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Discussione: Termometro Sondaggi

  1. #181
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    Lightbulb Sondaggi politici TP: Sì a aumento spesa per Difesa (ma non fino al 5% del PIL)


    Sondaggi politici TP: Sì a aumento spesa per Difesa (ma non fino al 5% del PIL)
    Bentornati con il nostro sondaggio settimanale, il primo di questa estate 2025. Il focus rimane anche per questa settimana sulla politica estera e, in particolare, al conflitto tra Iran e Israele e alla richiesta di Trump di alzare la spesa per la difesa al 5% del PIL. Vediamo cosa ne pensano gli italiani.
    Sondaggi politici TP: di chi è la responsabilità della guerra tra Israele e Iran e che ruolo ha giocato Donald Trump

    Partiamo dalle responsabilità di quella che è stata rinominata, giornalisticamente, “la guerra dei 12 giorni”. Per metà del campione, la colpa principale è da attribuire a Israele (27,1%) o al governo Netanyahu (25,5%). Per i primi, Israele “ha disegni egemonici su tutto il Medio Oriente e nessuna considerazione per il diritto internazionale e la vita umana”. Per l’altro quarto di campione la responsabilità è “Soprattutto di Netanyahu, che scatena guerre per rimanere al potere e non finire in carcere per i vari reati di cui è colpevole”.
    Poco più di un rispondente su tre, invece, sostiene che la colpa principale sia “Dell’Iran, che cerca di ottenere l’atomica, da decenni minaccia Israele di distruzione e destabilizza il Medio Oriente in modo diretto e indiretto”.
    Infine, la risposta meno gettonata è quella che vuole, nella genesi del conflitto, la responsabilità principale “di Trump, che ha cancellato gli accordi fatti tra Obama e l’Iran, sabotando così una risoluzione diplomatica della questione”. Solo il 9,2% sceglie questa opzione.
    Sondaggi politici elettorali TP 27 giugno 2025, la responsabilità della guerra tra Iran e IsraeleE proprio riguardo all’atteggiamento di Trump nel conflitto tra Israele e Iran, una maggioranza (non tanto netta) degli italiani giudica negativamente il suo operato. Per il 33,9% si comporta “Molto male, ha appoggiato l’aggressione israeliana e la violazione del diritto internazionale, confermando il supporto americano ai crimini di Tel Aviv”. E per il 22,9%, invece, il giudizio è negativo In quanto starebbe operando “in modo caotico e irrazionale, senza una direzione precisa. Così facendo gli USA perdono autorevolezza e favoriscono altre guerre future”.
    Tra coloro che sostengono in maniera più o meno decisa l’operato di Trump, c’è un 20,1% che ha un giudizio molto positivo: “Molto bene, ha favorito la distruzione delle capacità nucleari iraniane e poi si è mosso per raggiungere la pace”. Poi, per una persona su dieci (10%) “È positivo che stia cercando di spingere per una pace nella regione, anche se non avrebbe dovuto appoggiare Israele all’inizio e non bombardare l’Iran”. Per un altro 10,3%, infine, “Ha fatto bene ad appoggiare Israele e bombardare l’Iran, ma dovrebbe completare il lavoro, non lasciare il regime iraniano libero di ritentare la strada del nucleare”.
    Sono in pochi a non avere una opinione precisa e non rispondere (2,8%).
    Sondaggi politici elettorali TP 27 giugno 2025, il ruolo di Trump nella guerra tra Iran e IsraeleLa posizione italiana nel conflitto Israele-Iran: una spaccatura (con tendenza negativa)

    Per chiudere il trittico di domande sul conflitto Israele-Iran, abbiamo chiesto come giudica la posizione del governo italiano sulla guerra. La risposta maggioritaria è “Negativamente, è stato troppo servile verso Israele, avrebbe dovuto opporsi ai suoi attacchi”, opzione scelta dal 42,5% dei rispondenti. C’è anche un 5,9% che, giudica l’operato italiano in modo negativo ma per ragioni opposte a quelle della risposta maggioritaria del campione: “è stato esitante e passivo, non si è schierata con Israele in modo deciso come avrebbe dovuto”.
    Segue, dall’altro lato, il 35,9% che considera la posizione italiana in maniera positiva con il Governo che “non si è fatto coinvolgere eccessivamente e si è mosso con equilibrio”.
    Infine, per il 14,3%, “Da molto tempo l’Italia conta poco in politica estera, quindi non era possibile fare nulla”.
    Sondaggi politici elettorali TP 27 giugno 2025, la posizione italiana sui conflitti in Medio OrienteSondaggi politici: Sì a incremento spesa per la Difesa, ma non fino al 5%

    Rimanendo in tema di conflitti, c’è anche quello interno all’Occidente e al blocco Atlantico sulle spese per la difesa. Abbiamo chiesto se sia giusto che i Paesi NATO raggiungano una spesa per la difesa pari al 5% del Pil entro il 2035, così come chiesto dal presidente Trump. La risposta che va per la maggiore è quella di un rifiuto rotondo: il 40,8% crede che “le spese militari non vanno alzate e se possibile vanno diminuite, si tratta di risorse tolte al welfare e favoriscono lo scoppio di conflitti”.
    Andando a sommare, però, le risposte di chi approva un aumento della dedicazione per la Difesa, si arriva a una percentuale di maggioranza. Per il 17,9% è giusto un aumento dopo anni di spesa molto bassa, ma il 5% del Pil è troppo, persino gli Usa non arrivano a questo livello”. Un altro 20,6% afferma che sia giusto se “nel 5% sono incluse, come appare, spese per sicurezza interna e infrastrutture che prescindono dagli armamenti”. E infine, c’è un 18,9% del campione che sposa completamente la linea trumpiana asserendo di sì, che “in 10 anni è fattibile e necessario, i Paesi europei e l’Italia si sono appoggiati troppo agli Usa, è giusto siano maggiormente responsabili della propria difesa”.
    Sondaggi politici elettorali TP 27 giugno 2025, l’aumento della spesa per la DifesaSondaggi elettorali TP 27 giugno 2025 e fiducia in Giorgia Meloni

