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Discussione: Termometro Sondaggi

  1. #261
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, scende la fiducia nel governo


    In calo, tra i partiti, soprattutto Azione
    Gli ultimi sondaggi elettorali di Tecné confermano come si sia esaurita la fase positiva per il centrodestra, sia dal punto di vista del gradimento di Governo e leader che delle intenzioni di voto.
    A proposito di queste ultime, Fratelli d’Italia si ferma a un pur ottimo 31%, perdendo un decimale in un mese, mentre è stabile rispetto all’ultima rilevazione. A beneficiarne, per quanto parliamo di numeri piccoli, sono il Pd, che sale al 21,8%, guadagnando un decimale in trenta giorni ma perdendone due nell’ultima settimana, e il Movimento 5 Stelle, che cresce all’11,6%, con un progresso di un decimale sia su base settimanale che mensile.
    Nel centrodestra c’è una discesa anche per Forza Italia, all’11%, in calo di due decimali in un mese e di uno nell’ultima settimana. La Lega, invece, è in crescita: sale all’8,5%, guadagnando due decimali rispetto a novembre e uno rispetto a sette giorni fa.
    Nel resto dell’opposizione Alleanza Verdi Sinistra scende al 6,1%, perdendo un decimale nell’ultima settimana, ma guadagnandone uno in un mese e va molto peggio ad Azione, al 3,2%, be quattro decimali in meno rispetto a un mese fa, mentre Italia Viva sale dello 0,1% al 2,1% e +Europa cresce dello 0,2%, all’1,8%.
    Sondaggi elettorali Tecné, crescono gli indecisi nel gradimento del Governo

    Dopo un periodo di sostanziale stabilità la fiducia nell’esecutivo torna a scendere. Secondo i sondaggi elettorali di Tecné realizzati è al 43,5%, in calo dello 0,3% rispetto a un mese fa, mentre rimane stabile nell’ultima settimana. A non dare la sufficienza al governo Meloni è il 48,8%, una percentuale, però, anch’essa in discesa di due decimali sia rispetto a sette giorni fa che rispetto a novembre. Sono gli indecisi a crescere, salgono al 7,7%, lo 0,2% in più nell’ultima settimana e mezzo punto in più rispetto a un mese fa.
    Come sempre i sondaggi elettorali di Tecné si occupano anche del gradimento dei leader. Al primo posto c’è sempre Giorgia Meloni con il 46,5%, in crescita di un decimale nell’ultima settimana ma in calo di uno rispetto a novembre. Alle sue spalle rimane stabile Antonio Tajani con il 39,6%, in discesa di due decimali in un mese. Giuseppe Conte sale al 30,6%, guadagnando un decimale nell’ultima settimana, mentre Elly Schlein è al 29%, con un calo di un decimale in sette giorni ma un aumento di uno in trenta giorni.
    Più indietro troviamo Carlo Calenda al 21,1%, in discesa sia nell’ultima settimana che nel mese, di due decimali, nonché Angelo Bonelli al 16,1%, in crescita, Nicola Fratoianni al 15,4%, in calo di ben tre decimali a livello mensile, e Riccardo Magi al 13,8%, giù dello 0,2% rispetto a novembre. Matteo Renzi, infine, è al 13,4%, e perde terreno sia nell’ultima settimana che rispetto a novembre.

    Questi sondaggi elettorali di Tecné sono stati realizzati tra il 3 e il 4 dicembre con metodo Cati-Cawi su 1000 soggetti
    L'articolo Sondaggi elettorali Tecné, scende la fiducia nel governo proviene da Termometro Politico.


    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  2. #262
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    Lightbulb Sondaggi politici TP, Quasi un italiano su due vorrebbe gli Stati Uniti d’Europa


    Sondaggi politici TP, Quasi un italiano su due vorrebbe gli Stati Uniti d’Europa
    Bentornati con il sondaggio settimanale di Termometro Politico, in cui chiediamo e parliamo delle principali notizie di attualità politica, sia nazionale che internazionale. Questa settimana, lungo focus sul rapporto tra Europa e Stati Uniti. Passaggio anche su immigrazione e identità degli Stati europei. Parliamo anche dell’UE, in relazione al suggerimento di Musk di abolirla. Partiamo proprio da qui.
    Quasi un italiano su due vorrebbe gli Stati Uniti d’Europa

