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Discussione: Termometro Sondaggi

  1. #291
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    Lightbulb Sondaggi politici Piepoli, i Sì al referendum in calo del 4%


    Il 44% degli italiani ha fiducia in Giorgia Meloni
    Secondo le ultime rilevazioni dell’Istituto Piepoli la fiducia nel Presidente del Consiglio rimane alta, considerando che sono passati tre anni e mezzo dal suo insediamento. Per questi sondaggi politici si attesta al 44% (somma di “molta” e “abbastanza”), per Piepoli c’è una minima flessione di un punto percentuale rispetto alla rilevazione precedente, ma è un dato che conferma la resilienza della premier nonostante il tempo che passa. A fidarsi poco o per nulla sono comunque di più il 52%, tra questi il 32% mostra un livello di fiducia pari a zero.
    Il consenso resta granitico all’interno della coalizione di governo, all’87% con picchi del 97% tra gli elettori di Fratelli d’Italia. Leggermente più tiepidi quelli di Forza Italia (75%) e della Lega(68%), ma con valori largamente sopra il 50%.
    All’opposizione, la sfiducia è quasi totale: solo il 16% degli elettori di Centrosinistra e il 12% del M5S promuove l’operato della premier.

    Referendum Giustizia, per i sondaggi politici di Piepoli il 25% è ancora indeciso

    Il dato più significativo di questi sondaggi politici di Piepoli riguarda però le intenzioni di voto per il referendum sulla giustizia. Sebbene il resti in vantaggio al 55%, si registra un calo di 4 punti che finisce direttamente nel bacino del No, salito al 45%.
    La spaccatura tra gli elettorati è evidente: il centrodestra voterebbe compattamente per il Sì con il 92%, con un consenso che è massimo tra gli elettori di Fratelli d’Italia e Lega, con il 94% e 93%, mentre tra i forzisti, nonostante il tema sia quello della giustizia, si scende leggermente, all’84%. Di contro, ci sono alcuni elettori del centrosinistra, il 26%, che voterebbero Sì, assieme al 32% di quelli del Movimento 5 Stelle.
    Il vero nodo resta però la partecipazione: la stima dell’affluenza è ferma al 43%, un dato molto basso Con un 25% di elettori che ancora dichiara di “non sapere”, e che forse ancora non sanno che non è previsto un quorum, la partita comunicativa delle prossime settimane sarà decisiva per spostare gli equilibri di un Paese che appare profondamente diviso.
    Questi sondaggi sono stati realizzati tra il 9 e l’11 febbraio su 500 persone con metodo Cati-Cami-Cawi
    L'articolo Sondaggi politici Piepoli, i Sì al referendum in calo del 4% proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  2. #292
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Emg, Vannacci danneggia sia centrodestra che centrosinistra


    Conta l’aumento dell’affluenza e l’esordio di Futuro Nazionale
    Un po’ a sorpresa l’esordio del partito del generale Vannacci non sembra colpire solo il centrodestra, ma secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Emg anche il centrosinistra.
    Futuro Nazionale otterrebbe il 2,9%, ma non tutto il consenso proviene dalla Lega o Fratelli d’Italia, bensì anche dagli astenuti, a quanto pare. L’affluenza infatti è prevista in aumento del 3% e raggiungere il 58% e se gli elettori in più premiano Vannacci e in parte compensano nel centrodestra l’emorragia di voti, che è dell’1,6%, non sembrano indirizzarsi verso il centrosinistra. Anche questo arretrano visto che il bacino degli elettori anche rimane stabile si misura su una platea complessiva che cresce e la coalizione perde l’1,5%.
    A livello di partiti c’è un deciso calo per Fratelli d’Italia, che scende dal 28% al 27%, una delle percentuali più basse tra quelle che gli vengono attribuite ora, ma arretra anche la Lega, colpita dalla scissione di Futuro nazionale: perde lo 0,8% e va al 7,6%, mentre per Forza Italia c’è un aumento dello 0,4% che la porta al 9%. Noi Moderati, invece perde uno 0,2% e va all’1,4%.
    Nel campo del centrosinistra e delle opposizioni, il Partito Democratico lascia sul terreno mezzo punto e arretra 22,2%, ma va male anche il Movimento 5 Stelle che cala dello 0,4% ed è ora 12,1%, mentre Alleanza Verdi-Sinistra rimane stabile al 6,1%. Più staccate e in arretramento le forze liberali e riformiste: Italia Viva raccoglie il 2,4%, giù dello 0,3%, e +Europa l’1,6%, in netto calo rispetto al precedente 1,9%.
    L’area di Centro vede un recupero, visto che da Azione sale di due decimali e arriva al 3,0% e il Partito Liberal Democratico di uno, portandosi al’1,8%.
    Tra gli altri partiti, Democrazia Sovrana e Popolare scende all’1,6%, mentre le altre liste minori rimangono all’1,3%.
    Sondaggi elettorali Emg, referendum sulla giustizia, il NO fa un balzo di 6 punti

