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  1. #3551
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    CBO: Immigration will be key to U.S. economic growth

    Increased immigration to the U.S. is expected to drive major economic growth, according to the latest data from the CBO. Victoria DeFrancesco Soto and Tim Miller join The Eleventh Hour to discuss


    Cos'e' il CBO?

    "CBO is a nonpartisan agency that provides budgetary and economic analysis to Congress."

    E' l' ufficio studi sul budget ed economia del Congresso degli USA ed e' bipartisan.


    https://www.cbo.gov/
    .gov
    Bipartisan my ass.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  2. #3552
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    ultima fake news di Donald Trump
    Secondo il Tycoon il primo presidente degli Stati Uniti, George Washington, "non aveva schiavi".
    E invece la storia dimostra il contrario: ne aveva 317 a Mount Vernon, la sua casa e piantagione in Virginia

    ...
    https://www.agi.it/estero/news/2024-...iavi-26901978/
    Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
    Ma io so che invece sei normale e quelli sono dei cretini...

  3. #3553
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Boeing, richiesta la formulazione di accuse penali
    Il gigante dell'aviazione non ha rispettato i patti e rischia di finire (di nuovo) in aula

    WASHINGTON - Una luce di speranza per le vittime di Boeing. Alcuni procuratori pubblici statunitensi hanno chiesto al Dipartimento di Giustizia americano di perseguire penalmente il gigante dell'aviazione.
    Questi si sono appoggiati sulle recenti dichiarazioni del Dipartimento di Giustizia, per cui Boeing non ha rispettato i termini dell'accordo siglato a seguito degli schianti del 2018 e del 2019.
    Si parla dei voli della Indonesian Lion Air (2018) e della Enthiopian Airline Flight (2019), che avevano provocato la morte di 346 persone e avevano obbligato Boeing a scendere a patti con le autorità americane.
    Oltre a pagare una multa di 2,5 miliardi di dollari, l'azienda avrebbe dovuto sviluppare, implementare e garantire il rispetto di un piano per prevenire e identificare le violazioni della legge federale sulle frodi; cosa che non è stata fatta e per cui il Dipartimento di Giustizia ha nuovamente alzato la voce.
    La settimana scorsa l'amministratore delegato di Boeing, Dave Calhoun, era comparso di fronte a una commissione del Senato americano per rispondere di una moltitudine di accuse, tra cui figurava anche l'assenza più completa di una cultura improntata sulla sicurezza dei passeggeri, la qualità del servizio e le buone condizioni di lavoro degli impiegati di Boeing.
    https://www.tio.ch/dal-mondo/cronaca...-accuse-penali

  4. #3554
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Boeing, richiesta la formulazione di accuse penali
    Non esisterebbero alcun presupposto per l'incriminazione di Boeing....solo un amministrazione sciagurata e disonesta come quella attuale puo pensare ad un simile passo....auguriamoci che Biden e i suoi tirapiedi spariscano il prossimo Novembre.

    Gli incidenti che hanno coinvolto le due compagnie sono principalmente da attribuire ai piloti e manutentori di tali compagnie come da reports redatti negli incidenti.

    Anche dopo il malfunzionamento dell’MCAS, le azioni dei piloti hanno attivamente esacerbato il problema che avrebbe potuto essere risolto. Credo che sia la Lion che l'Ethiopian abbiano avuto alcuni problemi di manutenzione emersi dopo il fatto, ma erano ovviamente messi in ombra dalle solite polemiche giornalistiche che hanno coinvolto la Boeing.

  5. #3555
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    https://euractiv.it/section/mondo/ne...ace-con-mosca/


    Due consiglieri chiave di Donald Trump gli hanno presentato un piano per porre fine alla guerra della Russia in Ucraina – se vincerà le elezioni presidenziali – che prevede di dire all’Ucraina che riceverà più armi statunitensi solo se avvierà colloqui di pace.

    Gli Stati Uniti avvertirebbero allo stesso tempo Mosca che qualsiasi rifiuto di negoziare si tradurrebbe in un aumento del sostegno americano all’Ucraina, ha dichiarato in un’intervista il tenente generale in pensione Keith Kellogg, uno dei consiglieri di Trump per la sicurezza nazionale.

    Secondo il piano elaborato da Kellogg e Fred Fleitz, che sono stati entrambi capi di gabinetto del Consiglio di sicurezza nazionale di Trump durante la sua presidenza 2017-2021, ci sarebbe un cessate il fuoco basato sulle linee di battaglia prevalenti durante i colloqui di pace.

    Hanno presentato la loro strategia a Trump e l’ex presidente ha risposto favorevolmente, ha detto Fleitz. “Non dico che sia d’accordo o che sia d’accordo con ogni parola, ma siamo stati contenti di ricevere il feedback che abbiamo avuto”, ha detto.

