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Discussione: Termometro Sondaggi

  1. #191
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, il M5S cresce più di tutti


    Il livello di sfiducia nel governo scende sotto il 50%
    Una delle principali novità degli ultimi sondaggi elettorali, come quelli di Tecné, è che a rafforzarsi in questa congiuntura politica sono soprattutto i partiti maggiori, a discapito di quelli piccoli. Rispetto a un mese fa per Tecné Fratelli d’Italia è in crescita di due decimali, al 30,2%. E se, invece, il Pd, al 21,5%, è di un decimale più debole, il Movimento 5 Stelle mette a segno l’incremento maggiore di mezzo punto, che lo proietta al 12,1%. Considerando che Forza Italia, sempre molto forte per Tecné, è all’11%, i quattro partiti sopra il 10% hanno guadagnato lo 0,6% rispetto a giugno.
    E gli altri? La Lega è in riduzione dello 0,1%, all’8,4%, mentre Verdi e Sinistra salgono dello 0,3%, arrivando al 6,4%. Per le rimanenti formazioni politiche solo stabilità o calo: Azione è stabile al 3,4%, mentre Italia Viva e +Europa perdono due decimali, andando, rispettivamente, all’1,9% e all’1,6%. Ma soprattutto, i partiti sotto l’1% arretrano nettamente, dello 0,4%, al 3,5%.
    Sondaggi elettorali Tecné, è la popolarità di Calenda quella che cresce di più

    Come sempre, i sondaggi elettorale di Tecné si occupano anche del gradimento verso il governo e i principali leader politici. Su quest’ultimo versante ci sono buone notizie per la maggioranza: la fiducia nell’esecutivo in un mese è salita dello 0,4% arrivando al 43,1%. Sono di più quanti gli danno l’insufficienza, ma per la prima volta da molto tempo scendono sotto il 50%, al 49,8%, in diminuzione dello 0,3% rispetto a giugno. Sempre meno gli indecisi, al 7,1%
    Tra i leader naturalmente al primo posto è sempre la premier, Giorgia Meloni, con un gradimento del 46,2%, in ulteriore aumento di un decimale rispetto a giugno. È stabile, dietro di lei, Antonio Tajani, al 39,5%, mentre per Giuseppe Conte c’è un incremento dello 0,2% al 30,8%. Il leader M5S allunga la distanza da Elly Schlein, ferma al 29,7%, nonché da Salvini, in discesa di un decimale al 26,9%.
    È Carlo Calenda il leader il cui gradimento è cresciuto di più nell’ultimo mese, è salito di mezzo punto, ma non è arrivato ancora al 19,9%, mentre per Bonelli e Fratoianni c’è una riduzione dello 0,3 e un aumento dello 0,1%. Essi arrivano al 16% e al 15,8%.
    In fono sono ancora Riccardo Magi, in diminuzione dello 0,3% al 15,4%, e Matteo Renzi, solo al 13,5% dopi un ulteriore arretramento di un decimale.
    L'articolo Sondaggi elettorali Tecné, il M5S cresce più di tutti proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  2. #192
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    Lightbulb Sondaggi politici Demos, il premierato piace sempre meno


    I favorevoli sono il 45%, 10 punti meno che nell’aprile 2024
    Sembrava una delle priorità della maggioranza, soprattutto di Fratelli d’Italia, ma il premierato, di cui si parla sempre meno, perde consenso secondo gli ultimi sondaggi politici di Demos sull’argomento, svolti a maggio.
    Oggi a favore sono il 45%, mentre il 55% è contrario.

    La percentuale di chi è in favore è ai minimi, c’è una riduzione del 4% rispetto al 49% di febbraio e anche rispetto al settembre 2024, quando il premierato riscontrava un gradimento del 46%, ma il vero crollo è rispetto al periodo precedente. Tra 2024 e 2024 i favorevoli erano sempre stati tra il 53% e il 57%.

    Sondaggi politici Demos, più sì al premierato tra i leghisti che tra gli elettori di Fratelli d’Italia

    Non sorprende che i più propensi verso il premierato, per questi sondaggi politici di Demos, sono gli elettori di centrodestra, ma la notizia, forse, è che la percentuale di favorevoli è più alta tra i leghisti, 83%, che tra gli elettori di Fratelli d’Italia, 79%. Sì anche dal 75% dei forzisti, e anche da parte degli elettori centristi: sono infatti per il premierato il 69% di chi vota per Italia Viva e il 59% di chi è per Azione.
    A favore anche il 50% dei pentastellatie il 48% di quelli di +Europa. Alta, viste le posizioni del partito, anche la proporzione di sì da parte di chi vota Verdi e Sinistra, 46%, mentre abbassano molto la media gli elettori del Pd, con solo il 38% di favorevoli.
    È plausibile che a rendere minoritario il premierato siano in realtà i sempre più numerosi astenuti, che mostrano anche in questo modo la contrarietà al sistema politico.