    Sul fronte del Referendum sulla giustizia i cambiamenti sono anche più intensi rispetto alle intenzioni di voto. I sondaggi elettorali di Emg registrano la crescita verticale del No, che sale del 6,3% al 36,9% e suggeriscono che la campagna elettorale stia entrando in una fase calda.
    I Sì scendono poco, dell’1,1%, ma il 44,9% che raggiungono rappresenta una minoranza e tutti gli occhi sono sugli indecisi, che stanno scendendo velocemente e sono diminuiti in questa occasione del 5,2%
    Questi sondaggi elettorali sono stati effettuati con rilevazione telematica su panel tra il 9 e il 10 febbraio
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  3. #293
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, ancora giù il centrodestra, sale Vannacci


    Verdi e Sinistra superano la Lega
    Continua a tenere banco nello scenario politico italiano la novità Vannacci, che secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Swg continua a indebolire il centrodestra.
    Fratelli d’Italia, infatti, subisce una flessione dello 0,3% che porta il partito guidato da Giorgia Meloni al 29,8%. Giù anche la Lega, che scende dello 0,2%, scivolando al 6,4% All’interno della coalizione di governo, Forza Italia mostra una notevole stabilità attestandosi all’8,4 per cento, mentre. Chiude la compagine di maggioranza Noi Moderati, che si attesta all’1,1 per cento.
    In questo contesto si inserisce con forza la nuova formazione di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, che finisce al 3,6%, in crescita dello 0,3% in una settimana, decimali evidentemente tolti soprattutto ai partiti di centrodestra.
    Sul fronte delle opposizioni, il Pd si mantiene, al 22%, subisce un arretramento dello 0,2%, mentre il Movimento 5 Stelle segue vede una piccola crescita, di un decimale, che lo porta all’11,8%. Risultato positivo per l‘Alleanza Verdi e Sinistra, che sale dello 0,2% al 6,6% e, dato storico, supera la Lega. Tra gli altri partiti di centrosinistra Italia Viva guadagna un decimale andando al 2,3% e +Europa invece lo perde attestandosi all’1,4 per cento. Nell’area del centro, Azione cresce dello 0,2% fino al 3,3%, come le altre formazioni minori, che sono stabili.

    Sondaggi elettorali Swg, il 51% degli elettori di centrodestra vuole Vannacci in coalizione

    Da chi prende più voti Vannacci? Secondo i sondaggi elettorali di Swg drena voti soprattutto agli alleati di governo: l’1,4% proviene dalla Lega e l’1,2% da Fratelli d’Italia. Contributi minori arrivano da Forza Italia e Noi Moderati per lo 0,2%, da CasaPound per lo 0,3% e dall’area dell’astensione per lo 0,5%

    Per quanto riguarda la percezione di Futuro Nazionale, l’elettorato è molto diviso: per il 28% degli italiani rappresenta una deriva estremista, mentre per il 26% si tratta principalmente di un’iniziativa personale legata alla figura del generale, percentuale che diventa del 39% tra gli elettori di maggioranza . Se per il 9% si tratta di una forma di protesta contro il sistema politico c’è chi pensa che si tratti di una reazione al politicamente corretto e un tentativo di rafforzare i valori tradizionali: sono il 16%, ma diventano il 27% tra chi vota centrodestra.

    Proprio tra questi ultimi una maggioranza, il 51%, pensa che Vannacci dovrebbe rimanere nella coalizione di centrodestra, solo il 27% crede che debba essere escluso, ma sono tanti, il 22%, gli indecisi sul tema.

