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Discussione: Termometro Sondaggi

  1. #121
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, Palestina: italiani contrari in massa a piano Trump


    Sondaggi politici TP, Palestina: italiani contrari in massa a piano Trump
    Bentornati su Termometro Politico con il primo sondaggio del mese di febbraio. Ancora tanta politica internazionale, data la centralità degli eventi – o dichiarazioni – che vengono dal mondo. Cominciamo da quella che è stata la “proposta della settimana”, firmata Donald Trump, sulla Palestina come una riviera araba e terra da ricostruire (sotto il controllo statunitense). Poi, spazio per . Cominciamo.
    Sondaggi politici: oltre 7 italiani su 10 contrari a piano Trump per la Palestina

    Come anticipato, cominciamo dal piano di Trump per la Palestina. Il presidente USA ha detto che i palestinesi di Gaza dovranno essere trasferiti in altri Paesi arabi e che gli Usa prenderanno il controllo dell’area. Per il 43,8% degli italiani si tratta di “una follia, si tratterebbe di pulizia etnica, ovvero di un crimine. La pace dovrà arrivare con il rispetto del diritto e la nascita di uno Stato palestinese”. Un altro 26,7% (la seconda risposta più gettonata) afferma che il piano “Non ha senso, i palestinesi di Gaza devono essere liberati da Hamas ma devono poter rimanere nella propria terra e ricostruirla”.
    Dall’altro lato, poco più di un italiano su dieci (10,5% del campione la trova una “proposta ragionevole. Gli abitanti di Gaza sono solo 2 milioni, possono emigrare e vivere in pace in Egitto o Giordania”. Infine, un 16,7% la ritiene “un’ipotesi se vengono offerti aiuto economico e condizioni giuste ai palestinesi di Gaza e se i Paesi arabi vengono assistiti nell’accoglienza”.
    Nel complesso, la proposta del nuovo presidente USA è bocciata – in maniera molto marcata – dagli italiani
    Sondaggi politici elettorali TP 7 febbraio 2025, Trump e il progetto per la PalestinaSondaggi politici TP, tra guerra dei dazi e posizionamento dell’Italia nel mondo

    Continuando sulla linea della politica internazionale, parliamo della possibilità che gli USA applichino dei dazi alle merci provenienti dall’UE. Abbiamo chiesto cosa dovrebbe fare l’Italia. A seguire, poi, parleremo di cosa sia meglio: una Europa forte o una Italia forte?
    Nella possibile guerra dei dazi, c’è una leggera maggioranza che vede favorevolmente una risposta condivisa con l’UE. La risposta di gran lunga preferita dal campione (39,8%) è quella che afferma che “L’Italia dovrebbe reagire assieme agli alleati UE, imponendo dazi alle merci USA, costringendo Trump ad arretrare o allentando il legame con gli americani”. Altro buon dato per chi crede che, invece, le dichiarazioni di Trump siano solo minacce e che, in definitiva, l’Italia dovrebbe mediare tra USA e UE (28,7%).
    Sondaggi politici elettorali TP 7 febbraio 2025, la guerra dei daziE nella domanda relativa, poi, a se è meglio puntare a una Italia forte o una Europa forte, le proporzioni sono simili a quelle della risposta precedente. C’è una leggera maggioranza che tende verso l’UE piuttosto che a un posizionamento più indipendente. La risposta più frequente, data dal 33,9% del campione, è quella per la quale “di fronte a potenze come Usa e Cina solo l’Europa ha le dimensioni per competere. È l’Ue che deve diventare più forte e un unico grande Stato”. C’è anche un 22,6% (dato sicuramente rilevante) che sostiene che “dobbiamo fare tornare l’Italia al prestigio che aveva in passato, aderire alla UE per noi è stato un disastro”.
    Sondaggi politici elettorali TP 7 febbraio 2025, MEGA o MIGAMa le Istituzioni, mentono?

    Prima di passare a intenzioni di voto e fiducia in Giorgia Meloni, chiediamo ai nostri lettori se ritengono che anche le Istituzioni pubbliche mentano. Il campione afferma prevalente che “Qualche volta, dipende da chi si impadronisce delle istituzioni, ci vorrebbero contrappesi più efficaci e pene più severe per chi abusa” (36,7%). Importante anche il dato di chi non si fida per nulla (28,4%) e afferma: “Sì, quasi sempre, per esempio lanciano falsi allarmi per manipolare la popolazione nell’interesse di pochi sapendo che i responsabili resteranno impuniti”.
    Con una percentuale simile (25,5%) c’è chi risponde che “Può accadere, a volte è anche per proteggere il cittadino, il sistema non può e non potrà mai essere perfetto, è inevitabile”. Una percentuale più esigua (6,1%) assicura che “No, quasi mai, sono credenze da complottisti. Possono prendere decisioni sbagliate, ma con i controlli e i contrappesi che ci sono mentire è quasi impossibile”.
    Sondaggi politici elettorali TP 7 febbraio 2025, anche le istituzioni possono mentireSondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 7 febbraio 2025: continua il testa a testa tra Lega e Forza Italia

