



Non è propriamente vero, senza dimenticare che esistono sempre le collaborazioni studentesche...
Ma evitano la gente di finire dall'altra parte d'Italia.2) La proliferazione degli atenei non è un fatto così positivo visto che si spartiscono gli studenti e i finanziamenti.
E come?Senza dimenticare i finanziamenti per quelli che vanno a cazzeggiare in erasmus...3) Questo è malcostume che potrebbe benissimo essere evitato facendo dei controlli seri.






Cosa intendi per "collaborazioni studentesche"? E come permettono di abbassare le tasse universitarie o far si che studenti disagiati rientrino più facilmente nei parametri per chiedere la riduzione?
Finire dall'altra parte dell'Italia non è un fatto così tremendo, si viene a contatto con realtà diverse che aiutano a crescere e non è detto che l'ateneo della propria città rappresenti il meglio nella materia che si è scelta.
Cosa c'entra l'erasmus con le borse per il diritto allo studio che permettono a studenti che altrimenti non potrebbero frequentare l'università.


Non era la riforma della meritocrazia?onf:
Il problema non è il problema. Il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema, comprendi?
Mangio sempre i bambini bolliti.






La collaborazione studentesca è in pratica un lavoro che l'università mette a disposizione degli studenti, nella mia si prendono 1200 euro di studio puliti per 150 ore di lavoro distribuite in due mesi, solitamente come aiuto bibliotecario o aiuto segretario, comunque lavori abbastanza leggeri e le classifiche per accedervi tengono appositamente conto del reddito.
Finché non si ricorre a soldi statali va tutto bene anche per me.Finire dall'altra parte dell'Italia non è un fatto così tremendo, si viene a contatto con realtà diverse che aiutano a crescere e non è detto che l'ateneo della propria città rappresenti il meglio nella materia che si è scelta.
Sono altri soldi buttati nel cesso, e finiamola con sta storia del permettere, non siamo negli anni '50, chi è che al giorno d'oggi non si può permette l'università?Nelle università statali con la fascia di reddito più bassa si paga non più di 700 euro di tasse, non mi sembrano cifre insormontabili.
Cosa c'entra l'erasmus con le borse per il diritto allo studio che permettono a studenti che altrimenti non potrebbero frequentare l'università.
Se l'università fosse piena di risorse non sarebbe un problema, ma dato che fra qualche si rischierà di non avere più sufficienti medici proprio a causa dello scarso numero di borse di studio per le specializzazioni, direi che prima sarebbe il caso di tagliare ciò che non è strettamente indispensabile. Se poi vogliamo continuare a vivere con la convinzione che esistano migliaia di geni che senza la borsa di studio non potrebbero studiare...