    Questi sondaggi elettorali sono stati effettuati con metodo Cawi tra l’11 e il 13 febbraio su 800 sondaggi, mentre quelli sulle intenzioni di voto tra l’11 e il 16 febbraio con metodo Cati-Cami-Cawi su 1.200 persone
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  4. #294
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, referendum Giustizia: maggioranza italiani crede che vincerà il


    Sondaggi politici TP, referendum Giustizia: maggioranza italiani crede che vincerà il sì
    Bentornati con il sondaggio settimanale di Termometro Politico. A un mese dal referendum sulla giustizia, chiediamo di fare una previsione: chi vincerà? Il sì o il no? Unitamente, parliamo dell’azione della magistratura quando tratta di immigrazione. Poi, due temi di politica europea: il riarmo della Germania e l’idea di un euro digitale. Cominciamo.
    Sondaggi politici, referendum Giustizia: relativo equilibrio nei voti ma maggior ottimismo da parte di chi è per il “sì”

    Ma, allora, chi vince? Il vento sembra tirare a favore del “sì”. Il 45,1%, infatti, crede che per fortuna vincerà il sì. A questi, si aggiunge un 9,1% che sostiene che il sì vincerà…purtroppo. Dall’altro lato, il 34,9% crede che fortunatamente vincerà il “no”, e solo un altro 3,2% pensa che purtroppo la riforma non sarà approvata dagli italiani.
    Andando a tirare le somme, coloro che sono dichiaratamente a favore rappresentano il 48,3% del campione. Coloro che, invece, voteranno (o voterebbero) “no” rappresentano il 44% del campione. Quindi, un sostanziale equilibrio, considerando che c’è anche un 7,7% di persone che non sa o non intende rispondere.
    Il dato che sicuramente spicca maggiormente è la differenza di fiducia nelle possibilità di vittoria della propria posizione. Infatti, per ogni “scettico” a favore della riforma, ce ne sono tre, di pessimisti, riguardo l’esito della consulta. E questo è un dato da tenere in conto, che può incidere sulla partecipazione alle urne nel weekend del 22 e 23 marzo.
    Sondaggi politici elettorali TP 20 marzo 2025, chi vincerà il referendum Le diverse opinioni sulla magistratura e i possibili aiuti agli immigrati

    Uno dei pilastri narrativi per il “sì” alla riforma riguarda i supposti aiuti della magistratura agli immigrati che commettono reati e vanificando le decisioni e le leggi di chi governa. Uno dei casi più rilevanti è sicuramente quello del centro aperto in Albania ma scarsamente utilizzato per via di una serie di sentenze e disposizioni che ne limitano l’operatività.
    L’opinione riguardo al tema è comunque contrastante e non c’è una maggioranza. Da un lato, il 40,1% crede che sia effettivamente così e che i magistrati impediscano espulsioni o carcercazioni di immigrati. A questo, si aggiunge un altro 9,3% che lo ritiene un fenomeno esistente ma minoritario.
    Dall’altra parte, il 31,5% crede che non solo la magistratura non aiuti propriamente gli immigrati ma che è il governo a fare leggi liberticide e spesso neanche applicabili. In questo modo, si sostiene, i giudici difendono i principi di legalità e i diritti umani. Si aggiunge, infine, un 17,5% Che non ci vede alcun complotto o deriva particolare, ma solo eventuali episodi di inefficienze “come in ogni organo dello Stato”.
    Tirando le somme, i due fronti sono praticamente equivalenti (49,4% per chi considera che i magistrati aiutino gli immigrati contro il 49% che non crede in questa affermazione).
    Sondaggi politici elettorali TP 20 marzo 2025, magistrati e immigrazione Il riarmo della Germania spaventa o rassicura: non ci sono vie di mezzo

    Passiamo ora alla politica europea. La Germania sta investendo moltissimo nella difesa e punta a fare diventare l’esercito tedesco il più forte d’Europa. Abbiamo chiesto se questo la preoccupa. Le risposte mostrano una forte polarizzazione: il 42,6% è preoccupato “perché la Germania ha sempre cercato di dominare e in un certo senso sottomettere l’Europa economicamente, in futuro si rischia anche militarmente”. Dall’altro lato, la maggioranza composta dal 44,6% del campione dice che “No, anzi, è positivo che il più grande Paese democratico europeo si rafforzi di fronte all’aggressività della Russia e alla deriva degli USA”.
    Le risposte sono intermedie sono decisamente meno gettonate: solo il 4,4% ha abbastanza paura, “perché questo stimola ancora di più una corsa al riarmo di altri Paesi e ci allontana da un futuro più pacifico”.
    Un altro 5% mostra poco timore “ma dobbiamo sperare che in futuro in Germania non vincano forze nazionaliste e poco democratiche”.
    Sondaggi politici elettorali TP 20 marzo 2025, il riarmo della Germania L’euro digitale piace abbastanza, ma per 1 su 5 si tratta di un enorme pericolo