    L'articolo Sondaggi politici Demos, il premierato piace sempre meno proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  3. #193
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, il M5S arriva al 13%


    Dazi, per gli italiani è l’Ue che deve trattare con gli Usa
    Tante conferme ma anche novità dagli ultimi sondaggi elettorali di Swg, che vedono la maggioranza sempre forte, anche se in discesa. Fratelli d’Italia perde lo 0,4%, calando sotto il 30%, al 29,9%, mentre Forza Italia scivola per la prima volta dopo tanto tempo sotto l’8%, al 7,9%. In ripresa, invece la Lega, che cresce di un decimale all’8,4%, e Noi Moderati, in aumento dello 0,2% al 2%.
    Nell’opposizione ad approfittare della leggera diminuzione del centrodestra è soprattutto il Movimento 5 Stelle, che sale dello 0,3% e raggiunge per la prima volta da più di un anno il 13%. È qui probabilmente la maggiore novità di questa settimana, e si accompagna alla riduzione, invece del Pd, sempre dello 0,3%, che la fa scendere al 22,7%. Tra gli altri partiti sono in crescita Verdi e Sinistra, che guadagnano un decimale e sono al 6,9%, Italia Viva e +Europa. Le ultime due formazioni crescono rispettivamente dello 0,2% e dello 0,1% e sono ora al 2,4% e al 2%, mentre Azione è stabile al 3,4%.
    In discesa, invece, le formazioni con meno dlel’1%, che complessivamente perdono due decimali e vanno al 2,3%.


    Sondaggi elettorali Swg, il 43% teme che i dazi Usa avranno conseguenze sulla propria situazione economica

    Oltre alle intenzioni di voto tengono banco ancora i dazi americani anche tra le domande degli ultimi sondaggi elettorali di Swg. Secondo questi innanzitutto il 56% degli italiani pensa che a trattare con Trump dovrebbe essere l’Ue, e solo per il 34% l’Italia dovrebbe cercare autonomamente un accordo per tutelare i propri interessi.

    Del resto non sono pochi coloro che sono preoccupati per i dazi americani. Il 43%, ovvero il 2% in più rispetto ad aprile, pensa che potrebbero avere conseguenze sulle finanze personali. È una percentuale che, tra l’altro, sale al 48% nel caso dei lavoratori autonomi.
    Per il 32% le conseguenze ci saranno, ma non al punto da essere preoccupanti, in aprile questa proporzione era del 29%, mentre il 18%, in discesa, non crede che ci possa essere un impatto. Diminuiscono nettamente, dall’11% al 7%, coloro che sono indecisi.

    E che fare se gli Usa impongono alti dazi, al 30%? Per quasi metà degli italiani, il 49%, che diventano il 63% tra chi vota centrodestra, si deve negoziare ancora senza troppe contromisure per non peggiorare la situazione. Reagire con misure forti è invece la soluzione preferita dal 37%, che diventa 53% tra chi si colloca nel centrosinistra. Mentre per il 5% non si dovrebbe reagire in alcun modo.

    Questi sondaggi elettorali di Swg sono stati realizzati tra il 16 e il 18 luglio con metodo Cawi su 800 soggetti, mentre quelli sulle intenzioni di voto sono stati fatti tra il 16 e il 21 luglio su 1.200 soggetti e con metodo Cati-Cami-Cawi.
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  4. #194
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, sovrappopolazione è un problema per quasi 2 italiani su 3


    Sondaggi politici TP, sovrappopolazione è un problema per quasi 2 italiani su 3
    Bentornati con il nostro consueto sondaggio del venerdì, in cui parliamo dei principali temi di attualità politica nazionale e internazionale. Oggi cominciamo dai numeri, precisamente delle persone nel mondo (sovrappopolazione) e nelle città (overtourism). Poi, focus sul concerto di Gergiev alla Reggia di Caserta, annullato per ragioni politiche, e caso Sala a Milano: dimissioni o no? Cominciamo.
    Sondaggi TP, sovrappopolazione un problema reale per quasi due italiani su tre