    Tuttavia, il portavoce di Trump Steven Cheung ha affermato che solo le dichiarazioni rilasciate da Trump o da membri autorizzati della sua campagna dovrebbero essere considerate ufficiali.

    La strategia delineata da Kellogg e Fleitz è il piano più dettagliato finora elaborato dai collaboratori di Trump, che ha detto che potrebbe risolvere rapidamente la guerra in Ucraina se dovesse battere il presidente Joe Biden alle elezioni del 5 novembre, anche se non ha discusso i dettagli.

    La proposta segnerebbe un drastico cambiamento nella posizione degli Stati Uniti sulla guerra e si scontrerebbe con l’opposizione degli alleati europei e dello stesso partito repubblicano di Trump.

    Il Cremlino e il ministero degli Esteri ucraino non hanno risposto alle richieste di commento sul piano.
    L’adesione alla NATO è in sospeso

    Gli elementi fondamentali del piano sono stati delineati in un documento di ricerca disponibile pubblicamente, apre una nuova scheda, pubblicato dall'”America First Policy Institute”, un think tank favorevole a Trump in cui Kellogg e Fleitz occupano posizioni di leadership.

    Kellogg ha detto che sarebbe cruciale portare rapidamente Russia e Ucraina al tavolo dei negoziati se Trump vincesse le elezioni.

    “Diciamo agli ucraini: ‘Dovete venire al tavolo, e se non venite al tavolo, il sostegno degli Stati Uniti si esaurirà'”, ha detto. “E voi dite al presidente russo Vladimir Putin: ‘Deve venire al tavolo e se non viene al tavolo, daremo agli ucraini tutto ciò di cui hanno bisogno per uccidervi sul campo’”.

    Secondo il loro documento di ricerca, Mosca verrebbe convinta a sedersi al tavolo anche con la promessa di un’adesione alla NATO per l’Ucraina, rimandata per un lungo periodo.

    La Russia ha invaso la vicina Ucraina nel febbraio 2022. Fino a quando la Russia non ha guadagnato qualcosa negli ultimi mesi, i fronti si sono a malapena spostati dalla fine di quell’anno, nonostante le decine di migliaia di morti da entrambe le parti in un’implacabile guerra di trincea, il più sanguinoso combattimento in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale.

    Fleitz ha detto che l’Ucraina non ha bisogno di cedere formalmente il territorio alla Russia secondo il loro piano. Tuttavia, ha detto, è improbabile che l’Ucraina riprenda il controllo effettivo di tutto il suo territorio nel breve termine.

    “La nostra preoccupazione è che questa sia diventata una guerra di logoramento che ucciderà un’intera generazione di giovani”, ha dichiarato.

    Una pace duratura in Ucraina richiederebbe ulteriori garanzie di sicurezza per l’Ucraina, hanno affermato Kellogg e Fleitz. Fleitz ha aggiunto che “armare l’Ucraina fino ai denti” sarebbe probabilmente un elemento chiave.

    “Il Presidente Trump ha ripetutamente dichiarato che una delle principali priorità del suo secondo mandato sarà quella di negoziare rapidamente la fine della guerra tra Russia e Ucraina”, ha dichiarato il portavoce di Trump Cheung. “La guerra tra Russia e Ucraina non sarebbe mai avvenuta se Donald J. Trump fosse stato presidente. È così triste”.

    La campagna di Biden ha detto che Trump non è interessato ad affrontare Putin.

    “Donald Trump elogia Vladimir Putin ogni volta che ne ha l’occasione e ha chiarito che non si opporrà a Putin né si batterà per la democrazia”, ha dichiarato il portavoce della campagna James Singer.
    Il coltello dalla parte del manico

    Alcuni repubblicani saranno reticenti a pagare per maggiori risorse all’Ucraina nell’ambito del piano. Gli Stati Uniti hanno speso più di 70 miliardi di dollari in aiuti militari per l’Ucraina dall’invasione di Mosca.

    “Quello che (i sostenitori di Trump) vogliono fare è ridurre gli aiuti, se non chiudere il rubinetto”, ha detto Charles Kupchan, senior fellow del Council of Foreign Relations.

    Putin ha detto questo mese che la guerra potrebbe finire se l’Ucraina accettasse di abbandonare le sue ambizioni di entrare nella NATO e di consegnare quattro province orientali e meridionali rivendicate dalla Russia.

    Durante una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la scorsa settimana, gli ambasciatori francese e britannico hanno ribadito che la pace può essere ricercata solo quando la Russia si ritira dal territorio ucraino, una posizione che Kyiv condivide.