    Cominciamo dalle dichiarazioni di Elon Musk, che nei giorni scorsi ha suggerito agli europei di disfarsi dell’UE e tornare agli Stati Nazionali. Gli itailiani non sono particolarmente convinti dalla proposta di Musk, seppur si palesi una divisione tra sostenitori e contrari di questa UE. Il dato che spicca maggiormente riguarda la risposta più frequente: il 47%, quindi quasi un italiano su due vuole (molta) più UE: “dovrebbe assumere più competenze, diventando una vera federazione, per giungere agli Stati Uniti d’Europa”
    Dall’altra parte, è il 20,6% che approva totalmente le parole di Musk, affermando che “va abolita al più presto, prima che faccia ulteriori danni”.
    Tra le risposte intermedie, quasi un italiano su quattro dà ragione in parte a Musk sostenendo che “l’UE debba restituire gran parte delle competenze agli Stati, rimanendo solo come area di libero scambio”
    Dato interessante: appena il 5,9% pensa che l’UE debba rimanere, conservando le competenze attuali, senza aggiungerne altre. Quindi, una tendenza al cambiamento, in un senso o nell’altro.
    Europa e USA, un’alleanza che continua

    Le dichiarazioni di Musk sono solo le ultime di una lunga serie. Includendo anche Trump e Vance, si sprecano le parole contro l’attuale struttura comunitaria e, in generale, l’Europa stessa. Abbiamo chiesto, allora, in che fase dei rapporti stiano l’Europa (non necessariamente l’UE) e gli USA e se questa alleanza è da definirsi conclusa. La maggioranza degli italiani non si trova particolarmente d’accordo: oltre un italiano su tre (46,5%) crede che al di là della retorica di Trump, europei e americani sono strutturalmente simili e hanno interessi analoghi. Poi, il 17,9% sostiene che “gli Stati Uniti disprezzano l’UE e la cultura globalista di alcuni governi, ma non hanno nulla contro i singoli Paesi europei”
    Tra coloro che credono che questa alleanza stia giungendo al capolinea, per il 23,8% “Sì, ed “è un bene, sono realtà diverse con interessi diversi, c’è stato un rapporto anche troppo stretto in passato”. Un altro 17,3% ritiene che invece questo sia molto negativo e che “l’Occidente dovrebbe essere unito di fronte alle sfide globali”. Quindi, nel complesso, il 41,1% crede alla fine della storica alleanza atlantica.
    Sondaggi politici elettorali TP 12 dicembre 2025, rapporti UE-USAItaliani credono che in Europa ci sia più libertà e democrazia rispetto agli USA

    Proseguendo su questo solco, abbiamo chiesto dov’è che c’è più libertà e democrazia: in Europa o negli USA?
    Solo un 14,3% crede che ci sia più democrazia in USA. “Con il DSA e il progetto di moneta digitale in Europa crescono la censura e le minacce alla libertà individuale”, a fronte di un 37,1% che sostiene l’opposto: “C’è più democrazia in Europa. Trump minaccia e incrimina media, giudici, attivisti, discrimina chi la pensa in modo diverso rispetto all’attuale Amministrazione”.
    La versione più ottimistica è quella che di chi crede che in realtà ci sia libertà sia Europa che negli USA, “soprattutto rispetto a quello che accade nel resto del mondo” (26,7%). Infine, il 20,3% che afferma che “Né in Europa né negli USA (c’è libertà e democrazia), le decisioni sono prese altrove, i politici sono solo dei fantocci in mano a poteri non democratici”.
    Sondaggi politici elettorali TP 12 dicembre 2025, libertà e democraziaImmigrazione, cultura e integrità degli Stati nazionali: che relazione intercorre

    E infine, per chiudere il cerchio, parliamo di un avvertimento lanciato più volte dal governo USA all’Europa circa i pericoli dell’immigrazione rispetto all’integrità nazionale. Nello specifico abbiamo chiesto se i Paesi europei scompariranno, per come li conosciamo, a causa dell’immigrazione.
    Una affermazione che divide, visto che trova il favore del 48,4% dei rispondenti, e il 50,7% di contrari. Cominciando proprio dal lato (leggermente) maggioritario, per il 32,4% “l’immigrazione è inevitabile, ma molte seconde e terze generazioni sono o possono diventare realmente europee, dovremmo migliorare le politiche in tal senso”. E il 17,3% del campione sostiene che “è un’affermazione razzista, non esistono razze e non contano le etnie, solo le persone, l’immigrazione ha reso l’Europa un posto più plurale, non l’ha danneggiata”.
    Dall’altra parte il 28,1% condivide l’affermazione iniziale: “Sì, se chi ha origini straniere è maggioranza, o quasi, non si può più definire un Paese come europeo, l’immigrazione va fermata e va avviata una remigrazione”. Infine, il 20,3% condivide che “Sì, il pericolo c’è, dobbiamo evitare di fare fuggire i nostri giovani e cambiare il modello di immigrazione, importando lavoratori da Paesi più simili al nostro”.
    Sondaggi politici elettorali TP 12 dicembre 2025, cultura e identitàSondaggi TP, intenzioni di voto 12 dicembre 2025 e la fiducia in Giorgia Meloni