    Chiudiamo con le intenzioni di voto e con la fiducia in Giorgia Meloni. Rispetto al nostro ultimo sondaggio (31 gennaio 2024), si segnala il calo di Fratelli d’Italia a favore di Lega e Forza Italia. Se il primo partito italiano perde, infatti, lo 0,3%, gli alleati incamerano 0,2 punti a testa. Entrambe le compagini, così, rimangono appaiate, passando dall’8,5 all’8,7%. Crescono leggermente anche PD e M5S, entrambe su di 0,1 punti, così come AVS. Leggero calo, invece, per i partiti al di sotto della soglia di sbarramento.
    sondaggi elettorali TP 7 febbraio 2025Infine, si segnala il dato rilevante per Meloni del forte rimbalzo positivo del dato di chi ha molta fiducia nella sua leadership: il 30,5% del campione. La maggioranza, però, continua ad avere una opinione negativa (55,8%).
    Sondaggi politici elettorali TP 7 febbraio 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.700 interviste raccolte tra il 28 e il 30 gennaio 2025
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    Scritto da: Alessandro Faggiano
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  2. #122
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    Lightbulb Sondaggi politici Demos, la prima qualità di un politico è l’onestà per gli italiani


    Per chi vota centrodestra, però, conta soprattutto la coerenza
    Cosa è importante in un politico, in un leader oggi? Demos nei suoi ultimi sondaggi politici ha fatto la domanda a un campione di italiani e le risposte mostrano un elettorato piuttosto diviso.
    In media si predilige l’onestà e la competenza, ma soprattutto la prima. Il 48% dei rispondenti l’ha messa al primo o al secondo posto, nel caso della competenza si scende al 47%. A distanza, con il 33%, viene la capacità di capire i problemi della gente, e la coerenza con le promesse.
    Pochi, solo il 14%, hanno indicato la presenza di un progetto politico, mentre il 12% la capacità di comunicare in modo chiaro.

    Sondaggi politici Demos, la competenza è privilegiata al centro

    Se si sviscerano queste risposte in base all’appartenenza politica, le cose cambiano. Secondo i sondaggi politici di Demos l’onesta è scelta soprattutto da chi vota Pd e M5S, tra cui prende il 51% e il 50%, ma è importante anche per il 49% di chi vota Fratelli d’Italia e il 47% dei forzisti.
    Viceversa la competenza trionfa tra i centristi. Fra il 73% di chi sceglie Azione e Italia Viva è la qualità più importante. Ma anche tra i democratici è molto importante, è nominata al primo o al secondo posto dal 58% di essi, quindi più dell’onestà, tra i pentastellati è al 51%, mentre fra leghisti ed elettori di Fratelli d’Italia solo al 39%.
    Per chi vota Lega è più importante saper capire i problemi della gente, qualità ai primi posti per il 41% di essi, e essere coerenti con le promesse, 44%. Quest’ultima caratteristica piace anche al 39% di chi vota Fratelli d’Italia e al 38% dei forzisti.

    Questi sondaggi politici di Demos sono stati realizzati con metodo Cati Cami Cawi su 1.302 persone nel novembre 2024
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  3. #123
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    Predefinito Re: Sondaggi politici Demos, la prima qualità di un politico è l’onestà per gli itali

    Citazione Originariamente Scritto da POL Visualizza Messaggio

    Per chi vota centrodestra, però, conta soprattutto la coerenza
    Cosa è importante in un politico, in un leader oggi? Demos nei suoi ultimi sondaggi politici ha fatto la domanda a un campione di italiani e le risposte mostrano un elettorato piuttosto diviso.
    In media si predilige l’onestà e la competenza, ma soprattutto la prima. Il 48% dei rispondenti l’ha messa al primo o al secondo posto, nel caso della competenza si scende al 47%. A distanza, con il 33%, viene la capacità di capire i problemi della gente, e la coerenza con le promesse.
    Pochi, solo il 14%, hanno indicato la presenza di un progetto politico, mentre il 12% la capacità di comunicare in modo chiaro.