    Chiudiamo con le intenzioni di voto aggiornate al 27 giugno 2025. Rispetto alla scorsa settimana, sia FdI che PD perdono due decimi. Il partito di Giorgia Meloni scende al 29,5% e il PD ritorna al 22,1%. Sale il M5S, al 12,2%. Rilevante la reazione della Lega, che si riporta in scia dei forzisti che, ora, distano solo un decimo. Va detto che proprio tra le due forze politiche minori della coalizione di governo c’è un costante movimento a fisarmonica e nessuna delle due che riesce a staccare definitivamente l’altra. Si rifà sotto AVS che risale al 6,5% e conferma una leggera ripresa. Come succede ormai da svariate settimane, nessun altro partito raggiunge la fatidica soglia di sbarramento del 3%, con Calenda che ci va vicino (2,8%). Seguono Italia Viva (2,3%) e +Europa (2,0%). Tutte le altre formazioni sondate sono al di sotto dei due punti.
    Chiudiamo, infine, con la fiducia nella premier. Per la seconda settimana di seguito, il dato di chi non ha la minima fiducia in Meloni supera il 50%. C’è però una ripresa nel dato aggregato di chi ha molta+abbastanza fiducia: la leader di FdI risale oltre la soglia psicologica del 40% e si attesta al 40,5%.
    Sondaggi politici elettorali TP 27 giugno 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.800 interviste raccolte tra il 24 e 27 giugno 2025
    QUI, IL NOSTRO ULTIMO SONDAGGIO – chi è il maggior pericolo per la pace nel mondo
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  2. #182
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, Fratelli d’Italia sempre sopra il 30%


    È la Russia la potenza giudicata più pericolosa dagli italiani
    Nonostante un piccolo calo, il centrodestra rimane maggioritario in Italia, e, soprattutto, il suo partito principale, Fratelli d’Italia, rimane centrale, superando ancora una volta il 30%. Secondo i sondaggi elettorali di Swg, infatti, è al 30,3%, anche dopo un arretramento di tre decimali. Compensa in parte questo calo l’aumento dello 0,2% di Forza Italia, all’8,3%, mentre la Lega è ferma all’8,2%.
    All’opposizione il Pd è stabile al 23%, mentre il decimale perso dal Movimento 5 Stelle, al 12,3%, è guadagnato da Verdi e Sinistra, che salgono al 6,6%. Al centro ci sono progressi dello 0,2% sia per Azione, al 3,8%, sia per +Europa, all’1,7%, ma Italia Viva è in discesa di un decimale al 2%.
    Tutte le altre forze sono insieme al 3,8%, contro il 4% di una settimana fa.


    Sondaggi elettorali Swg, i sentimenti anti-occidentali sono comprensibili

    La politica estera continua a tenere banco anche per Swg, i suoi sondaggi elettorali mostrano come per gli italiani siano divisi sul tema. Per esempio su quale sia la grande potenza che insidia di più la pace. La maggioranza relativa, il 35%, risponde la Russia, è un 35% che sale al 43% tra chi vota centrodestra e al 41% tra chi è di centrosinistra. Seguono gli Stati Uniti con il 28%, scelti soprattutto da chi vota l’opposizione, e poi, a forte distanza, Ue e Cina, con l’8% e il 7%. Solo l’1% nomina l’India e il 9% ritiene che nessuno di questi costituisca un pericolo. Non pochi, il 12%, gli indecisi.

    Un’altra domanda verte sui sentimenti anti-occidentali presenti in molti Paesi, anche in seguito al coinvolgimento proprio dell’Occidente in molti conflitti. Per il 25% sono sia giustificati che comprensibili, mentre un altro 36% non li trova giustificati, ma certamente comprensibili.
    Solo un quarto ritiene che non siano giustificabili e neanche da comprendere, mentre anche in questo caso non sono pochi, il 14%, gli indecisi.

    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 25 e il 27 giugno con metodo Cawi, su 800 soggetti, mentre quelli riguardanti le intenzioni di voto tra il 25 e il 30 giugno con metodo Cati-Cami-Cawi su 1.200 persone.
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  3. #183
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    Lightbulb Sondaggi TP: 6 italiani su 10 preoccupati da cambiamento climatico. E crolla fiducia


    Sondaggi TP: 6 italiani su 10 preoccupati da cambiamento climatico. E crolla fiducia in Meloni (-3,9% in una sola settimana)
    Bentornati con il consueto sondaggio settimanale di Termometro Politico, il primo di questo mese di luglio. Come sempre ci concentriamo sui principali temi di attualità. Partiamo da un argomento caldo, in tutti i sensi: le ondate di calore e il cambiamento climatico. Poi, proseguiamo con l’impatto dell’IA sul mondo del lavoro, il decreto flussi (che garantirà la regolarizzazione di mezzo milione di migranti) e, infine, lo sfarzoso matrimonio di Bezos a Venezia. Cominciamo.
    Sondaggi TP, 6 italiani su 10 preoccupati dal cambiamento climatico (ma per 1 su 4 è tutta una manipolazione mediatica)