    Chiudiamo, come sempre, con le intenzioni di voto aggiornate e la fiducia nella premier Meloni. Rispetto alla scorsa settimana non ci sono grandi variazioni. Fratelli d’Italia perde un decimo e torna a un 30% tondo, mentre risalgono leggermente sia PD (+0,1%) mentre cala M5S (-0,2%). Salgono anche Lega e FI (+0,2% a testa) e AVS (6,6%), così come Azione (+0,1%).
    intenzioni di voto 12 dicembre 2025Infine, riguardo la fiducia nella premier, nessuna variazione sensibile, con questa che scende nel complesso dal 36,6% al 36,5% e il dato aggregato di nessuna+poca fiducia al 61%.
    Sondaggi politici elettorali TP 12 dicembre 2025, fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.700 interviste raccolte tra il 9 e l’11 dicembre 2025.
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  3. #263
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Bidimedia, il Campo Largo è in discesa


    In crescita Forza Italia e Centro liberale
    Gli ultimi sondaggi elettorali di Bidimedia presentano, rispetto a quelli precedenti di novembre, uno scenario politico favorevole alla maggioranza di governo. La coalizione di centrodestra raggiunge il 47%, salendo dello 0,2% e allargando la forbice rispetto alle opposizioni. Il Campo Largo arretra, invece, di sei decimali, posizionandosi al 45% e ritornando così a una distanza di due punti percentuali dalla coalizione guidata da Giorgia Meloni.
    All’interno del centrodestra, il dato più positivo è quello di Forza Italia, che guadagna lo 0,3% attestandosi all’8,6%. Il partito di Antonio Tajani si rafforza assieme a Noi Moderati, che guadagnano lo 0,1% e arrivano all’1%. mentre Fratelli d’Italia e la Lega sono in leggero arretramento: perdono un decimale e si posizionano rispettivamente al 29,4% e all’8%.
    Sul fronte delle opposizioni, il Campo Largo mostra segnali di difficoltà. L’alleanza tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Avs e gli altri membri della coalizione è più lontana dal centrodestra, soprattutto a causa del calo dello 0,3% del Movimento 5 Stelle, ora al 12,2%. Ma tra gli altri è solo il Pd a crescere, seppur di poco.
    Sondaggi elettorali Bidimedia, tra i partiti più piccoli la sinistra radicale al 2,7%

    Il partito di Elly Schlein arriva così al 22,3%, ma le altre formazioni arretrano tutte di un decimale. Così Alleanza Verdi e Sinistra scende al 6,8%, Casa Riformista al 2,2%, +Europa all’1% e il Psi allo 0,5%.
    Al contrario il Centro liberale, che mostra segni di vitalità. Azione e Partito Liberaldemocratico di Marattin crescono entrambi di due decimali, arrivando rispettivamente al 3% e allo lo 0,8%. Assieme a Ora! di Boldrin, stabile allo 0,7%, arrivano insieme 4,5% e si candidano a essere ago della bilancia tra i poli.
    L’affluenza prevista rimane relativamente contenuta, stimata tra il 51% e il 55%, un dato che riflette la sempre maggiore disaffezione degli italiani verso la politica ed elevata è la percentuale di indecisi, che è del 23%. Questo grande bacino di elettori ancora in bilico rappresenta la principale incognita per entrambi gli schieramenti e potrebbe determinare significativi spostamenti nelle dinamiche elettorali nei prossimi mesi.
    Questi sondaggi elettorali sono stati effettuati tra 21 e 23 novembre su 1000 soggetti di un panel telematico
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    Scritto da: Gianni Balduzzi
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  4. #264
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Swg, Forza Italia e Lega in ripresa


    Tante conferme e poche novità dagli ultimi sondaggi elettorali di Swg, che vedono però in generale un rafforzamento della maggioranza. Fratelli d’Italia perde lo 0,2%, portandosi al 31%, una percentuale comunque ottima per il partito di Giorgia Meloni che mantiene a distanza di sicurezza gli avversari.
    Forza Italia invece cresce di due decimali andando all’8,1%, bene anche la Lega che guadagna lo 0,3% arrivando all’8,4%. Noi Moderati perde un decimale e si ferma all’1,1%.
    Nell’opposizione ci sono buone notizie soprattutto il Pd, che sale al 22,3%, guadagnando tre decimali rispetto alla rilevazione precedente. Mantiene a distanza Movimento 5 Stelle è invece in calo, perdendo due decimali e attestandosi al 12,8%. La formazione guidata da Giuseppe Conte continua così la sua fase di stagnazione, lontana dai fasti del passato e incapace di ritrovare slancio nei sondaggi.
    Tra gli altri partiti sono in crescita Verdi e Sinistra, che guadagnano un decimale e salgono al 6,8%, confermandosi come terza forza dell’opposizione. Al centro, poi, Azione scende al 3,0% (-0,2%), mentre Italia Viva perde un decimale e va al 2,3%, mentre +Europa resta stabile all’1,4%. I partiti minori scendono al 2,8%, in calo di un decimale.

