Come detto, un tombino che salta non è una cosa inconsueta in Formula 1. Purtroppo nella storia è successo più di qualche volta, causando sempre spavento e danni alle vetture. Analizziamo insieme i diversi casi.
Nel 2005, durante l’ultima gara della stagione, la McLaren di Montoya si trovò sulla strada un tombino aperto, ricavandone un enorme taglio sulla gomma e danni al fondo. Questo causò il ritiro della vettura, e la fine dei sogni di conquista del mondiale costruttori per i britannici.
Cinque anni dopo, nel 2010, toccò invece a Barrichello, a Monaco. In una gara particolare, caratterizzata addirittura da quattro safety car, il brasiliano si ritrovò in testacoda fermo in mezzo alla pista, apparentemente senza spiegazione. Si scoprì poi successivamente che un tombino nel circuito aveva ceduto e questo aveva causato il ritiro della vettura.
Un altro caso, sempre a Monaco, avvenne nel 2016, quando, Jenson Button, pilota McLaren, si trovò di fronte un tombino sollevato dalla Mercedes di Rosberg subito dopo curva 1. Fortunatamente ciò avvenne nelle prove libere, quindi non ci fu nessuna grave ripercussione.
L’anno dopo, nelle prove libere del GP della Malesia del 2017, la Haas di Romain Grosjean colpì un tombino fuori posto, finendo contro le barriere. La scuderia americana ottenne però un risarcimento pari al danno causato alla vettura.
L’ultimo e più recente caso, quando nelle prove libere 1 a Baku, nel 2019, la Williams di Russell sollevò un tombino dalla pista, danneggiando gravemente la vettura. Fu costretto poi a saltare anche la seconda sessione