Una banca che ha concordato un mutuo a tasso variabile, applica interessi che sono ancorati - in questo periodo - agli aumenti del tasso di interesse stabilito dalla bce per il costo del denaro, addizionato del margine che la banca riserva a sè per la cessione del mutuo. Ad esempio, se la banca - nel momento in cui concede il mutuo a tasso variabile - ha acquistato il relativo denaro dalla bce al tasso del 2% e poi, per effetto dell'aumento di quest'ultimo tasso, lo alza al 4,5% per il malcapitato mutuatario, la banca aumenta corrispondentemente anche il proprio profitto, realizzando di fatto un extra profitto. In questo caso ci rimette colui che ha acceso il mutuo a tasso variabile, ma se il tasso bce scendesse sotto il 2% o si azzerasse, in questo caso ci rimetterebbe la banca.![]()
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