadinanza-inps/https://www.valigiablu.it/tag/reddito-di-cittadinanza/


    Misura di Inclusione Attiva: il governo Meloni modifica in peggio il Reddito di Cittadinanza
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  2. #402
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    Predefinito Re: Rdc -> mia

    Citazione Originariamente Scritto da ciddo Visualizza Messaggio
    La polizia (con tutta probabilita' sarebbe il servizio di sicurezza di una societa' assicuratrice, ma sono dettagli) sarebbe un'impresa che mi deve un servizio in quanto cliente... per questo si muovera' con solerzia: per tenere me come cliente, e far si che io non parli male dei suoi servizi presso altri potenziali clienti.
    Se di fronte ad una mia chiamata non viene la porto in tribunale, dove rispondera' di inadempimento contrattuale... fara' ammenda e risarcira'.

    Adesso prova a farti le stesse domande con lo stato: se chiami la polizia e non viene chi chiami ? e se si rivela inadempiente chi porti in tribunale ? la polizia ti risarcisce ?
    @ciddo

    Ti ricordo che il mio punto è che il servizio dello stato è mediocre ma stabile nel medio periodo, mentre quello della polizia privata può variare da 0 a 100, quindi che con la polizia privata sia impossibile il worst case lo devi dimostrare tu.
    Puoi rispondermi solo se mi tagghi, grazie.

    Utenti non taggabili: the fool, pippo palla e pertica, Querion, Scipione

  3. #403
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    Predefinito Re: Rdc -> mia

    Citazione Originariamente Scritto da Narel Jarvi Visualizza Messaggio
    @ciddo

    Ti ricordo che il mio punto è che il servizio dello stato è mediocre ma stabile nel medio periodo, mentre quello della polizia privata può variare da 0 a 100, quindi che con la polizia privata sia impossibile il worst case lo devi dimostrare tu.
    Se sei insoddisfatto della polizia privata la licenzi e ti rivolgi ad un altro fornitore.

  4. #404
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    Predefinito Re: Rdc -> mia

    Citazione Originariamente Scritto da Narel Jarvi Visualizza Messaggio
    @ciddo

    Come non ha fatto niente? Non ha rispettato il diritto altrui alla sopravvivenza.
    L'inazione non puo' violare alcun diritto.

    In base a quale principio si può uccidere per difendere il tuo principio e invece non si può uccidere per difendere il mio?
    Perche' nel mio principio si uccide/punisce solo chi e' RESPONSABILE delle disgrazie altrui (l'aggressione peggiora la situazione per la vittima, che starebbe meglio se l'aggressore fosse assente).
    Nel tuo principio si uccide/punisce chi e' pacifico, e che NON e' RESPONSABILE per le disgrazie altrui.

    E sono inconciliabili, perche' se vuoi far rispettare il secondo, sei costretto a violare il primo. Ma il primo prevale.

  5. #405
    Vecchia Guardia
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    Predefinito Re: Rdc -> mia

    Citazione Originariamente Scritto da ciddo Visualizza Messaggio
    L'inazione non puo' violare alcun diritto.

    Perche' nel mio principio si uccide/punisce solo chi e' RESPONSABILE delle disgrazie altrui (l'aggressione peggiora la situazione per la vittima, che starebbe meglio se l'aggressore fosse assente).
    Nel tuo principio si uccide/punisce chi e' pacifico, e che NON e' RESPONSABILE per le disgrazie altrui.

    E sono inconciliabili, perche' se vuoi far rispettare il secondo, sei costretto a violare il primo. Ma il primo prevale.
    @ciddo

    «Confiteor Deo omnipotenti et vobis, fratres, quia peccavi nimis cogitatione, verbo, opere, et omissione, mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Ideo precor beatam Mariam semper Virginem, omnes Angelos et Sanctos, et vos, fratres, orare pro me ad Dominum Deum nostrum.

    Misereatur nostri omnipotens Deus et, dimissis peccatis nostris, perducat nos ad vitam aeternam. Amen.»
    Puoi rispondermi solo se mi tagghi, grazie.

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  6. #406
    cittadina del mondo
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    Predefinito Re: Rdc -> mia

    È vero che i posti di lavoro ci sono, ma mancano i lavoratori?