    Sondaggi elettorali Swg, per gli italiani c’è più democrazia nell’Ue che negli Usa

    Gli italiani non concordano con le considerazioni contro l’Ue contenute nel documento di strategia per la sicurezza nazionale redatto dall’amministrazione Trump.
    Il 61% pensa che anzi il modello di Stato nell’Unione Europea sia migliore che Oltreoceano, con solo il 20% a pensare sia superato da quello americano, mentre per il 56% c’è più democrazia in Europa e solo per il 16% negli Usa.

    Non solo, il 46% è in disaccordo con l’idea che in Europa si calpestino i principi basilari della democrazia per sopprimere l’opposizione, opinione condivisa solo dal 22%, mentre il 45% contesta l’affermazione sulla censura delle libertà di espressione nel continente. Tanti, il 36%, sono in parte d’accordo e in parte in disaccordo.
    Ancora più indecisione si registra sulla decadenza delle nazioni europee guidate da leader deboli, con il 44% parzialmente d’accordo e parzialmente in disaccordo mentre sul tema della minaccia alla libertà da parte di organizzazioni come l’Ue o su quello del declino economico europeo e della cancellazione della sua civiltà prevalgono quanti non concordano con gli americani, con il 42% e il 41%.
    Viceversa, sul tema delle migrazioni che cambierebbero l’identità europea, invece, il 45% è allineato alla visione dell’amministrazione Trump, contro il 19% in disaccordo e il 36% parzialmente d’accordo.

    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 10 e il 12 dicembre con metodo Cawi su 800 soggetti, mentre quelli sulle intenzioni di voto tra il 10 e il 15 dicembre con metodo Cati-Cami-Cawi
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  5. #265
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    Lightbulb Sondaggi politici TP: no all’uso di asset russi per finanziare l’Ucraina


    Sondaggi politici TP: no all’uso di asset russi per finanziare l’Ucraina
    Bentornati con l’ultimo sondaggio di questo 2025 targato Termometro Politico. Come sempre vi proponiamo i principali argomenti di attualità nazionale e internazionale. Partiamo dalla proposta di usare gli asset russi per finanziare aiuti all’Ucraina per poi passare al sequestro operato dagli USA di una petroliera venezuelana. Si parlerà anche della vendita di Repubblica e La Stampa e chiuderemo con le previsioni economiche personali per l’anno prossimo (anticipiamo: non sono positive). Cominciamo.
    Italiani non approvano uso di asset russi come garanzia per aiuti all’Ucraina

    È stata una delle proposte più discusse, almeno a livello mediatico. E la risposta degli italiani è in gran parte negativa. Per il 30,8% “si tratterebbe di un furto, un atto senza precedenti storici, illegale, che farebbe scappare gli investitori mondiali e allungherebbe la guerra”. Per un altro 23,7%, leggermente più cauto, “confiscare gli asset, specie se privati, sarebbe un precedente pericoloso, ci espone a rischi legali, meglio trovare altri modi per aiutare l’Ucraina”. Nel complesso oltre un italiano su due si esprime negativamente sull’uso degli asset russi per aiutare l’Ucraina.
    Dall’altro lato, il 22,7% è fortemente a favore dell’uso degli asset russi come garanzia per gli aiuti finanziari all’Ucraina: “Sì, è il minimo, abbiamo aspettato fin troppo, l’UE è stata anche eccessivamente timida con la Russia, visti i crimini che questa compie”. Completa il quadro il 15,9% che ritiene che “Sì, è un atto senza precedenti da ponderare bene, ma sono asset in gran parte sovrani, e le circostanze eccezionali lo rendono necessario”.
    Sondaggi politici elettorali TP 19 dicembre 2025 uso degli asset russiGli USA hanno fatto bene a sequestrare una petroliera venezuelana? Il pubblico diviso

    Altro tema che ha fatto molto scalpore – forse più al di fuori dei nostri confini -, riguarda il sequestro, con operazione militare, di una petroliera venezuelana da parte degli USA. Qui gli italiani sono fortemente divisi e non c’è alcuna maggioranza netta. La risposta più frequente (28,8%) è quella che valuta più negativamente l’azione degli Stati Uniti: “È stato un atto di pirateria, l’ennesima prevaricazione da parte degli USA, la comunità internazionale dovrebbe indignarsi di fronte a quanto succede”. Affianca, nella valutazione negativa, il 18,5% che sostiene che “A prescindere dalle ragioni legali, un atto del genere mi sembra imprudente, avvicina il pericolo di una guerra e fa passare Maduro per una vittima”.
    Tra chi invece plaude l’iniziativa di Donald Trump è il 27,1% del campione, che sostiene che la petroliera “era stata usata per il contrabbando di petrolio iraniano e il regime venezuelano agisce nell’illegalità, gli Usa hanno fatto bene”. Infine, un altro 18,4% che considera che pur non essendo a favore delle pressioni Usa contro il Venezuela e di un’invasione “la nave era sottoposta a sanzioni dal 2022, gli estremi legali c’erano”.
    In definitiva, c’è una leggera maggioranza di italiani che considera negativamente l’azione degli USA: 47,3% a 45,5%. C’è anche una buona parte del campione che non sa o non intende rispondere (7,2%).
    Sondaggi politici elettorali TP 19 dicembre 2025 petroliera venezuelana sequestrata dagli USASe Repubblica e La Stampa si vendono, non è un problema