    Diversi analisti hanno inoltre espresso la preoccupazione che il piano di Kellogg e Fleitz possa dare a Mosca il sopravvento nei colloqui.

    “Quello che Kellogg sta descrivendo è un processo orientato a far sì che l’Ucraina rinunci a tutto il territorio occupato dalla Russia”, ha dichiarato Daniel Fried, ex assistente del Segretario di Stato che si è occupato di politica russa.

    La scorsa settimana, durante un’intervista in podcast, Trump ha escluso l’invio di truppe statunitensi in Ucraina ed è apparso scettico sulla possibilità di rendere l’Ucraina un membro della NATO. Ha dichiarato che, se eletto, taglierebbe rapidamente gli aiuti al Paese dell’Europa orientale.

    Biden ha sempre spinto per un aumento degli aiuti all’Ucraina e la sua amministrazione sostiene l’eventuale ingresso del Paese nella NATO. All’inizio di giugno, Biden e il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy hanno firmato un accordo di sicurezza bilaterale di 10 anni.
    Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
    Ma io so che invece sei normale e quelli sono dei cretini...

  6. #3556
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Che vergogna, trump vuole costringere russi e ucraini a fare la pace
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  7. #3557
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    Che vergogna, trump vuole costringere russi e ucraini a fare la pace
    Nei sogni di chi ci crede!

  8. #3558
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Usa 2024, l'allarme di 16 premi Nobel: "Trump bomba per l'inflazione"

    Il messaggio d'allerta contenuto in una lettera: "Meglio l'agenda di Biden".
    Tra i Nobel firmatari anche Claudia Goldin (2023, mercato del lavoro femminile), Paul Romer (2018, integrazione e innovazione tecnologica) e Edmund Phelps (2006, effetti a breve e lungo termine delle politiche economciche)





    https://tg24.sky.it/mondo/2024/06/25...-allarme-nobel

    C’è una concreta possibilità che Donald Trump vinca (di nuovo) le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, in programma il 5 novembre 2024. Una schiera di 16 economisti vincitori di premi Nobel ha lanciato un allarme: le sue proposte, qualora diventassero effettive, provocherebbero un aumento dell’inflazione e causerebbero danni duratori all’economia del mondo.

    La lettera dei premi Nobel


    "L'agenda economica di Joe Biden – si legge nella lettera degli esperti riportata nel giornale online Axios – è decisamente superiore a quella di Trump", e l'ex presidente è una bomba per l'inflazione. "Riteniamo che un secondo mandato di Trump avrebbe un effetto negativo per lo status dell'economia americana nel mondo, e avrebbe un effetto destabilizzante. Molti americani sono preoccupati dall'inflazione, che è scesa velocemente. La preoccupazione è che Donald Trump spingerà l'inflazione con i suoi budget fiscalmente irresponsabili".

    A diffondere il messaggio è stato Joseph Stiglitz, Nobel per l’economia nel 2001 grazie al suo contributo alla teoria delle "asimmetrie informative" – premio condiviso con George Akerlof, anche lui firmatario della lettera, e Michael Spence, il cui nome invece non compare tra i 16. Gli altri economisti che hanno deciso di sottoscrivere il messaggio d’allerta sui possibili effetti delle politiche trumpiane sono Sir Angus Deaton (Nobel nel 2015), Claudia Goldin (2023), Sir Oliver Hart (2016), Eric Maskin (2007), Daniel McFadden (2000), Paul Milgrom (2020), Roger Myerson (2007), Edmund Phelps (2006), Paul Romer (2018), Alvin Roth (2012), William Sharpe (1990), Robert Shiller (2013), Christopher Sims (2011), e Robert Wilson (2020)
    Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
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  9. #3559
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Capperi in effetti anche la volta scorsa che trump ha governato gli usa sono andati in default, ricordate?
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  10. #3560
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    Predefinito Re: Thread contenitore generico sugli USA

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    Capperi in effetti anche la volta scorsa che trump ha governato gli usa sono andati in default, ricordate?
    https://www.ispionline.it/it/pubblic...bilancio-28600