    No, per ogni lavoratore richiesto ci sono all’incirca dieci disoccupati disposti a lavorare subito.

    Per avere una prova di questo, basta osservare il numero di disoccupati in Italia e i posti vacanti nello stesso periodo.

    I disoccupati in Italia nel primo trimestre del 2021 secondo l’Istat sono pari a poco meno di 2,6 milioni di persone, mentre i posti vacanti sono pari a circa 270 mila. Se anche tutta la domanda di lavoro trovasse la sua offerta, rimarrebbero comunque più di 2,3 milioni di disoccupati. Il rapporto tra posti vacanti e disoccupati è proprio 1:10: per ogni lavoratore ricercato dagli imprenditori, ce ne sarebbero 10 senza lavoro disposti ad accettare l’offerta. [1]

    Se poi il confronto si facesse aggiungendo ai disoccupati anche chi non ricerca lavoro, perché magari scoraggiato, allora il rapporto aumenterebbe ancora di più (gli scoraggiati si trovano all’interno degli inattivi. Questi ultimi sono pari a poco meno di 14 milioni di persone).

    In sostanza, il vero problema italiano nel mercato del lavoro non è il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, ma la carenza di domanda (da parte delle imprese o dello Stato).

    È vero che il reddito di cittadinanza scoraggia i lavoratori?

    No, il reddito di cittadinanza non ha modificato sostanzialmente i dati del mercato del lavoro.

    Anche in questo caso, per vedere se l’offerta di lavoro da parte dei lavoratori è diminuita, basta osservare i dati sui posti vacanti in Italia. Osservando il tasso di posti vacanti dell’ultimo trimestre del 2018, ovvero l’ultima rilevazione precedente all’introduzione del reddito di cittadinanza (avvenuta nel trimestre successivo) e quello dello stesso periodo dell’anno successivo, ovvero il 2019, si dovrebbe notare un certo shock se davvero il RdC avesse disincentivato il lavoro. Entrambe le cifre però sono pari all’1,4%. Proprio per questo non si può affermare che il reddito di cittadinanza abbia influenzato significativamente il mercato del lavoro, sia in positivo che in negativo: da un lato non ha funzionato la parte delle politiche attive, dall’altro questo strumento non ha disincentivato il lavoro. Come si può vedere dal grafico tratto dai dati Istat, da quando è stato introdotto il reddito di cittadinanza nel primo trimestre del 2019, il dato sul tasso dei posti vacanti non è aumentato, semmai è diminuito.

    senza-titolo

    In aggiunta, osservando i dati Istat sul tasso di inattività in Italia, si può notare che nell’ultimo trimestre del 2018 e nell’ultimo del 2019 (prima e dopo l’introduzione del RdC), il dato era pari in entrambi i casi a 34,2%.

    Inoltre, dall’ultimo report sul reddito di cittadinanza dell’Inps, si evince che l’importo medio mensile di marzo 2021 erogato con il RdC è stato pari a 584,19 euro per nucleo familiare. Sembra quantomeno improbabile che una somma del genere possa fare concorrenza ai salari, a meno che quest’ultimi non siano esageratamente bassi. Proprio per questo, la narrazione secondo la quale i lavoratori preferiscono stare a casa con il RdC invece che andare a lavorare è da smentire. Se si vuole invece accettare quest’idea, bisogna ammettere che i salari sono veramente troppo bassi per poter competere con i soli 584,19 euro elargiti in media con il Reddito di Cittadinanza.

    E allora i datori di lavoro dovrebbero seguire il consiglio del presidente USA Biden: se non trovate lavoratori, alzate gli stipendi!

    È vero che gli imprenditori offrono salari alti ma i lavoratori non li accettano?

    Non è un comportamento diffuso, anzi alcuni lavoratori si ritrovano in condizione di povertà e in generale i salari non sono molto alti.

    L’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie con una persona di riferimento occupata è stata nel 2020 pari al 7,3%. Questo vuol dire che 7 famiglie su 100 con la persona di riferimento occupata (ossia quel componente con il reddito più alto) ricadono in condizione di povertà.