    Passiamo ora a tematiche nazionale. Il gruppo Gedi, con Repubblica e la Stampa, sta per essere venduto a un gruppo mediatico greco. Abbiamo chiesto ai nostri lettori cosa ne pensino di questa operazione e, per una buona maggioranza, non c’è alcun problema particolare. Una persona su tre (33,4%) li considera “solo affari, legittimi. Già ora Repubblica e Stampa appartengono a una multinazionale e non sono certo indipendenti e obiettivi, non cambia molto”. Un altro 22,6% che, poi, vede i due quotidiani come rappresentanti del “peggio del giornalismo. Se anche chiudessero non sarebbe certo un danno per gli italiani”. In totale, il 56% non considera questa operazione come un problema o qualcosa di negativo.
    Dall’altro lato, il 24,4% afferma che “è un fatto negativo, l’ennesima decisione sbagliata di Elkann, se Repubblica e Stampa perderanno indipendenza spero nascano altre testate al loro posto”. La risposa minoritaria, data dal 15,7% è quella di chi sostiene che “sia molto pericoloso, è in gioco l’indipendenza e il lavoro dei giornalisti e la libertà di stampa. Il Governo dovrebbe occuparsene”.
    Sondaggi politici elettorali TP 19 dicembre 2025 vendita di Repubblica e la Stampa a gruppo media esteroL’anno che verrà non sarà positivo: la profezia sulla propria economia personale per il 2026

    E chiudiamo con una domanda fatta di questi tempi, un anno fa (ovviamente con altre date): come pensa che sarà nel 2026 la sua situazione economica personale rispetto al 2025?
    La gran maggioranza considera che sarà analoga (49,5%). Metà campione si può considerare quindi “stabile”. L’altra metà, però, pende fortemente dal lato della negatività, perché per il 26,4% la propria situazione economica sarà peggiore, e per un altro 6% molto peggiore. Dall’altro lato, il 13% crede che andrà meglio e appena il 2,2% che andrà molto meglio. Insomma: l’anno che verrà non lascia presagire nulla di buono.
    Sondaggi politici elettorali TP 19 dicembre 2025 la prospettiva economica per l’anno che verràNota: anche se rapportato allo scorso anno, si nota come ci sia un progressivo aumento della sfiducia nel futuro. L’anno scorso, quasi il 20% credeva in un cambiamento positivo.
    Sondaggi elettorali TP, intenzioni di voto 19 dicembre 2025 e fiducia in Giorgia Meloni. FdI in forte ripresa

    E chiudiamo con le intenzioni di voto e la fiducia nella premier. Rispetto alla scorsa settimana si segnala il rimbalzo positivo di FdI, che torna al 30,4%, in risalita di ben 4 decimi. Il PD è al 22,1%, stabile, mentre il M5S cala al 12% tondo e perde due decimi. Non finisce il testa a testa tra Lega e Forza Italia, distanti appena di un decimo (8,7 a 8,6). AVS cala leggermente (-0,1%) e si ferma al 6,5%. Infine, Azione torna a cadere proprio sulla soglia di sbarramento: 3%, in flessione di un decimo.
    intenzioni di voto 19 dicembre 2025Chiudiamo con la fiducia nella premier, che finisce questo 2025 con un livello di gradimento poco al di sopra della soglia del 40%.
    Sondaggi politici elettorali TP 19 dicembre 2025 fiducia in Giorgia MeloniNota metodologica: sondaggio realizzato con metodo CAWI, 2.600 interviste raccolte tra il 16 e 18 dicembre 2025.
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  6. #266
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    Lightbulb Sondaggi elettorali EMG: centrodestra in calo, cresce il centro