    Per ricapitolare, con Trump (e in forte continuità con molti elementi della presidenza Obama) abbiamo avuto alta crescita, bassa disoccupazione e aumento dei redditi medi. Frutto dei molteplici stimoli dell’amminstrazione Trump e, anche, del dinamismo e dell’adattabilità di molti settori dell’economia statunitense. E però, e come è inevitabile che sia, il quadro è molto più complesso e opaco di quello rivelato dalla semplice equazione PIL + occupazione + redditi medi. Lo è, soprattutto, se si valutano i parametri che Trump stesso nel 2016 aveva utilizzato come indicatori dello stato di malessere, relativo e assoluto, degli Usa: le variabili da modificare radicalmente “to make America great again”. Questi parametri – che nella semplicistica equazione trumpiana indicavano la drammatica perdita di sovranità del paese – sono il deficit di bilancio, quello commerciale, l’indebitamento pubblico (e la quota di debito in mani straniere) e la forza del manifatturiero. In ciascuno di essi, la condizione degli Usa è peggiorata, talora anche drammaticamente, anche questo in linea peraltro con il playbook repubblicano come ben evidenziano le tante analogie con Reagan e Bush Jr.. Tagli alle tasse e alta spesa pubblica (con una crescita, peraltro inferiore a quella promessa, del bilancio del Pentagono) provocano l’inevitabile ampliamento della forbice tra gettito e uscite. A dispetto degli ottimi risultati del PIL, il deficit è cresciuto di anno in anno: il 3.4% del PIL nel 2017, il 3.8% nel 2018 e il 4.6 nel 2019 (e in questo drammatico 2020, il Congressional Budget office stima addirittura un 15%). Siamo a tassi doppi rispetto a quelli dell’ultimo triennio obamiano, a fronte appunto di una crescita comparabile (sui doppi standard repubblicani rispetto al deficit tornerò magari in un altro commento, che anche questo caratterizza la storia statunitense dell’ultimo mezzo secolo). Il deficit esterno non ha sua volta visto correzioni e con Trump gli Usa hanno avuto i passivi commerciali più alti della loro storia: addirittura 872miliardi di dollari nel 2018, con circa un 20% in più rispetto ai passivi più alti dell’era Obama. Il debito è rimasto a sua volta stabile come la quota in mano a investitori stranieri, la “globalizzazione” del debito statunitense, che ha visto però una riduzione delle securities del Tesoro in mano cinesi. E la promessa re-industrializzazione del paese? Irrealistico se non chimerico nelle complesse catene di produzione transnazionali che caratterizzano l’interdipendenza contemporanea, il rapido rilancio del manifatturiero ha costituito nulla più che una promessa elettorale; anche in questo caso se osserviamo la curva di occupati non si manifestano discontinuità significative tra Obama e Trump. Più che da una impossibile reindustrializzazione, la crescita è stata ancora una volta trainata dai servizi, avanzati e non (oggi la sanità e l’assistenza alle persone occupano negli Usa più o meno lo stesso numero di persone di quelle, sommate, di edilizia e manifatturiero…).

    E questo ci porta all’ultimo punto: gli effetti redistributivi di questa crescita ovvero la capacità di metterla al servizio di individui e famiglie con redditi più bassi. La crescita del reddito medio è, in tal senso, un indicatore importante che non va in alcun modo sottostimato. In un mercato del lavoro duale, con tutele deboli e tassi di diseguaglianza di reddito molto marcati, il governo federale può però promuovere o stimolare politiche dagli effetti rapidi e immediati. Si pensi, ad esempio, ad un’azione sul salario minimo, così centrale – in particolare nelle grandi e spesso costosissime aree metropolitane – in un’economia di servizi dove accanto a quelli più avanzati, oggi eccellentemente retribuiti, vi stanno naturalmente quelli a bassa qualifica (ristorazione, pulizia, assistenza alle persone) e bassisima retribuzione. Il salario minimo federale è oggi di 7.25 dollari all’ora, più o meno il 40% in meno rispetto a mezzo secolo fa. Diversamente da Obama, che aveva aumentato per ordine esecutivo il salario minimo dei dipendenti federali (e da tanti stati a governo democratico che hanno di molto aumentato quelli statali), Trump non ha fatto nulla e anzi si è dichiarato contrario. Il Presidente si è invece speso molto per contrastare un altro elemento fondamentale di una politica più equa e attenta agli Americani a basso reddito: l’estensione della sanità pubblica (con il programma Medicaid), che ha rappresentato uno dei pilastri di maggior successo della riforma di Obama. Che Trump e i repubblicani hanno osteggiato, cercando di rovesciare la riforma e, di fatto, promovendo politiche e iniziative che hanno determinatio un significativo aumento – circa 2milioni e 200mila tra il 2017 e il 2019 – degli americani privi di una qualche tutela sanitaria. Altri esempi potrebbero essere fatti – pensiamo solo alla passività dell’amministrazione Trump rispetto alla questione, oggi drammatica, del debito studentesco. Per dimostrare che, politiche e numeri alla mano, bisogna pensarci non una ma dieci volte prima di rappresentare il singolo mandato presidenziale di Trump come un momento positivo di svolta per l’America meno abbiente.
    Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
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