    Sondaggi politici Demos, la competenza è privilegiata al centro

    Se si sviscerano queste risposte in base all’appartenenza politica, le cose cambiano. Secondo i sondaggi politici di Demos l’onesta è scelta soprattutto da chi vota Pd e M5S, tra cui prende il 51% e il 50%, ma è importante anche per il 49% di chi vota Fratelli d’Italia e il 47% dei forzisti.
    Viceversa la competenza trionfa tra i centristi. Fra il 73% di chi sceglie Azione e Italia Viva è la qualità più importante. Ma anche tra i democratici è molto importante, è nominata al primo o al secondo posto dal 58% di essi, quindi più dell’onestà, tra i pentastellati è al 51%, mentre fra leghisti ed elettori di Fratelli d’Italia solo al 39%.
    Per chi vota Lega è più importante saper capire i problemi della gente, qualità ai primi posti per il 41% di essi, e essere coerenti con le promesse, 44%. Quest’ultima caratteristica piace anche al 39% di chi vota Fratelli d’Italia e al 38% dei forzisti.

    Questi sondaggi politici di Demos sono stati realizzati con metodo Cati Cami Cawi su 1.302 persone nel novembre 2024
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    Scritto da: Gianni Balduzzi Sharpedge Shop
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    Fra il 73% di chi sceglie Azione e Italia Viva è la qualità più importante.

  4. #124
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, no degli italiani a Trump su Gaza


    In discesa il Pd, ora al 22,3%
    La parola che può riassumere il panorama politico degli ultimi mesi, come degli ultimi due anni è stabilità. I sondaggi elettorali di Swg lo mostrano bene: il centrodestra rimane molto forte, cresce anzi di qualche decimale grazie al progresso dello 0,2% della Lega, ora all’8,5% e a quello dello 0,1% di Forza Italia, al 9,2%. Solo Noi Moderati è in leggera discesa, di un decimale, all’1,1%, mentre Fratelli d’Italia è ferma a un ottimo 29,5%.
    All’opposizione appare in difficoltà il Pd, che perde lo 0,3% e scende al 22,3%, al contrario del Movimento 5 Stelle che invece è stabile all’11,8%. Meglio va a Verdi e Sinistra, che crescono dello 0,2% a un buon 6,7%. Al centro sono perfettamente fermi sia Azione che Italia Viva, rispettivamente al 3,1% e al 2,9%, mentre +Europa arretra di due decimali all’1,9%.
    Le liste con meno dell’1% sono complessivamente al 3%


    Sondaggi elettorali Swg, solo il 19% è per l’espulsione dei palestinesi da Gaza

    Quando Donald Trump ha fatto la sua proposta shock su Gaza, riguardante lo spostamento dei palestinesi che vi abitano in altri Paesi arabi, la reazione unanime del resto del mondo politico internazionale è stata contraria. E così è stato anche per gli elettori italiani. Secondo i sondaggi elettorali di Swg solo il 19% è favorevole all’idea, cifra che sale al 30% tra chi vota centrodestra, ma rimane minoranza anche qui. La maggioranza, il 52%, è contrario, il 72% tra gli elettori di centrosinistra, il 41% tra quelli della maggioranza. Sono però tantissimi, il 29%, gli indecisi.

    Swg ha anche chiesto agli italiani un’opinione sull’immunità parlamentare, di cui periodicamente si torna a parlare. Qui una maggioranza schiacciante, del 71% si esprime contro la sua reintroduzione, una percentuale che diventa del 76% tra chi vota centrosinistra, ma è altissima, del 69%, tra chi è di centrodestra. Solo il 13% è favorevole e non molti, il 16%, sono gli indecisi.

    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 5 e il 7 febbraio su 800 soggetti con metodo Cawi, mentre nel caso delle intenzioni di voto sono stati fatti tra il 5 e il 10 febbraio su 1.200 con metodo Cati-Cami-Cawi.
    L'articolo Sondaggi elettorali Swg, no degli italiani a Trump su Gaza proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  5. #125
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, il recupero del M5S a spese del Pd