    Il 58% non ha fiducia nel governo
    I sondaggi elettorali di EMG registrano un momento di difficoltà per la coalizione di centrodestra, che arretra rispetto alla rilevazione precedente di novembre. Nel complesso, l’area guidata da Giorgia Meloni si attesta al 47,7%, in calo di mezzo punto, mentre il centrosinistra rimane stabile al 44,8%.
    Fratelli d’Italia perde lo 0,4% percentuali e scende al 28,4%, mentre tra gli alleati di governo, Forza Italia arretra dello 0,2% e si attesta al 9,1% e la Lega è stabile all’8,7%. Noi Moderati guadagnano un decimale salendo all’1,5%, in controtendenza rispetto al resto della coalizione. Il centrodestra complessivamente perde mezzo punto percentuale, scivolando dal 48,2% al 47,7%.
    Nel centrosinistra, il Pd guadagna due decimali e sale al 21,2%, ma ancora meglio fa Il Movimento 5 Stelle, che cresce di tre decimali e raggiunge il 13,6%. L’Alleanza Verdi e Sinistra invece scende dal 5,8% al 5,5%, mentre Italia Viva è stabile al 2,7% e +Europa perde due decimali andando all’1,8%.
    C’è una crescita, invece, dell’area centrista, che sale di quattro decimali e raggiunge il 4,9%. Azione, per esempio cresce dello 0,3%, andando al 3,3%, mentre un altro 0,1% lo guadagna il Partito Liberale Democratico all’1,5%.
    Democrazia Sovrana e Popolare, infine scende all’1,1% (-0,2%).
    Sondaggi elettorali Emg, fiducia nell’esecutivo in calo al 42%

    Sul fronte della fiducia nell’esecutivo, i sondaggi elettorali EMG registrano un arretramento. Le valutazioni sufficienti nei confronti del governo Meloni scendono al 42%, perdendo un punto rispetto alla rilevazione precedente. Cresce invece la quota di chi esprime giudizi negativi, che sale al 58%, un dato ben maggiore di quello di altre rilevazioni.
    Nel dettaglio, il 14% degli intervistati dichiara di avere molta fiducia nel governo, mentre il 28% esprime abbastanza fiducia. Sul fronte opposto, il 22% ha poca fiducia e il 36% non ne ha per nulla. Complessivamente, prevalgono nettamente i giudizi negativi superano quelli positivi di 16 punti.
    In vista del referendum sulla riforma della giustizia, invece, rimangono in grande vantaggio i Sì, con il 49,4%, seppure in calo dell’1,1%. Ma a scendere ancora di più sono i No, che perdono due decimali e vanno al 27,3%.
    In netta crescita gli indecisi sul dal farsi, al 23,3%, in aumento del 3,1%, un dato molto ampio anche perché l’affluenza stimata è molto bassa, del 43%, seppure vista in aumento del 6%
    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati tra il 3 e il 10 dicembre con metodo Cati-Cawi su 1.000 persone
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  7. #267
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Tecné, giù di mezzo punto i contrari all’esecutivo


    Il gradimento di Meloni è sempre alto, sale al 46,6%
    Nell’ultimo mese non ci sono stati grandi cambiamenti nelle intenzioni di voto, ma secondo i sondaggi elettorali di Tecné Fratelli d’Italia, ha guadagnato lo 0,1%, attestandosi al 31,1%, mantenendo una solida leadership nelle intenzioni di voto. Tra gli alleati Forza Italia, invece è al 10,9%, perdendo lo 0,2% in trenta giorni e lo 0,1% sulla scorsa settimana, mentre la Lega è all’8,5% e cresce, come per Swg, guadagnando lo 0,2% sul mese.
    All’opposizione il Pd ha perso un decimale, scendendo al 21,7% (-0,1% anche nella settimana). Il Movimento 5 Stelle ha invece recuperato uno 0,2%, salendo all’11,8% crescendo dello 0,2% anche rispetto alla scorsa settimana e confermando un trend positivo per la formazione guidata da Giuseppe Conte dopo i deludenti risultati delle varie regionali.
    Alleanza Verdi Sinistra, al 6,2%, sale dello di un decimale in una settimana e in un mese, mentre al centro Azione è al 3,3%, guadagna lo 0,1% in una settimana ma perde lo 0,2% in un mese e Italia Viva al 2,0% arretra di un decimale sia a livello settimanale che mensile, come +Europa, all’1,7%.
    Sondaggi elettorali Tecné, fiducia nel governo al 43,6%

