il mio interesse scema nella misura in cui non riesci a rendere interessante il tuo sistema filosofico che sembra il classico gigante dai piedi d'argilla, collegandolo ai concetti della filosofia moderna .
La tua causa essendi non serve a niente: tizio la riceve da caio che la riceve dalla fonte che la riceve dalla falda acquifera che la riceve dall'ossidazione dell'idrogeno gassoso che la riceve dall'esplosione di una supernova che origina dal big bang che ha energia totale nulla e che pertanto non richiede di ricevere niente da alcunche' (non "dal nulla che non esiste").Questo discorso continua a rischiare di trasformarsi in un dialogo fra sordi, perché si continua a parlare di "eventi genuinamente incausati", come se "incausato" fosse sinonimo di "genuinamente stocastico" (falso) e come se l'indeterminismo della mq, anziché implicare l'incertezza nella previsione di un certo fenomeno (a motivo della natura del fenomeno stesso), volesse dire "assenza di causa" di un ente nel senso della metafisica aristotelico-tomista, di cui i fisici peraltro non si occupano quasi mai nell'esposizione delle loro ipotesi scientifiche. In più, torno nuovamente a ripetere che, ogni volta che si cerca qualcosa in merito, si trovano sempre articoli scientifici o di divulgazione scientifica che, tutt'al più, dicono che la nozione di causalità, nella fisica odierna, va sempre più ripensata rispetto ai canoni tradizionali del determinismo della fisica newtoniana (che però non coincide affatto con la causalità ontologica), ma non che vada rigettata completamente. Quindi, il problema è duplice: 1) si fraintendono i concetti della metafisica; 2) si dà per scontato che l'abbandono della causalità deterministica della fisica newtoniana a motivo dell'indeterminismo implichi necessariamente il completo abbandono di qualsiasi nozione di causalità anche nell'ambito della fisica moderna, nonostante la tendenza sia - o sembri essere - quella di "ripensare" la nozione di causalità, non di rigettarla completamente.
Detto questo, ci (ri)provo. La causa efficiente, di cui tratta la seconda delle cinque vie tomiste, è una relazione che indica un nesso ontologico tra un ente e l'altro. Cosa vuol dire? Vuol dire che, se non esiste l'ente X, non può esistere l'ente Y. È questa la causa efficiente intesa come causa essendi: ciò che fa sì che un determinato ente esista e senza cui quell'ente non ci sarebbe. Il regresso all'infinito non viene escluso per un gusto personale o per un capriccio. Es.: Tizio ha un bicchiere d'acqua, che ha ricevuto da Caio, il quale, a sua volta, ha ricevuto l'acqua da Sempronio, che l'ha ricevuta da qualcun altro, e così via. Se non ci fosse una fonte d'acqua, Tizio non avrebbe mai ricevuto l'acqua nel bicchiere che ha in mano.
Equivale a domandarsi da dove viene la massa e l'energia dell'universo. Non che la domanda non vada bene anzi, ma abbiamo una risposta motivata del perche potrebbe risultare uguale a zero.
La parte interessante invece sarebbe proprio quella che parla di causalita come intesa dal senso comune e formulata dal prs (nella sua versione moderna), che ne Masnovo ne nessun altro riconduce o deduce dal pdnc e dal pdi.
Tizio ha in mano l'acqua perche Caio agisce dandogliela (altrimenti non l'avrebbe), compiendo una specifica azione che non cambia l'acqua e ciononostante rende ragione del fatto che Tizio l'abbia in mano, Caio fa lo stesso da Sempronio etc etc, Uno allora si chiede lecitamente se e dove si interrompe questa catena o se segue all'infinito.
La MQ la rompe.
Come fai a non capire che stai semplicemente abusando del verbo creare?La creazione non è un fenomeno fisico. È, se mai, la precondizione di qualsiasi fenomeno fisico perché, banalmente, non avverrebbe nessun genere di mutamento se non ci fossero enti che, per un aspetto o per l'altro, mutano. La creazione è, invece, la produzione di tutto l'esistente senza alcun presupposto. Non è un mutamento: il mutamento implica già qualcosa di esistente, un passaggio da qualcosa a qualcos'altro.
La tua metafora non fisica non ha niente di "intelleggibile", non ha minimamente senso.
Mi stai chiedendo cosa causa un "buco causale"?Quello che chiami "buco causale" a cosa sarebbe dovuto?
Non ho mai scritto che questo "implichi necessariamente il completo abbandono di qualsiasi nozione di causalità", questo te lo sei inventato di sana pianta.
Non puo esistere alcun meccanismo causale che renda ragione del fatto che al tempo t1 osservi un mu e al tempo t2 osservi un elettrone (+neutrini). Se ne postuli l'esistenza cadi in contraddizione.





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