    Inoltre, dai dati Eurostat si evince che in Italia l’11,8% dei lavoratori nel 2019 era in condizione di povertà contro una media Europea del 9,2%. Questo dimostra come i salari in Italia siano spesso troppo bassi, addirittura da non permettere ai lavoratori di uscire dalla condizione di povertà.

    senza-titolo

    Non solo molti lavoratori sono in condizione di povertà, ma in generale i salari in Italia non sono alti come nel resto d’Europa. Il valore del salario orario mediano in Italia è pari a 12,61 euro, al di sotto della mediana europea pari a 13,18 euro. Inoltre, a parità di potere d’acquisto (PPS), esso è pari a 12,16 euro in Italia, e rimane comunque inferiore alla media europea (12,59 euro) e alla maggior parte dei Paesi europei, escludendo gli stati più piccoli (come si può vedere nella prossima mappa).

    senza-titolo

    Ascoltando alcuni imprenditori sembrerebbe che il problema della disoccupazione e della lenta crescita in Italia potrebbero essere risolti tramite lo smantellamento del sistema di welfare, il taglio dei dipendenti pubblici e l’aumento degli incentivi alle aziende.

    In realtà, i sussidi come il reddito di cittadinanza dovrebbero essere difesi anche solo per il fatto che ogni anno evitano a migliaia di persone di ritrovarsi in condizione di povertà.

    Sul taglio dei dipendenti pubblici, basterebbe anche qui guardare i dati: in Italia la percentuale di dipendenti statali sugli occupati totali è una delle più basse in Europa.

    La percentuale è pari al 13,3% contro una media Ocse del 17,7%. Gli Stati Uniti, il Regno Unito e i Paesi scandinavi sono più avanti rispetto all’Italia. La Germania è uno dei pochi paesi paragonabili all’Italia ad avere una percentuale più bassa, ma tenendo conto degli abitanti anziché degli occupati, le percentuali diventano praticamente uguali.

    senza-titolo

    Un tema importante per il mondo del lavoro è anche quello della disuguaglianza di remunerazione tra donne e uomini. Spesso viene affermato che questo problema in Italia non esiste, soprattutto dai datori di lavoro che giurano di non avere preferenze a seconda del genere. Ma è vero?

    No, ancora una volta.

    Guardando superficialmente i dati sul gender pay gap potrebbe sembrare che l’Italia non abbia questo problema: secondo i dati Istat nel 2018 il gender pay gap era pari al 6,2% in Italia, valore decisamente inferiore alla media dell’Unione Europea, pari al 15,3%.

    Nella stessa analisi viene riportato però che, se “il Gender Pay Gap nel comparto a controllo privato è pari al 17,7%, nel comparto a controllo pubblico scende al 2%”.

    Quindi il problema esiste eccome, ma nel settore pubblico è quasi inesistente, visto che in questo caso “si registra anche la maggiore concentrazione di donne con elevato livello di istruzione e con più alta retribuzione oraria”.

    In Italia quindi i salari sono più bassi rispetto ad altri paesi europei, spesso i lavoratori si trovano in condizione di povertà anche avendo uno stipendio, ed esiste nel settore privato un grave problema di disuguaglianze dovute al genere. Invece di fidarsi dei dati accessibili a tutti, parte della stampa italiana preferisce dare voce a singole esperienze soggettive degli imprenditori. Le ricette economiche sono state per troppo tempo guidate da una visione dell’economia miope e sbagliata, basata sull’idea che i salari fossero solo un costo e non anche una fonte fondamentale della domanda aggregata. Servirebbe innanzitutto fare chiarezza sul mercato del lavoro, e poi ideare politiche economiche volte a ridare forza al lavoro e ai lavoratori, partendo dal salario minimo orario e da un piano di investimenti pubblici per arrivare alla piena occupazione.

    Nota

    [1] Infatti, per essere considerati come disoccupati dall’Istat, la persona di riferimento deve aver effettuato un’azione di ricerca di lavoro nelle quattro settimane precedenti al questionario ed essere disponibile a lavorare entro le due settimane successive.


    https://www.econopoly.ilsole24ore.co...ro-narrazione/
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  7. #407
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Re: Rdc -> mia

    In un Paese in difficoltà tutti devono dare il loro contributo; è assurdo che ci siano persone abili al lavoro che non siano impegnate in una qualsiasi attività che contribuisca a far crescere la ricchezza di questo Paese. La figura del parassita mantenuto dallo Stato deve sparire. Tutti devono lavorare.