    Per cominciare, abbiamo chiesto se l’ondata di caldo che colpisce Italia ed Europa la preoccupa e se questo è il segno di un cambiamento strutturale del clima. La maggioranza degli italiani si considera effettivamente preoccupata, con la risposta più frequente data da oltre un terzo del campione (34,3%) per la quale si tratta di “un cambiamento senza precedenti che impatterà negativamente la vita di tutti e dobbiamo fare di tutto per impedirlo”. Segue, con il 25,5%, la risposta secondo cui “il clima sarà più caldo e quindi più pericoloso, ma non possiamo ormai impedirlo, dobbiamo invece investire per adattare la vita alla nuova realtà”.
    Dall’altro lato, c’è un 12,4% che sostiene che “è vero che il clima è più caldo, ma non è un pericolo, ci adatteremo come abbiamo sempre fatto, si coltiverà più a Nord e più in alto, si userà meno il riscaldamento”
    Infine, c’è un dato assolutamente rilevante, con il 26% del campione che afferma di “No, si tratta di una manipolazione mediatica. Le ondate di calore ci sono sempre state, l’allarmismo attuale serve solo a imporre un’agenda ambientalista ideologica”.
    Nel complesso, quindi, 6 italiani su 10 sono preoccupati dal cambiamento climatico, a credere a un cambiamento in atto sono circa 3 persone su 4 e a sostenere l’ipotesi che non vi sia un cambiamento strutturale del clima è 1 italiano su 4.
    Sondaggi politici elettorali TP 4 luglio 2025, cambiamento climatico e ondate di caloreE il lavoro e l’IA? Anche qui, abbastanza preoccupazione

    Passiamo a un argomento altrettanto scottante e che sicuramente prenderà sempre più piede: il rapporto tra IA e lavoro. Abbiamo chiesto al nostro campione se teme l’avvento dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro. Anche qui, le prospettive sono poco rosee. La risposta che va nettamente per la maggiore (44,4%) afferma di “Sì, abbastanza, l’IA avrà anche effetti positivi, ma in molti settori sostituirà i lavoratori. Non possiamo fermarla, ma dobbiamo adattare la struttura produttiva”. Per un altro 18,4% invece la prospettiva è fortemente negativa perché “in tanti perderanno il lavoro e non saranno sostituiti, ci sarà una disoccupazione di massa. È necessario prevenire quello che accadrà”.
    Dall’altro lato, c’è il 24% del campione che risponde di essere poco preoccupato in quanto “come per altre innovazioni i posti di lavoro distrutti saranno sostituiti da altri in settori differenti. Giusto vigilare, ma non bisogna fasciarsi la testa”. Infine, i… tecno-entusiasti sono una minoranza non sparuta. Il 10,6% risponde di “No, per nulla, l’IA porterà grandi progressi per tutta l’umanità, se usata bene, in campo tecnologico, economico, nella salute e anche nel lavoro”.
    Sondaggi politici elettorali TP 4 luglio 2025, IA e lavoroRimanendo sul lavoro, parliamo del decreto flussi approvato dal Governo che garantirà la regolarizzazione di mezzo milione di lavoratori stranieri nel giro di tre anni. Un decreto che trova il favore della maggioranza, con il 30,8% che crede che non debba esserci nemmeno un limite annuo e una percentuale quasi identica (30,6%) che la ritiene una manovra giusta ed equilibrata che sfavorisce l’immigrazione clandestina.
    Contrario, nel complesso, un italiano su tre. Per il 12,4% è eccessivo regolarizzare mezzo milione di persone, e per un 21,4% è completamente sbagliato e, anzi, vanno aumentate espulsioni e incentivati i rimpatri, volontari o meno.
    Sondaggi politici elettorali TP 4 luglio 2025, decreto flussiBezos e il… noleggio della Laguna: una bella occasione per la città

    Prima di passare alle intenzioni di voto e alla fiducia della premier Meloni, parliamo dell’evento mondano dell’anno: il gran matrimonio di mr. Amazon, Jeff Bezos, nella Laguna di Venezia. Dei festeggiamenti durati più giorni e che hanno visto un dispositivo particolarmente intenso, che ha influito su residenti e turisti. E quindi, cosa ne pensano gli italiani di questo matrimonio?
    La risposta più gettonata data dal 32,6% del campione è che “È stata una bella occasione di guadagno economico per la città e l’Italia e anche di promozione turistica per tutto il Paese”. Segue, con il 27,0%, la risposta per cui “Anche se non sono un ammiratore di Bezos e di questo tipo di eventi, non ci vedo nulla di male, era libero di celebrare come desiderava nel rispetto delle leggi”. Nel complesso, quindi quasi 6 su 10 hanno visto nella noche de boda di Bezos e Sánchez un’opportunità o, comunque, qualcosa di non-sbagliato.
    Dall’altro lato c’è il 28,2% che non approva questo sfarzo ed è stato sbagliato “concedere tutto, non dovevano chiudere i canali al pubblico e la festa doveva essere limitata a locali privati”. Infine, una minoranza (8,4%) crede che “Non dovevamo consentirgli di venire a Venezia, con il suo patrimonio Bezos potrebbe risolvere la povertà nel mondo, invece di sprecarlo in inutili sfarzi”.
    Sondaggi politici elettorali TP 4 luglio 2025, il gran matrimonio di Jezz Bezos a VeneziaSondaggi elettorali TP 4 luglio 2025: continua a crescere il M5S. Caduta in picchiata per fiducia in Giorgia Meloni (-3,9%)