    Prima di passare alle intenzioni di voto, parliamo dell’ipotesi di euro digitale che dovrebbe competere con i circuiti di pagamento elettronici più rilevanti. L’idea è accolta abbastanza bene: per il 23,5% “È molto positivo, potrebbe essere un’alternativa europea ai mezzi di pagamento elettronici dominati dagli statunitensi come Visa e Mastercard”. Un gran numero di rispondenti, corrispondente al 28,3%, sostiene altrettanto che è positivo, ma “è importante che le alternative all’euro digitale rimangano disponibili e che ci sia una forte protezione dei dati personali”. Nel complesso poco più del 51% è a favore, almeno idealmente, all’introduzione dell’euro digitale.
    Tra i contrari, il 16,4% afferma che “ci sono già soluzioni per i pagamenti, ne arriveranno altre dal mercato, non c’è bisogno di uno strumento controllato da una banca centrale pubblica”. Spicca, poi, il dato del 21,2% che considera l’euro digitale come un enorme pericolo. Questo perché “con l’euro digitale una autorità pubblica, la BCE, prenderebbe il controllo del nostro denaro e quindi della nostra vita”.
    Insomma: buon favore (almeno potenziale), ma anche una cospicua percentuale di persone assolutamente contrarie e preoccupate da questa innovazione.
    Sondaggi politici elettorali TP 20 marzo 2025, l’euro digitale Sondaggi elettorali, intenzioni di voto 20 febbraio 2026

    Passando alle intenzioni di voto, settimana con poche novità. FdI stabile, mentre il M5S recupera due decimi (12,3%), “persi” invece dal PD (21,8%) e da AVS (6,3%). Calano, nel centrodestra, sia FI (-0,1%) che Lega (-0,2%), mentre FN di Vannacci arriva al 3,8% e continua a crescere (+0,2%). Azione torna nuovamente alla soglia del 3%.
    La fiducia nella premier Meloni aggiornata al 20 febbraio 2026

    Chiudendo con la fiducia nella premier, che torna al 40% spaccato grazie al recupero molto forte di 2,1 punti. Un dato ottenuto dopo varie settimane passate al di sotto della soglia psicologica dei quaranta punti.
    Sondaggi politici elettorali TP 20 marzo 2025, fiducia in Giorgia Meloni SEGUI TERMOMETRO POLITICO SU FACEBOOKTWITTER INSTAGRAM
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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  5. #295
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    Lightbulb Sondaggi referendum Giustizia: una panoramica su tutti gli istituti demoscopici


    Sondaggi referendum Giustizia: una panoramica su tutti gli istituti demoscopici
    Manca solo un mese all’appuntamento referendario per validare o meno la riforma della Giustizia. Si vota, infatti, il 22 e 23 marzo. A ridosso dell’appuntamento con le urne, gli istituti demoscopici hanno sondato a più riprese la forza dei sì e dei no. All’intenzione di voto si aggiunge anche il dato sull’affluenza, che pure potrebbe risultare decisivo ai fini della vittoria dell’uno o dell’altro. Da Termometro Politico, vi facciamo una panoramica sulla situazione attuale, con due dati che spiccano su tutti
    Sondaggi referendum Giustizia: a un mese dal voto, prevalgono leggermente i “sì” (specialmente con alta affluenza)

    A un mese dal referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo, i sondaggi restituiscono un quadro tutt’altro che definito. Si può dire, però, che il Sì appare mediamente in vantaggio, ma con margini contenuti e con un numero ancora elevato di indecisi. Più che un orientamento consolidato dell’opinione pubblica, emerge una competizione aperta, in cui il risultato finale potrebbe dipendere soprattutto dalla partecipazione al voto.
    Alta indecisione e una competizione ancora molto aperta

    Le rilevazioni pubblicate nelle ultime settimane da diversi istituti, tra cui Ipsos, SWG, EMG e YouTrend, collocano il Sì generalmente tra il 45% e il 50%, mentre il No oscilla tra il 40% e il 47%. In molti casi gli indecisi restano una quota rilevante dell’elettorato, talvolta superiore al 20%, segno di una scelta ancora in evoluzione. Questo dato, molto ampio, potrebbe mostrare anche la scelta di Meloni di evitare una personalizzazione del referendum, evitando quell’errore strategico commesso nel 2016 da Renzi che portò l’allora primo ministro a dimettersi subito dopo la pubblicazione dei risultati.
    La maggior affluenza favorirebbe il sì