    In salita rispetto a inizio anno la sfiducia verso il governo
    Dopo un periodo molto positivo per una maggioranza, soprattutto dopo più di due anni di governo, le intenzioni di voto per i partiti di centrodestra vedono un certo rinculo. Secondo i sondaggi elettorali di Tecné Fratelli d’Italia e Forza Italia perdono un decimale rispetto a un mese fa, andando al 29,7% e all’11,4%, mentre la Lega scende dello 0,3% ed è all’8,5%.
    Chi ci guadagna? Nell’ultimo mese a crescere sono stati soprattutto i partiti sotto il 3%, se Azione è rimasta ferma al 2,6%, Italia Viva, invece, ha guadagnato lo 0,4% andando al 2,4%, mentre +Europa lo 0,2% ed è al 2%. Le altre liste minori sono cresciute anch’esse di due decimali arrivando al 3,9%.
    Tra la forze di opposizione più importanti è evidente l’arretramento del Pd, che ha perso lo 0,4% in un mese ed ora è al 22,9%, mentre il Movimento 5 Stelle ha guadagnato proprio lo 0,4%, portandosi al 10,8%. Male anche Verdi e Sinistra, che sono di tre decimali al di sotto del livello di inizio dicembre, al 5,8%.

    Sondaggi elettorali Tecné, il 50,6% degli italiani non ha fiducia nel Governo

    Anche il gradimento del governo risente della congiuntura attuale. Secondo i sondaggi elettorali di Tecné la percentuale di italiani che non apprezza l’esecutivo è salita in un mese dello 0,4% al 50,6%, anche se è scesa di un decimale nell’ultima settimana. Ad approvarlo invece è il 42%, lo 0,1% in meno che a inizio gennaio. Rispetto ad allora scendono al 7,4% gli indecisi.

    Coerentemente per gli stessi sondaggi elettorali di Tecné è leggermente diminuita la fiducia in Giorgia Meloni. È scesa di due decimali al 46,2%, ma rimane altissima per un Presidente del Consiglio in carica da più di due anni. Rimane stabile, al 39%, quella di Antonio Tajani, al secondo posto, mentre è sceso in un mese dello 0,3% il gradimento di Elly Schlein, ora al 31,1%.
    La fiducia in Giuseppe Conte, al 29,7%, è stata in leggero recupero nell’ultimo mese, dello 0,2%, ma rimanendo sotto i valori storici. Supera comunque Matteo Salvini, al 26,9% (-0,1% rispetto a inizio gennaio) e Emma Bonino, al 20,1%, dopo un calo di due decimali in un mese.
    Calenda è sotto la soglia del 20% al 18,8%, in leggera diminuzione, dello 0,1%, rispetto a un mese fa, ma agli ultimi posti ci sono i soliti. Bonelli e Fratojanni, al 16,1% e 16%, in arretramento dello 0,4% e dello 0,2%, e poi Matteo Renzi, al 14,1%.

    I sondaggi elettorali di Tecné sono stati realizzati tra il 6 e il 7 febbraio con metodo Cati-Cawi su 1.000 soggetti
    L'articolo Sondaggi elettorali Tecné, il recupero del M5S a spese del Pd proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  6. #126
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    Predefinito Re: Sondaggi elettorali Tecné, il recupero del M5S a spese del Pd

    Citazione Originariamente Scritto da POL Visualizza Messaggio

    In salita rispetto a inizio anno la sfiducia verso il governo
    Dopo un periodo molto positivo per una maggioranza, soprattutto dopo più di due anni di governo, le intenzioni di voto per i partiti di centrodestra vedono un certo rinculo. Secondo i sondaggi elettorali di Tecné Fratelli d’Italia e Forza Italia perdono un decimale rispetto a un mese fa, andando al 29,7% e all’11,4%, mentre la Lega scende dello 0,3% ed è all’8,5%.
    Chi ci guadagna? Nell’ultimo mese a crescere sono stati soprattutto i partiti sotto il 3%, se Azione è rimasta ferma al 2,6%, Italia Viva, invece, ha guadagnato lo 0,4% andando al 2,4%, mentre +Europa lo 0,2% ed è al 2%. Le altre liste minori sono cresciute anch’esse di due decimali arrivando al 3,9%.
    Tra la forze di opposizione più importanti è evidente l’arretramento del Pd, che ha perso lo 0,4% in un mese ed ora è al 22,9%, mentre il Movimento 5 Stelle ha guadagnato proprio lo 0,4%, portandosi al 10,8%. Male anche Verdi e Sinistra, che sono di tre decimali al di sotto del livello di inizio dicembre, al 5,8%.

    Sondaggi elettorali Tecné, il 50,6% degli italiani non ha fiducia nel Governo

    Anche il gradimento del governo risente della congiuntura attuale. Secondo i sondaggi elettorali di Tecné la percentuale di italiani che non apprezza l’esecutivo è salita in un mese dello 0,4% al 50,6%, anche se è scesa di un decimale nell’ultima settimana. Ad approvarlo invece è il 42%, lo 0,1% in meno che a inizio gennaio. Rispetto ad allora scendono al 7,4% gli indecisi.