    Passiamo alle intenzioni di voto degli italiani. Il primo partito italiano guidato da Giorgia Meloni continua nella sua leggera flessione (-0,1%) pur rimanendo saldamente in testa alle preferenze (29,4%). Stesso calo per il PD, mentre il M5S vive un ottimo momento e fa registrare il 12,4%, il dato più alto da dopo le europee. Prosegue il testa a testa infinito tra Lega e Forza Italia, mentre AVS recupera un altro decimo (6,6%). Nelle retrovie, si segnala il ritorno al fatidico 3% da parte di Azione di Carlo Calenda.
    E chiudiamo, infine, con la fiducia nella premier Meloni. Aumenta in maniera marcata e decisa la sfiducia nei confronti della leader di Fratelli d’Italia, che raggiunge un nuovo record negativo, con il 63% di italiani che vi ripongono per nulla (52,6%) o poca fiducia (10,4%). Dall’altro lato, di rimando, la fiducia complessiva data alla premier si ferma al 36,6%. Che tradotto, significa un crollo di quasi quattro punti (-3,9% rispetto alla scorsa settimana).
    Sondaggi politici elettorali TP 4 luglio 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.600 interviste raccolte tra l’1 e il 3 luglio 2025
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  4. #184
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, su Forza Italia e Fratelli d’Italia


    In un mese l’opposizione perde più di un punto
    Continua quella che, in un certo senso, è l’anomalia italica, quella di una maggioranza che rimane solida, nonostante sia al potere da quasi tre anni e nonostante nel resto d’Europa i governi al potere non se la passino molto bene. E, anzi, è in aumento. Secondo i sondaggi elettorali di Tecné, infatti in un mese Fratelli d’Italia è cresciuta dello 0,4% arrivando al 30,1%, e assieme a essa anche Forza Italia, salita di mezzo punto, all’11,1%. Su, di un decimale, anche la Lega, all’8,5%.
    Di conseguenza l’opposizione è in arretramento: scendono sia Pd che Movimento 5 Stelle, dello 0,2% e dello 0,3%, al 21,6% e al 12%. Giù anche Verdi e Sinistra, di un decimale, al 6,1%. Al centro si salva solo Azione, su dello 0,1% al 3,4%, in un mese, mentre per Italia Viva e +Europa ci sono cali di tre e due decimali: ora i due partiti sono solo al 2% all’1,6%.

    Sondaggi elettorali Tecné, sal dello 0,9% la fiducia nel governo

    Parallelamente, sale anche la fiducia nell’esecutivo, che aumenta dello 0,9% rispetto allo scorso mese ed è arrivata questa settimana al 43%, mentre a dare l’insufficienza al Governo è lo 0,4%, ma pur sempre la maggioranza assoluta degli italiani il 50,1%. Giù al 6,9% pure gli indecisi.

    Tra i leader, a livello di gradimento, Meloni è sempre molto forte, con il 46,1%, ma Tajani cresce di più, arrivando al 39,5%, lo 0,4% in più di un mese fa. È l’incremento maggiore, considerando che Conte, terzo, avanza di uno 0,1%, mentre Schlein e Salvini rimangono fermi, al 29,7% e al 26,9%.
    Dietro, sotto il 20%, c’è Calenda, al 19,7%, e poi Bonelli e Fratojanni, al 16,1% e al 15,8%, superando Magi, in netto arretramento, ma ultimo è sempre Matteo Renzi, al 13,4%.
    Questi sondaggi elettorali di Tecné sono stati realizzati tra il 2 e il 3 luglio su 1000 soggetti con metodo Cati-Cawi
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, il M5S raggiunge il 12,6%


    Italiani divisi dal Pride, per molti è strumentalizzato
    Continua il momento moderatamente positivo per il Movimento 5 Stelle, che secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Swg rimane molto più debole rispetto ai valori storici, ma cresce rispetto a quelli più recenti. Ha raggiunto il 12,6% aumentando dello 0,3% in una settimana, mentre il Pd, invece, scende di due decimali andando al 22,8%.
    All’opposizione è ai propri massimi pure l’Alleanza Verdi e Sinistra, in aumento dello 0,2% al 6,8%, nonché Italia Viva e +Europa, anch’esse in salita di due decimali, al 2,2% e all’1,9%. Giù dello 0,1%, invece, Azione, al 3,7%.
    La crescita dell’opposizione comporta un arretramento dei partiti della maggioranza: sia Fratelli d’Italia che Forza Italia sono in discesa dello 0,2% al 30,1% e all’8,1%, con la Lega che è ferma all’8,2%.
    Giù anche tutte le altre liste sotto l’1% al 3,6%, due decimali in meno rispetto alla scorsa settimana.


    Sondaggi elettorali Swg, solo per il 19% non si deve andare oltre sulla strada dei diritti LGBT

    Con la fine del mese del Pride anche Swg nei propri sondaggi elettorali si occupa del tema, chiedendo un’opinione agli italiani, che appaiono molto divisi. Per il 27% il Pride è oggi strumentalizzato, mentre per il 26% è politicizzato ed esagerato. Si tratta di percentuali che salgono tra chi vota centrodestra.
    Per il 25%, invece, è inclusivo e aperto, cosa che pensa il 34% di chi fa parte della Generazione Z. Il 23%, poi crede che sia sia provocatorio che libero. Pochi, l’11%, pensano sia offensivo, e pochissimi, il 5%, che sia divisivo. Tuttavia solo per il 10% è coinvolgente e per il 15% necessario.
    La situazione degli omosessuali oggi è giudicata ancora precaria dal 36%, che diventano il 59% tra gli elettori di centrosinistra: questi pensano che la strada verso la parità sia ancora lunga e che ci siano ancora discriminazioni. Il 25%, invece, crede che nonostante i passi da fare si sia a buon punto, mentre per il 9% ormai la parità è realtà. A pensarla così è in particolare è il 28% di quanti fanno parte della Generazione Z.
    C’è poi un 19%, che diventa 36% tra chi vota centrodestra, che ritiene che siano stati stati concessi molti diritti e libertà e non si debba andare oltre.