    Una domanda che ritorna spesso: siamo troppi sulla Terra? Per il campione, sì, c’è una situazione reale di sovrappopolazione. La maggior parte, il 44,1% dei rispondenti, crede che “Sì, ma solo in alcune aree, non in Italia ed Europa, ma, per esempio, in Africa e Asia, dove la natalità dovrebbe cominciare a scendere”. C’è anche un 19,6% che afferma di “Sì, siamo più di 8 miliardi e stiamo ancora crescendo, non ci sono risorse per tutti”. Nel complesso, quindi, oltre il 63% del campione ritiene che ci sia una condizione di sovrappopolazione. Se parametrato escludendo chi non ha una opinione al riguardo, vi convergono ben 2 italiani su 3.
    Dall’altro lato, con percentuali più basse (1 persona su 3 che si espone sul tema, afferma che “No, è un falso mito, le risorse alimentari sono cresciute più della popolazione, infatti sempre più persone escono dalla povertà e dalla malnutrizione”. Questa opzione è scelta dal 13,7% del campione. Poi, c’è chi è dell’opinione che ·per nulla, anzi, nei prossimi decenni c’è il rischio di un calo della natalità e della popolazione che sarà molto dannoso per tutte le società”. Risposta, questa, scelta dal 15,8%.
    Sono in molti (6,8%) a non sapere o non rispondere.
    Sondaggi politici elettorali TP 25 luglio 2025, sovrappopolazione nel mondoDal mondo sovrappopolato alle città affollate: l’overtourism in Italia è un problema?

    Se per 2 italiani su 3 siamo troppi nel mondo, c’è maggior divisione su quanti siano i turisti nel Belpaese. L’opinione dominante è che, in realtà l’Italia non abbia un problema di “troppo turismo” (overtourism). Per il 37,3% “ci sono dei costi, ma i benefici sono di più, il turismo porta posti di lavoro e redditi, soprattutto in aree senza altre risorse”. Per un altro 17,6% è un rotondo “No, anzi, in altri Paesi meno attrattivi del nostro i turisti sono ancora di più, il turismo in Italia è poco, va incentivato ed aumentato”.
    Dall’altro lato, poco meno di un rispondente su cinque (19%) sostiene che “Sì, in molte aree il turismo senza controllo sta facendo danni, alzando i prezzi e rendendo più difficile trovare un alloggio. Va fatto diminuire”. E ancora, per il 23,8%, c’è troppo turismo solo “in parte, perlomeno in alcune città d’arte, ma è inevitabile, non possiamo bloccarlo, ma provare a indirizzarlo verso altre mete meno affollate”
    Andando a sommare le risposte, una maggioranza di italiani crede che non sia un problema o che, per lo meno, questo porti più benefici che svantaggi.
    Sondaggi politici elettorali TP 25 luglio 2025, overtourism in ItaliaCultura e politica: un terreno di scontro. E nel caso Gergiev, maggioranza italiani critica l’annullamento del concerto

    Passiamo a un argomento che connette cultura e politica. Abbiamo chiesto se sia stato giusto annullare il concerto del direttore d’orchestra Gergiev (nella splendida reggia di Caserta), ritenuto troppo vicino a Putin. Qui c’è una maggioranza sostenuta di contrari all’annullamento del concerto. Infatti, per il 37,4% (risposta più frequente) “si tratta di russofobia, una forma di persecuzione ingiusta e ipocrita da parte dell’Occidente verso tutto ciò che è russo”. A seguire, un italiano su quattro (25,3%) afferma che “è giusto contrastare Putin e sanzionare la Russia, ma artisti e sportivi andrebbero esclusi da questi provvedimenti”.
    Dal lato di chi appoggia il pressing per annullare il concerto di Gergiev, c’è il 18,4% del campione per cui “non si tratta solo di sanzionare la Russia, ma in particolare una persona che più volte ha mostrato il proprio sostegno al regime di Putin”. Segue, con il 15,7%, una risposta simile (ma con una differenza): “Sì, è giusto, ma lo stesso trattamento andrebbe riservato agli artisti israeliani, soprattutto se non hanno preso le distanze dagli atti di Netanyahu”.
    Sondaggi politici elettorali TP 25 luglio 2025, annullamento concerto GergievSondaggi politici Milano, Sala deve dimettersi? Italiani divisi