    Sul versante della fiducia nell’esecutivo per i sondaggi elettorali di Tencé c’è un aumento dello 0,1% in una settimana, che la porta al 43,6%, ma rispetto al mese scorso non si è mosso nulla.
    La quota di chi non ha fiducia, invece, si è ridotta dello 0,2% sulla settimana e di ben mezzo punto sul mese precedente, ed è scesa al 48,6%. Al contrario, la quota degli indecisi aumenta di un decimale in sette giorni e dello 0,5% sui 30 giorni precedenti, arrivando al 7,8%.
    Con il 46,6%, la premier e leader di FdI Giorgia Meloni è sempre la leader con più valutazioni positive (+0,1% in una settimana e +0,2% in un mese). Seguono il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani con il 39,5% (-0,1% in una settimana e -0,1% in un mese), Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle al 30,8% (+0,2% in una settimana e +0,1% in un mese).
    Elly Schlein del Pd si posiziona al 28,9% (-0,1% in una settimana, stabile in un mese), seguita da Matteo Salvini al 27,8% (stabile in una settimana, +0,1% in un mese) e Carlo Calenda di Azione al 21,2% (+0,1% in una settimana e -0,1% in un mese). Chiudono la classifica Angelo Bonelli di Avs al 16,2%, in crescita (+0,1% in una settimana e +0,3% in un mese), Nicola Fratoianni al 15,5%, Riccardo Magi di +Europa al 13,7% e Matteo Renzi al 13,3%.
    Questi sondaggi elettorali sono stati realizzati il 10 e 11 dicembre con metodo Cati-Cawi su 1.000 persone
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  8. #268
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    Lightbulb Sondaggi politici Bidimedia, Decaro il governatore più promettente


    Sul campano Fico le perplessità maggiori degli italiani
    Dopo le recenti elezioni regionali Bidimedia ha chiesto agli italiani, nei propri sondaggi politici, quale governatore avrebbe governato meglio e quale peggio tra i vincitori, ovvero il pugliese Decaro, Pd, il veneto Stefani, Lega, il campano Fico, M5S, il toscano Giani, Pd, il calabrese Occhiuto, Forza Italia, il marchigiano Acquaroli, Fratelli d’Italia
    Tra i sei leader analizzati, Roberto Fico risulta quello con le aspettative più basse, con solo il 26% degli intervistati che si aspetta che farà meglio degli altri. Un risultato che suona come un campanello d’allarme per il presidente della regione e probabilmente riflesso di una percezione pubblica meno favorevole sulle sue origini politiche nel Movimento 5 Stelle o forse sulla regione Campania.
    Dopo di lui è il calabrese Occhiuto a vedere più giudizi negativi, il 19%, seguito da Acquaroli, 13% e poi Decaro e Stefani, con l’8% e il 7%. Ultimo Giani: solo per il 2% sarà quello che se la caverà peggio
    Sul fronte opposto, sono Decaro e Stefani a ricevere più opinioni positive, il primo con il 22% e il secondo con il 19%. C’è poi Acquaroli, che solo il 9% vede come il nuovo governatore migliore, seguito da Fico, Giani e Occhiuto con il 7%, il 6% e il 5%.
    In sostanza a vedere giudizi più positivi che negativi secondo questi sondaggi politici sono Decaro (+14% la differenza tra opinioni positive e negative), Stefani (+12% il saldo) e Giani (+4%), mentre per Acquaroli (-4%), Occhiuto (-14%) e Fico (-19%) è l’opposto.
    Sondaggi elettorali Bidimedia, gli elettori di centrodestra rimangono fedeli a Governo e premier

    Secondo gli stessi sondaggi elettorali, poi, la fiducia nel Governo nel suo insieme si attesta al 35%, mentre quella nel Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è leggermente più alta, al 37%. In entrambi i casi c’è un leggero calo, dell’1%, rispetto alla rilevazione precedente, confermando una tendenza di crescente cautela tra l’elettorato nei confronti dell’esecutivo.
    È una riduzione che nel caso del consenso al governo è dovuta soprattutto al fatto che l’opposizione è vista in aumento. Tra chi vota centrodestra il favore verso l’esecutivo rimane altissimo e inalterato, del 93%, mentre sale al 95% se sotto esame c’è Giorgia Meloni. Solo il 2% di chi vota centrosinistra, invece, approva il loro operato, mentre tra i pentastellati si sale al 3% se si parla della premier.
    Le percentuali salgono al 12% (esecutivo) e 19% (Meloni) tra chi vota partiti di Centro.
    Questi sondaggi elettorali sono stati svolti tra 9 e 11 dicembre su un panel telematico di 1000 persone
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  9. #269
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    Lightbulb Sondaggi politici Piepoli, cresce la fiducia in Zelensky, giù quella in Trump


    Secondo gli ultimi sondaggi politici di Piepoli dati emersi, la fiducia verso la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni non solo rimane molto alta, ma mostra segnali di crescita. Ad avere un’opinione positiva di lei è il 46%, in aumento del 2% rispetto alla rilevazione precedente, mentre oltre la metà del campione (circa il 52%) esprime poca o nessuna fiducia nel suo operato. Questo risultato riflette una situazione di consenso non pienamente maggioritario, ma comunque superiore rispetto alle valutazioni medie di altri leader internazionali.
    Naturalmente tra gli elettori di centrodestra è quasi un plebiscito, con l’86% di giudizi positivi, mentre si scende al 10% e al 14% tra chi vota centrosinistra e Movimento 5 Stelle.
    Meloni è anche prima anche sia tra i leader che hanno stupito gli italiani in positivo, con il 34%, che in negativo, con il 28%.
    Nel caso di Elly Schlein il bilancio è più deludente, se a indicarla come la politica che ha sorpreso in positivo è l’11% (e solo il 36% di chi vota centrosinistra), sale al 24% tra quelle che hanno stupito in negativo. Male anche Salvini, con solo l’8% che lo indica come colui che ha sorpreso in positivo, mentre per il 18% lo ha fatto in negativo. Molto meglio va a Conte, nominato dal 19% come politico che ha stupito positivamente e solo dall’8% tra quelli che hanno sorpreso negativamente, anche meno di Renzi.
    Sondaggi politici Piepoli, solo il 26% ha fiducia in Trump