    Coerentemente per gli stessi sondaggi elettorali di Tecné è leggermente diminuita la fiducia in Giorgia Meloni. È scesa di due decimali al 46,2%, ma rimane altissima per un Presidente del Consiglio in carica da più di due anni. Rimane stabile, al 39%, quella di Antonio Tajani, al secondo posto, mentre è sceso in un mese dello 0,3% il gradimento di Elly Schlein, ora al 31,1%.
    La fiducia in Giuseppe Conte, al 29,7%, è stata in leggero recupero nell’ultimo mese, dello 0,2%, ma rimanendo sotto i valori storici. Supera comunque Matteo Salvini, al 26,9% (-0,1% rispetto a inizio gennaio) e Emma Bonino, al 20,1%, dopo un calo di due decimali in un mese.
    Calenda è sotto la soglia del 20% al 18,8%, in leggera diminuzione, dello 0,1%, rispetto a un mese fa, ma agli ultimi posti ci sono i soliti. Bonelli e Fratojanni, al 16,1% e 16%, in arretramento dello 0,4% e dello 0,2%, e poi Matteo Renzi, al 14,1%.

    I sondaggi elettorali di Tecné sono stati realizzati tra il 6 e il 7 febbraio con metodo Cati-Cawi su 1.000 soggetti
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    Forza Italia terzo partito all'11,4% e il CDX che ha ma maggioranza assoluta... ci sarebbe da tornare subito alle urne

  7. #127
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    Lightbulb Sondaggi politici TP: solo 1 su 10 crede in onestà dei giornalisti italiani


    Sondaggi politici TP: solo 1 su 10 crede in onestà dei giornalisti italiani
    Bentornati su Termometro Politico con il secondo sondaggio del mese di febbraio. Oggi, focus sull’evento popolare italiano dell’anno, il festival di Sanremo. Poi, spazio alla fine dello USAID voluta da Trump e l’indipendenza dei giornalisti e media italiani. Cominciamo.
    Sondaggi TP, Sanremo è sempre Sanremo

    Abbiamo cominciato col chiedere se il festival di Sanremo conserva ancora attrattività dopo 75 edizioni. Le opinioni sono ben variegati ma spicca, come dato negativo nel set di risposte, quella per la quale il Festival “ha saputo rinnovarsi e avvicinare i giovani, è ormai un evento mediatico irrinunciabile che unisce buona musica e intrattenimento” (10,5%).
    Segue un set di risposte molto ravvicinate nelle percentuali. Per il 29,1%, “Sì, abbastanza, anche se, come sempre, non rappresenta e non può rappresentare il gusto di tutti gli italiani, e non c’è nulla di male in questo”. Segue chi crede che, invece, Sanremo così com’è oggi conservi poca attrattività: “il gossip e le polemiche su cantanti, presentatori e ospiti hanno in parte sostituito la musica, è come un reality”. Infine, un 26,1% afferma di “No, per nulla, le canzoni sono molto scadenti e ormai Sanremo è solo un palco di propaganda ideologica”.
    Sondaggi politici elettorali TP 14 febbraio 2025, festival di Sanremo e attrattivitàProprio in merito alle connotazioni ideologiche del festival, abbiamo chiesto l’opinione sulla domanda rivolta da un giornalista all’anfitrione Carlo Conti circa il suo antifascismo. Una domanda che, per praticamente metà del campione (47,7%) “Nel 2025 e in un contesto musicale una domanda del genere non ha alcun senso, rappresenta l’ossessione ideologica di una parte della stampa molto faziosa”.
    Ben distanziate le altre risposte. Per il 14,5% “Anche se l’antifascismo deve essere un valore, non credo fosse necessario e appropriato parlare di questo durante una kermesse musicale”. Poi, un 15,9% crede che “i giornalisti debbano essere liberi di domandare quello che vogliono ai personaggi pubblici, quindi anche questo”. Infine, quasi un quinto del campione (19,5%) sostiene che “Il giornalista ha fatto benissimo a fare la domanda, i valori dell’antifascismo vengono attaccati a ogni livello ultimamente”
    Sondaggi politici elettorali TP 14 febbraio 2025, festival di Sanremo e antifascismoSondaggi politici TP: stop allo USAID, giusto o sbagliato?