    E prima delle intenzioni di voto passiamo al caso giudiziario-politico del mese (se non dell’anno): l’indagine sull’urbanistica a Milano e l’avviso di garanzia per il sindaco Sala. Abbiamo chiesto ai nostri lettori se, a loro avviso, il primo cittadino sostenuto dal centro-sinistra Giuseppe Sala dovrebbe dimettersi.
    Il campione si divide quasi a metà, con una leggera maggioranza che si mostra contraria alle dimissioni (49% vs 46,2%).
    Per il 39,3% “a prescindere dal merito della questione, un avviso di garanzia non può essere una dichiarazione di colpevolezza”. Dall’altra parte, per il 29,5% deve dimettersi perché “in quanto primo cittadino è il responsabile politico di questa stagione di abusi, irregolarità e probabilmente corruzione che Milano ha vissuto”.
    Le risposte minoritarie, poi affermano che “Sì, non è detto che sia colpevole, ma per consentire a Milano di funzionare è meglio che a governare sia un sindaco non indagato” (16,7%). Infine, per il 9,7% “No, le indagini e il polverone intorno sono esagerati, Milano ha vissuto una stagione di crescita e rinnovamento, il cui merito è anche di Sala”.
    Sondaggi politici elettorali TP 25 luglio 2025, dimissioni sindaco SalaSondaggi politici elettorali TP, intenzioni di voto 25 luglio 2025 e fiducia in Giorgia Meloni

    Chiudiamo, al solito, con intenzioni di voto e fiducia nella premier Meloni. FdI tocca un nuovo minimo (29%) mentre cala anche il PD (22,1%, in discesa di due decimi come il primo partito italiano). Stabile il M5S al 12,5%, si segnala il leggero calo sia di AVS che di Azione (entrambe di un decimo). Per Calenda si tratta dell’ennesimo passetto indietro rispetto alla soglia di sbarramento (3%). Aumenta in maniera sensibile il dato degli altri partiti qui non sondati direttamente, che passa dall’1,7 al 2,2% (+0,5%).
    Sondaggi politici elettorali TP 25 luglio 2025 intenzioni di votoPer Meloni, primo rimbalzo positivo abbastanza marcato, che passa dal 36,2% di fiducia al 37,4%. Rimane molto alto il dato di chi non ha la minima fiducia nella premier: oltre uno su due (52,5%).  QUI, il sondaggio della scorsa settimana
    Sondaggi politici elettorali TP 25 luglio 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.700 interviste raccolte tra il 22 e il 24 luglio 2025
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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  5. #195
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, il Pd perde mezzo punto, Avs lo guadagna


    Gradimento dei leader, Conte stacca Schlein
    Il centrodestra rimane stabile ed è una buona notizia per la maggioranza di governo, considerando che per gli ultimi sondaggi elettorali di Tecné, così come gli altri, è ancora largamente in testa e molto forte. Fratelli d’Italia è al 30,2%, due decimali più in alto rispetto a giugno, mentre la Lega proprio due decimali li ha persi ed è all’8,4% e Forza Italia è stabile all’11%.
    All’opposizione si assiste al declino del Pd, che è al 21,4% ed ha mezzo punto in meno di un mese fa, ad approfittarne sono gli alleati, come Verdi e Sinistra che rispetto a giugno sono saliti dal 6% al 6,5%, e come il Movimento 5 Stelle, al 12,2% dopo avere guadagnato tre decimali nell’ultimo mese.
    Al centro Azione, al 3,3%, ha perso un decimale, come Italia Viva, all’1,9%, mentre è in recupero +Europa all’1,7%, due decimali in più rispetto a giugno.
    In calo, infine, le liste minori, ora al 3,4%, lo 0,3% in meno rispetto a un mese fa.

    Sondaggi elettorali Tecné, la fiducia in Meloni sale ancora

    Notizie ancora migliori vengono per la maggioranza sul versante della fiducia verso governo e principali leader. I sondaggi elettorali di Tecné evidenziano un incremento mensile di quanti danno la sufficienza all’esecutivo, che sono il 43%, mentre sono scesi di mezzo punto gli insoddisfatti, che sono il 49,7%, uno dei valori più bassi degli ultimi mesi. Salgono poi al 7,3% gli indecisi.
    I sondaggi di Tecné mostrano anche che è alta pure la fiducia nei leader di centrodestra, quella in Meloni ha raggiungo il 46,3%, un decimale in più rispetto a luglio, così come quella in Tajani, che è al 39,6% dopo essere anch’essa aumentata dello 0,1%.
    Ancora maggiore è stato l’incremento per Conte, al 31%, lo 0,4% in più rispetto a giugno. Il leader del Movimento 5 Stelle allunga le distanza su Schlein, che è al 29,6%, lo 0,3% in meno rispetto a un mese fa. In discesa, anche se solo dello 0,1%, è anche Salvini, al 26,9%, mentre Calenda torna dopo molto tempo al 20%, salendo in un mese di quattro decimali.
    Nonostante la crescita delle intenzioni di voto per il loro partito per Bonelli e Fratoianni non ci sono miglioramenti, anzi, il loro livello di fiducia rimane al 15,9%, in calo dello 0,3% nel caso di Bonelli e stabile per Fratoianni. Sotto c’è al 15,3% Magi, in discesa anch’esso, dello 0,2%, e poi Matteo Renzi, ultimo e stabile al 13,5%.