    Un elemento particolarmente interessante riguarda il ruolo dell’affluenza. Diversi istituti hanno simulato scenari differenti, mostrando come un aumento della partecipazione tenda a favorire il Sì, mentre livelli più bassi di mobilitazione portano a un sostanziale equilibrio tra le due opzioni. Questo suggerisce che il referendum potrebbe decidersi non tanto sulle preferenze consolidate, quanto sulla capacità delle due campagne di portare gli elettori alle urne.
    Il dato politico che emerge è quello di un voto sensibile alla fase finale della campagna. Il vantaggio del Sì, quando presente, raramente supera pochi punti percentuali e non appare sufficiente a garantire un esito scontato. Allo stesso tempo, la presenza di molti indecisi indica che una parte significativa dell’elettorato non ha ancora maturato una posizione definitiva sulla riforma, che di per sé ha un grado di complessità rilevante.
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  6. #296
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, Futuro Nazionale non cresce più


    Per l’invio di armi all’Ucraina più favorevoli che contrari
    Vannacci sembra avere raggiunto il proprio picco? Secondo gli ultimi sondaggi elettorali di Swg Futuro Nazionale non cresce più e anzi perde due decimali andando al 3,4%. Il centrodestra non a caso non arretra più.
    Fratelli d’Italia è infatti stabile, si conferma il 29.8% dei consensi, mentre Forza Italia subisce una leggera flessione dello 0,1% e si attesta all’8.3%, e la Lega mostra segnali di ripresa guadagnando lo 0,2% e si porta al 6.6%. Chiude la compagine di maggioranza Noi Moderati, che resta fermo all’1.1%.
    Sul fronte del centrosinistra e del cosiddetto “Campo Largo”, i principali partiti d’opposizione segnano il passo. Il Pd perde lo 0,1% e scende al 21.9%, ma un calo più marcato colpisce del Movimento 5 Stelle che, con una perdita dello 0,3%, scivola all’11.5%. Nota positiva invece per l’Alleanza Verdi e Sinistra, che cresce dello 0,1 arrivando al 6.7%. Tra le altre forze dell’area, +Europa rimane stabile all’1.4%, a fronte di un calo di un decimale di Italia Viva, al 2,2%
    Al di fuori dei blocchi principali, Azione cresce dello 0,2% raggiungendo il 3.5%

    Sondaggi elettorali Swg, solo per il 28% l’Ucraina dovrebbe cedere il Donbass

    I sondaggi elettorali di Swg dedicano ancora ampio spazio al conflitto in Ucraina, rivelando un elettorato italiano molto incerto, ma con un’opinione chiara su alcuni temi. Se il 40% suggerisce che l’Ucraina dovrebbe rinunciare all’ingresso nella NATO per ottenere la pace, solo il 28% pensa che dovrebbe cedere la parte di Donbass che controlla, mentre per il 42% non deve cedere. Ma tanti, il 30%, sono indecisi. Ancora di più, il 45%, pensa che non dovrebbe rinunciare alle garanzie di sicurezza degli Usa e per il 44% non dovrebbe ridurre le forze armate.

    Sulle responsabilità del mancato stop alle armi, il 33% indica Putin come principale colpevole, ma il 27% punta il dito contro il rifiuto ucraino di cedere territori e il 25% ritiene che la prosecuzione convenga a potenze come Stati Uniti e Cina.

    Infine, resta acceso il dibattito sull’invio di armi: il 44% degli italiani è favorevole a continuare il supporto militare, i contrari sono meno, il 38%. Interessante il dato per appartenenza politica: i sostenitori dell’opposizione risultano più favorevoli all’invio di armi, con il 55%, rispetto ai sostenitori della maggioranza, che si fermano al 46%.

    Questi sondaggi elettorali sono stati svolti tra il 18 e il 20 febbraio con metodo Cawi su 800 soggetti. Quelli sulle intenzioni di voto dal 18 al 23 febbraio con metodo Cati-Cami-Cawi su 1.200 persone
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  7. #297
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, referendum: sarà un voto di partito e non nel merito della rifo


    Sondaggi politici TP, referendum: sarà un voto di partito e non nel merito della riforma
    Bentornati con il sondaggio settimanale di Termometro Politico. Continuiamo a parlare del referendum del 22 e 23 marzo che verte sulla riforma della Giustizia. Poi, a distanza di 4 anni dallo scoppio della guerra in Ucraina, parliamo dell’invio di armi da parte dell’Italia all’Ucraina. Spazio anche per la proposta di legge che metterebbe al bando il consumo di carne di asino e cavallo. Chiuderemo, come sempre, con intenzioni di voto e fiducia in Giorgia Meloni.
    Sondaggi politici TP, referendum: si voterà più per partito (preso) che nel merito