    Il grosso ostacolo è il pagamento di chi lavora: lo Stato, per soddisfare le richieste di moltissimi suoi cittadini, e mantenere le promesse fatte da molti suoi politici, si è indebitato fino ad una cifra piuttosto consistente, che adesso comincia a rappresentare una palla al piede per ulteriori spese.

    La prima preoccupazione quindi, adesso, deve essere quella di non continuare ad aumentare questo debito già troppo alto. La seconda preoccupazione, è far sì che tutti coloro che lavorano abbiamo il loro giusto compenso. Ma per far questo non esiste solo lo strumento moneta (nel caso nostro l'euro) ma ci può essere anche un accordo, un "patto" diciamo, tra lo Stato e chi lavora per lui, tramite il quale lo Stato promette di fornire tute le garanzie affinché questa persona possa soddifare i propri bisogni dietro garanzia che lo Stato copra il costo di questi bisogni.

    Per far questo ci sono molti modi, tra cui uno particolamente efficace è l'utilizzo di una moneta "complementare" all'euro, ma non inserita nel giro finanziario in cui l'euro è inserito. Una moneta "privata" basata sulla fiducia che alla fine lo Stato garantirà per tutti. E questo potrà succedere anche tra 100 anni o anche più. Una moneta il cui corso, ovviamente, resta valido unicamente all'interno di un circuito chiuso di tutti coloro che accettano questo "patto" e lo condividono.

    Ad esempio, lo Stato potrebbe emettere dei buoni a scadenza secolare, che non pagano cedole, il cui valore è legato al valore dell'euro, ma che non siano scambiabili nei mercati finanziari. Con questa moneta vengono pagati i nuovi lavoratori, in pratica tutti coloro che oggi sono disoccupati, garantendo la libera circolazione al portatore di questi "buoni", spendibili all'interno del mercato economico chiuso rappresentato dai confini di questo Paese.

    In tal modo, il surplus di lavoro apportato da quelli che una volta erano disoccupati e che costituivano solo un peso per la collettività, farà aumentare la ricchezza complessiva dell'intero Paese, generando anche indotto per altri lavoratori.
    proverbi popolari:
    Il medico pietoso fa la piaga puzzolente
    Chi vuole, va; chi non vuole, manda
    Chi sa, fa; chi non sa, insegna
    Chi ha argomenti, spiega; chi non c'ha una mazza, insulta

  8. #408
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    Predefinito Re: Rdc -> mia

    Citazione Originariamente Scritto da Narel Jarvi Visualizza Messaggio
    @Tiresia

    L'unico vantaggio è la concorrenza, scegliere fra la mediocre cioccolata made in Urss, oppure fra mille offerte compresa quella avvelenata.

    Ma @ciddo da buon venditore il worst case cerca di nasconderlo e ci riesce talmente bene che non lo vede più nemmeno lui.
    Non nego certo che ci possano essere disservizi. Ma quando le scelte dei clienti utilizzatori sono volontarie (come tipicamente sul mercato), chi fornisce disservizi tende a scomparire.
    Al contrario lo stato, proprio perche' si finanzia forzosamente a prescindere da cio' che fornisce, va avanti a fornire disservizi e a sprecare ricchezza sine die.

  9. #409
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    Predefinito Re: Rdc -> mia

    Citazione Originariamente Scritto da Tiresia Visualizza Messaggio
    Cioè uno deve scrivere nel contratto quello che piace a te, anziché quello che piace a lui?
    Secondo te un'organizzazione di difesa dal crimine (la mia o quella della controparte) potrebbe offrire servizi pro-aggressori ?
    La domanda sul mercato qual'e' ? di essere difesi dai criminali ... o di poter delinquere a piacimento ?

  10. #410
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    Predefinito Re: Rdc -> mia

    Citazione Originariamente Scritto da ciddo Visualizza Messaggio
    Secondo te un'organizzazione di difesa dal crimine (la mia o quella della controparte) potrebbe offrire servizi pro-aggressori ?
    La domanda sul mercato qual'e' ? di essere difesi dai criminali ... o di poter delinquere a piacimento ?
    @ciddo

    La domanda di chi ha più mezzi è la seconda ed ecco lo stato monopolista.
    Puoi rispondermi solo se mi tagghi, grazie.

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