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  6. #196
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    Lightbulb Sondaggi politici, in Campania nel centrodestra testa a testa tra Carfagna e Piantedo


    Nel centrosinistra è nettamente preferito Fico
    Dopo la fine del lungo regno di De Luca in Campania è tempo di nuovi nomi in vista delle elezioni regionali dell’anno prossimo. Le coalizioni si confrontano, partendo, secondo gli ultimi sondaggi politici di Piepoli, dai dati sulla qualità della vita di chi in Campania abita. Secondo il 45% c’è stato un peggioramento, ma sommando quanti hanno visto un miglioramento, il 15%, e quanti pensano si stia come prima, il 39%, in realtà gli insoddisfatti sono minoranza.

    Sono minoranza, ma non piccola, anche i soddisfatti per l’operato del Presidente della Regione e la sua Giunta. sono il 43%, che salgono però al 56% in provincia di Caserta e al 47% in quella di Napoli, ma scendono al 34% in provincia di Avellino.
    Sondaggi politici Piepoli, Fico al 56% tra chi gli elettori di centrosinistra

    I sondaggi politici di Piepoli, però, si concentrano soprattutto sulla figura dei possibili candidati alla presidenza della Campania. Sulla carta parte in vantaggio il centrodestra, il 35% dei campani vorrebbe che il nuovo Presidente appartenesse a quest’area, mentre a volerne uno di centrosinistra sono il 28%. Ma il 37% è indeciso. Prevale la richiesta di qualcuno con esperienza, competente, che sia un buon amministratore e ben il 40% preferirebbe un uomo contro il 10% di chi vorrebbe una donna e il 50% che è indifferente.

    Tra gli elettori di centrodestra c’è poca conoscenza di alcuni potenziali candidati, come Trombetti, Zinzi, Cirielli, Romano, mentre Piantedosi e Carfagna di più, anche se non vanno oltre il 60% di conoscenza.
    Sono Trombetti e Romano a raccogliere più fiducia, con il 42% e 41% del gradimento, almeno tra coloro che li conoscono, che però non sono molti.

    Infatti ad essere in testa tra tutti coloro che potrebbero votare centrodestra, quindi eliminando dalle risposte chi non voterebbe mai un candidato di questa coalizione, sono Piantedosi, con il 28%, e Carfagna, con il 26%. A distanza gli altri.

    Meno incertezze nel campo del centrosinistra. Qui è Roberto Fico a prevalere nettamente. Tra chi voterebbe uno dei candidati della coalizione secondo i sondaggi politici di Piepoli in Campania vince il pentastellato con il 56%, mentre Costa segue a distanza con il 20%.

    Questi sondaggi politici sulla Campania sono stati realizzati tra il 17 e il 18 luglio da Piepoli su 609 persone con metodo Cati.
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, ancora in crescita il M5S


    Sulla riforma della giustizia sono ancora tantissimi gli indecisi
    Il trend che vede da tempo il Movimento 5 Stelle in rialzo sembra proseguire e prendere forza. Secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Swg il M5S ha guadagnato lo 0,4% in una settimana, portandosi al 13,4%, il valore più alto dalle europee che videro una sonora sconfitta per il movimento di Conte. I valori di un tempo sono ancora lontanissimi, ma la tendenza all’ascesa è netta.
    Al contrario, all’opposizione per il Pdc’è un calo di tre decimali che lo porta al 22,4%, mentre Verdi e Sinistra scendono di due, a un pur ottimo 6,7%.
    Nella maggioranza la situazione è piuttosto stabile: sia Fratelli d’Italia che Lega rimangono fermi, rispettivamente al 29,9% e all’8,4% come Noi Moderati, all’1%, mentre Forza Italia risale dello 0,2% all’8,1%.
    Al centro da un lato Azione perde due decimali, ed è al 3,3%, dall’altro Italia Viva e +Europa crescono, rispettivamente dello 0,2% e dello 0,1%, finendo al 2,6% e al 2,1%. Le liste minori scendono dello 0,2% al 2,1%.