    Questi sondaggi elettorali di Seg sono stati realizzati tra il 2 e il 4 luglio da 800 soggetti con metodo Caw, mentre nel caso delle intenzioni di voto tra il 2 e il 7 luglio da 1.200 persone con metodo Cati-Cami-Cawi
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  6. #186
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    Lightbulb Sondaggi TP: riscaldamento globale esiste, ma divisione su politiche da mettere in at


    Sondaggi TP: riscaldamento globale esiste, ma divisione su politiche da mettere in atto
    Bentornati con il nostro sondaggio settimanale riguardante la politica nazionale e internazionale. Oltre alle intenzioni di voto e fiducia nel premier, torniamo sull’argomento caldo dell’estate: il riscaldamento globale, tra esistenza effettiva e politiche per frenare l’innalzamento delle temperature. Poi, focus sugli aiuti USA a Israele e Ucraina. Infine, una sezione legata agli animali domestici in Italia. Cominciamo.
    Sondaggi TP: 6 italiani su 10 credono in esistenza di riscaldamento globale

    Partiamo, quindi, dalla domanda cardine: a suo avviso, il riscaldamento globale, esiste? Il 60,2% del campione crede di sì: per il 28,9% è peggio del previsto mentre per il 31,3% sta andando così come previsto già molti anni fa. Dall’altro lato, un votante su cinque crede che sia meno forte del previsto e si stia facendo troppo allarmismo. Infine, il 18% considera che si tratti di una mistificazione e che spesso ci sia una falsificazione dei dati.
    Sondaggi politici elettorali TP 11 luglio 2025, riscaldamento globaleE se, quindi, il riscaldamento globale viene riconosciuta da una maggioranza (seppur non larghissima) di italiani, ben altri risultati escono fuori dall’analisi delle politiche messe in atto. Perché qui, c’è un campione sostanzialmente spaccato a metà.
    La risposta modale (data dal 37% del campione) è quella che sostiene che “Ridurre la CO2 è giusto ma si deve fare di più. Le politiche non sono state messe in atto come promesso, soprattutto nei Paesi emergenti (Cina, India ecc)”. Poi, una percentuale minore (11,2%) crede che “Si, sono le politiche corrette per risolvere i problemi del cambiamento climatico e dobbiamo continuare a metterle in atto a qualunque costo”.
    Dall’altro, lato il 26,6% pensa che “No, abbiamo puntato sul “green” in buona fede, ma queste politiche stanno rovinare l’economia senza ottenere risultati”. Infine, il 21,8% del campione sostiene in maniera ferma che “non c’è nessuna emergenza, queste politiche tolgono soldi e libertà alle persone comuni per favorire gli interessi di aziende e persone ricche e potenti”.
    Se si vanno a sommare, così, le risposte in termini di positività e negatività, prevalgono di un soffio queste ultime: il 48,4% di chi critica le attuali politiche, contro il 48,2% che le sostiene.
    Sondaggi politici elettorali TP 11 luglio 2025, politiche contro riscaldamento globaleIn politica estera, Europa e USA dovrebbero smetterla di sostenere sia Israele che Ucraina

    Passiamo ai principali conflitti nel mondo: quello dell’invasione russa in Ucraina e l’occupazione israeliana di Gaza e il conflitto (attualmente sedato) con l’iran. Abbiamo chiesto ai nostri lettori circa la posizione che dovrebbero assumere UE e USA con Ucraina e Israele, nell’ottica dell’invio di aiuti militari. La risposta più frequente (40,5%) vuole che si interrompano gli aiuti militari per entrambi. Segue, invece, chi vorrebbe continuare a sostenere l’Ucraina ma non Israele (26,9%). Minore, invece, la percentuale di chi difende un invio di armi a Israele e uno stop a quelli verso l’Ucraina (9,1%). Infine, una persona su cinque considera necessario continuare a inviare armi e aiuti militari ad entrambi gli Stati.
    Andando a fare un’analisi separata, la maggioranza degli italiani (oltre 2 su 3) sono per lo stop dell’invio di aiuti militari a Israele. Per quanto riguarda il sostegno all’Ucraina, invece, c’è una forte spaccatura, dove però prevalgono, anche qui, coloro che vogliono lo stop (49,6%, contro il 48% di favorevoli).
    Sondaggi politici elettorali TP 11 luglio 2025, il supporto militare a Israele e USAMa come stanno gli animali domestici (e i loro padroni) in Italia?

