Dario Fabbri ha dato inizio al suo intervento ricordando che il discorso di Vladimir Putin è arrivato dopo ben diciannove ore e che lo zar ha omesso completamente lo Stato islamico.
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"C'è un'allusione al fatto che gli ucraini possano essere complici", ha fatto notare il giornalista. Il direttore di Domino ha confermato: "È esattamente così. Ha parlato dopo diciannove ore. Non si può dire che non ha voluto esprimere responsabilità non redistribuendola allo Stato islamico perché era presto" e che quindi "non voleva essere superato da altre notizie di intelligence che potessero scavalcarlo con altri colpevoli". Cosa vuol dire? Secondo l'esperto di geopolitica, il capo del Cremlino "ha ponderato ogni singolo vocabolo. Ha omesso lo Stato islamico e ha lasciato intuire che l'Ucraina volesse dare un rifugio" ai terroristi.
"Ha aggiunto 'sparavano come nazisti'. Sappiamo che non solo nell'oleografia russa il nazismo è un richiamo alla grande guerra patriottica ma è stato usato moltissime volte nei confronti degli ucraini. Utilizzare questa attribuzione, quasi se fosse una questione di tecniche militari o di costume, ai soggetti che non nomina è un richiamo per l'opinione pubblica russa per dire 'saranno anche questi i nemici, ma non dimentichiamoci dell'Ucraina'", ha spiegato Fabbri. Putin "si prende la solidarietà dell'Occidente, sebbene non si citi mai Putin, e allo stesso tempo possibile che utilizzi questo per giustificare un montante attacco sull'Ucraina. Come a dire 'Volevano addirittura coprire i terroristi'", ha concluso






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