    Sondaggi elettorali Swg, la riforma della giustizia conterà poco per gli italiani

    La riforma della giustizia sembra essere la tipica tematica che scalda molto gli animi di chi è impegnato quotidianamente in politica, ma poco quelli degli elettori. Secondo questi sondaggi elettorali di Swg sono pochi coloro che esprimono sentimenti netti, positivi o negativi. Per esempio, se il 29% pensa che la separazione delle carriere favorirà l’imparzialità dei giudici e il 19% crede che non lo farà, per il 33% avrà su questo versante effetti positivi e negativi in egual misura e per il 19% non avrà nessun effetto particolare.

    E se si dovesse tenere un referendum sulla questione, come voterebbero gli italiani? Secondo questi sondaggi elettorali di Swg, i Sì supererebbero di molto i no, 44% a 21%, con l’82% dei sostenitori della maggioranza che sarebbe favorevole e il 42% di quelli dell’opposizione che voterebbe no. A essere a favore, però, è anche il 23% di chi ha votato per un partito di centro o sinistra. Sono tantissimi gli indecisi o coloro che non voterebbero, forse pensando ci sia una soglia di affluenza, per fare fallire il referendum? Sono ben il 35%.

    Questi sondaggi elettorali sono stati svolti tra il 23 e il 25 luglio con metodo Cawi su 800 persone, quelli sulle intenzioni di voto tra il 23 e il 28 luglio con metodo Cati-Cami-Cawi su 1.200 soggetti.
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, Palestina: per 1 italiano su 2 è vergognoso non averla ancora r


    Sondaggi politici TP, Palestina: per 1 italiano su 2 è vergognoso non averla ancora riconosciuta
    Ben ritrovati con il nostro consueto appuntamento del venerdì, dedicato ai dati di attualità politica raccolti nel corso degli ultimi giorni. Oggi vi presentiamo i risultati del sondaggio focalizzati su due temi chiave: l’accordo commerciale Ue–Usa e il riconoscimento dello Stato palestinese. A questo aggiungiamo anche la valutazione dell’adesione italiana all’Unione Europea. Chiudiamo, come sempre, con le intenzioni di voto aggiornate al primo agosto.
    Sondaggi politici TP, accordo dazi USA-UE: un plebiscito di negatività. E ora bisogna rinegoziare

    Partendo proprio dall’accordo commerciale sottoscritto da USA e UE, l’opinione degli italiani è, in larghissima parte, negativa. L’accordo è di fatti positivo per appena il 4,1% del campione che considera che la UE ha un avanzo commerciale eccessivo verso gli Usa, che hanno sempre pagato per la sua difesa, era giusto effettuare un riequilibrio. C’è un 21,9% che sostiene che fosse “il meno peggio. I dazi del 15% li pagano prevalentemente aziende e consumatori americani, sono gli Usa a ottenere gli svantaggi maggiori”.
    Dall’altra parte, troviamo 7 italiani su 10 che giudicano negativamente la negoziazione portata avanti dall’UE. Per il 39,6% “non ha saputo negoziare, doveva essere più dura, mettendo dazi equivalenti a quelli Usa per costringere Trump a fare marcia indietro”. Per un altro 30,5% “la UE è un totale fallimento, avremmo dovuto negoziare per conto nostro, persino San Marino ha avuto condizioni migliori di noi”.
    Sondaggi politici TP, 1 agosto 2025, valutazione dell’accordo USA-UEEd ecco che, allora, si evidenzia la necessità di rinegoziare l’accordo in maniera più o meno marcata. Infatti, soltanto l’11,6% del campione si dichiara favorevole a ratificarlo subito, anche se non lo considera un accordo completamente positivo, “perché meglio dell’incertezza e di una guerra commerciale prolungata”.
    Ben il 33,5% vorrebbe invece rigettare l’accordo e chiederne la rinegoziazione alla Commissione Europea, magari con eventuali ritorsioni verso gli USA. Altri (27%) sarebbero disponibili ad approvarlo solo se l’Italia riuscisse a strappare maggiori esenzioni in settori chiave (farmaceutico, alimentare, automotive). Infine, il 24,5% chiede uno strappo netto: niente più accordi tramite Bruxelles, ma una trattativa bilaterale diretta tra Roma e Washington, per ottenere condizioni migliori.
    Sondaggi politici TP, 1 agosto 2025, cosa fare ora con l’accordo USA-UESondaggi politici, Italia-UE: nonostante le critiche, meglio rimanere insieme