    Cominciamo dall’argomento che tiene – e terrà – banco almeno per un altro mese: il referendum sulla riforma della Giustizia. Abbiamo chiesto, per cominciare, se gli italiani voteranno al referendum sulla giustizia in base al merito della riforma, o seguiranno le indicazioni dei partiti.
    Solo il 18,3% ritiene che la maggioranza si esprimerà davvero sui contenuti della riforma. La quota di chi crede in un voto genuinamente meritocratico è minoritaria, seppur non proprio residuale. Il 30,5% prevede che prevarranno le indicazioni di partito, mentre il 27,9% ritiene che la variabile determinante sarà la volontà di rafforzare o colpire il governo Meloni. In sintesi: quasi il 58% degli italiani prevede un voto sostanzialmente politico, non referendario nel senso proprio del termine. Solo il 22,2% si aspetta una divisione equa tra chi voterà nel merito e chi con motivazioni politiche.
    Sondaggi politici elettorali TP 27 febbraio 2026, come si voterà al referendumGli effetti politici del referendum: non sarà come il 2016

    Se il voto sarà politicamente orientato, quali conseguenze ci si aspetta? Anche qui l’opinione pubblica si rivela più disincantata e meno determinante rispetto al referendum costituzionale del 2016 sostenuto dall’allora premier Matteo Renzi.
    Infatti, solo il 6,7% ipotizza conseguenze molto pesanti, fino alle dimissioni di esponenti dello schieramento perdente. Il 21,7% prevede effetti significativi sul consenso in vista delle politiche del 2027. La quota più consistente – il 37,2% – ritiene che ci sarà qualche penalizzazione temporanea per i perdenti, ma senza ripercussioni decisive sul quadro elettorale.
    Quasi un italiano su tre – il 31,9% – sostiene invece che nel giro di poche settimane non si parlerà più del risultato. Il quadro complessivo restituisce quindi un elettorato che considera questo referendum come un momento sì importante, ma non decisivo, di questa Legislatura.
    Sondaggi politici elettorali TP 27 febbraio 2026, effetti politici del referendumInvio di armi in Ucraina: maggioranza rimane contraria, ma aumenta leggermente il consenso grazie a elettori FdI

    Come detto in apertura, a distanza di 4 anni dall’inizio della guerra in Ucraina, chiediamo ai nostri lettori se sono favorevoli o meno all’invio di armi all’Ucraina da parte dell’Italia.
    Il 38,8% degli intervistati si dichiara del tutto contrario all’invio di armamenti. Aggiungendo il 14,7% di chi è “poco” favorevole, si raggiunge una maggioranza assoluta – il 53,5% – che esprime un’avversione che va da tiepida a netta. Chi si dice “molto” o “abbastanza” favorevole totalizza il 44,3%, diviso quasi equamente tra le due opzioni (22,0% e 22,3%).
    Il livello di consenso è cresciuto leggermente nel corso del tempo grazie, in particolare, al forte cambiamento avvenuto tra le fila degli elettori di Fratelli d’Italia: nella prima rilevazione, il sostegno all’invio di armi all’Ucraina era al 35,7% (marzo 2022). Adesso, è giunto al 57,9% (febbraio 2026).
    Sondaggi politici elettorali TP 27 febbraio 2026, invio armi UcrainaCarne di asino e cavallo

    Chiudiamo parlando della proposta di legge che chiede di vietare la vendita e il consumo di carne di cavallo e asino.
    Solo il 16,2% si dichiara molto favorevole al divieto con argomentazioni etiche (“le persone possono nutrirsi sano senza uccidere animali”), e un ulteriore 17,5% sostiene la misura per ragioni culturali – i cavalli come animali d’affezione. Complessivamente, meno di un italiano su tre appoggia il provvedimento.
    La maggioranza relativa – il 33,5% – si oppone non per ragioni gastronomiche, ma per un principio di ordine liberale. A questa si aggiunge un robusto 25,2% che legge nella proposta l’ultimo episodio di una “crociata immotivata contro il consumo di carne” che colpisce la libertà individuale. La somma di contrari raggiunge quasi il 59%, spinta proprio da quella gran parte di campione – una persona su tre – che, pur ammettendo che sia giusto consumare meno carne, “non deve essere lo Stato a imporre cosa mangiare, ma una libera scelta dei cittadini”.
    Sondaggi politici elettorali TP 27 febbraio 2026, consumo della carne di asino e cavalloSondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 27 febbraio 2026: primo stop per FN di Vannacci

