Re: La morale progressista
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alfa-beta
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Narel Jarvi
“In democrazia vince la maggioranza, ma quando si parla di scienza o cosa sia reale e cosa no, l'evidenza dei fatti è quella che stabilisce chi ha torto e chi ha ragione.”
Il lato oscuro della luna - Stefano Nasetti
Che le nostre siano democrazie è oggetto di discussione.
Riguardo ai fatti partirei dallo scetticismo più assoluto e risalirei piano, piano. Invece qui mi pare che si diano per scontate parecchie cosette.
Re: La morale progressista
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mixkey3
Beh l'evidenza di una terapia nuova si sa dopo anni, occhio ad evitare ospedali da vecchio che diventi cavia da esperimento
Hai ragione ma sono certa di usare terapie provate su vecchie cavie passate prima di me
Cicli e ricicli
Re: La morale progressista
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Narel Jarvi
Che le nostre siano democrazie è oggetto di discussione.
Riguardo ai fatti partirei dallo scetticismo più assoluto e risalirei piano, piano. Invece qui mi pare che si diano per scontate parecchie cosette.
La follia della certezza per neutralizzare i dubbi che ci affliggono
Li invidio sotto certi aspetti
Re: La morale progressista
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Sentenza
Allora, adesso te lo spiego, porto pazienza e faccio 'sto sacrificio. Se non capisci, non te lo spiegherò più. Il matrimonio non è un comportamento che esiste in natura, ma è un'istituzione creata dall'uomo per soddisfare esigenze sociali di vario tipo, in primis l'accudimento della prole e poi la difesa delle donne. La società riconosce due persone come sposate se quest'atto porta benefici alla società stessa, altrimenti la richiesta di due soggetti di sposarsi viene respinta. Ciò che è beneficio sociale viene deciso appunto dalla società. Anche la poligamia è nata per risolvere un certo problema sociale: il maggior numero di donne a causa dei morti maschi in guerra. Non essendo un istinto naturale ma un'invenzione umana, non è un diritto a priori, ma lo diventa solo se la popolazione (cioè la società) decide che sia un vantaggio sociale. Ora, non essendoci secondo me nessun vantaggio a riconoscere il matrimonio omosessuale, non vedo perché dovrei farlo.
È un vantaggio sociale, le società che si sposano e figliano sostituiscono quelle di froci e gaudenti sterili. Poi per carità, non nascere è la più grande fortuna.
Re: La morale progressista
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Spike Spiegel
Questo thread si regge su una piroetta che capovolge completamente la realtà.
Per un progressista ognuno è, in linea di massima, libero di fare ciò che vuole, nei limiti del rispetto delle altrui libertà.
Tutto secondo coscienza e in coerenza con la propria identità.
Per quelli che si oppongono al progressismo esiste una volontà superiore, che qualcuno chiama Dio, che ha scritto delle regole universali e chiunque non di attenga ad esse è condannato alla perdizione o alla distruzione.
Quindi vediamo di non scrivere scemenze sulla morale, perché è prerogativa proprio di quelli di destra elevare la loro ad insieme di regole universali, indiscutibili e eternamente esatte.
Infatti si vede come la libertà di un feto di nascere viene rispettata. Su quella cominciano i sofismi per mettere in discussione quel "ognuno".
Re: La morale progressista
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alfa-beta
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Narel Jarvi
“In democrazia vince la maggioranza, ma quando si parla di scienza o cosa sia reale e cosa no, l'evidenza dei fatti è quella che stabilisce chi ha torto e chi ha ragione.”
Il lato oscuro della luna - Stefano Nasetti
Ma non c'è niente di più irragionevole della morale progressista che vuole imporre innovazioni ed esperimenti sociali eliminando ciò che ha sempre funzionato che sono le strutture tradizionali della società, spinte dal capriccio e dall'esaltazione di aspetti minoritari.
Re: La morale progressista
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Robert Owen
Il problema è che è intrinsecamente contraria alla ragione, perché una persona ragionevole rispetto alle cose a cui la scienza non ha ancora dato risposte dice "e io che cazzo ne so!". Non va dietro a favolette.
Cadi in contraddizione, perché se applicando Scienza e Ragione si arrivano a dei limiti (inevitabile, come in tutte le cose di questo mondo) tutto ciò che si pone al di la di quei limiti è territorio di teoria, di ipotesi, di discussione filosofica...