    Riproponiamo, allora, una di quelle domande sempreverdi, utili da riproporre a distanza di tempo per valutare l’andamento: Secondo lei l’Italia ha fatto bene ad aderire all’Unione Europea?
    Il 47,9% degli italiani crede che sia stato un bene aderire e che uscirne ora sarebbe dannoso sotto ogni punto di vista. A questo aggiungiamo un 14% che ritiene non si sarebbe mai dovuto aderire, ma giudica oggi l’uscita troppo rischiosa.
    In generale c’è una importante area di disincanto europeista: il 14,8% pensa che “sulla carta fu una buona idea, ma ora sarebbe meglio uscire” per via delle opportunità mancate. Infine un 21,6% chiede l’uscita appena possibile. Tradotto: un italiano su cinque vorrebbe uscire dall’Unione Europea.
    Sondaggi politici TP, 1 agosto 2025, l’adesione all’UESondaggi politici TP, Palestina: per 1 italiano su 2 è vergognoso non averla ancora riconosciuta

    Chiudiamo con una delle tematiche che faranno parlare di più da qui fino alla prossima riunione dell’Assemblea dell’ONU a settembre: il riconoscimento dello Stato palestinese. Francia, Canada e UK sono tra i Paesi che hanno affermato che riconosceranno ufficialmente la Palestina. In Italia, Meloni e Tajani temporeggiano, mentre la Lega parla di regalo ai terroristi. Le opposizioni spingono per riconoscere la Palestina.
    Andando al campione, la risposta dell’opinione pubblica è netta: per il 51,7% degli intervistati lo Stato della Palestina va riconosciuto al “più presto possibile, è una vergogna che ancora non sia stato fatto”. Poi, una parte consistente del campione (23,4%) si mostra favorevole ma con prudenza: per questi, il riconoscimento dovrebbe arrivare solo “dopo un processo di pace che assicuri che a guidare la Palestina non siano gruppi terroristici come Hamas”.
    Più scettico (ma non marginale) il 18,4% degli intervistati, che nega l’esistenza di un’autorità statale funzionante e reputa per ora impossibile un riconoscimento. Solo il 4,5% sposa una posizione più radicale: la Palestina, a loro avviso, “non esiste”, ed è una “invenzione”, sostenendo che solo Israele sia in grado di garantire sicurezza e stabilità nell’area. Gli indecisi o non rispondenti si fermano al 2%, dato particolarmente basso quando si tratta di questioni di politica internazionale e segno, per ende, dell’interesse degli italiani sulla tematica.
    Sondaggi politici TP, 1 agosto 2025, riconoscimento dello Stato palestineseSondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 1 agosto 2025: FdI scende al di sotto del 29%

    Chiudiamo, al solito, con intenzioni di voto e fiducia nella premier Meloni. Proprio il primo partito italiano continua a calare e, dopo molto tempo, ritorna al di sotto del 29%, fermandosi al 28,8%. Il Partito Democratico si conferma secondo al 22,3%, con un incremento del +0,2%. Leggera flessione di un decimo per il Movimento 5 Stelle al 12,4%, mentre Lega (8,7%) e Forza Italia (8,5%) continuano la loro corsa appaiata in cui nessuna delle riesce a staccare l’altra.
    Alleanza Verdi Sinistra risale al 6,5%, mentre Azione (3,1%) fa registrare un ottimo +0,2% che gli permette di superare la soglia di sbarramento toccando un nuovo massimo. QUI, il sondaggio della scorsa settimana
    Sondaggi elettorali intenzioni di voto 1 agosto 2025Infine, la fiducia in Giorgia Meloni torna a calare (36,3%, in flessione di oltre un punto rispetto al 37,4% della scorsa settimana e il dato aggregato di nulla+poca fiducia che tocca il 63,1%).
    Sondaggi politici TP, 1 agosto 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.500 interviste raccolte tra il 29 e il 31 luglio 2025
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Winpoll, Fratelli d’Italia sotto il 28%