    Passiamo ora alle intenzioni di voto. Rispetto alla scorsa settimana c’è il primo stop di FN di Vannacci, che perde ben 4 decimi e cala dal 3,8 al 3,4%. E Calenda si porta in scia di Vannacci, rosicchiando due decimi e salendo fino al 3,2%.
    Tra i partiti maggiori, salgono sia FdI (0,1%) che PD (+0,2%), mentre il M5S perde 3 decimi e scende fino al 12%. Forza Italia torna ad allungare sulla Lega (8,2% a 7,5%). AVS recupera un decimale e si porta al 6,4%.
    Chiudiamo, infine, con la fiducia nella premier Meloni, che torna nuovamente al di sotto della soglia del 40%, garantendosi il consenso di solo il 38,9% del campione, (in flessione dell’1,1% rispetto alla scorsa settimana).
    Sondaggi politici elettorali TP 27 febbraio 2026, fiducia in Giorgia MeloniSEGUI TERMOMETRO POLITICO SU FACEBOOKTWITTER INSTAGRAM
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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  8. #298
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Eumetra, ancora in discesa il centrodestra


    Nel Campo Largo Conte batte Schlein sulla leadership
    Futuro Nazionale, il nuovo partito del generale Vannacci, è cresciuto dopo il proprio esordio, e questo non è certo di beneficio per il centrodestra. Secondo i sondaggi elettorali di Eumetra è aumentato di mezzo punto, portandosi al 3.1%, mentre la maggioranza ha perso lo 0,7%. Fratelli d’Italia vede una flessione dello 0,3% che lo porta sotto il 30%, al 29,9%, rispetto alla settimana precedente, mentre la Lega subisce una contrazione dello 0,3% scendendo al 6,7% e Noi Moderati si attesta all’1,1% con un calo dello 0,1%. Solo Forza Italia rimane stabile, all’8,5%.
    Spostando l’attenzione sul versante delle opposizioni, il Pd scende al 22.1%, per la perdita dello 0,2% in sette giorni, ma anche il Movimento 5 Stelle flette leggermente dello 0,1%, posizionandosi all’11,8%. Tra le altre forze, l’Alleanza Verdi e Sinistra cresce invece dello 0,1% arrivando al 6.5%, seguita da Azione che sale al 3.2% con un incremento dello 0,2%. Italia Viva rimane ferma al 2,3%, mentre +Europa scivola all’1.4% perdendo lo 0,1%.
    In aumento gli altri piccoli partiti che passano dal 3,1% al 3,4%


    Sondaggi elettorali Eumetra, Conte batte Schlein tra gli elettori del Campo Largo

    I sondaggi elettorali di Eumetra hanno inoltre esplorato il gradimento dei leader dell’opposizione tra gli elettori di PD, M5S, AVS e IV. Nel confronto diretto, Giuseppe Conte prevale su Elly Schlein con il 40,1% contro il 33,0%, ma molti, il 19,5% non preferiscono nessuno dei due.

    Se la scelta fosse obbligatoria, il vantaggio del leader pentastellato salirebbe al 55,3% contro il 44,7% della segretaria del Pd. A oggi, insomma, per Eumetra sarebbe lui il candidato premier del Campo Largo.

    Tuttavia, la sorpresa arriva dai nomi più graditi agli elettori del centrosinistra alternativi a questi due. Solo Silvia Salis, sindaca di Genova, raccoglie un buon consenso, con il 55.8% di voti sufficienti, superando Maurizio Landini al 39,2% e Roberto Gualtieri al 36,3%. Seguono Ernesto Maria Ruffini al 32,2% e Franco Gabrielli al 31,8%, probabilmente anche per la scarsa conoscenza che il grande pubblico ha di loro due.

    Questi sondaggi elettorali sono stati svolti il 17 e 18 febbraio con metodo Cawi su 800 persone
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  9. #299
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    Lightbulb Sondaggi politici Tecné, referendum, Sì al 54-56%


    Solo il 43% dice di voler sicuramente votare
    Il referendum sulla riforma della giustizia si avvicina e i sondaggi politici di Tecné danno priorità alle intenzioni di voto su questo tema.
    Il primo dato significativo riguarda l’affluenza. Solo il 43% del campione dichiara che andrebbe sicuramente a votare, a fronte di un massiccio 45% orientato verso l’astensione e un 12% ancora indeciso. La stima dei votanti potenziali si attesta in un’ampia forbice compresa tra il 43% e il 55%, ma, lo sappiamo, per questo tipo di referendum non è previsto alcun quorum.

