Proprio il fatto che l'utilizzo del verbo "essere" abbia preceduto le speculazione metafisica è una conferma che quest'ultima è, nei suoi fondamenti, una formalizzazione dei dati colti dal senso comune, ossia di ciò che l'uomo già fa e sa spontaneamente. Se questa formalizzazione fosse scorretta, risulterebbe possibile farne a meno senza riaffermarla, almeno implicitamente, ogni volta. Ma così non è. Ad esempio, proviamo a semantizzare il pdnc senza ricorrere al verbo "essere" o alla parola "ente": una stessa realtà non può, simultaneamente, esistere e non esistere sotto lo stesso rispetto. L'espressione "una stessa realtà" ha un significato uguale all'espressione "uno stesso ente". L'espressione "non può, simultaneamente, esistere e non esistere sotto lo stesso rispetto" ha significato identico a "non può, simultaneamente, essere e non essere sotto il medesimo aspetto". Facciamo pure un altro esempio: un gatto non può, al tempo stesso, caratterizzarsi e non caratterizzarsi come gatto sotto il medesimo aspetto. Non stiamo usando né la parola "ente" né possibili sinonimi come "cosa" o "realtà", ma la parola gatto, che indica una particolare tipologia di animale, a noi molto nota. Questo è proprio un caso in cui la nozione di "ente" e quella di "essenza" - altro spauracchio di chi soffre di fobia per la metafisica - sono implicite: la parola "gatto" infatti indica qualcosa, quindi un "ente", ossia una cosa a cui compete l'essere, una realtà esistente. Qualcosa che, ovviamente, esiste (ha l'essere) in virtù di determinate caratteristiche fondamentali senza le quali non sarebbe individuabile e distinguibile come tale. Ed ecco, pertanto, la nozione di "essenza". Il verbo "caratterizzare" non fa altro che esprimere la nozione di "essere". Si potrebbero fare altre miriadi di esempi, ma il risultato sarebbe sempre lo stesso. Perché? Perché la metafisica individua e studia gli aspetti necessari ed universali della realtà. Chiediti infatti se è veramente possibile che esista, nella realtà, qualcosa di contraddittorio o, a monte, se possa esistere qualcosa che non sia uguale a se medesimo. Pensi davvero di averla sfangata solo perché puoi non utilizzare il verbo "essere", ma un termine diverso che però esprime un contenuto equivalente (a scanso di equivoci, per evitare sofismi e speculazioni inutili: l'espressione "termine" o "nozione equivalente" significa "termine" o "nozione con lo stesso significato e valore")? Sarebbe un insulto all'intelligenza.
La metafisica non sarebbe rigorosa perché "non può nemmeno definire che cosa l'essere sia"? Nemmeno di "oggetto", di "cosa", di "qualcosa" o di "esistenza" c'è una definizione. E sai perché? Perché si tratta di nozioni autoevidenti. Eppure, tu dici: "Quello che noi consideriamo evidente è che esiste qualcosa". Vuoi per caso dirmi che questa affermazione sarebbe frutto di un'evidenza dimostrata? Il paragone con l'astrologia è uno strawman argument sul quale nemmeno mi soffermo perché qui il problema di fondo è ritenere (erroneamente) che la possibilità di fare a meno del termine "essere" voglia dire che il contenuto che questa parola indica sia arbitrario ed innecessario, mentre in tutta evidenza non è così.





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