    Un aspetto particolarmente interessante di questi sondaggi politici di Piepoli riguarda la percezione dell’opinione pubblica italiana su figure politiche straniere. La fiducia nel presidente ucraino Volodymyr Zelensky risulta in crescita di ben il 6% rispetto alla precedente rilevazione, al 31%, con un apprezzamento trasversale, del 34% tra chi vota centrodestra, del 39% tra gli elettori di centrosinistra, del 31% tra i pentastellati. Anche se, va detto, si tratta di un gradimento inferiore a quello che il presidente ucraino raccoglie in alti Paesi.
    Al contrario, la fiducia nel leader statunitense Donald Trump registra un netto calo nei consensi degli italiani, scendendo di sei punti al 26%. Anche tra chi vota centrodestra non va oltre il 40%, nonostante i frequenti rapporti politici e mediatici tra Roma e Washington negli ultimi mesi.
    Ancora peggio fa Vladimir Putin, apprezzato solo dal 15% degli italiani, seppure si tratti di una percentuale in aumento del 2% rispetto alla rilevazione precedente. Il gradimento sale al 25% tra chi vota centrodestra, ma è solo al 7% tra coloro che votano centrosinistra.
    Questi sondaggi sono stati realizzati con metodo Cati/Cami/Cawi su 500 persone il 15 dicembre
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  10. #270
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    Lightbulb Sondaggi elettorali Bidimedia, meno dell’1% tra centrodestra e centrosinistra


    Centrodestra al 46,4%, Campo Largo al 45,6%
    Negli ultimi sondaggi elettorali di BiDiMedia emerge un avvicinamento tra le due principali coalizioni. Il centrodestra si conferma la prima area politica del Paese con il 46,4%, sebbene in lieve calo in un anno (-0,3%). A trainare la coalizione resta Fratelli d’Italia, che con il 29,0% consolida il proprio ruolo di perno del sistema politico, registrando un ulteriore incremento dello 0,6%. Vanno peggio gli alleati: Forza Italia e Lega risultano appaiate all’8,3%, sono entrambe in flessione rispetto alla fine del 2024, rispettivamente dello 0,7% e dello 0,3%, e sono loro che provocano il calo di tutto il centrodestra. Marginale ma in crescita dello 0,1% Noi Moderati, allo 0,8%.
    Sul fronte opposto, il Campo Largo raggiunge complessivamente il 45,6%, in leggero aumento (+0,2%), confermandosi competitivo. Il Partito Democratico resta il principale partito dell’area con il 22,4%, ma è interessato una flessione significativa (-2,2% rispetto al dicembre 2024). In crescita dell’1,3% il Movimento 5 Stelle, in ripresa gli ultimi mesi, che sale al 12,3%, rafforzando il proprio ruolo di secondo pilastro dell’opposizione. Positivo anche il dato di Alleanza Verdi e Sinistra, al 7,0%, mezzo punto in più di un anno prima, mentre Casa Riformista è al 2,1%, in aumento dello 0,2% e +Europa all’1,3%, un decimale in meno. Il PSI, allo 0,5%, un anno fa non era neanche presente.
    Sondaggi elettorali Bidimedia, il centro liberale è al 4,5%

    Il centro liberale nel suo complesso raggiunge il 4,5%, con Azione al 3,1% in crescita dello 0,6% in un anno e di fatto non censito a fine 2024. Ad Azione si uniscono altre sigle come Ora! e Partito Liberaldemocratico allo 0,7%. Si tratta di un’area politicamente vivace ma elettoralmente fragile, che fatica a superare la soglia di rilevanza nazionale.
    Il dato degli indecisi è ancora molto elevato al 24%, seppure in calo di un punto, insieme a un’area di bianche e nulle al 2,5% e l’affluenza è vista in diminuzione al 51-55%. Questo nonostante la presenza di molti partiti anche piccoli, come quelli elencati nel sondaggio, da Democrazia Sovrana Popolare all’1% (-0,1% in un anno) a Potere al Popolo, allo 0,8%, da Rifondazione Comunista allo 0,7% alle altre liste minori all’1%.
    Questi sondaggi elettorali sono stati fatti tra 15 e 16 dicembre su un panel telematico di mille persone
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