    Passando ora alla politica internazionale, la notizia principale di questa settimana è lo stop all’attività dell’agenzia di cooperazione statunitense: Trump chiude il rubinetto allo USAID. Abbiamo chiesto se l’Italia e l’Europa debbano andare nella stessa direzione. Qui, il campione tende ad andare a favore delle agenzie di cooperazione, seppur con alcuni accorgimenti.
    La risposta più gettonata e data dal 32,6% è quella per cui non si dovrebbero azzerare ma “anzi, andrebbero potenziate, sostenere il Sud del mondo, la democrazia e la libertà è sia un nostro dovere che un nostro interesse”. Un altro 18,1% va in questa direzione pur credendo che sia “necessaria maggiore trasparenza, la cooperazione va indirizzata verso le priorità del nostro Paese, come ridurre l’immigrazione aiutando l’Africa”.
    Dall’altra parte, un italiano su quattro (25,2%) crede che queste agenzie “non dovrebbero essere mai esistite, non c’è nessuna trasparenza sull’uso dei fondi e non è una nostra priorità fare ingerenze nella vita di altri popoli”. Infine, il 16,3% pensa che “Sì, una volta la cooperazione e sviluppo era utile e necessaria, ma ormai è diventata solo uno strumento in mano all’ideologia liberal e globalista”.
    Sondaggi politici elettorali TP 14 febbraio 2025E prima di passare alle intenzioni di voto, chiudiamo sull’indipendenza dei giornalisti e la loro obiettività. Lo scenario che si presenta non è di certo edificante per la classe giornalistica.
    La risposta che va per la maggiore (39,1%) afferma che “Come in Usa con Usaid e altrove, molti sono finanziati e influenzati da Stati, Ong, centri di potere che spingono per un’agenda liberal e globalista”.
    Per altri, un 10,2%, “in molti negli ultimi anni sono stati finanziati dalla Russia allo scopo di indebolire l’Europa e la coesione dell’Occidente”.
    Dall’altra parte, invece, si afferma per il 36,7% che “La maggior parte dei media sono faziosi, tuttavia si tratta prevalentemente di un adesione spontanea a un’ideologia, non causata da corruzione”. Infine, poco meno di un italiano su dieci (9,8%) sostiene che “Nel sistema dell’informazione italiano la maggioranza dei giornalisti è fatta di professionisti seri ed onesti”.
    Sondaggi politici elettorali TP 14 febbraio 2025, fiducia in giornalisti e media italianiSondaggi politici elettorali TP 14 febbraio: FdI in ripresa. Grande stabilità in intenzioni di voto e fiducia in Giorgia Meloni

    Chiudiamo con le intenzioni di voto e con la fiducia in Giorgia Meloni. Rispetto al nostro ultimo sondaggio (7 febbraio 2024), si segnala la ripresa di FdI, che torna su di due decimi. Ancora una volta, FI e Lega si appaiano sulla stessa percentuale (all’8,6%). Grande stabilità in generale e anche l’arco progressista si smuove di pochissimo (solo il PD fa registrare una discesa di un decimo, mentre rimangono stabili M5S e AVS).
    sondaggi TP 14 febbraio 2024Chiudiamo con la fiducia in Giorgia Meloni. Anche qui, dati sostanzialmente stabili e senza variazioni significative, segno che si è in un periodo di relativa stanca e senza particolari scossoni politici.
    Sondaggi politici elettorali TP 14 febbraio 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.700 interviste raccolte tra il 28 e il 30 gennaio 2025
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  8. #128
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Emg, arretrano sia Pd che FdI


    La fiducia in Meloni al 44%
    A differenza di quanto accaduto gli ultimi mesi l’ultima settimana ha favorito i partiti più piccoli, che nelle intenzioni di voto sono cresciuti a discapito dei due più grandi. Secondo i sondaggi elettorali di Emg, infatti sia Fratelli d’Italia che Pd sono in calo dello 0,4% e vanno rispettivamente al 30,2% e al 23,6%.
    Ad approfittarne è anche il Movimento 5 Stelle, che, come rilevato anche da Tecné, sale e guadagna lo 0,3% e sale all’11,6%. Sempre all’opposizione l’Alleanza Verdi-Sinistra, invece, arretra di due decimali e va al 5,8%, mentre Italia Viva e Azione sono stabili rispettivamente al 2,7% e al 2,2%. Bene +Europa, che cresce dello 0,2% e torna al 2%.
    Nella maggioranza andamenti variegati: Forza Italia sale dello 0,3% e raggiunge la Lega, che invece è stabile, all’8,9%, mentre Noi Moderati perde un decimale ed è all’1,3%.
    I partiti più piccoli insieme sono al 2,8%, tre decimali più in alto degli altri.
    Sondaggi elettorali Emg, nel gradimento Schlein supera Conte ma è lontana da Meloni

