
Originariamente Scritto da
Salvo
La Costituzione del 1948 è stata pensata, concordata e scritta da politici nel senso pieno della parola, che si sono avvalsi di ‘tecnici’ (giuristi) che conoscevano bene il loro lavoro. Ne è venuta fuori una legge fondamentale che, per contenuti e qualità giuridiche, e contro le ironie di chi non ne capisce nulla, è davvero un modello per le democrazie moderne, che non ha eguali in tutto l’Occidente. Ciò premesso, chi pensa di modificarla, ponendosi doverosamente in un’ottica democratica, dovrebbe avere rispetto per questa Legge e per i suoi principi, per i valori che essa esprime. Questa Costituzione ha già sofferto una profonda coltellata con la riforma del Titolo V –con cui si è inaugurata l’idea che la Costituzione sia un testo normativo uguale ad un provvedimento comunale e dunque modificabile ad libitum- e con l’inserimento di una norma ragionieristica come il “pareggio di bilancio” (modifica dell’art. 81 Cost.) che non ha natura, né dignità, di norma costituzionale. Adesso, su quella scia, si tenta di sconquassare radicalmente la Costituzione col premierato, la separazione delle carriere e l’autonomia differenziata, senza avere idea di cosa sia una Costituzione, che non può essere un occasionale programma di governo, con spartizione di privilegi fra i componenti, ma un mirabile bilanciamento di interessi sociali, com’è l’attuale Costituzione. La classe politica attuale, per qualità, non è all’altezza di questo còmpito, e dunque bisognerebbe astenersi dai propositi deleteri che questi sprovveduti e spregiudicati individui pretendono di conseguire.