



se ci sono fatti morali oggettivi accertabili la morale non è relativa e avremo credenze morali più perfette e meno perfette nella misura in cui rispecchiano o meno codesti fatti indipendenti dal sentimento umano
se non esistono fatti morali oggettivi non esiste un parametro di perfezione e ogni paradigma sarà autoreferenziale, perfetto rispetto a sé stesso e incommensurabile con gli altri


Sei tu che non comprendi bene in cosa consiste il relativismo. Se ogni verità è perfettibile significa che la conoscenza procede su base soggettiva come processo di collaborazione fra i soggetti. La scienza si muove in questi termini da secoli. Evidentemente non ve ne siete ancora accorti!
La scelta morale non è altro che il risultato di un processo di conoscenza e quindi obbedisce ai medesimi principi. Questo perché quello che fanno gli esseri umani è conoscere al fine di agire. Niente scintilla morale divina iscritta nel cuore degli uomini, ahimè.
Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


le motivazioni ambientali e quelle salutiste non hanno nulla a che fare con la discussione morale sulla liceità (morale) dell'uccisione dei senzienti, sono dei tentativi di spaventare l'interlocutore additando conseguenze spiacevoli estranee però al tema del valore delle vite senzienti (infatti i suddetti animalari vanno in pallone quando si parla dell'abbattimento dei cinghiali sovrabbondanti che diversamente dagli allevamenti non ha nessuna conseguenza spiacevole sugli ecosistemi, anzi)
per trasformare quegli argomenti lì in un problema morale bisogna spostare il discorso sul "dovere morale nei confronti dell'ecosistema e dell'umanità che dovrà viverci" e sul "dovere morale a prendersi cura della propria salute", e un emotivista come topquark (in maniera perfettamente coerente col suo porre l'accento sul portato evolutivo e con la sua antipatia per le supercazzole metafisiche) anche in quel caso farà affidamento sul senso di empatia verso le generazioni future e sul senso di attaccamento per la propria salute (ossia ancora una volta sentimenti che ci sono o non ci sono, proprio come la compassione per gli animali; l'emotivismo onesto degli scienziati antimetafisici funziona così)


le conoscenze sono perfettibili se esiste un oggetto a cui possono essere rapportate per valutare il loro grado di perfezione, un oggetto/traguardo a cui avvicinarsi gradualmente nella storia o da cui anche allontanarsi per ricadere in un grado minore di perfezione
se non esistono fatti morali oggettivi non ci sono enunciati veri ed enunciati falsi in campo morale
tu chiami relativismo un "progresso verso una sempre maggiore conoscenza", per cui ci sono quelli che si sono approssimati maggiormente al vero e quelli che invece ne sono lontani; ma questo presuppone che ci siano delle verità in materia morale, senza le quali abbiamo tanti paradigmi incommensurabili, come l'architettura medievale europea non è "più vera" dell'architettura medievale cinese


Glielo potrai ripetere e spiegare in tutte le salse tanto non ti darà mai ragione.
Siccome io non credo che per capire questa cosa servano chissà quali capacità cognitive devo pensare che lui faccia apposta così - come fa sempre - finchè l'interlocutore non si stizzisce e abbandona il 3d.
Regressista amante della pucchiacca.




Non ci sono enunciati veri ed enunciati falsi in assoluto in termini morali. Ci sono enunciati che in questo istante il mio grado di conoscenza attuale mi porta a concludere essere veri o falsi. Io che vivo in questo istante ordino le mie azioni alle conoscenze di questo istante che in questo istante determinano certe conclusioni. È un problema? No perché in questo istante non devo vivere la vita di domani. Quindi le conoscenze che avrò maturato e sviluppato domani non mi servono oggi. Mi serviranno domani!
Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


se non esistono fatti morali non c'entra niente il "grado di conoscenza" perché non c'è un fatto morale da conoscere
chi crede che esistano fatti morali non è relativista e non ha senso che si definisca relativista, riconoscerà che esistono molteplici credenze morali ma alcune le riterrà più perfettamente conforme ai fatti morali e altre meno (anche se può sostenere "la nostra conoscenza dei fatti morali non è ancora perfetta", ma non sono relativi)