    Sondaggi politici Tecné, il 14% degli elettori di opposizione voterà Sì al referendum

    Tra coloro che hanno già espresso la volontà di recarsi alle urne, il fronte del “Sì” alla riforma appare attualmente in vantaggio. La forbice stimata per i favorevoli oscilla tra il 54% e il 56%, mentre il “No” si posiziona in un intervallo tra il 44% e il 46%. Il distacco sembra essere più netto di quello che vedono altri istituti, ma il peso degli indecisi e la variabilità dell’affluenza rendono il risultato finale tutt’altro che scontato.
    La vera spaccatura emerge ovviamente nell’analisi del voto in base all’appartenenza politica, confermando come la giustizia rimanga uno dei temi più divisivi del panorama italiano. Tra gli elettori che nel 2022 hanno votato per la coalizione di centrodestra, il sostegno al “Sì” è quasi plebiscitario, raggiungendo il 92%. Di contro, l’elettorato delle opposizioni (che include sostenitori di PD, M5S, AVS, +Europa e Azione) si schiera compattamente per il “No” con l’86%, lasciando al fronte del “Sì” il14%, che però è più dell’8% di elettori di centrodestra che voterebbe “No”, e che potrebbe fare la differenza
    Questi sondaggi politici sono stati realizzati con metodo Cati-Cawi tra il 17 e il 19 febbraio su 2.012 persone
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  10. #300
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, solo il 30% degli elettori di centrodestra ha fiducia in Tru


    Futuro Nazionale è sempre in crescita
    Gli ultimi sondaggi elettorali di Swg sono stati effettuati prima dell’attacco di Usa e Israele all’Iran, per ora evidenziano una certa stabilità dell’orientamento di voto, per esempio di quello verso il centrodestra.
    Fratelli d’Italia rimane il primo partito del Paese con il 29,8% dei consensi, una quota invariata rispetto alla rilevazione del 23 febbraio, ma all’interno della stessa coalizione, Forza Italia registra una lieve crescita portandosi all’8,4% con un incremento dello 0,1%, mentre dopo tanti cali La Lega di Matteo Salvini resta stabile al 6,6% e Noi Moderati subisce una leggera flessione dello 0,1% scendendo all’1,0%.
    È ancora in salita Futuro Nazionale, che guadagna due decimali andando al 3,6%.
    All’opposizione il Pd subisce un calo dello 0,3% scendendo al 21,6%, ma in compenso sia Alleanza Verdi e Sinistra che il Movimento 5 Stelle mostrano un trend positivo guadagnando lo 0,2% e raggiungendo rispettivamente il 6,9% e l’11,7%. Italia Viva resta ferma al 2,2%, mentre +Europa cresce di un decimale ed è all’1,5%
    Al centro Azione arretra dello 0,2% al 3,3%, come le liste minori che nel complesso scendono di due decimali al 3,4%.

    Sondaggi elettorali Swg, il 36% degli elettori di centrodestra si definisce MAGA

    La rilevazione analizza inoltre il legame tra l’elettorato italiano, il presidente americano e il fenomeno MAGA. Per i sondaggi elettorali di Swg La fiducia in Donald Trump ha subito un drastico calo: se al momento dell’insediamento il 24 gennaio 2025 il 31% degli italiani esprimeva fiducia, al 27 febbraio 2026 il dato è sceso al 17%. Il calo è ancora più marcato tra gli elettori di centrodestra, passando dal 63% al 30% in poco più di un anno.

    Nonostante questa flessione nella fiducia personale verso il leader statunitense, i valori del movimento MAGA mantengono una certa presa almeno a destra. Il 36% degli elettori di centrodestra dichiara di riconoscersi in esso, sebbene la maggioranza del 52% si dica distante. Nello specifico, il 10% si riconosce molto e il 26% abbastanza, mentre il 27% dichiara di trovarsi poco in sintonia e il 25% per niente.

    il 41% degli elettori di centrodestra, tra l’altro, non esclude la possibilità di votare un partito o un candidato italiano che richiami i principi MAGA. Il 31% dichiara che potrebbe farlo, mentre per il 10% è probabile.

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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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