    Se le piante sono i nuovi cani, i cani (e gli animali in generale) sono i nuovi bambini. Abbiamo chiesto Come pensa vengano trattati gli animali domestici e i loro padroni in Italia. Le risposte sono per lo più positive. Anzi, per il 30,4% del campione (3 italiani su 10) “Fin troppo bene, negli ultimi anni c’è stata un’umanizzazione eccessiva degli animali e un’attenzione esagerata verso di essi”. A seguire c’è chi dice: “Bene, c’è rispetto, affetto e cura, probabilmente anche più che in altri Paesi” (27,9%).
    C’è un’altra parte sostanziosa del campione (29,5%) che ritiene che c”i sono stati miglioramenti nel tempo, ma ancora c’è da fare per accrescere il rispetto verso cani, gatti e altri animali a livelli accettabili”.
    Infine, solo per il 7,2% questi vengono trattati “Male, non c’è comprensione e rispetto per le esigenze di chi ha animali domestici, anche dal punto di vista economico, visto l’aumento dei costi”.
    Sondaggi politici elettorali TP 11 luglio 2025, gli animali domestici e i loro padroniSondaggi politici elettorali TP 11 luglio 2025, le intenzioni di voto e la fiducia in Meloni

    E rieccoci, infine, con le intenzioni di voto. FdI continua a calare (-0,2%) mentre salgono sia FI che Lega, che nel complesso fanno registrare 3 decimi in più. Coalizione di centrodestra, che quindi, incrementa di un decimo nel complesso. Dall’altra parte, dal fronte progressista, si riscontra un primo arretramento del M5S (-0,2), mentre il PD ritorna al 22,2% (e fa registrare un +0,2%). AVS perde due decimi e si riporta al 6,4%. Azione riscende al di sotto della soglia di sbarramento (-0,1% e va al 2,9%).
    Sulla fiducia in Meloni, cambi poco sostanziali. La fiducia nella premier rimane ampiamente al di sotto della soglia del 40%, fermandosi al 36,9% (in aumento dello 0,3%, ma perdendo fino allo 0,6% tra coloro che ripongo molta fiducia nella leader di FdI). Il dato di chi non ha fiducia nella premier è invece al 62,5%.
    Sondaggi politici elettorali TP 11 luglio 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.800 interviste raccolte tra il 9 e 10 luglio 2025
    QUI, il nostro ultimo sondaggio su cambiamento climatico, decreto flussi e rapporto tra lavoro e Intelligenza artificiale
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  7. #187
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Winpoll, FdI solo al 27,6%


    Il Pd non è lontano, al 23,9%
    A volta capitano sondaggi elettorali che si differenziano dalla media, in modo anche rilevante, solo per alcuni partiti o per tutti. Tra questi c’è Winpoll, che da sempre sottostima i dati del centrodestra rispetto ad altri istituti. Secondo la rilevazione di fine giugno vede per esempio Fratelli d’Italia solo al 27,6%, mentre per altri supera il 30%, a fronte di valori per Lega e Forza Italia, al 9% e all’8,8%, che non sono invece superiori a quanto attribuito da altri.
    All’opposizione, invece, questi sondaggi elettorali sono generosi con il Pd, al 23,9%, ovvero quasi al livello delle europee. Non ci sono grandi cambiamenti rispetto alla media generale del periodo per altre forza come Verdi e Sinistra, al 6,6%, Azione, al 3,5%, o Italia Viva, al 2,7. Il Movimento 5 Stelle, invece, è stimato un po’ più debole, all’11,3%, così come +Europa, solo all’1%.
    Fa la sua comparsa Pace Terra Dignità all’1,7%, mentre le altre forze minori, insieme, sono al 3,9%

    Sondaggi elettorali Winpoll, rispetto ad aprile c’è un calo del Pd

    Se il confronto è con i dati, sempre di Winpoll, di aprile, invece, vediamo un avvicinamento ai dati degli altri istituti. Rispetto ad allora il Pd ha perso sette decimali e Fratelli d’Italia ne ha guadagnati due, mentre Lega e Forza Italia addirittura mezzo punto ciascuno.
    A sinistra Verdi e Sinistra sono arretrati dello 0,4%, a vantaggio del Movimento 5 Stelle che è cresciuto dello 0,3%. Al centro c’è un aumento di ben lo 0,7% per Azione, cui corrisponde un arretramento dello 0,2% per Italia Viva e addirittura di un punto per +Europa. Su, invece, dello 0,2% Pace Terra Dignità.

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  8. #188
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, la fiducia nel governo cresce di mezzo punto in un mese


    Fratelli d’Italia ancora su, è al 30,2%
    Prosegue il momento positivo del centrodestra a quasi tre anni dalle elezioni del 2022. Secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Tecné, per esempio, Fratelli d’Italia ha visto un aumento dello 0,2% nell’ultimo mese arrivando al 30,2%, un valore di un decimale superiore a quello della scorsa settimana. Nello stesso mese non si sono mossi Forza Italia, all’11%, e Lega, all’8,5%.
    All’opposizione anche il Movimento 5 Stelle e il Pd sono in crescita, almeno se il confronto è con giugno, rispettivamente dello 0,3% e dello 0,1% e si posizionano all’11,9% e al 21,7%, quindi comunque al di sotto delle medie dei vari istituti.
    Su, di un decimale, anche Verdi e Sinistra, al 6,2%, mentre arretrano le formazioni minori: Azione e +Europa hanno perso uno 0,1% in un mese, scendendo al 3,3% e all’1,7%, mentre Italia Viva due decimali, ora all’1,9%. Ancora più giù, dello 0,3%, gli altri partiti più piccoli, al 3,6%.