    Second gli stessi sondaggi elettorali di Emg Giorgia Meloni rimane saldamente il leader politico con il più alto livello di gradimento. È al 44%, come una settimana fa, ed è seguita a distanza da Tajani, al 33%, in crescita dell’1%.
    Tra i leader dell’opposizione prima è Elly Schlein, in calo dal 30% al 29%. Continua a superare Giuseppe Conte, che è al 27%, ma sale di un punto. Il leader del Movimento 5 Stelle stacca Salvini, fermo al 26%, e Emma Bonino, in crescita di un punto al 25%
    Appena sopra il 20%, rispettivamente al 20%, al 21% e al 22% sono Bonelli, Fratoianni e Lupi, con quest’ultimo che recupera un punto.
    Ultimi, al 15%, Carlo Calenda e Matteo Renzi.
    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 12 e il 13 febbraio con una rilevazione telematica su un panel di 1.121 persone.
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  9. #129
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, il Pd scende ancora

    Il governo delude, ma meno di prima
    Sul versante delle intenzioni di voto gli ultimi sondaggi elettorali di Swg mostrano soprattutto una crescente debolezza del Pd, che perde lo 0,3%, scendendo al 22%, lontano quindi dal 24% e più raccolto alle ultime europee. In parte questa perdita è compensata dai piccoli progressi di altri partiti di opposizione, come il Movimento 5 Stelle che guadagna un decimale andando all’11,9%, +Europa, che sale dello 0,2% al 2,1%, Italia Viva, che aumenta di un decimale raggiungendo il 3%. Giù, sempre dello 0,1%, invece, Verdi e Sinistra al 6,6%, mentre Azione è stabile al 3,1%.
    Stabile, nel complesso, è anche il centrodestra, perché da un lato Fratelli d’Italia guadagna lo 0,3% avvicinandosi al 30% e finendo al 29,8%, dall’altro uno 0,3% lo perde la Lega, ora all’8,2% e sempre più lontana da Forza Italia, al 9,3% dopo avere perso un decimale. Giù, invece, Noi Moderati, che scende dello 0,1% all’1%.
    Le liste più piccole, insieme, sono 3%, ferme.


    Sondaggi elettorali Swg, solo il 32% pensa che il governo stia migliorando l’Italia

    Swg in questi sondaggi elettorali si occupa anche della percezione del governo presso gli elettori. Solamente il 32% di essi ritiene che l’esecutivo stia migliorando l’Italia, questa percentuale sale al 63% tra chi vota i partiti della maggioranza, ma scende all’11% tra gli altri e anche tra gli astenuti e gli indecisi.
    Per il 28% non sta cambiando nulla, mentre per il 33% in realtà sta peggiorando il Paese.

    Il sentiment generale, però, è un po’ meno negativo rispetto al passato. Per esempio quanti dicono che il governo Meloni stia governando peggio di quanto si aspettasse in un anno sono scesi dal 44% al 40%, mentre sono saliti dal 15% al 21% quelli che affermano che è meglio del previsto, mentre sempre il 34% lo vede in linea con le aspettative.
    Un dato particolarmente negativo per l’esecutivo è che il 61% degli italiani non ha in mente nessun provvedimento importante varato da Meloni. Tra gli altri il 20% parla di quelle sul cuneo fiscale e l’Irpef e il 18% delle misure di controllo dell’immigrazione.

    In generale secondo i sondaggi elettorali di Swg a essere apprezzata di più è stata la politica estera, che è piaciuta al 44%, il 4% in più di un anno fa, mentre solo il 25% ha apprezzato la linea sulla sanità. Più positive, di nuovo, sono state la gestione del PNRR, per il 38%, e la politica economica, per il 36%

    Questi sondaggi elettorali sono stati svolti tra il 12 e il 14 febbraio con metodo Cawi su 800 persone, mentre per le intenzioni di voto sono stati realizzati tra il 12 e il 17 febbraio su 1.200 persone con metodo Cati-Cami-Cawi.
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, italiani divisi sui negoziati Russia-USA


    Sondaggi politici TP, italiani divisi sui negoziati Russia-USA
    Bentornati su Termometro Politico con il terzo sondaggio del mese di febbraio. Il focus della settimana è sulla guerra in Ucraina e gli sviluppi diplomatici, che vedono USA e Russia al centro delle trattative. Una situazione che ha generato grande scompiglio e fibrillazioni geopolitiche. Partiamo proprio da qui.
    Sondaggi politici TP: cosa dovrebbe fare l’Italia rispetto ai negoziati per la pace tra Russia e USA?