Fede e Ragione si contraddicono solo quando pretendono di fare il lavoro che spetta all'altra, altrimenti sono complementari ed egualmente necessarie per giungere il più vicino possibile alla Verità.
Re: La morale progressista
Il grosso problema di tutta questa discussione è il concetto di che cosa sia effettivamente la fonte di concetti come Giustizia, Moralità ed Etica: chi decide cosa sia giusto o sbagliato, ed in base a cosa.
Moralità oggettiva: esistono categorie più o meno definite (magari alcune cose cambiano di categoria a seconda delle situazioni) su cosa sia giusto o sbagliato; a questo punto il problema diventa definire da cosa sia determinata tale morale oggettiva.
Moralità soggettiva: ognuno decide per se cosa sia giusto o sbagliato. Problema immediato: quello che io ritengo giusto un altro ritiene sbagliato con lo stesso valore, e un comportamento che io ritengo entro i limiti dei miei diritti un altro potrebbe vederlo come intollerabile violenza. L'adagio più volte ripetuto anche qui che la mia libertà finisce dove comincia quella di un altro ha il problema che già solo per il fatto di esistere inevitabilmente influenziamo e quindi limitiamo la libertà di altri, e tali limiti chi li riconosce, chi li stabilisce? Soprattutto, chi o cosa li fa rispettare, e come?
In definitiva la morale soggettiva è il rigettare il concetto di Forza del Diritto, quello su cui si basa la civiltà moderna, per tornare a quello ancestrale di Diritto della Forza: il diritto di ognuno diventa semplicemente quello che la propria forza (che può essere intesa non solo come forza fisica, ma anche come ricchezza, popolarità, numero di agganci politici) garantisce di poter mantenere contro le aggressioni, o qualsiasi cosa sia percepita come tale, da parte di altri.
Re: La morale progressista
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mixkey3
È un vantaggio sociale, le società che si sposano e figliano sostituiscono quelle di froci e gaudenti sterili. Poi per carità, non nascere è la più grande fortuna.
Sì, è quello che sto dicendo. Approviamo il matrimonio eterosessuale per questo motivo, mentre non ci sarebbe nessun vantaggio sociale a legalizzare quello omosessuale. Il matrimonio non è un diritto naturale, ma un'istituzione creata da noi.
Re: La morale progressista
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Originariamente Scritto da
Guy Fawkes
Il grosso problema di tutta questa discussione è il concetto di che cosa sia effettivamente la fonte di concetti come Giustizia, Moralità ed Etica: chi decide cosa sia giusto o sbagliato, ed in base a cosa.
Moralità oggettiva: esistono categorie più o meno definite (magari alcune cose cambiano di categoria a seconda delle situazioni) su cosa sia giusto o sbagliato; a questo punto il problema diventa definire da cosa sia determinata tale morale oggettiva.
Moralità soggettiva: ognuno decide per se cosa sia giusto o sbagliato. Problema immediato: quello che io ritengo giusto un altro ritiene sbagliato con lo stesso valore, e un comportamento che io ritengo entro i limiti dei miei diritti un altro potrebbe vederlo come intollerabile violenza. L'adagio più volte ripetuto anche qui che la mia libertà finisce dove comincia quella di un altro ha il problema che già solo per il fatto di esistere inevitabilmente influenziamo e quindi limitiamo la libertà di altri, e tali limiti chi li riconosce, chi li stabilisce? Soprattutto, chi o cosa li fa rispettare, e come?
In definitiva la morale soggettiva è il rigettare il concetto di Forza del Diritto, quello su cui si basa la civiltà moderna, per tornare a quello ancestrale di Diritto della Forza: il diritto di ognuno diventa semplicemente quello che la propria forza (che può essere intesa non solo come forza fisica, ma anche come ricchezza, popolarità, numero di agganci politici) garantisce di poter mantenere contro le aggressioni, o qualsiasi cosa sia percepita come tale, da parte di altri.
Non ho studiato legge, sono ignorante in materia, ma cosa vuol dire forza del diritto? Mi sembra ovvio che il diritto acquisisca forza solo dopo che la forza l'ha fatto diventare diritto.