    Sondaggi elettorali Tecné, il gradimento in Meloni sempre sopra il 46%

    Come ogni altra volta i sondaggi elettorali di Tecné si occupano anche del gradimento degli italiani verso leader politici e governo. Anche qui ci sono notizie positive per la maggioranza: la fiducia verso l’esecutivo è salita di mezzo punto in in mese arrivando al 43%. In diminuzione gli scontenti, anche se rimangono di più, ma da molto tempo non scendevano al 50%, mentre gli indecisi, anch’essi in calo, ora sono al 7%.
    A livello di singoli leader Giorgia Meloni rimane saldamente davanti, con un gradimento del 46,1%, lo 0,1% in più rispetto a giugno.
    Segue, in ascesa di tre decimali, Tajani, al 39,5%, e sopra il 30% è anche Conte, al 30,6%. Ha superato Schlein, stabile, al 29,8%, che per un periodo, invece, era stata davanti. Dietro c’è poi Matteo Salvini al 27%, in aumento di due decimali, e poi, a distanza Carlo Calenda, al 19,8%, ma in crescita dello 0,3%.
    Male Bonelli, al 16, in discesa di due decimali, mentre l’alleato Fratojanni, al 15,9% guadagna tre decimali. Ancora peggio Riccardo Magi, di +Europa, giù dello 0,3% al 15,5%, e Matteo Renzi, sempre ultimo, al 13,4% e in calo di due decimali.
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  9. #189
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, il 39% vorrebbe un nuovo partito


    Il centrodestra nel frattempo si rafforza
    Gli ultimi sondaggi elettorali di Swg presentano un quadro tipico degli ultimi 3 anni, o quasi, con una maggioranza sempre molto forte e questa settimana persino in crescita. L’aumento di due decimali di Fratelli d’Italia, al 30,3%, si accompagna a quello della Lega, che cresce dello 0,1% all’8,3%, allungando le distanza su Forza Italia, che invece perde un decimale.
    All’opposizione sono in crescita sia il Pd che il Movimento 5 Stelle, che salgono rispettivamente di due e di un decimale, arrivando al 23% e al 12,7%. È invece stabile al 6,8% l’Alleanza Verdi e Sinistra, come del resto Italia Viva e +Europa, che sono fermi al 2,2% e all’1,9%. È in discesa, al contrario, Azione, che perde lo 0,2% e arretra al 3,5%.
    Le liste con meno dell’1%, infine, perdono lo 0,3% e sono complessivamente al 3,3%.


    Sondaggi elettorali Swg, sono soprattutto i centristi a volere un nuovo partito

    Non sono pochi coloro che desidererebbero un nuovo partito, secondo questi sondaggi elettorali di Swg, sarebbero il 39% coloro che pensano che la sua nascita sarebbe auspicabile. Sono tuttavia di più i contrari, il 28%, infatti crede i partiti attuali siano sufficienti e il 33% che piuttosto dovrebbe esserci più ricambio all’interno di quelli esistenti.
    Il 39% di favorevoli alla nascita di un nuovo partito, però, non è distribuito in modo omogeneo, sono soprattutto gli elettori di centro ad essere più propensi, con un 49% di gradimento. La pensa allo stesso modo il 44% di quanti votano centrosinistra e il 45% dei non collocati, ma solo il 27% degli elettori del centrodestra. Del resto è comprensibile che chi vota i partiti che attualmente vanno meglio nei sondaggi sia mediamente più soddisfatto del panorama politico esistente.

    questi sondaggi elettorali di Swg sono stati realizzati con metodo Cawi tra il 9 e l’11 luglio su 800 soggetti, mentre quelli sulle intenzioni di voto tra il 9 e il 14 luglio con metodo Cati-Cami-Cawi su 1.200 persone
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  10. #190
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    Lightbulb Sondaggi politici TP: 1 italiano su 2 vuole risposta dura contro dazi Trump


    Sondaggi politici TP: 1 italiano su 2 vuole risposta dura contro dazi Trump
    Bentornati con il nostro sondaggio settimanale riguardante la politica nazionale e internazionale. Oltre alle intenzioni di voto e alla fiducia nella premier Giorgia Meloni (come sempre in chiusura di articolo) parliamo dei dazi di Trump, sia per l’UE (al 30%) sia per la Russia (in caso di mancato accordo con l’Ucraina). Parliamo anche dell’importanza delle vittorie sportive per il prestigio di un Paese. Cominciamo.
    Sondaggi politici TP, dazi Trump: per 1 italiano su 2 serve una risposta dura

    E allora partiamo proprio dal tema dazi. Il presidente USA ha assicurato che dal 1 agosto partiranno i nuovi livelli di dazi, al 30%, e si aspetta che l’UE non reagisca. In caso di risposta, l’inquilino della Casa Bianca ha promesso un ulteriore incremento sui dazi commisurato alla risposta comunitaria. Questa minaccia, però, non solo non sembra spaventare gli italiani ma spinge a votare massivamente per la risposta più dura: “Bisognerebbe mettere in atto contromisure dure, dazi equivalenti sui prodotti Usa e restrizioni all’accesso al mercato UE per le aziende americane”. È questa la scelta del 49,7% del campione.
    Seguono, molto distanti, tutte le altre risposte. Per il 20,1% Dovremmo trattare separatamente come Italia e concordare un trattamento di favore ai prodotti e servizi americani in cambio di dazi bassi per le merci italiane.
    C’è anche chi considera che “Le tariffe USA sono un danno soprattutto per l’economia americana, non si deve reagire, dazi europei sui prodotti di Oltreoceano ci danneggerebbero” (13,2%). Infine, poco più di una persona su dieci (10,9%) sostiene che, alla fine, sia “colpa dell’Ue, dovremmo eliminare le restrizioni e i regolamenti che ostacolano i beni alimentari e tecnologici americani e l’Iva per i prodotti USA”.
    Sondaggi politici elettorali TP, 18 luglio 2025, dazi Trump e risposta UEDazi di qua, dazi di là: con la Russia è un altro discorso