    Per il 52% degli italiani Sala non dovrebbe dimettersi
    Ci sono sondaggi elettorali, come quelli di Winpoll, che si distinguono nettamente dalla media, in questo caso a fare la differenza è la stima del dato di Fratelli d’Italia, che è data solo al 27,9%. Tuttavia si deve considerare che si tratta di una tendenza strutturale per questo istituto, per questo la cosa migliore è effettuare un confronto con i suoi stessi sondaggi precedenti, da cui emerge in realtà una crescita di tre decimali per il partito della Presidente del Consiglio rispetto a luglio.
    Nella maggioranza, poi, Forza Italia e Lega sono rispettivamente al 9,1% e all’8,7%, con il partito di Tajani che guadagna tre decimale e quello di Salvini che li perde.
    All’opposizione il Pd è più forte che per gli altri istituti, al 23,6%, ma in discesa dello 0,3%, mentre il Movimento 5 Stelle non vede lo stesso successo che altri gli attribuiscono: è all’11%, in diminuzione anch’esso di tre decimali. Non meglio va all’Alleanza Verdi Sinistra, al 6,3%, in calo dello 0,3%, né ad Azione, che subisce addirittura un crollo dal 3,5% al 2,6%, mentre Italia Viva sale dal 2,7% al 2,8% e +Europa dall’1% all’1,3%.
    C’è poi un calo dello 0,2% per Pace Terra Dignità, all’1,5% e un forte aumento delle formazioni minori, che passano dal 3,9% al 5,2%.

    Sondaggi elettorali Winpoll, c’è molta incertezza sulle indagini di Milano

    Questi sondaggi elettorali si concentrano anche sui temi di maggiore attualità, come l’indagine sulla presunta corruzione nell’edilizia a Milano. C’è molta incertezza sul tema, se il 14% afferma di non conoscerla, ben il 34% ammette di non avere un’idea sulle responsabilità dell’amministrazione comunale. A dire che queste ci sono e sono pesanti è il 37%, mentre per il 15% non è accaduto nulla di grave.
    Ad essere dalla parte dell’accusa sono soprattutto coloro che hanno tra 45 e 65 anni, del Nord, e che votano Lega. Tra questi ultimi arrivano al 62%, mentre i colpevolisti sono di più tra quanti votano Verdi e Sinistra che tra i forzisti
    E cosa pensano gli italiani del sindaco Sala? A volere le sue dimissioni è una minoranza, il 48%, che però diventa maggioranza tra chi ha 30-34 anni, 52% e tra 45 e 65, 55%. Sono più dure con lui le donne, il 51% delle quali pensa che dovrebbe dare le dimissioni, e chi abita al Centro, con il 52% e naturalmente chi vota centrodestra, tra i leghisti a volerlo dimissionario è il 77%, ma arriva al 56% anche tra i pentastellati.
    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 27 e il 29 luglio su 1.500 persone con metodo Cati-Cami-Cawi.
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    Lightbulb Sondaggi politici Bidimedia, il 52% dei romani approva Gualtieri


    Il 60% pensa che la gestione di Giubileo e funerale del Papa sia stata positiva
    Buone notizie per il sindaco di Roma Gualtieri dagli ultimi sondaggi politici di Bidimedia. Il 32% dei romani sarebbe molto soddisfatto da una sua riconferma, il 20% abbastanza, il 52% in tutto, contro il 45% che lo sarebbe poco, l’11%, o per nulla, il 34%, e un 3% che è invece indeciso.
    Si tratta di una consultazione che arriva a meno di due anni dalle prossime elezioni comunali che si terranno nella primavera 2027 e che dovranno confermare o bocciare il primo cittadino attuale, eletto nell’ottobre del 2021.
    Sondaggi elettorali Bidimedia, il 42% pensa un nuovo sindaco farebbe meglio di Gualtieri

    Un’altra domanda, però, non sembra dare esiti molto confortanti per l’attuale sindaco della Capitale: per il 42% un nuovo primo cittadino potrebbe fare meglio di lui e solo il 36%, invece, risponde di no, ma sono tanti gli indecisi, il 17%.
    I sondaggi di Bidimedia sottolineano comunque che è stata molto apprezzata la gestione di due eventi che hanno coinvolto molto Roma e i romani, ovvero il Giubileo, ancora in svolgimento, e il funerale di Papa Francesco, in aprile.
    Per il 60% è stata positiva e ha dato un’immagine della Capitale come di una città ordinata e in rinnovamento, solo per il 23% ha rivelato inefficienza al mondo. Anche qui, comunque, gli indecisi, il 17%, non sono pochi.
    Questi sondaggi politici di Winpoll sono stati realizzati tra il 21 e il 29 luglio su 1.500 soggetti con metodo Cati-Cami-Cawi
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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