    L’eventuale accordo tra USA e Russia per la fine della guerra in Ucraina porta con sé tante discussioni e opinioni diverse. Infatti, le risposte sono fortemente eterogenee, e il campione si spacca. Partiamo però dalla risposta meno gettonata (13,6%), per la quale “Se l’Ucraina dovesse rifiutarsi di accettare tali accordi Italia ed Europa dovrebbero sostenerla con più forza, con l’invio di più armi”.
    A seguire, nell’ordine, c’è un 30,4% che crede che “Dipende dall’Ucraina, se questa non accettasse questi accordi Italia ed Europa dovrebbero sostenerla, ma senza aumentare gli aiuti oltre quelli già previsti”.
    Poco distante, il 28,9% del campione ritiene che l’Italia “Dovrebbe sostenere l’accordo incoraggiando l’Ucraina ad accettarlo, senza interrompere l’invio di aiuti, anche militari”.
    Infine, solo un italiano su quattro (24,6%) pensa che “Dovrebbero cogliere l’occasione per smettere di inviare armi in Ucraina e tornare a rapporti normali con la Russia”.
    sondaggi politici TP, 21 febbraio 2025, l’Italia davanti a un possibile accordo USA-Russia per l’UcrainaParole dure, parole velenose: Mattarella contro la Russia, il vicepresidente USA contro l’Europa

    Proprio in merito alla Russia, di recente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è espresso con termini estremamente duri nei confronti del Cremlino, paragonando l’attuale regime russo al terzo reich tedesco. Anche qui, il campione non si decanta verso una opzione ben definita. Quella più frequente – selezionata dal 37% – afferma che si tratti di parole giuste e coraggiose. Dall’altro, invece, per il 28,9% si tratta di parole senza senso, gravi e ingiustificate.
    Le risposte “di mezzo” sono anche quelle meno battute. Per il 19,6% si tratta di un paragone azzardato. Per il 12,6%, sono parole condivisibili ma non “dicibili”.
    sondaggi politici TP, 21 febbraio 2025, Mattarella contro la RussiaParole, altre, dette dal vicepresidente USA Vance, che pure hanno fatto scalpore, parlando di quelli che a sua detta sarebbero i problemi che attanagliano l’Europa oggigiorno. Se le parole di Mattarella sono state a loro modo divisive, quelle di Vance lo sono ancora di più.
    Il 38,3% crede che abbia ragione e che chi ha idee diverse dal pensiero dominante venga escluso, ridicolizzato o perseguitato. Per una percentuale simile – il 35,8% – si tratta invece di farneticazioni, essendo l’Europa più libera e sicura degli USA. Nel mezzo, per il 12,8% si tratta di una esagerazione e per il 9% Vance ha ragione sulla censura, ma gli “States” non possono dare lezioni. Nel complesso, quindi, c’è una spaccatura netta e quasi perfetta tra chi gli dà ragione e chi torto.
    Un DOGE per l’Italia?

    Il Department of Government Efficiency (DOGE) guidato da Elon Musk negli Stati Uniti è sotto i riflettori. Abbiamo chiesto se anche l’Italia avesse bisogno di un istituto pubblico simile. Qui, c’è una maggioranza tendenzialmente favorevole a una iniziativa del genere, con un 29,2% che la sostiene apertamente e un 25,6% che l’accetterebbe se tale attività fosse svolta in modo selettivo ed equilibrato.
    Dall’altra parte, il 22,8% si ritiene propriamente contrario, venendo già da anni di austerità, e un 19,4% crede che il monitoraggio debba avvenire dalle istituzioni già esistenti e non da esterni, che possano colpire pesantemente lo stato sociale.
    sondaggi politici TP, 21 febbraio 2025, un DOGE per l’ItaliaSondaggi politici elettorali TP 21 febbraio: FdI, leggero calo ma pochi scossoni

    Chiudiamo con le intenzioni di voto e con la fiducia in Giorgia Meloni. Rispetto al nostro ultimo sondaggio (14 febbraio 2024) non ci sono variazioni significative, con quella più marcata rappresentata dal -0,2% fatto registrare da Fratelli d’Italia e da AVS. Per il resto, fluttuazioni davvero minime, che mostrano quanta stabilità ci sia in questo momento.
    sondaggi politici elettorali TP 21 febbraio 2025Discorso diverso per quanto riguarda la fiducia in Giorgia Meloni che, invece, vede assottigliarsi di due punti (dal 30,5 al 28,5%) la percentuale di chi ha molta fiducia nella premier.
    sondaggi politici TP, 21 febbraio 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.800 interviste raccolte tra il 18 e il 20 febbraio 2025
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