    E se la risposta degli italiani ai dazi contro l’UE è dura e decisa, viene invece ben accolto l’ultimatum lanciato a Putin per trovare, entro 50 giorni, un accordo di pace con l’Ucraina. Per il 31,9% Trump “Ha fatto bene, anche se è in forte ritardo e non c’è motivo di aspettare altri 50 giorni, si è aspettato fin troppo”. E ancora, per un altro 15,7% è “Giusto mettere alle strette Putin, ma anche lasciare 50 giorni per un ultimo tentativo negoziale”. Quindi, quasi un italiano su due vede di buon occhio l’iniziativa del repubblicano.
    Una persona su cinque osteggia, invece, l’ultimatum: per l’11,9% “È un errore, non dovrebbe schierarsi con nessuno e pensare solo ai propri affari interni, come dovremmo fare noi, le sanzioni sono controproducenti”. Un 8,2% sostiene che Gli USA dovrebbero, invece, appoggiare pienamente le richieste russe e distanziarsi da Ucraina e Unione Europea.
    Per ultimo, c’è una parte molto sostanziosa del campione (29,3%) che crede che questo ultimatum “Non ha importanza, ormai è chiaro che le sanzioni non cambiano la situazione della guerra”.
    Sondaggi politici elettorali TP, 18 luglio 2025, dazi contro la RussiaE cosa fare in caso di accordo di pace tra Russia e Ucraina?

    E, qualora l’iniziativa statunitense andasse in porto, cosa dovrebbe fare l’UE con l’Ucraina? In particolare, vanno mandati dei soldati europei dopo un eventuale cessate il fuoco? Anche qui, la risposta è netta: per quasi una persona su due (49,6%) “Sarebbe sbagliato, nessun soldato europeo dovrebbe essere dislocato mai in Ucraina, neanche dopo un cessate il fuoco”. Quindi: né ora, né mai.
    Poi, c’è un 27,2% che invece invierebbe delle truppe Si, “ma solamente dopo un eventuale cessate il fuoco, e secondo me anche l’Italia dovrebbe partecipare all’iniziativa”.
    Segue, distanziata, la risposta data dal 12,7% per cui “L’adesione alla missione dovrebbe essere su base volontaria e l’Italia non dovrebbe parteciparvi”. Infine, una minoranza (7,2%) opta per un intervento attivo immediato: “È giusto, ma dovrebbero essere inviati prima del cessate il fuoco, per aiutare l’Ucraina a respingere l’invasione russa”.
    Sondaggi politici elettorali TP, 18 luglio 2025, militari UE in UcrainaJannik Sinner, new king of Wimbledon: quanto vale una vittoria sportiva per un Paese?

    Un tempo, Stati Uniti e Russia si sfidavano non solo nella corsa nello spazio e in quella agli armamenti, ma anche sulla scacchiera. Non a caso, Fischer vs Spassky viene considerato, tuttora, lo scontro del secolo. Una partita – vinta dal rappresentante USA – che ebbe anche grande eco politico. E riprendiamo questo discorso, del rapporto tra grandi vittorie sportive e prestigio internazionale di un Paese, dopo lo storico successo di Sinner a Wimbledon, primo italiano ad alzare la coppa più prestigiosa nel mondo del tennis. Allora: quanto conta una vittoria (una grande vittoria) per il proprio Paese?
    Così come per le altre domande, anche qui c’è una netta presa di posizione: per una persona su due conta Molto: “una importante vittoria sportiva migliora l’immagine di un Paese agli occhi del mondo
    Un altro 8,9% avalla, seppur con qualche sfumatura: “Abbastanza, ma dipende dal tipo di sport e di campione. Forse Sinner non viene associato all’Italia come altri sportivi”. Poi, il 17,2% sostiene che conta “Poco, avviene forse solo in occasione di Mondiali di calcio e Olimpiadi, l’immagine di un Paese dipende da altri fattori”.
    Infine, il 18,6% (poco meno di un italiano su cinque) ritiene che in realtà queste vittorie non incidano “Per nulla, si tratta di speculazioni giornalistiche, il ruolo dello sport a livello internazionale in generale è sopravvalutato”.
    Sondaggi politici elettorali TP, 18 luglio 2025, vittorie sportive e prestigio internazionaleSondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 18 luglio 2025: Fratelli d’Italia stabile, bene il M5S

    E chiudiamo, come sempre, con intenzioni di voto e fiducia in Giorgia Meloni. Il principale partito di Governo rimane fermo al 29,2%. Sale, invece, il Movimento 5 Stelle, che recupera 3 decimi e si riporta al 12,5%. Crescono di un decimo anche PD e AVS, così come Azione, che torna alla soglia del 3%. QUI, il sondaggio della scorsa settimana
    Solo poco più di un italiano su tre ha fiducia in Giorgia Meloni

    Chiudiamo con l’aggiornamento sulla fiducia nella premier. Il dato di fiducia continua a rimanere basso, al di sotto della soglia del 40%. La leader di Fratelli d’Italia, infatti, si ferma al 36,2%, in discesa di 0,7 punti rispetto alla scorsa settimana. Dall’altro lato aumentano, in egual misura, aumenta la percentuale di scettici che, in totale, giunge al 63,3%.
    Sondaggi politici elettorali TP, 18 luglio 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.600 interviste raccolte tra il 15 e il 17 luglio 2025
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